Archivio dicembre 2012

Primarie Pd per il Parlamento, vince Bonavitacola: ma è boom anche per la Saggese

Il fedelissimo di De Luca ottiene quasi novemila preferenze, la rappresentante dell’area Letta è però la seconda più votata a quota 8183

primarie-pd-voto_650x447SALERNO. Come previsto alla vigilia, alle primarie per il Parlamento indette dal Partito Democratico è netta la vittoria di Fulvio Bonavitacola, deputato uscente e fedelissimo del sindaco di Salerno De Luca. Al secondo posto, staccata di circa 600 voti, Angelica Saggese, referente dell’area Letta del partito. Segue al terzo posto, ma più staccato, Simone Valiante; quarto più votato, invece, l’altro deputato uscente Tino Iannuzzi. Da segnalare che nelle prime sei posizioni figurano tre uomini ed altrettante donne. Altri due parlamentari quali Alfonso Andria e e Tonino Cuomo sono risultati invece classificati più in basso, tra i 4mila e 5mila voti. Del boom della Saggese ha parlato persino il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani, commentando i primi risultati delle primarie e risaltando l’avanzare dei giovani: «Basta vedere una certa Angelica di Salerno, una ragazza di un piccolo comune che ha preso 9mila voti: la gente ha buon senso, non fa un fatto puramente anagrafico, ma se può incoraggiare una donna o un giovane lo fa sempre e i risultati diranno questo».

Salerno, parlamentarie Pd. Landolfi: «I giovani non possono votare»

L’unico caso in tutta Italia di esclusione dal voto dell’organizzazione giovanile del PD

426169_337330049650728_1972714680_nSALERNO. Si stanno svolgendo in tutta Italia le elezioni primarie del Pd per scegliere le persone che dovranno comporre la lista da presentare alle politiche di febbraio. Una consultazione decisa dalla segreteria nazionale del partito per porre rimedio alla legge elettorale che impedisce ai cittadini di scegliere il proprio candidato deputato. Un giorno importante, quindi, per la democrazia italiana. Che in provincia di Salerno, però, rischia di essere minato dall’atteggiamento assolutistico del segretario provinciale Pd, Nicola Landolfi, che ha dato disposizione di sbarrare la strada ai seggi ai Giovani democratici, impedendo loro di esprimere la propria scelta. «Voi non votate perché io ho deciso così». Le parole di Landolfi, che non è nuovo a epurazioni e liste di proscrizione, puzzano di quel tetro anacronismo che solo le logiche di vecchi e superati schemi politici possono giustificare.

I Giovani Democratici di Salerno e provincia, ben 1400 militanti che lavorano ogni giorno sui rispettivi territori, non avranno il diritto di esprimere la propria preferenza per i candidati al parlamento del partito per il quale hanno scelto di impegnarsi. Unici, in tutta Italia, a subire un diktat che potrebbe nascondere ben più celate e sottili motivazioni.

Immediata è stata la replica del Segretario provinciale Gd, Vincenzo Pedace. «È un caso unico che vale soltanto a Salerno - ha protestato Pedace - E questo accade perché noi abbiamo una linea politica diversa dalla loro (di Landolfi, ndr). Oggi vedremo cosa accadrà – ha concluso il segretario dei giovani – poi scriveremo direttamente a Bersani».

Non è la prima volta che l’ex Area Dem se la prende con quelli che non hanno la sua stessa taglia, sbattendo le porte del dialogo e abbracciando il telefono in caso di rivalsa.

Che questa volta a guidare una mossa così drastica sia stata la paura del vicino congresso?

O forse un ipotetico candidato dei giovani (se non il loro stesso voto) avrebbe fatto tremare la sedia di qualche rampollo che da anni assapora la poltrona romana lavorando più sul giro di alleanze che sulla politica stessa?

Non è questa probabilmente una risposta conoscibile dai comuni mortali. Resterà bloccata nelle stanze dei bottoni, alla quale solo a pochi è concesso accedere.

Quello che, invece, risulta chiaro è che nel partito salernitano i giovani danno fastidio, a meno che non si tratti di quelli pescati dal calderone del padrino di turno.

E così ancora una volta, mentre nel resto d’Italia militanti dai volti puliti e senza rughe combattono la loro battaglia da candidati nelle liste del partito, a Salerno siamo di nuovo l’eccezione. Quella che, però, la regola la violenta.

Elezioni politiche: dopo l’iniziativa a Nocera, Ingroia scioglie la riserva

L’ex pm palermitano annuncia: «Mi candido a premier»

ingroia1ROMA. Lotta antimafia, movimento arancione con sindaci come Luigi De Magistris e Leoluca Orlando, un attacco frontale al Pd che – a suo parere – nella lotta alla mafia «ha tradito Pio LaTorre e Berlinguer», a Bersani (“si crede il padreterno”) e alla candidatura di Pietro Grasso.

