Archivio febbraio 2013

Post-elezioni, la resa dei conti nel Pd: il segretario regionale Amendola vicino all’addio?

Dati impietosi: in Campania è stato un vero crollo di consensi. E Grimaldi attacca: «Basta con il partito dei sindaci e dei consiglieri regionali. Si è fatta cattiva opposizione». Nel mirino l’assenza di un vero leader

Enzo_AmendolaCome prevedibile, è arrivato il momento della resa dei conti nel Partito Democratico campano. I consensi sono calati e non di poco: i dati parlano di quasi 200mila voti in meno rispetto agli ultimi cinque anni. E il segretario regionale Enzo Amendola finisce sotto accusa. Vero è che è stato eletto deputato ed il suo mandato è in scadenza naturale nel prossimo autunno, ma anche a seconda dell’evolvere dello scenario nazionale e delle mosse di Pierluigi Bersani Amendola potrebbe decidere di lasciare anzitempo il coordinamento del partito, sebbene egli rimarchi: «Non ho intenzione di fare il capro espiatorio». Nel frattempo sono state convocate la segreteria per oggi pomeriggio, mentre la direzione si terrà in settimana prossima. Evidente la necessità di aprire una profonda riflessione sull’esito delle urne, cercando di far emergere tutte le responsabilità della netta sconfitta. Una dura presa di posizione, nel frattempo, arriva dall’europarlamentare Andrea Cozzolino: «Nonostante i guai prodotti dal centrodestra alla Regione in tre anni di governo, il centrosinistra è arretrato quasi ovunque. Non è stato percepito come alternativa, non siamo riusciti ad intercettare il disagio delle giovani generazioni, di famiglie in difficoltà, dei lavoratori precari. Continuiamo a pagare l’assenza di una leadership, dopo l’esaurirsi del ciclo politico iniziato nel ’93 e l’abbandono del consiglio regionale del candidato presidente del centrosinistra all’indomani del voto del 2010». E’ evidente il riferimento di Cozzolino alla mancanza di una forte figura di leader del centrosinistra campano, come quella che aveva rappresentato l’ex governatore Antonio Bassolino fino a pochi anni fa. Dopo di lui non si è più vinto. E l’abbandono di De Luca del ruolo di opposizione in consiglio regionale tre anni fa non ha certo aiutato. «Di questo passo – aggiunge Cozzolino – siamo destinati ad altre e nuove sconfitte in Campania».

Critiche arrivano anche dal coordinatore della segreteria nazionale dei Giovani Democratici, Michele Grimaldi, che afferma: «Basta con il partito dei sindaci e dei consiglieri regionali, affidarsi solo alle primarie e poi fare cattiva opposizione non è una soluzione. Non abbiamo colto l’avvertimento delle elezioni Comunali di Napoli. Basta con privilegi, doppi incarichi e occupazione del sottogoverno: i nostri inizino a dare l’esempio».

Spostandoci più strettamente in provincia di Salerno, anche il segretario provinciale Nicola Landolfi non se la passa sicuramente bene. La sua pagina facebook infatti ha raccolto i malumori di molte persone, tra cui anche candidati alle scorse parlamentarie di fine anno. La domanda ricorrente sembra: come hanno potuto molti candidati avere risultati roboanti alle primarie salvo poi registrare, in alcuni casi, una sconfitta del partito nel proprio fortino? Un esempio eclatante di tutto ciò sembra rappresentare il caso di Agropoli. Evidenziato da un duro commento di Marilù De Luca, già vicesindaco di Vallo della Lucania, sempre sulla pagina facebook in questione. Alle parole di Sabrina Capozzolo, neo eletta deputata agropolese, la quale parla dei giovani che avanzano e si propongono come cambiamento, la De Luca risponde: «Tu hai vinto un seggio in Parlamento come tanti privilegiati a cui qualcuno ha deciso di dare questa possibilità. Ma il Pd ne esce a pezzi». Poi la richiesta ai vertici di trarre le necessarie conseguenze del voto. L’impressione è che al prossimo congresso provinciale possa formarsi definitivamente l’ala Renzi. Molti infatti, come il primo cittadino di Giffoni Valle Piana Paolo Russomando, sostengono che con la discesa in campo del sindaco di Firenze, magari come candidato premier, le cose sarebbero potute cambiare. «L’errore – sostiene Russomando in un’intervista comparsa sul “Mattino” di oggi – è stato chiudere all’area Renzi e alla sua candidatura a premier, in più è stata condotta una campagna elettorale senza passione, sottotono. Troppi paracadutati, senza legami col territorio. Abbiamo perso a Cava dove c’era un candidato ed anche ad Agropoli. C’è una responsabilità della segreteria provinciale nella scelta dei candidati e nell’interpretazione dei regolamenti. Credo che tutto l’apparato sia responsabile. In un partito serio tanto a livello locale quanto nazionale, i dirigenti dovrebbero dimettersi e immaginare un percorso nuovo, cambiare il modo di fare politica».

