Archivio Cultura

Paestum, da giovedì 6 luglio le notti magiche ai templi

Le iniziative in programma durante la stagione estiva

paestum-2Notti magiche a Paestum con aperture straordinarie dalle ore 19 a mezzanotte, dal giovedì alla domenica dal 6 luglio al 27 agosto con “Paestum by night, passeggiando tra i templi”.

Visite guidate all’ombra del Tempio di Nettuno e della Basilica dalle ore 20 alle 22.30 con partenza ogni mezz’ora da Porta Principale (ingresso nei pressi del Tempio di Nettuno). Costo della visita 2 euro a persona.
L’estate è anche musica e danza: ogni venerdì nei pressi del Tempio di Nettuno, artisti di fama internazionale si esibiranno dalle ore 21, nell’ambito della rassegna “Musica ai templi”.

Non poteva mancare il “Teatro ai templi” con 4 spettacoli teatrali scritti e diretti da Sarah Falanga. Si parte sabato 8 luglio con “Yerma, donna sul filo” tratto dalla celebre opera di Federico Garcia Lorca, presso la piscina ellenistica; poi sarà la volta di “TRILOGIA-Antigone, Elettra, Medea: l’intimo dissenso della modernità” in scena sabato 22 luglio e sabato 12 agosto, presso il tempio di Hera (detto Basilica); ed infine, sabato 26 agosto nel “Foro” andrà in scena “Sonorità mediterranee”.

“Action painting rito & arte nelle tombe di Paestum” è invece la mostra visitabile nel Museo fino al 31 dicembre 2017. In esposizione lastre tombali e vasellame del IV secolo a.C. che raccontano la ritualità funeraria dell’élite locale in tutte le sue espressioni, dalle più manifeste (cortei funebri con piangenti e giochi in onore del defunto) fino alle più celate allusioni al mondo dell’aldilà e ad una vita oltretombale.

Venerdì 7 luglio continuano le aperture straordinarie dei depositi, con visite guidate in italiano e in inglese, alle ore 10, 12 e 14. E per bambini e ragazzi ogni domenica laboratori didattici “Dal mito al tempio” alle ore 11 e 16.

Il 23 luglio si potrà arrivare a Paestum a bordo del treno storico.

Per le iniziative Musica ai templi, Paestum by night e Teatro ai templi: biglietto d’ingresso 11 euro dalle ore 19 (ultimo ingresso ore 23:00). Iniziative incluse nel biglietto d’ingresso e nell’ Abbonamento Paestum Mia.

Agropoli, all’Officina 72 un aperitivo musicale su De André

La serata, in cui è stato riprodotto l’album “La buona novella”, ha riscosso grande interesse ed ha segnato un momento importante nella ricostruzione di una cultura, non solo musicale, di cui la nostra città ha bisogno

Officina 72Nel suo mirino sono finiti i benpensanti, i farisei, i boia, i giudici forcaioli, i re cialtroni di ogni tempo. Ha lasciato un messaggio di libertà e di riscatto contro le leggi del branco e l’arroganza del potere.

Grazie a lui la canzone italiana ha finalmente scoperto i temi sociali e politici e si è affollata di anime perse, emarginati e derelitti d’ogni angolo del mondo.

Per questo, domenica pomeriggio, il Music Forum dell’Officina 72 è stato dedicato a Fabrizio De André, il cantautore e poeta genovese, punto di riferimento della contestazione giovanile.

La serata è stata presentata da Giovanni Carbone, mentre Giampietro Marra ha introdotto l’ascolto dell’album “La Buona novella“, il disco che lo stesso Faber considerava “il piu’ riuscito”, in cui la figura storica di Gesù di Nazareth emerge nella sua vocazione più umana e terrena, quindi provocatoria e rivoluzionaria.

16402430_10210301852816220_1983721479_nUn viaggio, quello ripercorso domenica all’Officina 72, tra i vangeli apocrifi in cui l’annuncio del Salvatore si trasforma in atto di fede laico.

