Archivio novembre 2013

Salerno, l’articolo del Fatto: «corruzione, indagato De Luca insieme al figlio, capolista di Renzi»

Altri guai giudiziari per il sindaco e viceministro ai Trasporti, già indagato per il caso Crescent. Secondo i pm le spese di un suo comizio elettorale per le Regionali del 2010 sono state pagate da un imprenditore che aveva un affare immobiliare con il Comune

de luca 640Vincenzo De Luca è indagato per corruzione e abuso di ufficio dalla Procura di Salerno. Il sindaco di Salerno e viceministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo Letta stavolta non è nei guai per le vicende relative al Crescent. Pochi giorni fa, dopo il sequestro del grattacielo che sfregia il Lungomare della città De Luca era finito sulla graticola.

IN MOLTI AVEVANO chiesto a Matteo Renzi, vincente nel primo round delle elezioni primarie del Pd anche grazie al suo appoggio, se non fosse il caso di mollare un supporter così ingombrante, già indagato per abuso d’uffico e falso in atto pubblico. Ora le polemiche sono destinate a riaccendersi. Le accuse che il Fatto è in grado di rivelare, sono più imbarazzanti per il sindaco di Salerno, giunto al quarto mandato.

Non solo perché il reato contestato, la corruzione, è più grave ma anche perché stavolta insieme a De Luca è indagato anche il figlio Piero, appena asceso a un ruolo di peso nel firmamento politico della sinistra campana. Piero De Luca è infatti uno dei quattro delegati all’assemblea nazionale per la Campania in qualità di capolista pro Renzi della circoscrizione Salerno-costiera. Oltre ai due De Luca, c’è anche un terzo indagato: Mario Del Mese, nipote di Paolo, ex parlamentare Dc e già presidente della commissione finanze dell’Udeur ai tempi del governo Prodi. Mario Del Mese è il personaggio centrale della vicenda insieme a Giuseppe Amato, erede del pastificio Antonio Amato.

Vincenzo De Luca è stato iscritto sul registro degli indagati per corruzione nel novembre del 2012 e ha ricevuto la notifica dell’avviso di proroga delle indagini negli ultimi giorni di maggio. Il governo era appena nato e chissà se il viceministro avrà informato Enrico Letta e Matteo Renzi. Forse avrà glissato, memore di quanto era accaduto con altre accuse. De Luca era stato candidato nel 2010 alle regionali nonostante fosse indagato per accuse che poi si sono rivelate infondate. Proprio per una vicenda legata alle spese affrontate a margine del comizio più importante di quella campagna elettorale, secondo quanto risulta al Fatto, Vincenzo De Luca è ora indagato per corruzione. Giuseppe Amato, 39 anni, erede del pastificio Antonio Amato, ha raccontato ai pm di avere pagato alcune fatture per le spese relative al comizio sul palco montato a piazza del Plebiscito a Napoli nel 2010. A chiedergli di pagare le imprese che si erano occupate del comizio – secondo Amato Jr – era stato Mario Del Mese, un imprenditore molto vicino al figlio di De Luca, Piero.

Da canto suo Amato era interessato ai buoni uffici del comune di Salerno al quale aveva presentato una richiesta di variante urbanistica per un immobile del pastificio Amato. Nel novembre del 2012 Giuseppe, detto Peppino, Amato racconta la sua versione ai pm che indagano sul crac del pastificio. Il pm Vincenzo Senatore segreta l’atto e decide con l’allora procuratore Franco Roberti di creare un fascicolo separato che viene affidato ad altri due sostituti procuratori: Guglielmo Valenti e Antonio Cantarella. Allo scadere dei sei mesi i magistrati hanno notificato a Vincenzo De Luca, difeso dall’avvocato Paolo Carbone, e agli altri due indagati, il figlio Piero e il suo amico Mario Del Mese, l’avviso di proroga delle indagini, richiesto al Gip Maria Zambrano. L’avvocato Carbone, raggiunto dal Fatto, si è rifiutato di commentare.

SULLO SFONDO della nuova indagine c’è la vecchia inchiesta sulla bancarotta del pastificio Amato. Giuseppe Amato jr ha patteggiato una condanna a 3 anni e 6 mesi per le distrazioni del patrimonio dello storico pastificio che nel 2006 era stato sponsor della Nazionale nei mondiali vinti in Germania. Amato jr ha detto ai pm: “Mario Del Mese mi raccontava di viaggi in Lussemburgo per raggiungere Piero De Luca al quale portava soldi da versare sul conto in Lussemburgo, proventi della Ifil”. E ha aggiunto: “Mario Del Mese mi riferì che Piero De Luca in realtà era un socio occulto della Ifil”. Ifil C&D è una società chiave dell’inchiesta. De Luca Jr non è mai stato socio e nega tutto.

