Archivio marzo 2014

Calcio, pareggio dell’Agropoli con la Vibonese: finisce 2 a 2

I delfini subiscono la rete del pareggio al 90′ e vengono superati dalla Battipagliese in classifica generale

giocatori agropoli calcioMezzo passo falso per i delfini che vengono fermati sul pareggio dai calabresi che occupano attualmente il terz’ ultimo posto in classifica generale. La prima occasione del match è di marca ospite, ma D’ Avanzo non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. La partita si mette subito male per i delfini che, dopo appena 5 minuti, vanno in svantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto magistralmente dai padroni di casa. Dopo la rete dei calabresi la partita s’addormenta e le occasioni da rete stentano ad arrivare. Al 24′ la partita s’accende improvvisamente grazie ai cilentani che, con D’ Avanzo, riescono a rimettere la partita sul risultato di parità. La rete rinvigorisce l’Agropoli che avanza il proprio baricentro e si rende pericolosa prima con il solito Tarallo (al 34′) e poi un minuto più tardi con Ragosta, ma in entrambi i casi il portiere dei calabresi non si fa trovare impreparato. Al 41′ i delfini trovano finalmente la rete del sorpasso: Ragosta, dopo essere stato protagonista di una straripante incursione sulla fascia, pesca al centro dell’area Tarallo che è lesto a battere il portiere avversario. Nella seconda frazione di gioco è ancora l’Agropoli a farsi preferire, mentre i padroni di casa s’accendono soltanto a tratti e si rendono pericolosi principalmente sugli sviluppi dei calci piazzati. All’ottantanovesimo i bianco-azzurri hanno l’occasione di chiudere definitivamente la partita, ma il tiro di Arigò (subentrato a Ragosta) si stampa sul palo. Sul capovolgimento di fronte ne approfitta la Vibonese che parte in contropiede e, con Allegretti, supera l’incerto Carezza per il gol del definitivo 2 a 2. Pareggio amaro per l’Agropoli, che sembrava avesse in pugno la gara ma che ha avuto la colpa di non chiuderla.

Pulizia fondali marini, la fondazione Sindaco Pescatore lancia una petizione

Proposta di legge europea avanzata da Dario Vassallo: un premio economico per i comandanti dei pescherecci che partecipano alla raccolta

Dario VassalloNel gennaio 2012 la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore ha avanzato una proposta di legge europea per la pulizia dei fondali marini. Il testo, a firma di Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo, e Gianni Pittella, europarlamentare e primo vicepresidente del Parlamento Europeo, è stato presentato al presidente della Commissione Pesca, Fraga Estevez ed al vice presidente, Guido Milana.

Secondo gli esperti, sui fondali del mar Mediterraneo ci sono oltre 500 tonnellate di rifiuti: plastica, vetro, alluminio e tanto altro.

La Fondazione dedicata al Sindaco Pescatore ha avviato già nel 2010 un progetto, ancora oggi attivo, che prevede il recupero dei rifiuti che rimangono impigliati nelle reti durante la pesca. In questo modo i pescherecci che hanno aderito mantengono a bordo il materiale, invece di buttarlo nuovamente in mare, e al rientro in porto separano i rifiuti secondo i criteri della raccolta differenziata. Calcolando che ogni singolo peschereccio pesca, durante la sua giornata lavorativa (che va dalle 4 del mattino alle 18 della sera), circa 50 kg di rifiuti, moltiplicato per 6 pescherecci, abbiamo un totale di 300 kg giornalieri che, moltiplicati per almeno 200 giorni lavorativi corrispondono a 60 tonnellate di rifiuti tolti dal mare, differenziati e riciclati.

«La proposta di legge – spiega Dario Vassallo – consiste nel concedere agevolazioni economiche ai comandanti dei peschereccie nel coinvolgere i Comuni che devono prelevare e differenziare i rifiuti. Gli unici Comuni che dovrebbero aderire sono quelli dotati di isole ecologiche e che effettuano una raccolta differenziata superiore al 50%. Anche per i Comuni dovrebbe esserci un premio economico in rapporto al materiale raccolto e differenziato. Questa legge aiuterebbe in modo concreto il comparto pesca che in tutta Europa è in profonda crisi, sia per l’alto costo del carburante, sia perché il pescato è diminuito del 50%  negli ultimi anni.

