Archivio gennaio 2013

Truffa di 5 milioni di euro all’Ue: 20 arresti del Nucleo Antifrodi di Salerno

Finiscono ai domiciliari anche 3 poliziotti: avrebbero ‘spiato’ la Guardia di Finanza per aggirare controlli, servendosi della banca dati della Polizia. Per loro l’accusa è di accesso abusivo a sistema telematico

carabinieri-2Salerno. I Carabinieri del Nucleo Antifrodi di Salerno, guidato dal Capitano Vincenzo Ferrara, assieme ad oltre cento militari dei Comandi Provinciali di Salerno, Napoli, Avellino e Potenza, hanno portato a termine l’operazione “Evergreen” in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura. Secondo gli investigatori, un’organizzazione criminale costituita da un sedicente imprenditore agricolo e due commercialisti si avvaleva della complicità anche di alcuni membri delle forze di Polizia, più un impiegato della provincia di Salerno, nel dare vita ad imprese agricole fittizie al fine di ottenere agevolazioni sulla tassazione dei carburanti, oltre che illeciti finanziamenti dall’Unione Europea, finanziamenti in genere destinati al sostegno del comparto agricoltura della Regione Campania. Sarebbero stati presentati dei documenti falsi sulla titolarità di terreni agricoli presi in fitto, ma in realtà inesistenti.

I tre poliziotti ‘compiacenti’, finiti ai domiciliari, avrebbero utilizzato la banca dati forze di polizia per individuare le targhe delle autovetture civetta della Guardia di Finanza interessata ai controlli nel settore. I tre dovranno ora rispondere dell’accusa di accesso abusivo a sistema telematico. Misura cautelare in carcere invece è stata notificata ad un vigile del fuoco,  in quanto, sempre secondo gli inquirenti, era titolare di uno dei depositi di carburante coinvolto nell’inchiesta. La truffa all’Unione Europea è stata stimata in totale in 5 milioni di euro. 20 le persone complessivamente arrestate.

Pellezzano Servizi, lavoratori si barricano in sede per protesta

La società da diverso tempo non paga gli stipendi ai dipendenti

Pellezzano servizi, rifiuti lavoratori in protestaPellezzano (SA). La “Pellezzano Servizi” è un’azienda che si occupa del ritiro dei rifiuti in zona, ma a causa della crisi da ben otto mesi non riesce a pagare gli stipendi ai lavoratori. I quali avevano prima indetto un presidio sotto il Tribunale di Salerno, poi, al limite dell’esasperazione, questa mattina si sono barricati all’interno della sede minacciando gesti estremi se non avessero ricevuto risposte chiare sul loro futuro. A tal proposito è intervenuta con una nota la Segreteria Cgil Salerno:  «A nulla sono valse le innumerevoli denunce della scrivente organizzazione sindacale, sullo scempio che si stava consumando sulla pelle dei lavoratori. Le colpe dell’amministrazione comunale si stanno riversando sui lavoratori con tutta la violenza possibile. Adesso basta! Chiediamo alle istituzioni competenti un rapido intervento per evitare il peggio!»

(Fonte: www.salernonotizie.it)

Agropoli, costituita l’associazione “La Voce del Cilento”

I fondatori sono Marina Di Marco, Valentino Marino, Mario Capo e Martino Luisa

Agropoli. E’ stata costituita l’associazione “LA VOCE DEL CILENTO”, con sede legale in via Mascagni n°9; un’organizzazione con fini culturali e ricreativi. I soci fondatori sono Marina Di Marco (Presidente), Valentino Marino (Vicepresidente), Mario Capo (Tesoriere) e Martino Luisa (Segretario). Hanno aderito con estrema professionalità ed impegno l’architetto Maria Orlando, l’avvocato Mario Pesca, l’avvocato Bruno Mautone, la Professoressa Stefania Rovezzi, Demetrio Stanzione, Piero Stanzione e Antonietta Di Marco funzionari Mediocasa Immobiliare ed il segretario provinciale Uil Trasporti Gennaro Scarano.

«La voce del cilento - affermano dall’associazione – trova le sue fondamenta in una, o per meglio dire più idee, comuni a persone che s’impegnano fortemente al fine di portare alla luce problematiche non circoscritte soltanto al territorio agropolese bensì dell’intera area cilentana. Troppo spesso le problematiche dei comuni limitrofi più interni vengono subordinate a quelle dei comuni più popolati».

«Felicissimi e fiduciosi in un futuro prossimo prospero – conclude il comunicato della neo costituita associazione – ci impegniamo a far del nostro meglio per essere d’aiuto alla nostra terra e ad operare, ove possibile, in quelle aree e in quei settori talvolta tralasciati e disagiati».

