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Mondo, China Daily intervista la salernitana Pierro a Pechino

La giovane cantantautrice sta spopolando nella Repubblica popolare cinese

Pechino. Sono passati due anni da quando ha lasciato l’Italia e la sua Salerno. Oggi, Eleonora Pierro, in arte Nora, raccoglie i frutti della scelta di aver lasciato il suo Paese. E li raccoglie in quella Repubblica popolare cinese, da alcuni vista ancora con troppa diffidenza.

Questo che si riporta è il servizio che il quotidiano China Daily le ha dedicato.

 

Storia, il 9 ottobre 1967 veniva ucciso “il Comandante” Che Guevara

Il rivoluzionario cubano, icona di tutti i movimenti progressisti nel Mondo, è stato assassinato mentre dirigeva la guerriglia in Bolivia

ernesto-che-guevara 2Ogni anno, il 9 ottobre, tutto il mondo ricorda il grande combattente Ernesto Che Guevara, ucciso nel 1967, subito dopo esser stato fatto prigioniero dalle truppe del governo reazionario di Bolivia, sostenuto dagli Stati Uniti tramite la Cia.

Che Guevara resta un grande esempio per i giovani: lasciò le comodità della professione medica per unirsi a Fidel Castro nella rivoluzione cubana, vinta la quale divenne un prestigioso ministro dell’economia nel primo Stato socialista in Occidente. Non dimentico, però, delle sofferenze degli altri popoli sud-americani, rinunciò all’incarico e si portò nelle foreste boliviane, dove dette impulso alla guerriglia locale, per la liberazione dei contadini e dei lavoratori dalla schiavitù.

Oggi, in Bolivia, sventola la bandiera della libertà e del progresso, sorretta dagli eredi politici di Che Guevara.

Nel momento in cui le forze capitalistiche cercano di imporre un nuovo sfruttamento delle classi lavoratrici mediante la globalizzazione finanziaria, che punta sull’aiuto di governi acquiescenti, il suo sacrificio si valorizza ancora di più.

È con questo spirito, quindi, che va ricordata la figura di Ernesto Che Guevara.

Europa, «Con la Grecia perde tutta la Sinistra»

Articolo di analisi sul Fatto Quotidiano dopo gli ultimi fatti ellenici: «onore delle armi a Tsipras ma ha ragione Varoufakis»

Ingroia (da il Fatto Quotidiano)«Di fronte all’esito della trattativa fra Tsipras e la Troika, profondamente deludente per il popolo greco e per chi, come me, ha creduto nella forza dirompente del risultato referendario greco, l’amarezza è grande».

Comincia così l’articolo di analisi, comparso sul Fatto Quotidiano di oggi, firmato dal leader di Azione Civile, Antonio Ingroia.

«Ad Alexis Tsipras va concesso l’onore delle armi per aver resistito all’assedio dell’Europa dei burocrati per sei mesi. Poco più, purtroppo. Ma la delusione è enorme.

Si poteva fare di più? Io credo di si, e su questo la penso come Varoufakis. Imboccata una strada, bisognava portare avanti la posizione, eventualmente fino alle sue conseguenze più estreme. Altrimenti, avere indetto il referendum greco rischia oggi di apparire poco più di un espediente tattico da giocarsi sul tavolo della trattativa e non invece il sacrosanto ricorso ad uno strumento indispensabile di democrazia diretta».

Continua a leggere il resto dell’articolo sul Fatto Quotidiano.

Mondo, il dono di Morales: crocifisso con falce e martello

L’originale omaggio del presidente boliviano a papa Francesco

Crocifisso su falce e martelloSanta Cruz. Il dono ha vinto certamente il premio originalità: un crocifisso su falce e martello. Che rappresenta il riscatto di una popolazione che lotta per sconfiggere la povertà e le ingiustizie sociali. In linea con la teologia della liberazione che tanti martiri ha avuto a causa del proprio impegno a fianco degli oppressi.

C’era probabilmente tutto questo nel dono fatto dal presidente, Evo Morales, a papa Francesco, durante la sua visita in Bolivia. Stato in cui, nel 1967, il comandante Che Guevara operò la guerriglia e fu assassinato.

Thailandia, riprende la guerra civile? Di Eleonora Pierro

Due bombe esplose nel centro di Bangkok

BangkokBangkok. La stazione dello skytrain Siam Paragon, centro nevralgico della Bangkok ricca, torna ad essere teatro simbolico di attentati e scontri. Intorno alle 20.10 l’esplosione di due bombe artigianali ha sconvolto la conclusione di una domenica apparentemente tranquilla, terrorizzando i presenti. Nessun coinvolto “E’ stato spaventoso – raccontano due ragazzi inglesi, testimoni dei fatti – un rumore fortissimo, alcuni ridevano pensando fosse una scherzo, poi un altro, e istintivamente siamo scappati, non puoi mai sapere cosa accadrà qui, visti i trascorsi”.

La polizia ha inizialmente di un danno al trasformatore elettrico, per poi scoprire che all’interno di questo erano contenute le bombe. Non è ancora chiaro a chi attribuire l’attentato, ma potrebbe essere collegato alla conferma dei due anni di carcere per Jatuporn Prompan, capo del movimento delle camicie rosse, con l’accusa di istigazione, diffamazione e disordini.

Dopo l’elezione della premier Yingluck Shinawatra, sorella di Thaksin Shinawatra, a sua volta allontanato dal potere nel 2006, le camicie gialle avevano, spontaneamente e non, occupato le piazze per chiederne ed ottenere la deposizione, che ha sollevato gravi disordini.

La fazione dei rossi aveva, del resto, promesso rappresaglie in risposta al golpe del 22 maggio, per mano di Prayuth Chan-ocha e col consenso del re, che ha sospeso la costituzione e messo fine agli scontri.

Le due bombe potrebbero, dunque, aver dato il via a nuovi disordini tra chi richiede il rispetto degli esiti di elezioni democratiche e i fedelissimi del re, contrari al governo degli Shinawatra. Sovrano, le cui condizioni sembrano peggiorate e che questo 5 dicembre ha dovuto annullare la partecipazione ai festeggiamenti per il suo compleanno per motivi di salute.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
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