Archivio 14 aprile 2014

Libertà di stampa, da inizio anno 150 i cronisti vittime di minacce e abusi

L’allarme di Ossigeno per l’Informazione: «attacchi anche legali con querele pretestuose e richieste di risarcimento abnormi. I più esposti sono i redattori locali e i precari»

Alberto SpampinatoSono in continuo aumento, in Italia, i cronisti vittime di minacce, intimidazioni e abusi legali. È la denuncia di Ossigeno, l’osservatorio sul giornalismo di Fnsi e Ordine nazionale dei giornalisti, lanciata in una conferenza stampa nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana. “Dall’inizio dell’anno – spiega il direttore di Ossigeno, Alberto Spampinatoabbiamo registrato 151 nomi di giornalisti che hanno subito intimidazioni, violenze e attacchi legali, come querele pretestuose e richieste di risarcimenti abnormi. I casi sono aumentati del 50 per cento rispetto alla media degli ultimi tre anni”. Due le categorie particolarmente sensibili: i redattori delle testate locali e i precari: “i corrispondenti locali – conclude Spampinato – sono le vere, uniche sentinelle sul territorio. Fanno un lavoro rischioso, spesso lontano dai riflettori. Dobbiamo trovare il modo di tutelarli. Così come i precari, ancora più esposti ai ricatti, perché privi di assistenza legale e pagati pochi euro”. Clicca qui per vedere il servizio preparato dal Fatto quotidiano.

Salerno, Garofalo (Libera): «purtroppo la nostra terra è tutt’altro che libera dai fenomeni mafiosi»

Intervista alla referente provinciale dell’associazione di don Ciotti in occasione dell’adesione di T&L: «sottovalutare il problema significa lasciare campo libero non solo ai delinquenti ma anche a quanti nel mondo delle istituzioni, della politica, della finanza e dell’imprenditoria, continuano a fare affari con la criminalità organizzata»

Anna Garofalo e don CiottiDopo anni di lotte in favore dell’ambiente e delle libertà democratiche, Trasparenza & Legalità – il giornale fondato ad Agropoli da Umberto Domini nel 2003 – ha aderito a Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

La rete messa in piedi da don Luigi Ciotti, che vede quale presidente onorario Nando Dalla Chiesa, ha lo scopo di favorire la creazione e lo sviluppo di una comunità alternativa alle mafie. Un tema molto importante nella nostra terra. Non solo in riferimento alle cronache giudiziarie che pure richiamano sempre più l’attenzione sull’argomento. Ma anche perché è soprattutto con l’educazione e la prevenzione che si crea un mondo libero dai soprusi. Ne parliamo con Anna Garofalo, referente provinciale di Libera.

Anna, quando e perché l’associazione Libera sbarca anche a Salerno?

«Prima di rispondere alla tua domanda, vorrei innanzitutto dare il benvenuto nella famiglia di Libera a te e, naturalmente, a tuti gli iscritti di Trasparenza e legalità, la bella associazione di cui fai parte. Già all’indomani delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, e precisamente nel 1995, anno in cui don Ciotti promuove la nascita di Libera, iniziando a costruire una rete di associazioni per contrastare le mafie e promuovere la cultura della legalità, esistevano in provincia di Salerno persone, amministratori, molti insegnanti e scuole, vari gruppi ed associazioni che si riconoscevano nelle battaglie e negli ideali di Libera, e che attraverso il loro impegno quotidiano, provavano a realizzare un vero cambiamento per la nostra terra, ricercando verità e giustizia. Nel corso degli anni, la nascita di Libera, sul piano nazionale e locale,ha determinato e reso sempre più chiara a noi tutti l’esigenza distrutturarci in maniera più organica, con la costituzione di presìdi e coordinamenti a livello sia provinciale sia regionale, al fine di consentirci un’organizzazione migliore e più funzionale della rete delle associazioni, delle scuole, dei gruppi e delle persone che combattono le mafie. Per questi motivi, circa tre anni fa, è nato anche il coordinamento provinciale di Salerno, con l’individuazione di un referente che abbia il compito, da una parte, di coordinare le iniziative del territorio, e, dall’altra, di promuovere un’azione quanto più efficace possibile di sensibilizzazione e di diffusione delle attività e delle campagne nazionali di Libera, quali, ad esempio, “Riparte il futuro”, “Miseria ladra”, “Impresa: bene comune”. Libera ha dovuto darsi un’organizzazione più solida anche per evitare che qualcuno potesse utilizzarne strumentalmente il nome per fini tutt’altro che nobili. Memoria ed Impegno sono, sin dalla nascita, l’anima di Libera: oggi come ieri, la memoria delle vittime innocenti di mafia diventa impegno quotidiano per costruire un paese libero, giusto e solidale».

La nostra provincia è esposta al pericolo di infiltrazione da parte della criminalità organizzata?

