Archivio dicembre 2015

Europa, anche dalla Spagna un segnale forte: fermate il neoliberismo

Il presidente di Azione Civile, Antonio Ingroia, commenta i risultati elettorali della nazione più grande nella penisola iberica

podemosIl risultato elettorale spagnolo ci dice tre cose.

La prima è che la legge elettorale spagnola è addirittura peggiore dell’italicum perché, a fronte di una palese carenza di rappresentatività, come l’italicum, non garantisce neanche la governabilità.

La seconda è che le forze che ciecamente negli ultimi trenta anni hanno governato in alternanza ma con politiche che con il passare del tempo sono diventate sempre più simili, vale a dire il liberismo di destra e il liberismo di sinistra, differenti solo per qualche concessione sul terreno dei diritti civili, ma identici sul piano dell’arretramento dei diritti sociali e delle politiche economiche, fanno un gigantesco passo indietro. Controllano ancora centri di potere che garantiscono pacchetti importanti di voti e condizionano, grazie al controllo di TV e giornali, una buona fetta di opinione pubblica, ma ora, dopo aver messo in ginocchio i popoli con politiche economiche sbagliate, sono costretti a svelare il loro vero volto e dove vogliono continuare a gestire il potere sono costrette a governare insieme, come accade in Germania e in Italia, perché il finto sistema bipolare che immaginavano di poter costruire è, al momento, fallito miseramente.

La terza considerazione riguarda il successo di forze politiche che si pongono in alternativa al liberismo di destra e di sinistra. Nel sud del Mediterraneo, ma anche in Gran Bretagna e Irlanda, queste forze sono chiaramente di progresso. Basti pensare alla sinistra portoghese, a Syriza, a Podemos. Nell’Europa dell’est, invece, e in Francia, il vento soffia a favore delle forze razziste e xenofobe. Le une e le altre rispondono in maniera opposta alle esigenze del popolo elettore, ma entrambe hanno come comune denominatore la richiesta forte di fermare le politiche degli ultimi decenni guidate dalle banche e dall’alta finanza che insieme si sono scelti i rappresentanti della politica più accondiscendenti ai propri voleri.

In Italia questo ruolo avrebbe dovuto essere assunto dalle forze di sinistra che, a causa degli errori degli ultimi venti anni, vivono una crisi di immani dimensioni, di gran lunga superiore ai consensi che riescono, sempre più divise, a portare a casa. Perciò a rappresentare delusi e scontenti è rimasto il Movimento cinque stelle (oltre a un’astensionismo sempre più ampio che nessuno riesce a intercettare). Ma anche qui c’è poco di che essere sollevati. Al contrario di tutte le forze del sud dell’Europa, i Grillini rifiutano qualsiasi tipo di alleanza, a ogni livello, con qualsiasi forza politica. Neanche sulle singole battaglie è possibile definire una strategia comune. Di fronte a un simile autismo e all’incapacità della sinistra radicale di apparire credibile, è probabile che in Italia le forze del neoliberismo saranno destinate a durare ancora molto a lungo, nonostante l’impresentabilità di personaggi cialtroneschi come sono stati prima Berlusconi e oggi Renzi.

Antonio Ingroia (da www.azione-civile.net)

Calcio, Agropoli: brutta sconfitta contro l’Aversa Normanna

La rubrica di Pasquale Migliorino. I delfini, dopo la rivoluzione del mercato invernale, vengono sconfitti nel derby per 2 reti a 0

Continua la maledizione casalinga per l’Agropoli, incapace di guadagnare punti importanti tra le mura amiche. L’unica vittoria interna dei delfini, in profonda crisi di risultati, risale a Agropoli Calcio (20 dic 2015) (1)quasi due mesi fa, mentre dall’inizio del campionato sono stati conquistati solamente 7 punti in 9 partite disputate in casa (al Guariglia o, molto più spesso, in campo neutro, per i noti problemi legati al rifacimento della pista di atletica). I padroni di casa sono partiti anche col piglio giusto, ma fin dai primi minuti la nuova coppia d’attacco formata da Manfrellotti e Bongermino ha fatto rimpiangere i ben più prolifici Scalzone e Puntoriere, che in questa sessione di mercato hanno lasciato la “Perla del Cilento”. La partita è stata molto piacevole fin dall’inizio, con la coppia d’attacco dell’Agropoli che non ha concretizzato ben quattro occasioni da rete, di cui almeno due nitide. L’Aversa non ha fatto la vittima sacrificale, e nella prima frazione di gioco ha colpito prima una traversa e poi un palo. Nella ripresa i ritmi di gioco si sono abbassati notevolmente, e sono stati gli ospiti a farsi preferire in fase propositiva, mentre i padroni di casa hanno arretrato eccessivamente il proprio baricentro e atteso nella propria metà campo la squadra granata. Quest’atteggiamento è apparso eccessivamente rinunciatario per una squadra in piena lotta salvezza, che gioca in casa al cospetto di un avversario che non è apparso irresistibile. Al 31′ gli ospiti sono passati in vantaggio a causa di un errore di Polverino, chAgropoli Calcio (20 dic 2015) (2)e ha rilanciato addosso all’attaccante avversario Diallo un tranquillo retropassaggio di Chiariello. L’Agropoli è stata incapace di reagire, non ha creato nessuna occasione da rete nei minuti successivi e ha subito addirittura il gol del raddoppio con Guastamacchia. I cilentani hanno perso il derby non per colpa dell’errore di uno dei giocatori che più volte è stato il migliore in campo in questo girone d’andata, ma perché deve ancora trovare l’amalgama dopo il mercato invernale. Intanto a fine gara il presidente Cerruti ha annunciato rinforzi in sede di mercato, la squadra così com’è non è in grado di raggiungere l’obiettivo salvezza.