Il riferimento è sia ad Amendola che a Landolfi. «La massima aspirazione del segretario regionale era diventare deputato: non è intervenuto neanche quando ci sono state epurazioni inspiegabili nella composizione delle liste e il risultato è la sua elezione con la sconfitta del partito in regione». Poi va all’attacco anche di Landolfi: «Continua ad arrampicarsi sugli specchi – afferma ancora Russomando – Qui chi perde dice che non ha perso, ma non c’è niente di male a dire non siamo stati in grado di attrarre significativamente gli elettori».

Dunque la resa dei conti è appena iniziata: vedremo nei prossimi giorni quali saranno le prime conseguenze. Ma l’impressione generale è che qualche ‘testa’ rischi davvero di saltare. Intanto, è fissata per martedì pomeriggio la direzione provinciale dei Gd di Salerno, durante la quale i giovani chiederanno conto al partito per quanto accaduto alle consultazioni.

Vaticano, termina il Pontificato di Benedetto XVI. Chi sarà il nuovo Vescovo di Roma?

Habemus papamOggi terminerà il pontificato del 265esimo vescovo di Roma, Joseph Ratzinger toglierà la veste ufficiale di Papa così come annunciato settimane fa.

Ieri, davanti ad una folla commossa ha rivolto il suo grazie ai 150mila fedeli che affollavano piazza San Pietro ripercorrendo un po’ il tempo trascorso dal 19 aprile 2005 giorno della sua elezione fino all’11 Febbraio 2013 quando ha annunciato che avrebbe lasciato il ministero di Vescovo di Roma.

In questi giorni gli occhi del mondo sono puntati sul Vaticano, sentendo questo momento come un crocevia fondamentale per le sorti della Chiesa Cattolica.

Ieri Ratzinger ha ammesso “mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea”, al tempo non sono mancati i “momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E Dio – ha concluso con voce spezzata - non la lascia affondare”.

Da domani Papa Ratzinger non abbandonerà la Chiesa ritirandosi a vita privata, ma resterà un pastore orante, senza abbandonare il peso della croce, continuando con la Chiesa una comunione viva e fedele.

Da domani nuovi punti interrogativi si aprono nel mondo della Chiesa, nuovi scenari alle porte del Conclave che a breve si riunirà per la nomina del nuovo Papa.

Chi sarà il nuovo Papa? Quali temi ci saranno al centro di questo nuovo Conclave? Quali poteri saranno attribuiti al nuovo reggente della Chiesa Cattolica?

A breve a questi interrogativi sarà data risposta, per ora resta alla storia un passo indietro storico ed un atto di grande coraggio con il quale esce di scena una delle personalità più influenti e rilevanti dell’intero panorama mondiale.

Un gesto importante che pone un argine alla deriva della Chiesa e tende a rilanciare la centralità e le funzioni di una Chiesa, che ormai da tempo nutriva al proprio interno un enorme bisogno di rinnovamento e di cambiamento.

