Archivio Giustizia

Salerno, Piccirillo condannato per trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio

L’imprenditore di Torchiara è il fratello del mandatario elettorale, nonché autista storico, di Franco Alfieri

Tribunale di Salerno (4)Salerno. La sentenza sarebbe stata emessa il mese scorso. Ma la stampa, “le Cronache” e “la Città”, ne ha dato notizia soltanto in questi giorni. E scoppia la polemica.

Antonio Piccirillo sarebbe stato condannato a 3 anni e 6 mesi al termine di un processo di primo grado dove era accusato di concorso in trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio. Secondo il pm della Dda di Salermo, Dina Cassaniello, Piccirillo avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell’eludere le leggi in materia patrimoniale «rendendosi protagonista di gravissimi reati di carattere fallimentare e societario e di truffe per il conseguimento di pubbliche erogazioni».

Suo fratello, Beniamino, è il mandatario elettorale e autista storico del candidato Pd Franco Alfieri. «Non vedo il motivo per cui dovrei rispondere o cosa possa interessare il fatto che io sia il mandatario elettorale di Alfieri con la vicenda di mio fratello – commenta Beniamino Piccirillo su “la Città” – La Giustizia fa il suo corso e ci sono ancora due gradi di giudizio da celebrare».

Omicidio Vassallo, imminente la scadenza delle indagini

In oltre sette anni di inchiesta non è emerso niente su nessuna delle varie piste battute

VassalloSi avvia ad essere un omicidio senza colpevole quello di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010 con nove colpi di pistola mentre rientrava a casa in automobile.

A febbraio, infatti, scadranno i termini dell’ultima proroga delle indagini concessa lo scorso giugno dal gip di Salerno. «Per me resta una ferita aperta, purtroppo dobbiamo chiudere senza aver raccolto quello che speravamo» commenta, su Il Mattino in edicola oggi, il procuratore aggiunto di Napoli, Rosa Volpe, che per quasi tre anni era stata applicata alle indagini salernitane sull’omicidio del sindaco pescatore.

In oltre sette anni, tutte le piste sono state passate al setaccio, sia circa l’attività amministrativa che quella privata di Vassallo: l’abusivismo, le speculazioni, le concessioni turistiche, gli appalti. Nulla è stato trovato.

«Purtroppo, nonostante siano state scandagliate tutte le piste e siano stati esaminati tutti i risvolti possibili di questa vicenda, non siamo riusciti a raccogliere i necessari elementi probatori da portare in un processo», ha aggiunto il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo.

Così, lasciando la sua terra attonita, una delle indagini più importanti per il Cilento si conclude senza un processo.

«Fritture di pesce», chiesta l’archiviazione

La frase detta alla vigilia del referendum: De Luca, per il pm non ci sono gli elementi per l’istigazione al voto di scambio

De-Luca-e-Renzi-1024x682C’è la richiesta di archiviazione per l’accusa di istigazione al voto di scambio per il governatore Vincenzo De Luca. E’ il caso, meglio noto, della “frittura di pesce” finito all’attenzione della Procura di Napoli, dopo l’audio pubblicato dal “Fattoquotidiano.it”, dopo il famoso incontro con i sindaci (quello in cui Franco Alfieri passò come il “maestro delle clientele”), all’Hotel Ramanda, in piena campagna referendaria per il Sì.

A quanto pare non ci sarebbero indizi sufficienti per portare avanti l’inchiesta giudiziaria che si avvierebbe, dunque, verso l’archiviazione. A darne notizia è il quotidiano le Cronache, oggi in edicola, in un articolo a firma di Andrea Pellegrino.

Niente processo dunque al governatore De Luca per la storia della presunta istigazione al voto di scambio. Non emergono riscontri in grado di sostenere l’accusa a carico del presidente della Regione, al termine di un ragionamento nel corso del quale gli inquirenti fanno comunque leva su alcune circostanze concrete: la prima riguarda la sconfitta del partito del Sì, tanto caldeggiato da parte del governatore nella riunione al cospetto dei sindaci del Pd.

