Archivio Piana del Sele

Battipaglia, sinistra in lutto per la scomparsa di Gaetano Maiorano

Il ricordo di Umberto Domini: l’avanzata sociale del nostro Paese è dovuta a tanti compagni che, come Maiorano, lottarono con tutte le loro forze per il progresso e l’emancipazione dei lavoratori

MaioranoBattipaglia. Lunedì, 7 dicembre 2015, presso l’ospedale civile, si è spento il compagno Gaetano Maiorano. La sua avventura terrena è durata 72 anni. Nato a Olevano sul Tusciano, da una famiglia di piccoli commercianti, dopo gli anni dell’adolescenza, ha frequentato con serio impegno le scuole liceali di Eboli. Fu in quell’istituto che prese i primi contatti con ambienti studenteschi di sinistra (che allora rappresentavano gli embrioni del mitico Movimento studentesco che tanto ha fatto parlare di sé, anche nella Piana del Sele, tra la fine degli anni ‘60 e la metà del 1995).

Il compagno Maiorano si fece le ossa proprio partecipando, prima, e dirigendo, poi, molte iniziative di protesta che scossero la popolazione studentesca, liberando il mondo della scuola dall’arretratezza e dall’oscurantismo che fino ad allora avevano imbrigliato la cultura italiana. Finite le scuole superiori, il compagno Maiorano si iscrisse all’università: sicuramente sarebbe riuscito a conseguire una laurea nei tempi se, però, non avesse ceduto al richiamo della politica come scelta di vita. Scelta facilitata anche dal suo carattere passionale ed altruista.

Nel 1969 aderì al Pci e, in breve, proprio per il suo attivismo, divenne un dirigente stimato e seguito della sezione di Battipaglia. Assieme ai compagni locali, partecipò alla grande protesta sindacale del 9 aprile 1969. Purtroppo, alcuni elementi della destra e frange di malavitosi della zona - che uniti a provocatori di mestiere, infiltratisi nei cortei dei manifestanti, sfruttarono la rabbia dei partecipanti già di per sé abbastanza esasperati – riuscirono a portare alcuni pezzi della protesta a scontri insensati e provocatori contro le forze dell’ordine. Di fronte a ciò, la polizia mostrò tutta la sua impreparazione nel far fronte alle provocazioni e, come si suol dire, in quel frangente, perse la testa. Così la manifestazione degenerò in guerriglia urbana: gli agenti impauriti spararono contro i manifestanti, causando due morti e vari feriti. E fu proprio in quel contesto che, purtroppo, alcuni dirigenti sindacali e politici diedero prova di grave ingenuità. La valutazione dei fatti, avvenuta alcuni giorni dopo, fu decisiva per favorire un ricambio nella struttura dirigente del Pci provinciale e locale, sostituendo alcuni elementi con compagni giovani che, proprio nella protesta, seppero dare prova di grande equilibrio e fermezza. E fu allora che il compagno Maiorano venne eletto nella segreteria del Pci di Battipaglia.

Visti i risultati del suo lavoro nel partito, poco tempo dopo, durante la riorganizzazione della Cgil provinciale, il compagno Maiorano fu chiamato ad assumere un ruolo di rilievo che, in breve, lo portò a dirigere anche varie categorie. La sua competenza e la sua esperienza, unite ad una sincera lealtà, ne fecero presto un dirigente stimato anche dai livelli nazionali del sindacato.

Non si esagera a definirlo uno dei compagni più stimati ed amati dai lavoratori. Non si risparmiò nelle lotte, tanto che lo si trovava sempre alla testa degli scontri. I lavoratori che lo hanno conosciuto ricorderanno in Maiorano la grande onestà ed il suo sorriso, che ne facevano un compagno di cui ci si poteva fidare. Le giovani generazioni non sanno chi era Maiorano, ma a loro vorremmo dire che l’avanzata sociale del nostro Paese è dovuta, in primo luogo, a tanti compagni che, come lui, lottarono con tutte le loro forze per il progresso e l’emancipazione dei lavoratori. Certo, queste storie non le troveranno tormentando i loro smart-phone e cellulari, perchè le azioni di chi lotta sui posti di lavoro non fanno audience… non essendo gradite al Potere.

