Archivio settembre 2014

Agropoli, i pensionati di Cgil-Cisl-Uil in mobilitazione per l’Ospedale

Esattamente un anno fa il nosocomio cilentano veniva chiuso

Ospedale 022Agropoli. Un anno dopo quel 30 settembre 2013 che ha visto la chiusura del Pronto Soccorso e dei reparti connessi dell’Ospedale cittadino i pensionati di Cgil, Cisl e Uil riprendono l’iniziativa. Un volantino sta circolando in città firmato con le sigle dei tre sindacati.

«L’hanno sperimentato di persona – c’è scritto – sono quelli che se la sono cavata e possono ancora raccontarlo. Altri, purtroppo, non possono perché c’hanno rimesso la vita.Non per causa di un crudele destino ma per la mancanza di una struttura di pronto soccorso a portata di mano, come si suol dire.

La distanza tra il territorio agropolese e l’ospedale di Vallo della Lucania per alcuni è stata fatale.

Niente ha potuto il personale delle autoambulanze, pur prodigandosi al massimo nella speranza di arrivare in tempo al pronto soccorso vallese: in questi casi incidenti stradali e improvvisi malori non hanno lasciato scampo. 

L’apprendimento di questi fatti ha scosso le coscienze di tutti gli Agropolesi. Oggi c’è un sentimento di colpa per non aver fatto nulla di concreto nell’opporsi fermamente alla chiusura. Come c’è la preoccupazione di constatare che la vita di ognuno, se si viene colpiti da accidenti di salute vari, è molto meno garantita. Questo fa vivere oppressi da indicibile paura.

Ed è quanto ha prodotto la sciagurata decisione di chiudere l’ospedale di Agropoli.

Ma chi ha voluto ciò ora sappia che le cose stanno cambiando: l’ultimo anno, passato senza la garanzia di un diritto primario come l’ospedale, ha creato in ciascuno un senso di ribellione che supera lo stato di colpa e di delusione e fa acquisire una nuova consapevolezza nelle proprie forze per lottare uniti e riavere il nosocomio.

Questa volontà si è palesata la sera di sabato 27 settembre 2014  nelle numerose persone che hanno partecipato alla riunione indetta dal “Comitato pro-ospedale”.

I presenti, tra cui i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali locali Cgil-Cisl-Uil, hanno convenuto di mobilitarsi per creare le condizioni di lotta ed iniziative varie al fine di ottenere – si legge in conclusione – la riapertura completa del Pronto soccorso».

Calcio, l’Agropoli batte il Due Torri per 2 a 0

L’Agropoli stenta ad imporre il proprio gioco ma riesce ad avere la meglio grazie alle reti di Tiscione e Ragosta

giocatori agropoli calcioTrasferta insidiosa per i delfini che si recano in terra messinese per provare ad agguantare la prima vittoria stagionale lontano dalle mura amiche. Per far ciò, Pirozzi mette in campo fin dal primo minuto il neo-arrivato Berretti a centrocampo col conseguente inserimento dell’under Capozzoli al posto di Ragosta. In avvio di gara sono i padroni di casa a fare la partita e a centrare dopo cinque minuti una clamorosa traversa con Puntoriere. Dopo i primi minuti di sofferenza finalmente l’Agropoli si sveglia e impegna l’estremo difensore avversario prima con Alfano e poi con Tarallo (sul quale il portiere dei siciliani compie un miracolo). Nella seconda metà della primo tempo è solo l’Agropoli a rendersi pericolosa, Berretti dimostra di avere già un discreto affiatamento con i propri compagni e insieme a Tiscione e Tarallo mette i brividi alla retroguardia del Due Torri. Tuttavia il risultato iniziale non si sblocca e si va all’intervallo col risultato di parità. Pirozzi stupisce tutti e nella ripresa manda in campo Ragosta in luogo dell’insostituibile Tarallo. Come nel primo tempo anche stavolta sono i siciliani a partire meglio e a creare non pochi grattacapi dalle parti dell’attento Maiellaro che al 58′ viene salvato, ancora una volta, dalla traversa. I cilentani continuano a subire l’iniziativa dei padroni di casa e sono incapaci di reagire; Pirozzi capisce che bisogna cambiare qualcosa e inserisce Castaldi e Landolfi al posto di Berretti e Ciolli. I cambi non riescono a cambiare l’inerzia del match, i siciliani appaiono più quadrati in campo e riescono ad imbastire discrete trame di gioco. L’Agropoli è sulle gambe ma, proprio quando sembrava incapace di pungere, trova al ’71 l’insperato gol del vantaggio grazie a Tiscione che, ancora una volta, corona con la rete una prestazione più che superlativa. Il Due Torri si ritrova immeritatamente in svantaggio e, in sofferenza fisica e psicologica, addirittura subisce la rete del 2 a 0 di Ragosta all’86, che, su rigore, sigla il gol della tranquillità. Grazie a questa vittoria il clima in casa bianco-azzurra si rasserena e sicuramente Pirozzi potrà preparare con una maggiore serenità il difficile derby contro la Neapolis.

Agropoli, il comitato pro-ospedale scalda i motori

Alla riunione organizzativa Basile definisce la strategia di lotta. Domini ricompatta Cgil, Cisl e Uil

Basile comitatoAgropoli. Un giro di consultazioni, per il presidente del comitato pro-ospedale Giovanni Basile, e un confronto finale con associazioni di categoria e studenti. Questo il mandato che i cittadini intervenuti alla riunione tenutasi ieri presso la sala parrocchiale Giovanni Paolo II hanno espresso. Un ultimo briefing per concordare la strategia prima di avviare una stagione di lotte che dovranno portare alla riapertura del pronto-soccorso agropolese.