In secondo luogo, gli inquirenti mettono in rilievo anche l’effetto del contraccolpo mediatico avuto dal comizio di De Luca, che potrebbe aver scoraggiato i sindaci a mettere in pratica quella richiesta di De Luca.

Agropoli, la relazione dell’antimafia e la campagna elettorale

L’allarme del procuratore generale Primicerio: «interessi dei clan nel basso Cilento»

AgropoliAgropoli. Nel momento in cui la campagna elettorale entra nel vivo, la relazione semestrale dell’Antimafia irrompe nel dibattito. Come riportato da vari organi di stampa il 23 maggio scorso, il procuratore generale distrettuale Leonida Primicerio ha messo nero su bianco che si registrano forti penetrazioni della criminalità organizzata, per mezzo di ingenti investimenti di somme economiche proventi da reato, nelle zone di Agropoli e Marina di Camerota.

Il procuratore generale cita nomi di clan ben conosciuti nell’ambiente e ciò viene anche a suffragare le denunce giornalistiche che, negli anni, sono comparse su questo giornale e che, sovente, sono state bollato come “allarmismo gratuito” dal notabilato locale.

Con questo non vogliamo esprimere alcun giudizio di merito ma ci atteniamo a quanto detto dagli organi inquirenti, perchè siamo convinti che le Forze dell’Ordine stiano svolgendo un lavoro importante per accertare ogni eventuale contaminazione del tessuto sociale, economico e politico del basso Cilento.

Tutti noi, invece, dobbiamo riflettere attentamente sulla necessità di mantenere sempre viva l’attenzione verso simili fenomeni al fine di salvaguardare la legalità e le libertà democratiche.

Agropoli, Ingroia: sosterremo Abate come candidato sindaco

L’ex Procuratore aggiunto di Palermo, impegnato nella proposta di legge per la confisca dei beni ai politici corrotti, annuncia il sostegno di  Azione Civile alla coalizione Agropoli Bene Comune

IngroiaContinua la campagna di Azione Civile per l’attuazione della Costituzione, contro la corruzione e il clientelismo. In pochi giorni, su Change.org, sono state raccolte oltre 50mila firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che estende la normativa antimafia, in materia di sequestro e confisca dei beni, anche ai politici corrotti.

La proposta, che prevede un autonomo procedimento di prevenzione patrimoniale che prescinde pure dall’eventuale prescrizione del reato, è stata elaborata da Antonio Ingroia ed è stata sottoscritta, fra gli altri, anche da Michele EmilianoLuigi De MagistrisSalvatore BorsellinoSergio Cofferati e Sandro Ruotolo.

L’iniziativa ha destato preoccupazione in molti ambienti politici vicini al Governo, che pullulano di amministratori locali già imputati per corruzione e che preferiscono una normativa più blanda, come quella attuale.

«In coerenza con ciò ed in vista delle prossime elezioni amministrative - precisa Carmine G. Parisi, componente del Comitato operativo nazionale del movimento – Azione Civile sosterrà solo candidature in linea con il percorso finora svolto. Pertanto conferma il proprio sostegno alla coalizione civica Agropoli Bene Come, composta da personalità che già si sono impegnate nel Comitato per il NO al referendum costituzionale e che hanno individuato nell’odierno consigliere di opposizione Agostino Abate il proprio candidato a sindaco».

«A seguito delle note vicende che hanno coinvolto il primo cittadino e dopo l’ignobile battuta sul clientelismo e le fritture di pesce pronunciata dal governatore De Luca, Agropoli è diventata un luogo simbolo - afferma Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile - ed è proprio dalle terre dove viene sfidato il diritto dei cittadini al compimento di una democrazia matura che occorre dare un segnale forte in favore della trasparenza e della legalità. Per questo il nostro movimento ha deciso di sostenere la candidatura di Agostino Abate».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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