Archivio febbraio 2015

Regionali Campania, dura nota dei parlamentari di Sel contro il Partito democratico

Atto di accusa da Scotto, Ferrara, Giordano e De Cristofaro: «Il Pd ha scelto di sequestrare la discussione nel centrosinistra facendolo precipitare nel buco nero delle divisioni, delle recriminazioni e delle accuse reciproche»

Arturo ScottoCampania. A due giorni dalla celebrazione delle elezioni primarie per la scelta del candidato governatore, dopo lo sfilarsi di ben due candidati (Migliore e Di Nardo) e di diversi esponenti del Partito democratico (Paolucci e Vaccaro), un altro pezzo del centrosinistra rimarca le distanze rispetto al percorso imboccato dal Pd.

A manifestarlo sono i parlamentari campani di Sel Arturo Scotto, Ciccio Ferrara, Giancarlo Giordano e Peppe De Cristofaro che, in una nota pubblicata da salernonotizie, manifestano tutto il loro disaccordo rispetto allo scontro in atto che dovrebbe culminare nella giornata di domenica.

«Purtroppo, nonostante i nostri appelli, il Pd campano ha scelto di tirare dritto e di sequestrare la discussione nel centrosinistra facendolo precipitare nel buco nero delle divisioni, delle recriminazioni e delle accuse reciproche».

«Le primarie, oggi, rischiano di essere questo. Per questo pensiamo che la candidatura di Nino Daniele, figura tra le più autorevoli della sinistra del nostro territorio, a Presidente della Regione Campania – aggiungono i parlamentari di Sel – sia quella che può aggregare forze, energie e competenze utili a cambiare la società campana».

Campania, primarie Pd: preoccupazioni dal vice-presidente della Commissione Antimafia

Dopo quattro rinvii, l’addio al partito dell’europarlamentare Paolucci, il ritiro della candidatura di Migliore e l’autosospensione del deputato Vaccaro, il vice-presidente Fava ribadisce una «forte e legittima preoccupazione che il voto non sia impermeabile a infiltrazioni e sollecitazioni estranee al centrosinistra». Mentre anche Di Nardo (Idv) sarebbe sul punto di lasciare

pdNapoli. Una vera e propria valanga sta scivolando sul Partito democratico e le primarie per la scelta del candidato governatore della Campania. Era di ieri la notizia dell’abbandono dell’europarlamentare Massimo Paolucci in polemica con il percorso intrapreso dalle primarie (definito un revival di Forza Italia). Poi, nella giornata di oggi, dopo un incontro romano col premier Renzi, il candidato Gennaro Migliore si è ritirato dalla competizione (coloro che avevano spinto per la sua candidatura si sarebbero poi schierati con Cozzolino). Nel pomeriggio, il deputato Pd Guglielmo Vaccaro si è autosospeso dal partito perché non ritiene alternativi a Caldoro i principali antagonisti del confronto interno al centrosinistra. Poi, è arrivata la nota del vice-presidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava: «Le primarie in Campania rischiano di riproporre una pagina opaca per tutta la politica italiana».

«Le molte denunce di queste ore, assieme al disimpegno di alcuni parlamentari e al ritiro di Gennaro Migliore, rendono forte e legittima la preoccupazione che il voto non sia impermeabile a infiltrazioni e sollecitazioni estranee al centrosinistra».

Nelle prossime ore anche Aniello Di Nardo, candidato per l’Italia dei Valori,  pare potrebbe ritirarsi dalla competizione. E allora i contendenti resterebbero solo tre: Vincenzo De Luca, Andrea Cozzolino e Marco Di Lello.

Campania, caos primarie: Vaccaro (Pd): «Renzi sa che anche Caldoro è meglio di De Luca e Cozzolino»

La replica di Grimaldi: «diamo la parola ai cittadini campani, sapranno sicuramente comportarsi e scegliere meglio di voi»

Guglielmo-VaccaroNapoli. Neanche il tempo di metabolizzare l’addio dal partito dell’eurodeputato Massimo Paolucci che già esplode un nuovo petardo nel caos delle primarie campane del Pd. Ad accenderlo, stavolta, è una dichiarazione del deputato Guglielmo Vaccaro. «Tra me e il segretario Renzi c’è una totale identità di vedute: ambedue sappiamo che per la democrazia e l’integrità delle casse pubbliche Caldoro è meglio di De Luca e Cozzolino. Ma lui non lo può dire. Mentre noi che abbiamo qualche responsabilità in meno possiamo dire anche le verità più scomode. Non convocare l’assemblea – sottolinea l’esponente del Pd – equivale a un’indicazione che porta alla vittoria di Caldoro».