M5S, i neo eletti parlamentari salernitani: «Nessun accordo con il Pd salernitano sul modello De Luca»

Le accuse dei grillini: «Il modello Salerno tanto decantato da De Luca non esiste ed è fallimentare in molti dei suoi aspetti»

salerno gazebo movimento 5 stelleSalerno. Dopo gli inaspettati risultati delle elezioni politiche, la questione nazionale è come arrivare a formare un nuovo governo. Il Movimento 5 Stelle di Grillo potrà mai governare con il Pd? Secondo i senatori e deputati salernitani del movimento di Grillo, freschi di elezione, non è possibile alcun accordo. Specie con il Pd Salernitano, strettamente legato al tanto decantato ‘modello Salerno’ deluchiano. Un modello, appunto, per i suoi sostenitori, criticato e osteggiato invece dai grillini che lo ritengono per certi versi fallimentare. Molti sono stati, in passato, gli attacchi che il sindaco di Salerno aveva riservato al M5S e al leader Beppe Grillo, senza mezzi termini; basti pensare all’ultima campagna per le Regionali. Rivolgendosi all’allora candidato M5S Roberto Fico che chiedeva un dibattito pubblico tra gli aspiranti presidenti, De Luca aveva affermato «Chi vuole farsi pubblicità con il mio nome mi deve pagare». La risposta a quelle parole è giunta dopo 3 anni, per bocca del neo eletto alla Camera Angelo Tofalo: «Il MoVimento 5 stelle non ha prezzo, tutti conoscono in città la questione delle società miste, gestite da dirigenza selezionata solo ed esclusivamente in base all’appartenenza politica e alla fedeltà al loro primo cittadino e non certo scelta in base di reali competenze professionaliAndrebbero azzerati domani mattina tutti i vertici e i consigli di amministrazione delle partecipate e selezionata pubblicamente e in trasparenza la nuova classe dirigente della città».

Ma è Andrea Cioffi, neo senatore, ad andarci giù ancora più duramente sul ‘Modello Salerno’: «Dal Crescent ai 5 porti cittadini c’è stato un continuo ed indiscriminato consumo del territorio cittadino. Inoltre non si contano più le aree pubbliche date in pasto ad interessi ed alla speculazione privata. I progetti faraonici non conclusi da anni hanno portato soltanto alla sperpero di denaro pubblico. Difficilmente il Sindaco cambierà idea su questi aspetti pertanto la sua apertura è esclusivamente di facciata ma non di sostanza».

E per finire una stoccata anche riguardo alla gestione ritenuta “allegra” di fondi pubblici: «Invece di pagare i fornitori di servizi, il comune impiega fondi pubblici in manifestazioni quantomeno discutibili visto la grande crisi che stiamo vivendo. Non è possibile più spendere 3 milioni di euro per le luminarie di Natale e lasciare le aziende creditrici verso il Comune alla disperazione, ad attendere pagamenti che oramai hanno raggiunto tempistiche da quarto mondo».

Trasporti, SITA ancora nel caos: bus fermi e disagi per i pendolari

I lavoratori dell’azienda sono ancora senza stipendio. Nel pomeriggio incontro tra vertici aziendali ed organizzazioni sindacali

Bus SitaNon c’è pace per il trasporto pubblico nella Provincia di Salerno. Oltre alla vicenda Cstp non meno grave appare la situazione della Sita, i cui lavoratori sono senza stipendio e dunque ancora in piena agitazione. Va da sé che anche nella giornata di oggi i bus hanno funzionato a singhiozzo, in alcuni casi sono rimasti nei depositi, con conseguenti forti disagi per studenti e pendolari in genere e comuni rimasti isolati. I motivi della protesta sono in realtà molteplici, riconducibili non soltanto allo slittamento di sette giorni dello stipendio: a rischio sono infatti ben 463 posti di lavoro. I vertici dell’azienda di trasporto chiedono che entro il domani la Provincia riveda il contratto: in caso contrario, dal primo marzo scatterà la procedura di mobilità per tutti i 463 dipendenti.