Con la pulizia dei fondali marini aiuteremmo a ripristinare l’habitat naturale, in modo da facilitare la riproduzione dei pesci, e nell’insieme questo intervento sarebbe un messaggio positivo per tutti i giovani pescatori che hanno intrapreso o intendono intraprendere questa attività».

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«Due Torri», la Provincia si costituisce parte civile nel processo sugli appalti

Tra gli enti danneggiati e invitati dalla Procura a chiedere il risarcimento dei danni anche i Comuni di Agropoli, Fisciano, Nocera Inferiore, Campobasso e Battipaglia

Provincia-di-SalernoSalerno. Con una delibera approvata nella giornata di ieri la Giunta provinciale ha deciso di costituirsi parte civile nel processo «Due Torri» sugli appalti pilotati dal “sistema Citarella” negli anni che vanno dal 2005 al 2008. Nel chiedere il rinvio a giudizio di 79 indagati (tra cui l’ex Presidente Villani e l’ex assessore Alfieri) i pm hanno infatti individuato quali enti danneggiati la stessa Provincia di Salerno oltre ai Comuni di Agropoli, Fisciano, Nocera Inferiore, Campobasso e Battipaglia.

Palazzo Sant’Agostino ha quindi deciso che nell’udienza preliminare fissata per il prossimo 7 maggio davanti al gup Renata Sessa l’ente Provincia chiederà il risarcimento dei danni provocati dalla condotta degli imputati, accusati a vario titolo di aver turbato il regolare svolgimento dell’assegnazione dei lavori pubblici durante l’ultima amministrazione del centrosinistra.

Salerno, l’ombra dei clan sulle tessere Pd

La Dda effettua perquisizioni nelle società partecipate del Comune capoluogo

PdLa procura Antimafia indaga sulla presenza della camorra nelle aziende municipalizzate di Salerno. Lo scrive il quotidiano “Il Mattino” che racconta anche di una acquisizione di carte da parte degli uomini della polizia giudiziaria. Sempre secondo “Il Mattino” la Polizia giudiziaria sarebbe stata nelle sedi di Salerno Energia e Salerno Pulita per prendere documenti relativi ai dipendenti delle municipalizzate e anche delle singole posizioni Inps di tutti i lavoratori.

E probabilmente alcuni di questi potrebbero essere stati i protagonisti del pestaggio di alcuni giovani democratici qualche anno fa perchè non allineati alle volontà dei ras del partito.

Sarebbe questo il primo atto ordinato dal sostituto procuratore Vincenzo Montemurro ad un mese dall’interrogatorio sostenuto nel suo ufficio, al terzo piano del palazzo di giustizia, dal deputato democrat Guglielmo Vaccaro.

Proprio il parlamentare aveva denunciato l’arrivo di minacce e intimidazioni in occasione delle votazioni per le primarie e, sentito in procura, avrebbe anche a lungo dibattuto con il magistrato sulle dinamiche interne che hanno governato il Pd salernitano negli ultimi anni.

San Gregorio Magno: rifiuti e materiale cancerogeno a cielo aperto

Numerosi elementi di amianto a contatto con l’aria

San Gregorio MagnoDai primi anni novanta l’utilizzo dell’amianto è stato vietato per legge. Il minerale, fino agli anni ottanta veniva utilizzato: per produrre la miscela cemento-amianto per edifici, tetti, navi, treni; come materiale per l’edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni fognarie e di scolo acqua piovana, canne fumarie); nelle auto (vernici, parti meccaniche), e per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni.

Grossi sono i danni che può provocare. Infatti le polveri di amianto respirate causano tra l’altro uno dei mali contemporanei più diffusi nella nostra società: il tumore. Nel corso degli anni, da Nord a Sud moltissime sono state le patologie legate alla fibra killer, che hanno spezzato la vita di migliaia di persone. Oggi, l’Istituto superiore della Sanità, stima che in Italia il picco di mortalità per malattie legate all’amianto si avrà tra il 2015 e il 2020.

A San Gregorio Magno c’è un luogo diventato un vero e proprio contenitore, a cielo aperto, anche di questa sostanza cancerogena. Da qui nasce l’esigenza di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema così delicato e dunque la necessita di un intervento per la risoluzione del problema.

Foto scattata il 15 febbraio 2014

Foto5 scattata il 15 febbraio 2014

Foto3 scattata il 15 febbraio 2014

Foto1 scattata il 15 febbraio 2014

Foto2 scattata il 15 febbraio 2014

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

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Associazione «Trasparenza & Legalità»

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