L’ex braccio destro di Enrico Letta fa parte del c.d. gruppo anti-primarie, che da tempo chiede di confluire su un candidato unitario ed evitare la conta.

«Se ci butteranno fuori valuteremo cosa fare, ma io non me ne vado» ha rincarato Vaccaro. Che conclude al vetriolo: «se Migliore non sarà della partita, non escludo di guardare ad altri candidati fuori dal Pd come Nino Daniele o lo stesso Caldoro. Di certo posso escludere a priori di poter sostenere un condannato o un altro candidato che era inopportuno presentare».

GrimaldiLa dichiarazione ha provocato una ridda di commenti. Tra cui quello di Michele Grimaldi, membro della Direzione regionale del Pd. «Pare che in Campania stia per andare in scena un’evoluzione del classico “caos primarie PD”: l’innovativo “caos primarie PD, il prequel”.
Insomma, chi non è riuscito ne’ a trovare un proprio candidato vincente, ne’ a raccogliere il fatidico 66% di firme per annullare le primarie, prova a buttarla preventivamente in caciara.
E così, mentre un europarlamentare si dimette (non dall’europarlamento ovviamente, dal Pd), un deputato della Repubblica (che è stato anche candidato alla segreteria regionale) minaccia di votare il candidato di un altro partito: motivo delle violente proteste, come da prassi, sono non il mancato uso dei fondi europei, o la chiusura di un ospedale, o il collasso del sistema trasporti nella nostra regione.
Ma il fatto che domenica, dopo 4 rinvii, il Pd campano “stranamente” dovrebbe tenere le primarie per scegliere il proprio candidato alle elezioni regionali.
Eppure questo fronte anti-primarie sostiene di essere il 70% del PD campano: dovrebbero vincere facile.
E anche le denunce preventive di brogli o deficienze organizzative paiono surreali: controllano la maggioranza del partito, se così fosse dovrebbero chiedere immediatamente dimissioni e commissariamenti ovunque.
Insomma, cari amici e compagni del PD, permettetemi un consiglio non richiesto: basta barzellette e figuracce, ci si è già sufficientemente coperti di ridicolo.
Diamo la parola ai cittadini campani – conclude Grimaldi – sapranno sicuramente comportarsi e scegliere meglio di voi».

Campania, primarie Pd. L’europarlamentare Paolucci lascia il partito: «non posso più tacere»

«Tutti sanno che si va incontro a un disastro ma nessuno fa nulla» ha tuonato l’ex Ds. Che alza il tiro: «le prossime primarie saranno un grande revival di Forza Italia»

Massimo PaolucciNapoli. «Con dolore, ma coerente con le mie convinzioni, ho deciso di lasciare il Pd. Continuerò con serietà il mio lavoro di parlamentare europeo nel Gruppo S&D in Europa se accetteranno la mia richiesta di adesione». A scriverlo in una lettera aperta è Massimo Paolucci, deputato europeo eletto in Campania, nelle liste dei democratici.

«Ho sempre pensato, e continuo a pensare, che il Pd sia la nostra casa naturale, lo storico approdo delle diverse esperienze e culture del centrosinistra italiano. Ho difeso questa tesi anche quando il mio dissenso su alcune scelte compiute da Renzi era molto forte. Quel che non posso tollerare è vedere il mio partito trasformarsi geneticamente. Quel che non posso sopportare è l’ipocrisia, la doppia morale. Tutti, a Napoli e a Roma – aggiunge – sanno che le nostre prossime primarie saranno un grande revival di Forza Italia. Tutti vedono le fotografie riportate dai giornali. Tanti, navigando sulla rete, hanno “scoperto” fotografie imbarazzanti. Tanti sanno che le nostre prossime primarie saranno un replay peggiore di quelle svolte nel 2011. Tanti sanno che si va incontro a un disastro annunciato. Tanti – spiega – sanno che sotto gli occhi di tutti si stanno spendendo montagne di soldi. Tanti sanno che sotto i nostri occhi si definiscono accordi con interi settori del centrodestra, con i protagonisti della stagione cosentiniana. Tutti, tanti, sanno ma nessuno interviene. Un clamoroso scaricabarile. Alla pochezza e alla miseria campana si somma una sconcertante irresponsabilità del Pd nazionale, che da mesi si ostina a lasciare incancrenire una situazione divenuta ormai insostenibile. Una cosa è sostenere l’autonomia del partito locale, altro è “girare la testa dall’altra parte” – continua.

