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Si è nati ad Agropoli per morire a Vallo?

Agropoli, lo smantellamento dell’Ospedale civile crea nuovi attriti con Vallo della Lucania

Ospedale lavAgropoli. «Deceduto presso l’Ospedale S. Luca di Vallo della Lucania». È questa  la frase che si legge con troppa frequenza, ormai, sugli avvisi funebri che vengono affissi per la città. E se, fino a qualche tempo fa, ciò non veniva avvertito come un fatto strano, ora la gente comincia a recepirlo con un certo sconcerto. Infatti, la cadenza di questi annunci sta creando una certa preoccupazione tra i cittadini.

Qui non si tratta solo di persone molto avanti con gli anni, per cui qualcuno potrebbe anche obiettare ch’è un fatto naturale e fisiologico, ma anche di uomini e donne con meno carichi di anni. Il verificarsi di questa dinamica sta suscitando apprensione, se non vera e propria paura tra la popolazione agropolese, tanto che si va dicendo, forse anche per esorcizzare il “fenomeno” che «si è nati ad Agropoli per morire a Vallo».

Non è nostra intenzione seminare sfiducia verso il nosocomio di Vallo della Lucania ma c’è chi apertamente ripete che si sentiva più tranquillo quando l’Ospedale civile di Agropoli era aperto e funzionante a pieno regime.

Un ospedale, quello della nostra città, che la Regione Campania ha chiuso e che, dopo tanto tempo e tante lotte fatte dalle Organizzazioni sindacali e dai lavoratori, è stato riaperto con funzioni così minime che gli ammalati vengono ancora quasi sempre ricoverati al S. Luca di Vallo della Lucania.

Quest’ultima struttura, peraltro, è già affollata di pazienti, essendo l’unico presidio attrezzato del suo territorio. Ed è proprio per queste condizioni di affollamento che in molti credono che solo un ripotenziamento del nosocomio agropolese possa garantire quella rapidità di interventi in grado di assicurare una maggiore tranquillità della popolazione.

Un provvedimento bisognerà prenderlo, anche per rassicurare le persone che è tutto apposto. Occorre ampliare le attività d’intervento presso il presidio di Agropoli, con la presenza di qualificati e ulteriori medici e paramedici. Altrimenti questa situazione potrà suscitare frizione verso le autorità competenti, con grave pregiudizio per la tranquillità di tutti.

Agropoli, al passaggio del Giro d’Italia attivisti della Cgil e della Sinistra ricordano l’eccidio del popolo palestinese

Al centro della dimostrazione, la decisione degli organizzatori della corsa rosa di far partire il percorso dalla capitale israeliana

32313898_596121750743638_8076814200606818304_oAgropoli. Numerose le bandiere della Palestina e della Cgil che hanno sventolato sul lungomare S. Marco durante il passaggio del Giro d’Italia. Le motivazioni della dimostrazione sono racchiuse in un volantino diffuso dal sindacato: «Nel salutare tutti i corridori, lo staff tecnico, il personale di assistenza delle squadre e le troupe televisive, il sindacato Cgil e lo Spi-Cgil stigmatizzano fermamente, con un vibrante j’accuse alla direzione della corsa rosa, l’aver consentito che il Giro di quest’anno prendesse il via dalla città santa di Gerusalemme. A parere di lavoratori e cittadini, infatti, questo non era proprio il momento di stabilire un simile itinerario, in quanto i governanti dello Stato ebraico, da circa un mese a questa parte, stanno attuando un autentico eccidio del popolo palestinese nella striscia di Gaza. 20180512_135514

Il presidente israeliano, Benjamin Netanyahu, sta difatti continuando a consentire che i suoi soldati sparino contro donne, vecchi e bambini che protestano a mani nude per affermare il diritto a vivere in pace nella loro terra: fino ad ora sono state assassinate oltre 50 persone e i feriti sono diverse migliaia. Lo statista sanguinario, per nascondere i suoi guai di corruzione ed altro, sta portando lo scompiglio nel Medio oriente, correndo il rischio di incendiare tutto lo scacchiere di una regione già abbastanza provata dalla guerra in Siria e contro i ribelli dell’Isis. Mai e poi mai avrebbe dovuto essere omaggiato dalla partenza del Giro d’Italia proprio mentre si perpetua un simile massacro per bieco calcolo di potere.

20180512_134424Invero, il ciclismo è per antonomasia la corsa di popolo per la pace. Questo sport, popolare in Italia ed in Europa, è stato sempre un messaggio di pace e messaggeri di pace sono stati, e sono, i propri atleti popolari, che si sono battuti per la libertà. Un esempio significativo ci viene dalla lotta partigiana contro il nazifascismo, nel periodo 1943/1945, quando la bicicletta era diventato un mezzo di lotta della Resistenza contro la teppaglia nazista. Le due ruote venivano utilizzate dai partigiani per attraversare silenziosi le linee nemiche. Le staffette partigiane mantenevano i contatti con i combattenti, percorrendo chilometri in bici e portando gli ordini alle varie brigate. 

Tra costoro c’era anche il grande campione di ciclismo, Gino Bartali, che nella sua Toscana curava i collegamenti con i partigiani e, nei tubi del telaio della sua bicicletta, nascondeva i documenti che servirono per salvare molti cittadini di religione ebraica perseguitati dai tedeschi delle SS.

