Archivio agosto 2014

Agropoli, la Cgil non va in ferie

Cgil lungomareGazebo del sindacato sul lungomare S. Marco

Agropoli. Anche in piena estate il sindacato non va in ferie ed ha organizzato un gazebo per incontrare ed informare cittadini e turisti che si trovano sul lungomare S. Marco. L’iniziativa è stata promossa dalla Funzione Pubblica e dalla Nidil Cgil che nella giornata di mercoledì 20 agosto hanno distribuito del materiale illustrativo sulle tematiche del lavoro e dei diritti.

Società partecipate: tanti sprechi e pochi servizi per i cittadini

Da anni la Corte dei Conti ha evidenziato l’enorme danno che le società a partecipazione pubblica provocano sul bilancio degli enti che le gestiscono

Società pubblicheUno dei peggiori mali che affliggono l’Italia è rappresentato dalle società pubbliche (c.d. in house o miste), costituite o partecipate dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e da altri enti pubblici.

Vediamo quali sono le peculiarità di tali società:

1) il loro numero è così esorbitante che nessuno sa quante sono (forse 10.000 circa) e, soprattutto, cosa fanno (sembra che stia tentando di appurarlo il commissario Cottarelli con l’aiuto della Corte dei conti);

2) quelle conosciute o censite sono quasi tutte in perdita e costringono le amministrazioni pubbliche che le controllano ad utilizzare i fondi dei rispettivi bilanci per ripianarne i debiti (sottraendo, in tal modo, risorse essenziali per finanziare i servizi a favore dei cittadini);

3) non essendo obbligate dalla legge a reclutare il personale tramite concorso, esse  assumono soggetti (su input della politica) che, nella maggior parte dei casi, sono privi della minima esperienza e di capacità professionale;

4) i membri dei consigli di amministrazione o di gestione sono, quasi sempre, politici “trombati” o a fine carriera, sindacalisti in pensione, amici e parenti dei potenti di turno;

5) le poche che registrano bilanci in attivo, abusando della posizione di monopolista, erogano servizi a costi eccessivi e, il più delle volte, di scarsa qualità;

6) molto spesso costituiscono veri e propri doppioni degli enti che le controllano.

Meglio fermarsi qui anche se ci sarebbe tanto altro da dire.

Il Presidente del Consiglio, Renzi, ha promesso di ridurle a mille entro tre anni (vedremo se manterrà la promessa…!!). Sarebbe opportuno, invece, eliminarle tutte ed affidare l’erogazione dei servizi o delle attività, da esse gestiti, alle imprese private secondo le regole del mercato e della concorrenza e in ottemperanza alle norme dettate dalla legge. Ne deriverebbero tre vantaggi fondamentali: notevole risparmio di danaro pubblico, drastica riduzione del costo dei servizi, miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi.

Lo Stato e tutte le amministrazioni pubbliche devono abbandonare, dunque, la veste o il ruolo di imprenditore (troppi danni sono stati fatti !!!) e devono assumere, invece, quello più consono di regolatore dei servizi pubblici e di controllore del puntuale rispetto, da parte delle imprese private che li gestiscono, dei livelli minimi di qualità e di regolarità nell’erogazione delle prestazioni a favore dei cittadini, intervenendo con poteri sanzionatori e sostitutivi nei casi i  cui non fossero rispettati tali livelli, che devono essere, ovviamente, fissati in formali atti contrattuali.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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