Ora i magistrati salernitani hanno avviato una rogatoria in Lussemburgo per verificare le accuse. Piero De Luca lavora in Lussemburgo come referendario presso la Corte di Giustizia e sui suoi viaggi il sito della cronista Angela Cappetta, il più dettagliato sulle vicende salernitane, ha già rivelato altri particolari emersi durante l’inchiesta. Come i biglietti aerei pagati dalla società Ifil C&D di Mario del Mese per il Lussemburgo alla moglie di Piero De Luca e alla ex moglie di Vincenzo De Luca, Rosa Zampetti, madre di Piero.

Salerno, l’esperienza del centro «La Tenda»: da 30 anni al servizio dei giovani

La Onlus nasce per dare un sostegno alle persone con dipendenze e per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro. Le sue attività comprendono anche concorsi di scrittura, fotografia e pittura

* di Elena Basso, da Citizen Salerno.it per gentile concessione

latendaSalerno. L’associazione “La Tenda” – Centro di Solidarietà è una Onlus fondata da Don Giovanni Pirone, poi sostituito da Don Nicola Bari, attualmente presidente. Al 1984 risale la nascita del Centro di Accoglienza per tossicodipendenti. Tuttora una parte degli sforzi del Centro sono rivolti a persone con dipendenze, per i quali la sede legale e centro di orientamento di Fratte è il primo contatto con La Tenda. I tossicodipendenti potranno essere accolti nelle comunità “La Pagliuzza” di Giovi, riservata agli uomini, o nella comunità delle donne, con sede a Brignano. Ne esiste una terza a San Severino, la “Pace e Bene”, che si occupa anche di inserimento nel mondo del lavoro. I minori vengono accolti, invece, nella comunità alloggio “I girasoli” di Mercato San Severino. Ha sede a Roma la comunità “Sorella Luna”, che accoglie giovani impegnati a crescere verso l’autonomia personale attraverso una vita comunitaria.

Un’altra parte delle attività si svolge a Fieravecchia, il centro di animazione territoriale che promuove i giovani sul territorio, sede di “Progetto giovani”, che si pone come obiettivo quello di fornire ai ragazzi modi creativi per esprimersi, attraverso la scoperta e la conoscenza di nuove modalità di aggregazione. Comprende “Capolavori in Corso”, cioè una serie di concorsi di scrittura, fotografia, pittura; caffè net, il bar della struttura; “Estate utile a Fieravecchia” che si svolge da maggio a luglio e propone “Uno spot per”, altro concorso in cui i partecipanti potranno decidere, tra i temi a sfondo sociale selezionati (bullismo, famiglia, nuove droghe, sessualità, amore, alimentazione), quale trattare in un breve spot (il vincitore vedrà il proprio lavoro trasmesso dalle emittenti televisive locali che aderiscono all’iniziativa e su siti web convenzionati) e un cineforum, diviso in quattro appuntamenti.

Fieravecchia è anche sede di servizi psicodiagnostici e fornisce spazi per le riunioni della mediazione penale del Tribunale. Di stampo più giornalistico è invece il Centro Studi e Formazione “Caos”, da cui derivano le due riviste “Caos Informa” e “Caos Informa Giovani”: la prima è scritta e redatta da adulti, la seconda da ragazzi. La partecipazione a Caos Giovani è aperta a chiunque sia interessato all’esperienza e promuove il confronto e lo spirito di gruppo.

Sono attive inoltre la scuola per stranieri, con lezioni tenute da collaboratori della Tenda, la quale rilascia un attestato utile per procedure di ottenimento del permesso di soggiorno, e una scuola per minori stranieri, disponibile tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì. È anche disponibile “Dopo la scuola e oltre”, un servizio di doposcuola rivolto ad alunni delle scuole elementari, medie e superiori. A seguire i ragazzi, in entrambi i casi, sono tirocinanti o volontari del Centro. È data la possibilità ad esterni di tenere corsi o laboratori nella struttura, nella quale si svolgono anche seminari a sfondo sociale.

Il Centro La Tenda è una realtà dinamica, rivolta a persone di tutte le età, attiva sul territorio in modo vario ed energico, che offre sostegno a quelli che ne hanno bisogno e opportunità di esprimersi a chi ha voglia di mettersi alla prova.

Fonte: www.citizensalerno.it

Castel San Giorgio, domenica confronto pubblico sulle primarie del Pd

Un dibattito con i tre rappresentanti campani dei candidati alla segreteria nazionale

Villa CalvaneseCastel San Giorgio. I Giovani democratici e gli iscritti al Partito democratico hanno promosso un confronto pubblico sulle Primarie del Pd che si terranno il prossimo 8 Dicembre. L’evento si svolgerà presso Villa Calvanese, domenica alle ore 17.30.
All’incontro saranno presenti i rappresentanti campani dei 3 candidati alla Segreteria del Partito Democratico i quali spiegheranno le ragioni della loro scelta.
«In un momento difficile – spiega Gennaro Quaranta, segretario Gd Castel San Giorgio – nel quale i cittadini sono sempre più lontani dalle vicende politiche e dai partiti politici, noi Giovani Democratici insieme agli iscritti del nostro Partito cercheremo di invertire questa tendenza promuovendo un dibattito serio e costruttivo che rimetta al centro della scena la buona politica ed il futuro concreto del nostro comune e del nostro Paese».