Già ieri questi ultimi avevano incrociato le braccia, una volta appreso dello slittamento dello stipendio di febbraio. Un ritardo che ha inasprito gli animi con molti lavoratori che hanno deciso di sospendere le corse, rientrando dalle tratte che stavano già percorrendo o lasciando fermi al deposito gli autobus che sarebbero dovuti partire per i Monti Lattari, la costiera amalfitana ed il Cilento. Le uniche corse garantite sono state quelle di primo mattino dirette verso Napoli. La stessa cosa è avvenuta oggi. E’ atteso nel pomeriggio un incontro tra i vertici della Sita e le organizzazioni sindacali di categoria per discutere le questioni che hanno portato al blocco quasi totale del servizio nelle ultime ore.

Politiche 2013, le reazioni dei protagonisti nel giorno del post-voto. L’allarme di Nugnes (M5S): «In Campania c’è ancora voto di scambio»

Le dichiarazioni dai territori. Domini (Riv. Civ.): «Risultato importante ad Agropoli». Capo (Fratelli D’Italia): «Soddisfatto, consenso in linea con il nazionale»

Dati elezioniIl giorno dopo i vari ‘tsunami’ provocati dagli esiti delle elezioni politiche, che hanno visto una netta sconfitta del centrosinistra per quanto riguarda la Provincia di Salerno, arrivano le reazioni dai principali “attori” di questa campagna elettorale. Ad Agropoli, Mario Capo commenta così il risultato ottenuto dalla neo-nata Fratelli D’Italia:  «Sono molto soddisfatto del risultato di fratelli d’Italia ad Agropoli. Abbiamo ottenuto il 3% dei consensi, in linea con il risultato ottenuto in Campania. Un risultato ottenuto grazie all’abnegazione dei miei più cari amici ai quali rivolgo un sentito ringraziamento e rinnovo la mia totale disponibilità. Sono ancor più contento per il risultato del centro destra nella nostra città». 

Non ha raggiunto il quorum per sedere negli scranni di Montecitorio la lista di Rivoluzione Civile, ma l’ex sindaco Antonio Domini, che era candidato nel collegio Campania2, si mostra comunque soddisfatto per il risultato ottenuto: «Grazie ai tanti che mi hanno dato fiducia con il loro voto. Queste elezioni politiche sono state un momento importante di grande partecipazione di tanta gente, di tanti amici che hanno condiviso insieme a me questi giorni di impegno. Un risultato importante abbiamo raggiunto con i 517 voti alla camera pari al 4.49%, molto più alto della media nazionale per Rivoluzione Civile. Un movimento politico nato solo 40 giorni fa non poteva fare di più. E’ invece molto importante – sottolinea Domini – anche il risultato ad Agropoli del M5Stelle che segna come non c’è apprezzamento per chi qui ci governa. Agropoli, come l’Italia ha bisogno di gente onesta e perbene che abbia a cuore l’interesse di tutti e non quello di pochi. Ha bisogno che la gente sia libera di passeggiare in serenità e non corra il rischio di essere ammazzata da delinquenti che scorazzano liberamente. E’ giunto il momento che le persone di buona volontà, serie ed oneste si ritrovino per far giungere il vento del cambiamento anche ad Agropoli, per spazzare via i politici di professione o i nullafacenti che trovano il loro reddito tra incarichi politici vari a danno della collettività. Avanti, che ogni cittadino ritrovi il coraggio per lottare per il bene della nostra Agropoli e di noi cittadini». 

Poi la sorpresa di queste elezioni, il Movimento 5 Stelle di Grillo. Che tramite le neo eletta senatrice Paola Nugnes afferma duramente: «In Campania è più difficile sfondare rispetto ad altre regioni, qui è ancora forte il voto di scambio. In aree del Paese dove c’é mancanza di diritti – dice la senatrice in pectore – dove c’é sofferenza e deprivazione economica è logico che sia ancora forte la pratica del voto di scambio. E’ questo il motivo per cui il nostro movimento qui è leggermente in ritardo rispetto ad altre regioni».

Sconsolato il commento del segretario regionale del Pd Enzo Amendola riguardo alla “debacle” del suo partito in Campania: «In Campania ha vinto il Pdl, è un dato innegabile. C’é molta amarezza. Abbiamo fatto una campagna elettorale senza risparmiarci, fino a piazza del Plebiscito. Difficoltà soprattutto a Caserta e provincia».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
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