Salerno, Landolfi (Pd): «se Alfieri e Caputo siedono e discutono con esponenti di centrodestra sono fatti loro»

Il sindaco di Agropoli e l’europarlamentare aprono al dialogo con Massimo Cariello. Il segretario provinciale del Partito democratico: «non siedo a tavola con certe persone»

Landolfi tagliataAd Eboli, la scorsa primavera, il Pd ha perso le elezioni. Il suo candidato è stato accompagnato alla porta dal voto popolare. E, oggi, alcuni esponenti del Partito democratico cercano di ri-entrare dalla finestra.

Non ha altro senso il pranzo tenutosi a Paestum, a fine agosto, tra il sindaco di centro-destra Massimo Cariello ed altri esponenti politici, fra cui Franco Alfieri e Nicola Caputo, entrambi del Pd.

Un pranzo che ha irritato non poco il segretario provinciale del partito, Nicola Landolfi, che, intervistato dal quotidiano la Città, ha dichiarato: «io non ero presente. Anzi, tengo a precisare che la sera mi tengo leggero… E poi non gradirei di certo la compagnia di certe persone…».

Incalzato dal giornalista, ma neanche troppo, Landolfi ha rincarato la dose: «non ci possono essere accordi con chi attualmente è ancora in carica all’Asi, parlo di Cariello, messo lì da Cirielli».

«Se Alfieri e Caputo siedono e discutono con esponenti di centrodestra sono fatti loro. Con Cariello posso prendere un caffè se lo incontro al bar. Ad Eboli siamo e resteremo all’opposizione».

Chissà se gli daranno ascolto!

Battipaglia, il Governo proroga lo scioglimento del Comune

Decisione del Consiglio dei Ministri: «Occorre proseguire il risanamento delle istituzioni locali»

Municipio_BattipagliaBattipaglia. Occorre proseguire le «operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata». È con questa motivazione che il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella serata di ieri, la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale.

La proposta è stata avanzata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Per il responsabile del Viminale, dunque, non sono ancora mature le condizioni perché possa dirsi completata l’opera della commissione nominata il 7 aprile dello scorso anno.

La notizia è stata diffusa dal quotidiano “la Città”.

Ambiente, è nato il «santuario dell’acqua»

Siglato l’importante accordo tra i comuni del Marmo-Platano e del Tanagro-Alto Sele

Iniziativa santuario dell'acquaMuro Lucano. Si è svolto giovedì 23 luglio nell’aula consiliare del Comune di Muro Lucano l’importante progetto di salvaguardia dell’acquifero carbonatico dei monti Marzano-Eremita e monti di Muro Lucano.

Su iniziativa del Professore Franco Ortolani, insieme ai sindaci dei comuni interessati, al Presidente della Comunità Montana Tanagro Alto e Medio Sele e ai comitati No Triv della Basilicata nasce il santuario dell’acqua.

Ad intervenire per primo di fronte ai cittadini preoccupati è proprio il Professore Ortolani che illustra il progetto: <<Occorre correggere la perimetrazione del permesso di ricerca, eliminando le aree in cui affiorano le rocce carbonatiche e le aree nel cui sottosuolo, secondo l’INGV si trovano le faglie sismogenetiche, in quanto le perforazioni e le successive reinezioni dei fluidi di scarto ad alta pressione possono riattivare tali faglie>>. Inoltre sottolinea :<< le rocce sono caratterizzate da un elevata fratturazione e carsificazione,  questo faciliterebbe l’infiltrazione delle sostanze tossiche nel sottosuolo fino alla falda acquifera con una rapida diffusione alle diverse sorgenti di Buccino, Calabritto, Sicignano, Contursi, Quaglietta e quelle emergenti lungo il fiume Sele, Tanagro e Bianco, occorre perciò evitare qualsiasi perforazione nella zona evitando possibili contaminazioni istituendo il santuario dell’acqua>>.