Un lavoro che Basile sta già portando avanti da tempo e che vedrà anche oggi un incontro con il comitato di Eboli. Obiettivo: unire le forze e obbligare l’Asl a rivedere i propri programmi.

Nel suo intervento Basile ha ricordato come i numeri sull’attività del nosocomio cilentano davano chiaramente ragione alla tesi della sua salvezza. Che la struttura possedeva attrezzature all’avanguardia che sono state smontate e portate via. Perchè la politica ha preferito basarsi su altri criteri.

Domini U. comitatoDiversi gli interventi. Tra cui quello di Umberto Domini, che è intervenuto in rappresentanza non solo della Cgil ma anche di Cisl e Uil. Il dirigente sindacale ha ricordato come anche tra gli iscritti al sindacato si manifesti una rabbia individuale per la vicenda dell’ospedale. «Obiettivo del Comitato – ha detto – dev’essere incanalare questa rabbia in una grande manifestazione popolare. Che obblighi anche la politica regionale, ormai in scadenza, a rispondere ai cittadini di Agropoli». È su questo che ora anche la Camera del Lavoro è impegnata.

Presente all’incontro anche Lino Mosca, promotore di una raccolta firme tra i cittadini per chiedere direttamente al Presidente del Consiglio un intervento in extremis. Più di 600 le adesioni raccolte in pochi giorni.

Prossime iniziative a breve.

Salerno, caos a processione S. Matteo. Indaga la Procura

Il neoinsediato procuratore Lembo: «pregiudicati tra i portatori rivoltosi»

corrado lembo bSalerno. Una risposta rapida in pochissimi giorni per delle presenze “inquietanti” nella processione di San Matteo del 21 settembre scorso. È quanto assicura il nuovo procuratore, Corrado Lembo, che ha aperto un’indagine sulla manifestazione religiosa culminata in fischi e insulti all’arcivescovo e con il blocco per alcuni minuti del corteo in segno di protesta verso le nuove disposizioni sul percorso e sulle “stazioni”. Lembo, nel corso di una conferenza stampa, sollecitato dai giornalisti ha parlato anche di quanto accaduto durante la processione dichiarando che sono in corso indagini a tutto campo per chiarire quanto avvenuto ed accertare precise responsabilità. Le indagini sono in dirittura d’arrivo e presto saranno presi dei provvedimenti.

“Pur avendo assunto da poco la direzione di questo ufficio –ha detto il Procuratore – quanto accaduto mi ha particolarmente. E’ un segnale negativo che va immediatamente contrastato e grazie alla collaborazione della Questura di Salerno abbiamo acquisito immediatamente tutti i video della manifestazione, li abbiamo interpretati, e possiamo dire, con tranquillante certezza che abbiamo raggiunto delle prove significative riguardo all’individuazione di personaggi che hanno agitato questa manifestazione”. I reati ipotizzati sono “turbamento di funzione religiosa ed offesa al Ministro del culto. “La società civile salernitana - ha ribadito Lembo -  non meritava questo affronto di fronte all’opinione pubblica nazionale. Tra i rivoltosi, se così si può dire, c’erano personaggi già noti alle forze di polizia, quindi e dubito che costoro avessero una particolare vocazione religiosa o un attitudine particolare al raccoglimento spirituale. Siamo in procinto di completare rapidamente un ciclo investigativo che è già a ottimo punto”.

Fonte: salernonotizie

Camorra, sgominato il clan Marandino. Il boss fu braccio destro di Cutolo

Sette le persone arrestate durante l’operazione della Polizia. Il gruppo criminale operava tra la Piana del Sele, Salerno e l’agronocerino

Polizia 2Giovanni Marandino, 77 anni, noto quale esponente di spicco nella Nuova Camorra Organizzata negli anni Settanta e per aver gestito fino al maggio 1979 la latitanza del boss Raffaele Cutolo, è stato fermato dalla Polizia ad Albanella (Salerno). Nell’operazione sono state sottoposte a fermo, per disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, altre sei persone accusate di far parte di un clan camorristico di cui Marandino è considerato il capoL’ultimo arresto di Marandino risale al 2006 a Firenze, quando fu accusato di associazione mafiosa, usura ed estorsione. In quella circostanza, gestiva un clan nell’isola d’Elba. Le ipotesi di reato formulate nei riguardi di Marandino e degli altri sei sono associazione mafiosa, usura ed estorsione. Il clan – secondo gli investigatori – operava nella zona della Piana del Sele ed era attivo anche a Salerno e nell’agro nocerino.

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Salerno sono cominciate nel dicembre scorso a partire da alcune estorsioni ai danni di imprenditori che per lavorare nella zona tra Eboli e Battipaglia, in provincia di Salerno, hanno subito ricatti e minacce. Da intercettazioni telefoniche e ambientali, e pedinamenti, gli agenti sono riusciti ad arrestare Ciro Casella, sorpreso a Capaccio (Salerno) con un’arma con matricola abrasa prima che si recasse assieme ad altri indagati a minacciare un imprenditore. Successivamente nella sua auto, a Salerno, è stato trovato un ordigno a base di tritolo. Nel corso della notte sono state eseguite anche numerose perquisizioni.

Fonte ANSA

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