Archivio luglio 2013

Unisa: tre associazioni studentesche denunciano: «hanno fatto cartello per toglierci la sede»

Polemiche per i criteri adottati nel nuovo bando di assegnazione voluto dalla maggioranza. Run, Scientificamente e Sui-Generis sul piede di guerra: «pronti a ricorrere alle vie legali»

unisaFisciano. Maretta all’Università degli Studi di Salerno tra le associazioni studentesche. Motivo del contendere i criteri contenuti nel bando per la nuova assegnazione degli spazi adibiti a sede, quelle in cui gli studenti impegnati nel mondo dell’associazionismo svolgono le attività. Così com’è stato redatto, il bando di fatto taglierebbe fuori le associazioni della Rete Universitaria Nazionale, Scientificamente e Sui-Generis. Per questo si è levata la prevedibile levata di scudi dei rispettivi rappresentanti, che parlano di comportamento “ottuso” e “manicheo” da parte delle altre associazioni.

«A fronte di un primo rinvio del bando per l’assegnazione degli spazi alle associazioni studentesche, che prendeva atto delle difformità evidenziate in una nostra precedente nota, si è scelto di perseverare in un iter privo di qualunque requisito formale e democratico con la chiara volontà di esautorare intere organizzazioni studentesche dalla vita politica e sociale del nostro Campus.

Inutili sono stati i tentativi di incontro e gli appelli al dialogo incoraggiati anche dal Magnifico Rettore Raimondo Pasquino, volti alla ricerca di un percorso più democratico e pluralista capace di garantire un ampio coinvolgimento degli studenti, producendo, pertanto, in maniera del tutto irresponsabile un chiaro restringimento di quelle attività di tutoraggio e orientamento vitali per i tanti studenti, soprattutto matricole, iscritti alla nostra Università.

Non possiamo in alcun modo legittimare tale determinazione. Le Associazioni Run, Scientificamente e Sui Generis, con una decennale attività di rappresentanza studentesca evidenziata anche nelle ultime elezioni universitarie, hanno scelto di non presentare alcuna domanda per l’assegnazione degli spazi, ritenendo la procedura carente dei requisiti. Reiterano un appello al buon senso di tutte le componenti al fine di costruire quei requisiti minimi di agibilità democratica indispensabili per una crescita complessiva del nostro Ateneo. Preannunciano che,  a tutela anche delle centinaia di studenti che quotidianamente scelgono di dedicare in maniera generosa e disinteressata il loro tempo alla crescita del nostro splendido campus, ricorreranno alle vie legali non essendo riusciti in alcun modo a correggere tale incomprensibile deriva».

«Due Torri», l’Antimafia chiude l’inchiesta. Alfieri indagato per corruzione

Gare d’appalto pilotate a tavolino e materiale edile scadente. Le verifiche della Procura sulle dichiarazioni dei pentiti sono durate più di un anno ma ora il sindaco Pd di Agropoli è ufficialmente indagato. Imbarazzo nel centrosinistra

Roma CronacaAgropoli. C’è un avviso di conclusione delle indagini recapitato ieri mattina in municipio: il mittente è la Procura Antimafia di Salerno guidata da Franco Roberti (di recente succeduto a Pietro Grasso alla guida della Dia), il destinatario è il sindaco del comune cilentano.

È questo il nuovo traguardo raggiunto dall’inchiesta «Due Torri» sull’assegnazione degli appalti alla Provincia negli anni in cui Franco Alfieri era assessore ai lavori pubblici.

Il sindaco è accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, aggravata dalla sua posizione di pubblico amministratore.

Insieme al “santissimo” (com’era stato definito in un’intercettazione telefonica) ci sono anche altre 79 persone che hanno ricevuto la comunicazione giudiziaria con accuse che vanno dalla corruzione e turbativa d’asta fino al peculato, falso e associazione per delinquere. Tra i nomi eccellenti di questa nuova fase dell’indagine c’è anche quello dell’ex Presidente della Provincia, il margheritino Angelo Villani.

Duecento le pagine di avviso firmate dai sostituti procuratori Rosa Volpe, Francesco Rotondo e Guglielmo Valente, della Direzione distrettuale Antimafia, e che riguardano anche tecnici della Provincia e imprenditori.

Già nel giugno dell’anno scorso i carabinieri del Ros avevano tratto in arresto 15 persone che poi avrebbero svelato il meccanismo dei ribassi concordati a tavolino con cui le gare venivano pilotate. Il ribasso “vincente” talvolta sfiorava pure il 40% della base d’asta, una cifra che veniva recuperata con l’impiego di materiali scadenti che in sede di collaudo venivano ritenuti idonei dai tecnici compiacenti.

I partiti rimasero in silenzio. Solo i Giovani democratici posero già allora il tema delle responsabilità politiche di chi amministra un ente e permette che avvengano cose simili. Ma il segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi, sostenne che Alfieri non aveva ricevuto nemmeno un avviso di garanzia: “quando e se lo riceverà ne parleremo”. A tutt’ora però il burocrate che ha promosso le espulsione dal Pd locale di chi dissentiva dal Sistema continua a non parlare.

Castellabate, mercoledì al “Chiostro” la presentazione del thriller di Nicola Oddati

locandina bassolino 31 luglio 2013Il libro è intitolato «il teorema della corda». Insieme all’ex assessore del Comune di Napoli ci sarà anche Antonio Bassolino

«La città di Napoli è all’alba di una nuova stagione politica che genera entusiasmi e grandi aspettative. Merito anche del nuovo, dinamico sindaco appena eletto. Tre suicidi molto sospetti, però, scuotono uno dopo l’altro i palazzi del potere e i salotti dell’alta borghesia». Comincia così la recensione del romanzo edito da Mondadori e realizzato dall’ex assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati. Alla presentazione, organizzata per mercoledì 31 luglio al “Chiostro” di Castellabate, interverrà pure l’ex governatore Antonio Bassolino.

