Archivio gennaio 2014

Cilento, «strade franate». Numerosi amministratori e cittadini all’assemblea Cgil

Il 4 febbraio corteo a Salerno per chiedere interventi rapidi e risolutivi

foto(10)Vallo della Lucania. Quattordici sindaci dei comuni interessati dalle frane e dagli smottamenti, i presidenti di quattro Comunità Montane, politici, istituzioni e tantissimi cittadini hanno preso parte, venerdì, all’assemblea pubblica indetta dalla Cgil per discutere dell’emergenza idrogeologica del Cilento e, in generale, dei territori a sud della Provincia, che si è svolta presso la sede della Comunità montana.

Tra i primi cittadini intervenuti anche Giuseppe Cilento (San Mauro Cilento), Ettore Liguori (Pisciotta) e Antonio Radano (Stella Cilento). Non c’era il sindaco di Agropoli, nonché ex assessore provinciale ai lavori pubblici, Franco Alfieri.

Il dibattito è stato coordinato da Sergio Mautone (Flai Cgil, Vallo della Lucania), introdotto da Anselmo Botte (Segreteria provinciale Cgil Salerno) e concluso dalla Segretaria generale Cgil Salerno, Maria Di Serio.

«L’incontro è stato seguito e partecipato - ha poi dichiarato la Di Serio - Dopo un momento di discussione e confronto abbiamo costituito un Coordinamento per la Difesa del Territoriofoto(9) contro il dissesto idrogeologico i cui componenti saranno presenti al corteo previsto per il prossimo 4 febbraio a Salerno. E’ stato prodotto un documento che sarà presentato al Prefetto di Salerno, Pantaleo, in cui sono state avanzate richieste precise. Innanzitutto vogliamo che si intervenga sulle emergenze, anche perché i fondi stanziati dalla Regione non sono destinati a tutte le criticità; poi chiediamo un intervento strutturale che non tamponi, ma prevenga il dissesto stesso. Le frane, infatti, sono delle ferite aperte da anni, frutto dell’incuria e dell’abbandono di questa area da parte della politica. E’ evidente che la situazione oggi determinatasi impedisca il normale svolgimento della vita delle popolazioni interessate. La gestione di alcune strade, in particolare da parte della Provincia, è risultata fallimentare e pertanto chiederemo al Prefetto di intervenire anche sull’affidamento tecnico della viabilità, tenendo conto anche dell’alta tassazione a cui sono destinati, per richiesta della Provincia stessa, i comuni dell’area che, per tutta risposta, non si sono visti adeguatamente tutelati».

Prossima tappa è il corteo del 4 febbraio a Salerno.
Sono decine i sindaci e le associazioni che hanno fatto pervenire la propria adesione alla manifestazione.
Il concentramento è previsto per le ore 9,30 a Piazza Vittorio Veneto (Stazione Ferroviaria). Da lì si sfilerà fino a Piazza Amendola per essere ricevuti dal Prefetto.

Salerno, il sindaco viceministro accerchiato dai pm: indagato anche il capostaff nell’inchiesta Amato Re

Vertice con i fedelissimi al Comune, via alle grandi manovre per la campagna elettorale

delucaaa-150x150Salerno. L’accerchiamento al sindaco e viceministro Vincenzo De Luca non ha fine. Anche il capostaff Di Lorenzo, infatti, è indagato nell’inchiesta Amato Re. E non solo. Nella seconda richiesta di proroga delle indagini, concessa dal gip del Tribunale di Salerno Zambrano, e che in queste ore è in corso di notifica, compaiono anche i nomi degli imprenditori Enrico e Armando Esposito, titolari della Esa Costruzioni, la ditta che ha effettuato lavori di demolizione al tetto del vecchio pastificio e che avrebbe dovuto fare i lavori di pavimentazione di piazza della Libertà. La seconda richiesta di proroga riguarderebbe anche Gilberto Belcore, lo stesso De Luca, il figlio Piero e Mario Del Mese. Contestualmente, il sindaco viceministro scalda i motori in vista del secondo step dell’iter per la decadenza, congelato il 30 dicembre per mancanza del numero legale in aula. La macchina organizzativa per il nuovo consiglio comunale è già partita. La convocazione della conferenza dei capigruppo, indetta per domani mattina alle 9 presso la sala giunta, rappresenta il primo atto formale, cui farà seguito la redazione dell’ordine del giorno e la fissazione della data della prossima assise pubblica nel Salone dei Marmi.

Capaccio, millantò amicizia con magistrato. Nuovo processo per Marta Santoro

Un altro fronte giudiziario per l’ex capo della Forestale a Foce Sele

Tribunale-di-Salerno-tagliatoÈ stata rinviata a giudizio: dovrà rispondere di millantato credito nei confronti del sostituto procuratore Roberto Penna (parte offesa). Stiamo parlando di Marta Santoro, l’ex sovrintendente della Forestale alla stazione Foce Sele.
Secondo il pm della Procura di Napoli, Lucia Esposito, la donna aveva tranquillizzato un imprenditore della Piana del Sele dicendo di non preoccuparsi dei controlli in quanto «presso la procura di Salerno conosceva molte persone che potevano aggiustare i processi».