Successivamente, l’intervento del Presidente della Comunità Montana Giovanni Caggiano e dei Sindaci: Gerardo Mariani di Muro Lucano, Nicola Parisi di Buccino, Onofrio Grippo di San Gregorio Magno, Michele Celentano di Bella, Oscar Imbriaco di Laviano, il sindaco di Castelnuovo di Conza e il vicesindaco di Ricigliano, uniti nella difesa e salvaguardia dell’acqua potabile, tutti preoccupati per le possibili conseguenze delle trivellazioni sull’ambiente e la salute pubblica, sollecitati a concretizzare le loro proposte il prima possibile e a non farsi trovare impreparati.

Ambiente, nascerà il «santuario dell’acqua» dei monti di Muro Lucano-Marzano-Ogna-Contursi Terme

Raggiunto un importante traguardo. L’iniziativa, col prof. Franco Ortolani, avrà luogo giovedì 23 luglio alle ore 18:00 presso l’aula consiliare di Muro Lucano

Santuario dell'acqua potabileMuro Lucano. Con lo Sblocca Italia il governo di Matteo Renzi ha deciso di tendere una mano alle compagnie petrolifere. Infatti, a tutti i progetti di esplorazione, ricerca ed estrazione di idrocarburi in terra ferma ed in mare, si vuole attribuire carattere d’interesse strategico e di pubblica utilità, cancellando così la competenza autorizzativa che la nostra Costituzione riserva alle Regioni.

Questo difatti darà la possibilità di estrazioni petrolifere senza limiti che interesseranno zone di elevata importanza naturalistica, paesaggistica e di riserva idrica per centinaia di migliaia di persone, senza le opportune valutazioni dei rischi.

Uno dei tanti permessi di ricerca di idrocarburi si trova tra la Campania e la Basilicata: il permesso “Muro Lucano”, in particolare saranno interessate zone che ricadono sull’acquifero carbonatico dei monti Marzano-Eremita e Monti di Muro Lucano. Questi costituiscono un unico grande acquifero che alimenta importanti sorgenti di acqua potabile emergenti lungo il corso del fiume Sele, Tanagro e Bianco con portate di migliaia di litri al secondo, comprese le acque termominerali del distretto termale di Contursi Terme, dell’impianto pozzi di Buccino, dell’impianto pozzi di Sicignano (Piano San Vito) e Calabritto. Inoltre, tali acque servono centinaia di migliaia di abitanti compresa la città di Salerno con tutta la valle del Sele.

Tali aree secondo l’INGV sono interessate nel sottosuolo da faglie sismogenetiche, che negli anni hanno prodotto terremoti devastanti (sisma 1980). In particolare negli studi di impatto ambientale, approvati dagli enti regionali, si riscontrano gravi carenze sull’esatta ubicazione di tali faglie. Tali studi non tengono conto degli effetti legati ai pozzi di reiniezione e delle relazioni tra sismicità indotta e sismicità che può essere attivata lungo le faglie.

Spetta a noi cittadini tutelare e difendere gli acquiferi da possibili fonti d’inquinamento, istituendo i santuari dell’acqua potabile.

L’acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio insostituibile che va protetto, difeso e trattato come tale.

Avviamo una iniziativa pubblica e istituzionale, partendo dalla Regione Campania, di importanza strategica: proponiamo e pretendiamo che si tutelino e difendano dall’inquinamento le rocce che costituiscono i serbatoi naturali delle risorse idriche istituzionalizzando i “Santuari dell’Acqua Potabile”.

All’iniziativa di giovedì 23 luglio interverranno: il Prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia dell’Università di Napoli Federico II, impegnato in prima linea per la difesa del territorio, il Presidente della Comunità Montana Tanagro Alto e Medio Sele, i Sindaci dei comuni interessati: Muro Lucano, Bella, Castelgrande, Pescopagano, Ricigliano, Auletta, Buccino, Caggiano, Campagna, Castelnuovo di Conza, Colliano, Contursi Terme, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Romagnano Al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santo Menna, Valva.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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