Per questi atti eroici proprio lo Stato ebraico ha insignito Bartali della più grande onorificenza: quella di Giusto tra le nazioni. Questo, e solo questo, è per gli Italiani il ciclismo che non avrebbe mai dovuto omaggiare gli attuali governanti di Tel Aviv. W il Giro d’Italia e w il Popolo palestinese»

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Salerno, caso De Luca: Lambiase (LeU): «a che titolo un assessore del Comune si interessa di appalti di competenza regionale?»

E il coordinatore provinciale di Liberi e Uguali alza il tiro: «connubio incestuoso tra Pd e destra»

salerno-di-tuttiSalerno. «Non entro nel merito dell’inchiesta che dovrà accertare rapidamente i fatti. Ma è indubbio che i video di fanpage.it documentino il fallimento politico della questione rifiuti». A commentare il caso De Luca è il consigliere comunale di Salerno di Tutti, Gianpaolo Lambiase, candidato al Senato al collegio uninominale di Salerno per Liberi e Uguali.  

«In Campania - aggiunge Lambiase - si continua a sversare veleni, le ecoballe restano dove erano, i rifiuti tossici continuano a bruciare. Sono convinto che la magistratura saprà accertare la verità, ma è lecito chiedersi: a quale titolo un assessore del Comune di Salerno si interessa di appalti di competenza regionale?».

A rincarare la dose ci pensa il coordinatore provinciale di LeU: «i fatti sono gravissimi – commenta Federico Conteperché segnalano l’esistenza di un connubio incestuoso tra il Pd e la destra e di un sistema di potere, nel nome di De Luca, che travalica la politica e offre della Campania un’immagine feudale».

Elezioni politiche: il Governatore Emiliano all’attacco

L’esponente della minoranza dem risponde ad Antonio Vassallo: «purtroppo il Pd è stato invaso da personaggi opachi e improbabili»

michele-emiliano«Caro Antonio, comprendo totalmente la tua indignazione e la tua decisione di abbandonare il PD». Comincia così il commento che il Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, esponente della minoranza dem, ha lasciato sotto al post con cui Antonio Vassalo ha espresso il suo disappunto per la decisione del Partito democratica di candidare l’ex sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, alle prossime elezioni politiche.

«Sono indignato anche io per quello che sta accadendo – continua Emiliano – e sono incredulo del fatto che nessuno abbia tenuto conto delle argomentazioni nitide e non contestabili che hai utilizzato a tempo debito per evitare che simili personaggi fossero candidati».

«Purtroppo – aggiunge l’esponente della minoranza – quei moltissimi che in Campania avrebbero votato per il PD che tuo Padre rappresenta, non andranno a votare o voteranno altre forze politiche perché casa nostra, quella costruita dai partigiani durante la Resistenza e fatta diventare bellissima da gente come Tuo Padre, è stata invasa da personaggi improbabili e opachi come quelli da Te descritti.

Tenteremo con tutte le nostre forze di scacciare questi personaggi dal PD in modo che tu possa, assieme a Tuo Padre, sentirti di nuovo parte di tutti noi. Nel frattempo – conclude l’ex pm – ti chiedo scusa per conto di coloro che nel PD non hanno neanche avuto il coraggio di guardarti negli occhi prima di infangare in questo modo la memoria di Tuo Padre, Angelo».

Elezioni politiche, Isoldi (PaP): «la politica deve tornare ad occuparsi della felicità. Basta con i prepotenti»

Il candidato di Potere al Popolo per il collegio uninominale di Agropoli attacca il Pd: «per loro la politica vale solo se porta ad una candidatura»

Filippo IsoldiAgropoli. Un passato nel movimento del ‘77, contro il nucleare e per la non violenza. Nel 2001, dopo i fatti avvenuti al G8 di Genova, aderisce a Rifondazione comunista e dà vita al primo circolo di Laurito. Filippo Isoldi, candidato di Potere al Popolo nel collegio uninominale di Agropoli per la Camera dei Deputati, è un militante di vecchia data, che ha come punti di riferimento il pensiero di Gandhi e di don Milani.

Intervistato dalla redazione di Trasparenza & Legalità, Isoldi ha spiegato che la sua candidatura si pone come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli oppressi, spesso distratti dai mezzi di comunicazione di massa. La sua campagna elettorale, dice, sarà molto semplice: «mi rivolgo alla gente normale, come quella che incontro al bar quando prendo un caffè o come il contadino da cui compro il fieno».

Il suo programma elettorale è un mix tra sogno e pragmatismo: «occorre invertire i valori di questa società perché l’obiettivo di ciascuno non può essere guadagnare più denaro e diventare un perfetto consumatore. La politica deve tornare ad occuparsi della felicità del popolo, senza farsi avvelenare dalle gerarchie».

Quanto al Pd ed al suo candidato , aggiunge: «occorre solleticare le persone, singolarmente e come collettività, sul fatto che un rappresentante del popolo non può diventarne un padrone ma dovrebbe sempre essere considerato un suo servitore». Nel 2012, ricorda, Rifondazione tentò di contrastare con una propria lista la candidatura bulgara di Alfieri. «Oggi costui si è dato molto da fare per essere candidato al Parlamento. Perché? Senza candidatura avrebbe perso tutto il suo valore?

Per noi di Potere al Popolo – conclude Isoldi – vale il principio opposto, tanto è vero che potevo benissimo non essere io il candidato ma questo progetto lo avrei sostenuto ugualmente, insieme alle tante persone che lo stanno animando».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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