«Purtroppo non è solo un pericolo o un timore: fenomeni di infiltrazioni mafiose nella politica, nelle istituzioni, nel mondo della finanza, dell’imprenditoria e in tutti i settori della pubblica amministrazione sono una terribile ed amara realtà nella provincia di Salerno, la quale non è affatto un’isola felice rispetto ad altri territori, come più volte ammonisce lo stesso Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia. Sarebbe un errore gravissimo sottovalutare le dimensioni e la gravità del problema. D’altronde, sarebbe sufficiente pensare al numero di comuni della provincia  periodicamente sciolti per infiltrazioni mafiose; agli innumerevoli arresti e ai processi che vedono quali imputati politici e amministratori della cosa pubblica; allo scandalo della corruzione finanziaria dilagante con il ruolo delle banche che, ad esempio, concedono prestiti, finanziamenti agevolati e ipoteche alla criminalità; al racket e all’usura che soffocano e gettano nella disperazione più nera tanti onesti imprenditori, condannandoli alla solitudine; ai traffici di stupefacenti, che stroncano la vita di tanti giovani; ai proventi copiosi del gioco d’azzardo intascati quotidianamente dai clan; allo sfruttamento del lavoro e della prostituzione minorili; al fenomeno della nuova tratta degli schiavi, gli immigrati, ai quali viene negato ogni diritto; allo scempio del territorio, che da decenni si compie con abusi edilizi sconsiderati; all’avvelenamento della terra e delle acque con lo sversamento di rifiuti tossici. L’elenco, purtroppo, potrebbe continuare. C’è da dire, poi, che, accanto ai reati veri e propri, sono allarmanti la crescita e la diffusione, nel nostro tessuto sociale, di quella cultura mafiosa, il cui codice comportamentale si sostanzia di violenza, di sopruso, di sopraffazione, di negazione di diritti, libertà, giustizia e verità; è una cultura che si avvantaggia enormemente degli atteggiamenti di indifferenza, di omertà e di colpevole qualunquismo di quanti fanno parte di quella che don Ciotti definisce “zona grigia”: la mafia uccide, il silenzio anche! Dinanzi alle mafie, nessuno può consentirsi un atteggiamento di neutralità, perché ciascuno è chiamato a scegliere da quale parte stare. D’altra parte, non dobbiamo neppure lasciarci ingannare dall’apparente situazione di “normalità” di alcuni  dei territori della nostra provincia rispetto ad altri. La città di Salerno e tutta la sua provincia, infatti, sono tutt’altro che libere dai fenomeni mafiosi; sottovalutare il problema o addirittura negarlo, come fa volutamente qualcuno, significa farsi complici di criminali e assassini, significa lasciare campo libero non solo ai delinquenti, ma anche a quanti, nel mondo delle istituzioni, della politica, della finanza e dell’imprenditoria, continuano a fare affari con le mafie».

In che modo cittadini e giovani possono partecipare alle attività di Libera e dare un contributo per dare una speranza al nostro territorio?

«Si può partecipare alle attività di Libera in tanti modi. Intanto, si può cominciare con l’aderire a Libera , come ha fatto la tua associazione, e come stanno facendo tante altre associazioni. Sono lieta di dirti che, ad oggi, possiamo annoverarne una dozzina iscritte ufficialmente, e tutte si distinguono per i loro preziosi e fattivi contributi, nel rispetto delle proprie specificità e competenze, acquisite in anni di lavoro serio nel terzo settore. In secondo luogo, si possono costituire presìdi cittadini o territoriali, che sono la struttura di base di Libera, le sue “cellule”. In provincia di Salerno sono già nati tre presìdi: a Scafati, a Pagani, a Mercato San Severino. Il prossimo presidio sarà quello della città di Salerno; altri si costituiranno a breve, ciascuno sottoscrivendo il proprio patto di impegno sulla base delle specifiche necessità territoriali, a Nocera Inferiore, a Siano, Castel San Giorgio, Roccapiemonte, Battipaglia e in tante altre città e paesi del sud della nostra estesissima provincia. Completo il discorso ricordando che, naturalmente, possono aderire a Libera anche singole persone. Un ruolo particolare e molto importante, poi, è quello da sempre ricoperto in Libera dalle scuole, grazie alla sensibilità di tanti studenti e insegnanti e qualche Dirigente. Aveva perfettamente ragione Antonino Caponnetto, quando affermava con convinzione che le mafie temono innanzitutto la scuola e la funzione emancipatrice della cultura. Nella nostra provincia, numerose scuole sono iscritte a Libera e partecipano a tante iniziative. Mi piace ricordare quelle previste nell’ambito dei “Cento Passi”, in preparazione ed in vista della partecipazione alla “Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime Innocenti della criminalità organizzata”, che si celebra ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera e perciò data simbolo di speranza, di volta in volta in una diversa città italiana. Altra esperienza bellissima, riservata in particolare ai giovani, è la partecipazione ai campi estivi di formazione sui terreni e nei beni confiscati alle mafie. Come è noto, il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie rende la nostra legislazione – proprio per il riutilizzo sociale – all’avanguardia in Europa, ed è, da sempre, uno dei maggiori  impegni di  Libera. Non si tratta di un impegno con valore solo simbolico, perché consente concretamente di offrire lavoro pulito ed onesto a giovani cooperative sociali, e di produrre una economia sana sottraendo alle mafie il patrimonio illecitamente accumulato, al quale tengono più di ogni altra cosa. Infine, vorrei ricordare che il senso profondo della partecipazione a Libera è perfettamente espresso in una parola che don Luigi Ciotti ci ripete spesso: corresponsabilità. Ognuno di noi deve fare la propria parte, in maniera responsabile e insieme agli altri: è il “noi” a fare la differenza. Solo insieme agli altri, io posso contribuire a cambiare il significato originario, quello giuridico, della parola “responsabilità”, che non è più riferita solo ad una azione del passato di cui sono stato l’autore; insieme agli altri, io divento corresponsabile, moralmente e non più solo giuridicamente, anche del presente e del futuro. Credo sia questo il senso profondo di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Non ci sono altre possibilità: solo insieme, restando uniti, potremo sconfiggere le mafie, vero cancro della democrazia, che uccide la dignità umana e rende schiavi. In definitiva, fine ultimo di Libera, sogno di noi tutti, è che un giorno Libera non abbia più ragione di esistere: quel giorno non ci saranno più mafie».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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