Archivio agosto 2013

Agropoli-Prignano, frana sulla S.P. cilentana. Scontro Alfieri/Pierro

L’assessore provinciale ai lavori pubblici accusa il suo predecessore: «finiti i tempi delle mani bucate»

assessore provinciale attilio pierro salerno«Purtroppo di me si parla per questo processo giornalistico che sto subendo ma, quando io ero assessore provinciale, strade chiuse non ce n’erano, quando c’era una frana si provvedeva ad horas o in pochi giorni e la situazione della viabilità provinciale era tutt’altra cosa». È uno dei passaggi dell’intervista rilasciata dal sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, a Cilento Notizie. Motivo della discordia è la frana che interessa un tratto della Strada provinciale 430 “Cilentana” tra Agropoli e Prignano. Immediata la replica di un suo successore all’assessorato provinciale ai Lavori pubblici: «i tempi delle vacche grasse sono finiti e Alfieri, che di quella stagione fu protagonista in Provincia, farebbe meglio a rassegnarsi e a cambiare registro». È molto diretto Attilio Pierro nel rispedire al mittente le accuse di inerzia mosse dal sindaco.

«Il primo cittadino di Agropoli – continua – da assessore ai Lavori Pubblici di Palazzo Sant’Agostino gestiva qualcosa come 30 milioni di euro all’anno per la manutenzione delle strade provinciali, a fronte dei 870mila euro di cui si dispone adesso, grazie ai continui e scellerati tagli operati dai Governi centrali a suon di milioni di euro. Non ultimi i 15 milioni scippati lo scorso anno alla Provincia dal Governo Monti, cui si aggiungono i 28 milioni di quest’anno».

«A ciò si aggiunge – spiega Pierro – che, nonostante tutte le risorse a disposizione, la Provincia delle vacche grasse e delle mani bucate di Alfieri ci ha lasciato in eredità ben 30 milioni di euro di debiti fuori bilancio gran parte dei quali contratti per opere viarie, alcune delle quali sotto i riflettori della Magistratura, anche per eseguire interventi forse non di competenza della Provincia».

«La Provincia, le cui disastrate condizioni finanziarie sono anche conseguenza delle facili spese della gestione Alfieri, ha fatto e sta facendo tutto quanto possibile per risolvere la problematica senza inutile spreco di pubbliche risorse».

Agropoli, il quotidiano «Libero» sull’ex Pg della Cassazione Vitaliano Esposito

La stampa di destra all’attacco della magistratura tira in ballo anche il cittadino onorario di Agropoli

Esposito AGROPOLIÈ dal giorno della sentenza definitiva sul processo Mediaset, dove il leader del Pdl è stato condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale, che i giornali della famiglia Berlusconi hanno rilanciato un’estenuante campagna stampa contro quelle che definiscono le “toghe rosse”. Adesso l’attacco è diretto in particolare contro il Presidente della seconda sezione feriale della Cassazione Antonio Esposito. Nel tentativo di delegittimare la magistratura a difesa del proprio leader la stampa di destra ha pubblicato numerosi articoli sul magistrato sarnese e sulla sua famiglia (come se ciò potesse in qualche modo riabilitare il Cavaliere).

E tra questi “approfondimenti”, il quotidiano Libero diretto da Maurizio Belpietro, ha dedicato un articolo anche a Vitaliano Esposito, fratello di Antonio. Il (da poco) ex Procuratore generale presso la Corte di Cassazione è stato nominato cittadino onorario di Agropoli dall’amministrazione Alfieri nel novembre 2008.

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Procura di Salerno, la nomina del successore di Roberti non prima di gennaio

Il Csm valuterà entro l’inverno i nomi candidati alla successione

Tribunale di Salerno (4)Non sarà nominato prima del prossimo gennaio il nuovo procuratore capo di Salerno. A darne conto è un articolo di Angela Cappetta comparso sul Corriere del Mezzogiorno. Dal 10 agosto scorso infatti l’ex procuratore capo Franco Roberti si è insediato alla Direzione Investigativa Antimafia, a Roma, e la Procura salernitana è retta dall’aggiunto Umberto Zampoli.

Tra i nomi che già circolano quali candidati alla successione di Roberti, e che verranno valutati dal Consiglio Superiore della Magistratura nel prossimo inverno, quello di Gianfranco Donadio (attuale componente della Dna) in competizione con Leonida Primicerio (altro membro della Direzione nazionale antimafia, ex sostituto generale a Salerno) e con l’attuale capo della procura di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo. Ma altre candidature sembrano essere in dirittura d’arrivo.

Camorra: Roberti, intensificare controlli in aree non sospette

roberti_procuratore_Il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, esprime “il più vivo apprezzamento” per la brillante operazione dei Carabinieri che ha portato all’arresto ieri mattina di Michele Di Nardo, ritenuto esponente di prima linea del clan “Mallardo” di Giugliano (Napoli).

L’intervento, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha portato alla localizzazione di Di Nardo a Palinuro (Salerno) “dove già in passato si è registrata la presenza di esponenti della criminalità organizzata napoletana e casertana”. Ciò comporta – a giudizio di Roberti – la necessità “di intensificare l’azione di contrasto anche in territori apparentemente non influenzati dalla criminalità organizzati anche per acclarare l’esistenza di presenze d’interessi economici illeciti e individuare fiancheggiatori e prestanomi che curano gli interessi illeciti per conto dei clan”.

Palinuro, camorra: boss del clan Mallardo arrestato in un bar

Michele Di Nardo, 34 anni, era ricercato dallo scorso anno in tutta Europa perché destinatario di due ordini di arresto. Era al mare con la fidanzata

carabinieri-2Ritenuto l’attuale capo del clan camorristico dei Mallardo, ricercato dal 2012 in tutta Europa, è stato catturato dai carabinieri a Palinuro, dove era in vacanza con la propria compagna. Michele Di Nardo è stato sorpreso mentre era seduto in un bar della località balneare del Cilento.

Di Nardo è stato arrestato in un’operazione congiunta dei carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna (Napoli) e della compagnia di Sapri (Salerno). Era inserito nella lista dei latitanti pericolosi ed era ricercato dalle forze dell’ordine per due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nell’aprile 2012 e nello scorso luglio per associazione di tipo mafioso ed estorsione.

A Palinuro – secondo le indagini dei carabinieri – stava trascorrendo un breve periodo di vacanza insieme alla sua compagna. Di Nardo è considerato dagli investigatori l’attuale reggente del clan Mallardo, riorganizzatosi sul territorio dopo i numerosi arresti delle forze dell’ordine e la condanna all’ergastolo dei due capi storici, i fratelli Giuseppe e Francesco Mallardo.

In particolare, sempre secondo gli investigatori, Di Nardo manteneva il controllo delle estorsioni e del traffico degli stupefacenti del clan.

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Giuseppe Maniaci

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