 

Giustizia, Franco Roberti è il nuovo procuratore nazionale antimafia

Il procuratore di Salerno ha battuto con 20 voti la candidatura del bolognese Roberto Alfonso. Succede a Pietro Grasso

Roberti-TL-300x173Franco Roberti é il nuovo procuratore nazionale antimafia. Il plenum del Csm lo ha eletto con 20 voti a favore, tra cui quelli del vicepresidente Michele Vietti, del presidente Giorgio Santacroce e del pg di Cassazione Gianfranco Ciani. Roberti, fino ad oggi capo della Procura di Salerno, ha avuto la meglio al ballottaggio su Roberto Alfonso, procuratore capo a Bologna. Al termine della votazione il vice presidente Vietti ha espresso i suoi migliori auguri di buon lavoro al nuovo capo della Direzione nazionale antimafia, che andrà così a ricoprire il ruolo fino allo scorso gennaio rivestito da Pietro Grasso, divenuto oggi presidente del Senato. 65 anni, napoletano di nascita, 65 anni, Roberti era alla guida della Procura di Salerno dal 2009; egli è considerato uno dei massimi esperti in Italia del clan camorristico dei casalesi. Durante il periodo trascorso alla guida della Dda napoletana, ha coordinato alcune delle indagini più delicate, come quella che ha portato alla cattura di Giuseppe Setola, il leader dell’ala stragista, e dei suoi principali complici, alcuni dei quali convinti a collaborare, a cominciare da Oreste Spagnuolo, il killer che racconterà la stagione degli omicidi sul litorale domizio e rivelerà le pressioni del clan sulla produzione del film Gomorra tratto dal best seller di Roberto Saviano.

Negli anni ’90 Roberti si è poi distinto per la gestione dei collaboratori di giustizia Carmine Alfieri e Pasquale Galasso, i superboss della camorra napoletana della Nuova Famiglia, protagonisti negli anni ’80 di una sanguinosa faida contro la Nco di Raffaele Cutolo. Nel 2010 durante un convegno Roberti rivelerà di avere quasi convinto in quegli anni anche Cutolo a pentirsi e a vuotare il sacco, a cominciare da quanto era a sua conoscenza sulle trattative per la liberazione di Aldo Moro, ma che l’operazione non andò in porto a causa di un ripensamento di Cutolo forse su pressione dei servizi segreti.

Quattro anni fa, a Salerno Roberti era subentrato a Luigi Apicella, sospeso dal Csm in seguito alle vicende incrociate tra le procure di Salerno e Catanzaro sulle indagini avocate all’ex pm Luigi de Magistris. Vicende con ulteriori strascichi, tra cui il trasferimento disciplinare da Salerno a Latina per Gabriella Nuzzi, il pm titolare delle inchieste sul sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e sulle denunce di de Magistris. Nei quattro anni a guida Roberti, la Procura ha aperto altre due indagini sul sindaco, relative al commissariato per il termovalorizzatore e al Crescent e si è occupata dell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, un caso purtroppo ancora senza colpevoli.

Il Csm, nella delibera di nomina, ha sottolineato la sua «profonda conoscenza del fenomeno della criminalità organizzata e del funzionamento della Dna».

Appalti alla Provincia, il 6 agosto i patteggiamenti dell’inchiesta «Due Torri» arrivano in Cassazione

Ribassi concordati a tavolino. I giudici della Suprema Corte dovranno valutare le sentenze che riguardano sette imprenditori

Cassazione_sede-721037È fissato per il prossimo 6 agosto, presso la Corte di Cassazione, l’esame delle sentenze di patteggiamento dei cugini Citarella e degli altri imprenditori finiti nella maxi-inchiesta della Procura distrettuale Antimafia di Salerno denominata “Due Torri”. È questo il nuovo atto del processo sugli appalti pilotati nell’assessorato ai lavori pubblici della Provincia di Salerno. Secondo la Procura il “sistema” che condizionava le gare era attivo fin dal 2002.

Sette sono gli imprenditori che hanno definito, lo scorso anno, la propria posizione con un patteggiamento. Tutti erano stati tratti in arresto dai carabinieri del Ros nel giugno 2012 insieme ad altre cinque persone che stanno affrontando il processo ordinario dinanzi ai giudici del Tribunale di Salerno.

Dopo il patteggiamento però i legali dei sette imprenditori si sono rivolti alla Corte di Cassazione chiedendo l’annullamento delle sentenze per vizi di forma. Se la richiesta dovesse essere accolta il processo tornerebbe al Tribunale di Salerno per una nuova definizione. In caso contrario invece la sentenza diventerebbe definitiva.

Gli imputati che nel corso degli interrogatori hanno già fatto ampie dichiarazioni su presunti altri coinvolgimenti nel “sistema Citarella” non potrebbero più avvalersi della facoltà di non rispondere. E proprio Giovanni Citarella è stato chiamato dalla Procura come teste nel processo ordinario che si sta celebrando nei confronti degli altri imprenditori e dei due funzionari dell’ufficio lavori pubblici della Provincia. Salvo rinvii, la vicenda verrà definita dalla Corte di Cassazione il prossimo 6 agosto.

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