Agropoli, nasce il coordinamento di Rivoluzione Civile con Ingroia

Il candidato alla Camera dei Deputati Antonio Domini: «Creiamo una barriera per preservare la nostra terra dagli speculatori e da ogni forma di criminalità organizzata»

Domini 2Si è riunito lunedì 28 gennaio, presso la sede del comitato elettorale in via Quintino Sella, che si affaccia su piazza Vittorio Veneto di Agropoli, il coordinamento cittadino di  Rivoluzione Civile con Ingroia.

Ad annunciarlo è una nota dello stesso coordinamento che parla di numerose presenze. Oltre al candidato per la Camera dei Deputati, Antonio Domini, erano presenti anche Giuseppe Tarallo (già Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano), Mauro Gnazzo (del coordinamento di Capaccio-Paestum), Antonio De Conciliis e Leopoldo Catena tra costitutori e tanti altri cittadini.

“Avendo chiaro l’obbiettivo di condurre una campagna elettorale all’insegna della Trasparenza – è scritto nel comunicato – è stato anche deciso di nominare un tesoriere, nella persona di Leopoldo Catena, che gestirà pubblicamente i fondi che saranno raccolti con delle sottoscrizioni e che serviranno per le manifestazioni. «Non abbiamo né banche né palazzinari a finanziarci» ha dichiarato il candidato Antonio Domini. «Puntiamo a costruire una campagna elettorale economica e partecipata dai cittadini, che sono la nostra unica vera forza. Per questo chiediamo a tutti di dare il proprio contributo».

«Anche nel nostro territorio è necessario alzare il livello di guardia della politica sulle infiltrazioni camorristiche e sulle commistioni tra affari e amministrazioni locali. Il nostro schieramento infatti si prefigge, tra i suoi obbiettivi, quello di formare una barriera per preservare la nostra terra dagli speculatori e da ogni forma di criminalità organizzata, fenomeni - ha concluso il candidato di Rivoluzione Civile - che rappresentano la vera causa del sottosviluppo e delle diseguaglianze sociali».

Il prossimo incontro è fissato per giovedì 31 gennaio 2013 presso la sede del comitato elettorale alle ore 19.00.

La crisi delle imprese nel salernitano: nei primi nove mesi del 2012 hanno chiuso i battenti 377 esercizi

I dati impietosi di Rete Imprese Italiane: aziende strozzate da burocrazia e pressione fiscale. Fa eccezione il settore agroalimentare

operai-al-lavoro377. A volte un numero è soltanto un numero, ma questa volta nasconde dietro di sé uno scenario preoccupante. 377 sono le aziende che da gennaio a settembre 2012 hanno chiuso i battenti in provincia di Salerno, 167 solo nel settore dell’artigianato.

A Salerno città a fronte di 300 nuovi esercizi commerciali ben 270 hanno chiuso i battenti. A pagarne le conseguenze sono soprattutto marchi storici del commercio salernitano, strozzati dalla crisi e dalla concorrenza spietata sia dei temporary shop che dei grandi marchi i quali, date le ingenti disponibilità economiche, possono garantire ad esempio l’esborso di 10.000 euro per l’affitto di un locale al centro.
A leggere i dati diffusi ieri dalla Rete Imprese Italiane c’è ben poco da stare tranquilli. La contrazione dei consumi, la pressione fiscale ormai alle stelle non danno alcuno spiraglio di ripresa alle aziende salernitane e in questo contesto il pericolo più grande è che a lievitare sia il sommerso. Non per ultimo il richiamo all’attenzione del Procuratore generale Lucio Di Pietro e del Segretario della Cgil Campania Tavella che hanno posto l’attenzione sulla camorra che tende a reinvestire i propri capitali illeciti nel nostro territorio.
Da qui la necessità di una sterzata radicale dell’intero sistema, riducendo la burocrazia e intervenendo sull’accesso al credito delle imprese chiedendo alla Regione Campania di ripartire sul credito agevolato non solo per l’artigianato ma anche per il commercio e le piccole imprese. E poi il fisco che, con un carico fiscale del 56%, costringe le aziende a sopravvivere con il 15% dell’economia che fa girare.
Unica eccezione in questo scenario di crisi è il settore agroalimentare di qualità: vino, olio, ortaggi del nostro territorio sono appetibili sul mercato interno ed estero, a dimostrazione della necessità di politiche che incentivino lo sviluppo e la realizzazione di nuove filiere produttive nel tentativo di costruire un rapporto positivo tra territorio, impresa e tessuto economico.
L’investimento di ingenti risorse per defiscalizzare le assunzioni a tempo indeterminato e la continua promozione dell’imprenditoria giovanile tramite il finanziamento del micro credito sono parte di una ricetta dove a mancare sembra sia proprio il cuoco!

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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