Accolta, dal gup, la tesi del pm Esposito (che ha ereditato il fascicolo trasmesso dalla Procura di Salerno per incompatibilità) secondo cui l’ex sovrintendente avrebbe millantato di avere influenza su magistrati e cancellieri della procura salernitana per “sistemare” noie giudiziarie relative ad illeciti edilizi, evitando controlli.
Amicizie millantate, si ritiene, per aumentare l’incisività di quell’attività di concussione (esercitata in abuso d’ufficio) che vede imputata la Santoro in un altro processo parallelo in corso al Tribunale di Salerno.

La prima udienza è fissata per il 5 giugno 2014, presso il Tribunale di Napoli.

Nocerina esclusa dal campionato: la decisione della Disciplinare Figc

Dopo il derby farsa con la Salernitana all’Arechi stangate per dirigenti e tesserati. Sentenza immediatamente esecutiva

salernitana-nocerina-interna«Esclusione della Nocerina dal campionato di competenza per illecito sportivo, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionati di categoria inferiore, e un’ammenda di 10mila euro». È quanto deciso dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio e pubblicato oggi sul sito ufficiale, in riferimento al derby farsa con la Salernitana che si è disputato lo scorso 10 novembre allo stadio Arechi.

La sentenza è immediatamente esecutiva e verrà notificata questa mattina alla Lega Pro e alle parti interessate. Inibizione di 3 anni e 6 mesi per tre dirigenti della società campana e squalifiche da un anno a 3 anni e 6 mesi per sette tra tecnici e calciatori, mentre sono stati prosciolti altri sei calciatori. Sono queste le decisioni della Commissione Disciplinare Nazionale in merito al match tra Salernitana e Nocerina, la partita di Lega Pro interrotta lo scorso 10 novembre dopo 21 minuti di gioco per raggiunto numero minimo dei giocatori della Nocerina.
La Commissione, presieduta dall’avv. Sergio Artico e composta da Massimo Lotti, Franco Matera, Arturo Perugini e Gianfranco Tobia, ha inibito per 3 anni e 6 mesi il presidente della Nocerina Luigi Benevento, il direttore generale Luigi Pavarese e il medico della società Giovanni Rosati. Squalifica di 3 anni e 6 mesi per i tecnici Gaetano Fontana e Salvatore Fusco, squalifiche per un anno per i calciatori Domenico Danti, Edmunde Etse Hottor, Iuzvisen Petar Kostadinovic, Franco Lepore e Lorenzo Remedi. Sono stati prosciolti dagli addebiti contestati i calciatori Davide Evacuo, Luca Ficarrotta, Davide Polichetti, Carlo Cremaschi, Celso Daniel Jara Martinez e Giancarlo Malcore.

«Hai preso l’appalto a Salerno, ora non metterti nello sbaglio»

Il clan dei Casalesi minacciava gli imprenditori del Casertano. Nuova ordinanza di custodia cautelare per il boss Zagaria

carabinieri-1Un’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata dai carabinieri al boss del Casalesi Michele Zagaria, attualmente detenuto, e a quattro suoi fedelissimi anch’essi già ristretti in carcere, per un giro di estorsioni compiute dal 2004 al 2012 ai danni di numerosi imprenditori del Casertano, residenti soprattutto nei Comuni roccaforti del clan come Casapesenna e San Cipriano d’Aversa.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Napoli ed effettuate dai militari della Compagnia di Casal di Principe guidati dal capitano Salvatore Centola e dal tenente Salvatore De Falco sono iniziate nel gennaio del 2013, oltre un anno dopo l’arresto di Zagaria (avvenuto il 7 dicembre 2011, ndr); sette gli episodi estorsivi contestati nell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Napoli.

L’inchiesta ha confermato l’enorme capacità imprenditoriale del gruppo guidata dall’ex primula rossa che, durante la sua latitanza durata oltre 16 anni, ha esercitato grazie ai suoi uomini un capillare controllo del territorio, venendo a conoscenza tempestivamente, grazie ad una rete di legami su cui sono in corso indagini, di ogni appalto pubblico e dei lavori privati eseguiti dalle varie imprese della zona, anche fuori provincia.

Gli imprenditori vittime, è emerso, non pagavano le canoniche tre tangenti annuali (di Natale, Pasqua e Ferragosto), ma somme una tantum variabili dai duemila ai ventimila euro, anche rateizzate nel corso dell’anno, commisurate al volume di affari o all’importo dell’appalto ottenuto. «Devi diecimila euro a Zagaria per quell’appalto che hai preso a Salerno, ti stai mettendo nello sbaglio, devi contribuire» dice un emissario del boss ad un imprenditore edile, che poi ha pagato. Nessun operatore ha denunciato spontaneamente i suoi aguzzini, ma solo dopo la convocazione alla caserma dei carabinieri.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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