«Quando scrissi “La buona novella” - raccontava, del resto, proprio De André durante il concerto del 1998 al teatro Brancaccio - era il 1969. Si era quindi in piena lotta studentesca e le persone meno attente – che sono poi sempre la maggioranza di noi – compagni, amici, coetanei, considerarono quel disco come anacronistico. Mi dicevano: “Ma come? Noi andiamo a lottare nelle università e fuori dalle università contro abusi e soprusi e tu invece ci vieni a raccontare la storia – che peraltro già conosciamo – della predicazione di Gesù Cristo.” Non avevano capito che in effetti La Buona Novella voleva essere un’allegoria – era una allegoria – che si precisava nel paragone fra le istanze migliori e più sensate della rivolta del ’68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate ma da un punto di vista etico sociale direi molto simili, che un signore 1969 anni prima aveva fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell’autorità, in nome di un egalitarismo e di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazaret e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi».

La serata ha riscosso grande interesse ed ha segnato un momento importante nella ricostruzione di una cultura, non solo musicale, di cui la nostra città ha bisogno.

(Foto di Ciro Rusciano)

Agropoli, referendum d’autunno: domenica arriva Sgarbi

Il critico d’arte è l’autore, insieme al giurista Michele Ainis, del libro La Costituzione e la Bellezza, che sarà presentato al Castello angioino aragonese nell’ambito della rassegna “settembre culturale”

Vittorio_SgarbiAgropoli. Le ragioni per la difesa della Costituzione tornano in città e conquistano la fortezza del castello angioino aragonese. Domenica 4 settembre, alle ore 19:00, infatti, Vittorio Sgarbi terrà la presentazione del libro La Costituzione e la Bellezza, scritto a quattro mani con il giurista Michele Ainis, in cui espone in maniera originale il motivo per cui bisogna amare la Carta ed evitare che altri la stravolgano.

«La Costituzione italiana – commenta Furio Colombo sul Fatto Quotidiano – è opera d’arte che corrisponde (e trova la sua prova) nei secoli d’arte della Storia italiana. Se tenete presente che un simile progetto non cade mai, neppure per una riga, nella risonanza magnetica (nel senso di irresistibile e popolare) della retorica nazionale, ma conta esclusivamente sulla dimostrazione culturale di un giurista rigoroso e sulla narrazione entusiasta e persino affettuosa di un critico d’arte come Sgarbi, vi rendete conto che La Costituzione e la Bellezza, oltre che un bel libro di figure e di avventure, è un testo che in una biblioteca non può mancare. Servirà per dire un No convinto, culturale e non politico, al famoso referendum d’autunno.

Una Costituzione che sta all’anima e alla storia di un Paese come Piero della Francesca sta alla figura umana, non può essere manomessa a caso da mani inesperte e interventi occasionali, guidati da ragioni che – a differenza che dalla Storia e dall’Arte – non conosciamo».

Agropoli, giovedì una serata dedicata ai giovani ed al jazz

Carla Marciano Quartet all’Elysium per l’estate agropolese

Carla_MarcianoAgropoli. Una serata dedicata ai giovani ed al jazz. È ciò che gli organizzatori dell’evento in programma per giovedì 18 agosto p.v. hanno voluto realizzare all’Elysium con Carla Marciano Quartet.

L’estate agropolese, infatti, punta a qualificarsi anche nel campo della cultura, culinaria e musicale. Ed è in questo contesto che si inquadra l’esibizione di Alessandro La Corte al pianoforte, Aldo Vigorito al contrabbasso, Gaetano Fasano alla batteria e Carla Marciano al sax contralto e sopranino.

La Marciano, compositrice salernitana, è considerata dalla critica specializzata tra i migliori talenti del jazz italiano ed europeo. Apprezzata sia per la grande passionalità ed energia, quanto per il fraseggio particolarmente articolato e l’inconsueta vena interpretativa e compositiva, è inoltre annoverata tra i principali musicisti di jazz che usano il sassofono sopranino, uno dei sassofoni più difficili da padroneggiare, strumento poco comune e poco utilizzato. Nel 2013 è stata tra i vincitori della categoria “miglior altosassofonista” del 35°Annual Jazz Station Awards, diretto dallo storico di jazz, produttore discografico e giornalista Arnaldo DeSouteiro. Nel 2010 Carla Marciano ha ricevuto il Premio Internazionale Principessa Sichelgaita, con medaglia della Presidenza del Senato della Repubblica Italiana per la sezione “Arte”.

