Archivio aprile 2012

Agropoli, Di Luccio denuncia: “Stanno asfaltando anche le strade private”

Il candidato sindaco all’attacco: “I nostri manifesti coperti in meno di 24 ore. Ecco la libertà d’espressione nella nostra città”

In questa campagna elettorale si promettono posti di lavoro a persone disperate e si usa l’arma del ricatto per coloro che già lavorano nelle cooperative e nelle società partecipate”. Sono state molto dure le denunce fatte durante il comizio del Pdl che si è tenuto sabato sera in piazza Vittorio Veneto. Il candidato sindaco, Pasquale Di Luccio, è infatti passato al contrattacco andando anche oltre la questione dell’indebitamento comunale che pure ha tenuto banco nel corso del comizio. “È uno scenario pietoso, una condotta di cui si dovrebbero vergognare i consiglieri che usano quest’arma, perché il voto va raccolto con le idee”. Ma Di Luccio non si è fermato qui ed ha alzato il tiro: “Si è proceduto persino ad asfaltare strade private con i soldi dei contribuenti al solo fine di acquisire un singolo voto, mortificando l’orgoglio agropolese”.

Subito prima del candidato sindaco, era salito sul palco anche il coordinatore della campagna elettorale del Pdl, Mario Capo, che non era stato da meno: “la nostra è una battaglia di libertà. Giorno dopo giorno ci accorgiamo della vera natura di chi amministra questa città. La situazione debitoria del comune è allarmante. Qual’è la ragione di questo comportamento? La verità – aveva concluso Capo – è che si sta conducendo una grande campagna elettorale per fini personali, utilizzando i soldi dei cittadini agropolesi”.  Leggi articolo…

30 anni fa veniva assassinato in Sicilia Pio La Torre

In ricordo del sindacalista che propose la legge che istituiva per la prima volta il reato di associazione mafiosa

Pio La Torre nacque nella frazione di Altarello di Baida del comune di Palermo in una famiglia di contadini molto povera. Sin da giovane si impegnò nella lotta a favore dei braccianti, finendo anche in carcere, prima nella Confederterra, poi nella Cgil (come segretario regionale della Sicilia) e, infine, aderendo al Partito comunista italiano. Nel 1960 entrò nel Comitato centrale del PCI e, nel 1962 fu eletto segretario regionale, succedendo a Emanuele Macaluso. Nel 1969 si trasferì a Roma per dirigere prima la direzione della Commissione agraria e poi quella meridionale. Messosi in luce per le sue doti politiche, Enrico Berlinguer lo fece entrare nella Segreteria nazionale di Botteghe Oscure. Nel 1972 venne eletto deputato, e subito in Parlamento si occupò di agricoltura. Propose una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa(Legge Rognoni-La Torre ) ed una norma che prevedeva laconfisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall’associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge, che si concretizzò poi nella legge 109/96). Nel 1981 decise di tornare in Sicilia per assumere la carica di segretario regionale del partito. Svolse la sua maggiore battaglia contro la costruzione della base missilistica NATO a Comiso che, secondo La Torre, rappresentava una minaccia per la pace nel Mar Mediterraneo e per la stessa Sicilia; per questo raccolse un milione di firme in calce ad una petizione al Governo. Ma le sue iniziative erano rivolte anche alla lotta contro la speculazione edilizia. Leggi articolo…

La Fondazione Vassallo: “educazione civica nelle scuole”

Promossa una raccolta firme per chiedere l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione civica e del diritto comunitario nelle scuole

Giovedi’ 3 maggio a Roma, avrà luogo una conferenza stampa di lancio della campagna di raccolta firme per chiedere l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione civica e del diritto comunitario nelle scuole, promossa dall’associazione “Prima Persona” e dalla fondazione ”Angelo Vassallo”. Presenteranno l’iniziativa il presidente di Prima Persona, Gianni Pittella e della fondazione ”Sindaco pescatore”, Dario Vassallo.

“In Italia – spiegano i promotori dell’iniziativa in una nota – le ragazze e i ragazzi devono poter crescere pensando al bene della società e riconoscendosi pienamente cittadini europei. Ciascuno deve essere chiamato a dare il meglio di sè nei confronti della collettività, ma per far questo è necessario partire dalla scuola e dalla formazione. Leggi articolo…

Ghost roads 2: il Pm chiede il carcere per gli indagati

“Era una gang, tutti in cella”. La Procura sollecita l’inasprimento della misura cautelare per Gerardo Volpe, Luigi Di Sarli, Truono e Giacobbe

Lavori pubblici pagati dalla Provincia di Salerno e mai realizzati. La Procura insiste e chiede il carcere per i quattro indagati finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta denominata “Ghost roads 2”. L’appello è stato presentato nei giorni scorsi mentre gli indagati, che tramite i loro legali chiedono la revoca della misura degli arresti domiciliari, si preparano al Riesame. L’appuntamento è per venerdì prossimo quando il funzionario della Provincia Gerardo Volpe, l’imprenditore teggianese Luigi Di Sarli, i cassieri della Banca della Campania Angelo Truono e Mario Giacobbe, si presenteranno davanti ai giudici. Deve invece ancora essere fissata la data dell’Appello del sostituto procuratore che, appunto, chiede per tutti l’inasprimento della misura cautelare.

Inchiesta “Ghost roads 2″, riesame per funzionari e imprenditori indagati

Si terrà il 4 maggio. Gli interessati sono il funzionario della Provincia Gerardo Volpe, l’imprenditore Luigi Di Sarli e i dipendenti della Banca della Campania Truno e Giacobbe

Rita Maria Esposito

Salerno. Strade fantasma in provincia di Salerno, fissato il riesame per funzionari pubblici e imprenditori finiti agli arresti domiciliari dopo il blitz della Guardia di Finanza di Salerno dello scorso 12 aprile. Il prossimo 4 maggio i giudici del Tribunale della Libertà decideranno in merito alle richieste di scarcerazione presentate dai legali di Gerardo Volpe, 53 anni di Salerno, funzionario del settore finanziario della Provincia di Salerno, Luigi di Sarli, 39 anni imprenditore di Teggiano e deus ex machina di tutta l’operazione, i due dipendenti della Banca della Campania, Angelo Truono, 43 anni di Salerno e Mario Giacobbe, 50 anni di Avellino. Coinvolti nell’inchiesta anche il funzionario del settore finanziario di Palazzo Sant’Agostino Luigi Calenda 61 anni, oggi in pensione e Mario Bamonte, 39 anni di Ottati, quest’ultimo già coinvolto nella prima tranche dell’inchiesta lo scorso anno. L’operazione denominata “Ghost Roads 2″ ha consentito di smascherare un’organizzazione criminale che in 12 mesi, dal febbraio 2007 al marzo 2008, sarebbe riuscita a sottrarre dalle casse dell’ente di Palazzo Sant’Agostino 1,5 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle salernitane, coordinate dal Generale Salvatore di Benedetto, l’organizzazione criminale costruiva ad hoc mandati di pagamento per appalti inesistenti che poi venivano incassati presso gli sportelli dell’istituto di credito di riferimento dell’ente provinciale. Leggi articolo…

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