«Le Primarie del Partito Democratico rappresentano una grande opportunità di democrazia e di partecipazione per tutti. Abbiamo deciso di affrontarle in modo consapevole, sicuri che dall’8 Dicembre possa partire un percorso che tiri fuori il nostro Paese dagli attuali problemi economici ed affermi il PD come unica forza seria e credibile sulla scena politica italiana, promotore del rilancio economico e - conclude Quaranta – del cambiamento».

Salerno, tesseramento Pd. Elenchi in Procura, Zoggia dal pm

Il responsabile organizzazione nazionale del partito un’ora e mezza dal pubblico ministero Montemurro. Quasi 18mila nominativi al vaglio dell’Antimafia

davide_zoggiaIl responsabile nazionale organizzativo del Pd Davide Zoggia è stato ascoltato dal pm della Dda di Salerno, Vincenzo Montemurro, nell’ambito dell’inchiesta sulla campagna di tesseramento 2012 in provincia di Salerno. Il colloquio è durato 90 minuti. Zoggia, stando a quanto riportato dall’ANSA, avrebbe consegnato gli elenchi degli iscritti in provincia di Salerno per l’anno 2012. In tutto sono circa 18 mila nominativi che saranno confrontati con l’elenco acquisito dalla Dda, insieme ad un centinaio di tessere in bianco del 2012, prive di numero di serie.

I documenti erano stati rinvenuti presso un costruttore di Nocera Inferiore. Sempre da Roma nei prossimi giorni arriveranno sul tavolo del pm gli elenchi degli iscritti nel 2013, dai quali si potrà capire quanti hanno rinnovato le tessere già acquisite dell’anno precedente.

Solo dopo questi accertamenti il magistrato deciderà se ascoltare o meno anche il responsabile organizzativo provinciale Nello Mastursi.

Nella stessa indagine sono stati già sentiti il coordinatore nazionale dell’area Cuperlo, Patrizio Mecacci, ed il coordinatore provinciale, il deputato Simone Valiante.

«Due Torri», la Cassazione respinge i ricorsi di Citarella & co. La sentenza diventa definitiva

Appalti pilotati: le Sezioni Unite hanno confermato i patteggiamenti dello scorso novembre. Ora gli imprenditori rischiano un nuovo arresto

Cassazione - RomaSalerno. Le sentenze di patteggiamento degli imprenditori coinvolti nell’inchiesta «Due Torri» per lo scandalo degli appalti pilotati alla Provincia sono diventate definitive. Ieri sera infatti la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha rigettato i ricorsi presentati dai costruttori imputati, trasformando i patteggiamenti vistati lo scorso novembre dal gup di Salerno, Sergio De Luca, in sentenze passate in giudicato.

Sette gli imprenditori che avevano ammesso le proprie responsabilità sulla spartizione dei lavori pubblici negli anni della giunta di centrosinistra patteggiando le pene con il pm Rosa Volpe. Tra loro anche i cugini di Nocera Gennaro e Giovanni Citarella (che avevano concordato con l’accusa 3 anni e 5 mesi di reclusione).

I loro difensori avevano poi chiesto l’annullamento della sentenza perché includeva alcuni reati già prescritti. Ma a conclusione della camera di consiglio gli Ermellini hanno dichiarato inammissibili i vizi sollevati dalla difesa e ora i 7 rischiano di scontare la pena in carcere o ai domiciliari.

Mentre si attendono le motivazioni della sentenza il responso di ieri segna una vittoria per il lavoro svolto dagli inquirenti della Dda che sta sostenendo l’accusa nei confronti degli altri imputati nel processo ordinario in corso al Tribunale di Salerno.

È sugli imprenditori e funzionari dell’assessorato ai lavori pubblici che non patteggiarono la pena infatti che ora si sposta l’attenzione.

L’inchiesta si è mossa su tre livelli: quello dei patteggiamenti, quello del processo ordinario e quello delle indagini appena terminate sui rapporti con i politici. Quest’ultimo filone è quello che ha visto il recapito, lo scorso 31 luglio, di un avviso di conclusione delle indagini per l’ex Presidente della Provincia, Angelo Villani, e per il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, all’epoca assessore ai lavori pubblici.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

Segui Trasparenza & Legalità



redazione@trasparenzaelegalita.it

Le immagini raffiguranti loghi e marchi sono di proprietà dei rispettivi titolari.
Trasparenzaelegalita.it è disponibile alla rimozione di essi in ogni tempo. Le foto presenti su Trasparenzaelegalita.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.