Sono i fili principali della conferenza stampa tenutasi stamane a Roma, dopo un giro di incontri svolti in tutt’Italia, in cui l’ex pm di Palermo Antonio Ingroia ha annunciato la sua candidatura a Palazzo Chigi per il movimento arancione. «Il Pd candida Grasso – ha attaccato Ingroia – che fu scelto da Berlusconi come procuratore antimafia in virtù di una legge del governo Berlusconi che escludeva dal concorso Caselli. E Grasso premiò Berlusconi per la lotta alla mafia di quel governo. Bersani così non va».

Ingroia ha contestato le scelte fatte dal Partito democratico e dal suo segretario: «Il partito ha perso la sua coerenza, contraddittoria la linea di Bersani che ha appoggiato Monti, ha dimenticato la storia di La Torre, ha ignorato i miei appelli per una politica antimafia nuova». «Chi ha alle spalle storie così importanti dovrebbe ricordarsi il valore della moralità» ha aggiunto.

Nel giorno delle Parlamentarie di Pd e Sel quindi prende forma anche il quarto polo che si presenterà alle imminenti elezioni politiche. Il pm in aspettativa è arrivato in conferenza stampa accompagnato dal sindaco di Palermo Orlando e dal primo cittadino di Napoli De Magistris. Nella lista, ha annunciato, saranno candidati anche Franco La Torre, figlio di Pio, Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, Gabriella Stramaccioni coordinatrice di Libera.

Provincia, anche quest’anno Alfieri si conferma tra i recordman di assenze

Il consigliere di minoranza del Pd ha partecipato a sole due assemblee su 25 nell’ultimo anno. Il plauso del centrodestra provinciale

Alfieri e IannoneL’attaccamento dei consiglieri provinciali salernitani all’assemblea (e conseguentemente agli elettori che li hanno votati) è misurata in un rapporto dell’ente che riepiloga tutti i dati da gennaio a novembre 2012. Tra i meno visti anche il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, che ha varcato le porte di palazzo Sant’Agostino solo due volte sulle venticinque riunioni tenutesi negli undici mesi presi in esame dallo studio. Peggio di lui troviamo un altro ‘primo’ cittadino, Pasquale Mauri di Angri, disperso chissaddove. Non fa certo onore al profilo professionale di un amministratore accumulare incarichi per poi venir meno ai propri impegni di rappresentanza, i quali vanno espletati non soltanto per vanità o interesse, ma per dovere civico e soprattutto in nome di quel contratto non scritto siglato con i propri elettori. Se si è troppo impegnati altrove (e questo vale a tutti i livelli) la pratica delle dimissioni resta l’unica alternativa praticabile per non dare l’impressione di occupare una poltrona per lustro personale. Tra le note positive possiamo registrare l’assidua presenza di altri consiglieri: Fernando Zara (25/25), Giovanni Coscia e Alessandro Schillaci Franza (24/25), Massimo De Fazio (23/25). Le loro comunità d’origine ne saranno certamente felici.

Pensioni: la perequazione nel 2013

L’aumento dal 1° gennaio

camera_del_lavoro_di_agropoliL’anno 2013 porterà un po’ di sollievo ai pensionati con pensioni fino a 1.443,00 euro. Infatti tutte le pensioni che erano comprese tra zero e 1.443,00 euro per il 2012 aumenteranno del 3% per effetto della perequazione automatica (scala mobile), riferita al costo della vita avutosi nel 2012. È quanto rilevato dall’Istat  ed emanato dal decreto governativo del 16 novembre 2012, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 277 del 27 novembre 2012. In più, le pensioni che rientrano in tali importi beneficeranno di un altro decimo di punto per il conguaglio dell’aumento nel 2012 tra la differenza del 2,6 ed il 2,7 per cento, dato definitivo del costo della vita per l’anno 2011. Pertanto dal 1 gennaio 2013 le pensioni rientranti nei limiti indicati sopra aumenteranno complessivamente di un 3,1%.

Clicca qui per visionare le tabelle riferite al tipo di pensione ed al loro relativo aumento.

Per maggiori informazioni sulla composizione del reddito influente e quant’altro necessario sapere al fine dell’erogazione della somma aggiuntiva, è possibile leggere il pdf con i dettagli o rivolgersi alla sede del Sindacato Pensionati Italiani – Cgil, via C. Rossi, 13 Agropoli, Tel. e Fax  0974 – 821633.

Umberto Domini

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

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