Giovedì, alle 21:30, sarà alla cena spettacolo presso l’Elysium. Un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di jazz.

Paestum, va in scena lo spettacolo dell’associazione Progetto 21

La giovane compagnia teatrale di Ogliastro debutta con la commedia di Eduardo De Filippo «la fortuna con l’effe maiuscola»

Progetto 21 bisPaestum. «La vera galera è la miseria» scrive Eduardo in chiusura della sua opera. Ed i giovani della compagnia teatrale di Ogliastro Cilento sono riusciti ad esprimere pienamente il senso di dignità insito nella povertà in cui «la fortuna con l’effe maiuscola» è ambientata.

L’associazione Progetto 21, infatti, ha fatto il suo debutto lunedì 1 agosto, nell’ambito della rassegna Sipario Aperto in corso a Paestum.

È stata l’occasione per fare cultura e spettacolo in una cornice che esprime millenni di storia.

La trama della commedia è nota: in un misero e gelido appartamento di due stanze, vive la famiglia Ruòppolo. Giovanni, scrivano, si batte tra mille difficoltà per sbarcare il lunario mentre sua moglie, Cristina, bada alle faccende di casa. Con loro vive Enricuccio, figlio della sorella di Cristina – morta poco dopo la nascita del figlio e di padre ignoto. Enricuccio è un sempliciotto, ha ventisei anni ed è sofferente di nervi, che con il suo comportamento infantile e dispettoso è spesso causa di contrasto in famiglia. Nel frattempo, l’avvocato Manzillo – per il quale Giovanni lavora occasionalmente, viene a proporre un affare: un suo cliente, il giovane barone Sandrino di Torrepadula, anch’egli di padre ignoto, è pronto a pagare diecimila lire purché Giovanni lo riconosca come figlio, permettendogli così di presentarsi con tutte le carte in regola alla nobile famiglia della sua fidanzata e in definitiva di ottenere il consenso per il matrimonio. Spinto dalla necessità e dalla fame, Giovanni accetta e intasca l’anticipo. Successivamente si presenta a Erricuccio il notaio Giuseppe Bagnulo, vecchio amico di famiglia negli anni in cui i Ruoppolo vivevano molto più agiatamente. Il notaio rivela una incredibile notizia: Federico Ruoppolo, emigrato in America tanti anni prima, è morto ed ha lasciato quale erede universale il fratello Giovanni…Ma alla notizia che Giovanni è proprio in procinto di legittimarsi un figlio non suo, il notaio è preoccupatissimo: occorre avvisare subito Giovanni perché non faccia sciocchezze, l’atto gli farebbe perdere qualsiasi diritto sull’eredità a favore di Sandrino. Il testamento infatti impone una precisa condizione: nel caso in cui Giovanni avesse un figlio legittimo, l’eredità passerebbe a lui. Il caso vuole che un forte shock faccia perdere la parola a Enricuccio che non può avvisare il padre. Quindi Erricuccio viene visitato dal dott. Gervasi che diagnostica un trauma di origine nervosa: il ragazzo si è “infantilito” e solo un nuovo choc repentino e violento potrebbe restituirgli la parola. Giovanni riconosce il Barone come suo figlio ed Enricuccio cerca invano di impedirglielo; per sua sfortuna, lo shock che gli fa tornare la voce è tardivo, e quando Enricuccio riesce a riferire al padre le parole del notaio è Giovanni ad avere un forte shock e a rimanere temporaneamente senza parole. Alla fine con astuzia e nonostante la perfidia del Barone che non vuole concedergli nemmeno un piccolo lascito dell’eredità, Giovanni riesce ad incastrare il Barone autodenunciandosi per falso in atto pubblico, che lo condurrà sì in carcere ai sensi della legge ma da ricco.

La redazione di Trasparenza & Legalità si complimenta con le ragazze ed i ragazzi di Progetto 21 per l’ottima interpretazione offerta.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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