«Io non posso né voglio tacere. Non posso accettare che il prossimo presidente della Regione Campania sia scelto con il voto determinante del centrodestra. Non posso accettare la perdita di autonomia politica del mio partito. Il forte legame che ho con il mio partito non può trasformarsi in un opportunistico e complice silenzio. Non posso piegare la mia libera coscienza alla ragion di Stato, alla vecchia e sbagliata formula secondo la quale i “panni sporchi si lavano in famiglia”. Ho sbagliato nel 2011, non ripeterò lo stesso errore oggi», scrive Paolucci.

«Ai compagni, agli elettori, agli amici di una vita chiedo scusa per non essere riuscito con la mia iniziativa a evitare che il Pd campano si infilasse in un vicolo cieco. Riconfermo il mio più totale impegno per difendere le ragioni del nostro Sud che – conclude l’ex esponente dei Democratici di Sinistra – mi ha dato tanta fiducia e mi ha consentito di diventare parlamentare europeo».

Piaggine, presentato il “Metodo Greenopoli”

L’iniziativa ha visto la presentazione del libro di Giovanni Feo ed ha avuto come obbiettivo l’illustrazione del metodo didattico-educativo attraverso il quale sensibilizzare i giovani alunni sulle principali tematiche ambientali: sviluppo sostenibile, gestione dei rifiuti e condivisione

greenopoliPiaggine. Ieri martedì 24 Febbraio presso l’Istituto Omnicomprensivo G. Roselli si è tenuta la presentazione del libro “Il metodo Greenopoli – Contenuti, giochi e fiabe “green” per liberi pensatori, insegnanti, allievi e genitori!” di Giovanni De Feo, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno.

L’incontro ha avuto come obiettivo primario l’illustrazione del “Metodo Greenopoli”, un metodo didattico-educativo attraverso il quale sensibilizzare i giovani alunni sulle principali tematiche ambientali: sviluppo sostenibile, gestione dei rifiuti e condivisione.

La parola d’ordine di “Greenopoli” è «condivisione». Il “metodo Greenopoli” si può praticare ovunque, al tavolo di un bar, all’angolo di una piazza, in un’aula scolastica o universitaria. Il principale strumento del metodo è condividere con gli altri le proprie conoscenze per crearne di nuove e originali. Altri importanti strumenti sono il dialogo, il ragionamento e la democrazia deliberativa.

Facciamo un esempio. Supponiamo di essere a scuola all’inizio di una lezione in cui bisogna introdurre un nuovo argomento. L’insegnate in questi casi, di solito, comincia a spiegare e a trasmettere una serie di nuove informazioni agli allievi. In questo modo si ha una “semplice” trasmissione delle conoscenze dall’insegnante agli allievi, con un flusso che al massimo diventa bidirezionale se gli allievi pongono qualche quesito.

La prassi consolidata, tuttavia, prevede un lungo programma da svolgere e una serie di estenuanti interrogazioni da fare che non lasciano quasi mai tempo a sufficienza per favorire una qualche discussione in aula. L’idea di Greenopoli, invece, si basa sul concetto che non è possibile prescindere da una preliminare condivisione delle conoscenze. Prima di provare a spiegare (o imparare) un nuovo argomento, quindi, bisogna appurare lo stato di partenza delle proprie conoscenze e a quali nuove conoscenze si può pervenire mettendo insieme ed elaborando la conoscenza dei singoli e dell’intero gruppo, come pure il ragionamento dei singoli e il ragionamento del collettivo. In questo modo si ha un flusso circolare d’informazioni e gli allievi hanno tutto il tempo di maturare nuove conoscenze e, cosa più importante, di elaborare un proprio metodo di apprendimento e di analisi critica della realtà che li circonda. Il ruolo del formatore, quindi, muta per assumere le funzioni di “moderatore” che, prima fa discutere e ragionare gli allievi, e poi, a opportuni intervalli, interviene per sostenere e rilanciare la discussione e/o introdurre nuovi concetti. Nell’ambito formativo, infatti, «è ampiamente condiviso che le conoscenze vadano costruite, non imposte: non è possibile inculcare concetti, ma lavorare sulle pre-conoscenze del soggetto per far si che le nuove conoscenze siano interiorizzate.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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