Agropoli, processo Fabbrocino: tolti i sigilli a case e terreni

Scatta la prescrizione sulle accuse di truffa ai danni dello Stato mossegli dalla Guardia di Finanza

Tribunale di Salerno (4)Agropoli. Torna in possesso dei beni che gli erano stati sequestrati con l’accusa di truffa sulle agevolazioni alle imprese. Fracescantonio Fabbrocino, il nipote del boss napoletano Mario, da anni residente ad Agropoli, ha chiuso il processo per avvenuto decorso del termine di prescrizione. Il giudice Enrichetta Cioffi ha, infatti, accolto la richiesta dei suoi difensori ed ha dichiarato estinto il reato.

Il processo scaturiva da un’indagine compiuta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza che, nel 2012, aveva messo i sigilli su un patrimonio di circa 40 milioni di euro.

Agropoli, occupazione ferrovia per Ospedale: scatta la prescrizione

Erano ancora sotto processo per la manifestazione del dicembre 2006. Umberto Domini, Liberato Borrelli, Gerardo Tafuri, Elvira Lo Bascio Milano e Rosanna Marzocchi si sono dovuti difendere in Tribunale perchè individuati come promotori della manifestazione che rivendicava il diritto alla salute del territorio

IM000931.JPGAgropoli. È finito soltanto adesso, grazie alla prescrizione, a quasi dieci anni di distanza da quel 5 dicembre 2006, il processo ai cinque Agropolesi accusati di interruzione di pubblico servizio per l’occupazione della stazione ferroviaria di Agropoli. Quasi dieci anni da quando circa 2mila cittadini scesero in piazza per rivendicare il diritto alla salute del territorio, con duecento di quelli che si portarono – per alcuni minuti – sui binari della stazione ferroviaria, chiedendo di salvare l’Ospedale cittadino. L’azione funzionò, perché, almeno per qualche anno, il pronto soccorso rimase operativo.

Ma i cinque individuati dalle Forze dell’Ordine come i promotori dell’iniziativa – Umberto Domini, Liberato Borrelli, Gerardo Tafuri, Elvira Lo Bascio Milano e Rosanna Marzocchi – hanno dovuto affrontare un processo, che si è trascinato fino allo scorso 18 dicembre. Quando il Tribunale di Vallo della Lucania ha, finalmente,  dichiarato estinto il reato per intervenuta prescrizione.

«Un ringraziamento particolare – sottolinea Umberto Domini, della Cgil di Agropoli – va agli avvocati Enzo Migliorino, Antonello Cammarano e Alberto Surmonte i quali, dal primo momento, hanno accettato con grande spontaneità e passione la nostra difesa, ricompensati solo dalla gratitudine nostra e dell’organizzazione sindacale. L’unico rammarico è di non aver mai ricevuto nessun cenno di solidarietà, in tutti questi anni, dall’amministrazione comunale, la quale, così facendo, avrebbe potuto anche stimolare ed incoraggiare i cittadini a proseguire con più vigore la vertenza ospedaliera, salvando il presidio oggi purtroppo chiuso».

Agropoli, case confiscate e mai tolte al clan. Alfieri condannato dalla Corte dei Conti

Insieme ad altri quattro amministratori, è ritenuto responsabile di aver procurato al Comune un danno erariale di 40mila euro

Municipio - AlfieriLa Sezione Giurisdizionale per la Campania della Corte dei Conti, a seguito di un’inchiesta condotta dal PM contabile Aurelio Laino e scaturita da una denuncia del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno – G.I.C.O. – , ha emesso una sentenza di condanna per danno erariale nei confronti del Sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, e di altri 4 amministratori ritenuti responsabili di aver procurato all’Ente amministrato un danno quantificato dall’Organo Giudiziario Amministrativo per € 40.000,00.

Gli amministratori, Inverso Mauro quale assessore con delega al patrimonio, Amatucci Marialuisa e Motta Biagio succedutesi in qualità di responsabili del settore patrimonio dell’Ente, Sica Agostino responsabile dell’aera tecnica dell’Ente, tra il 2008, epoca in cui avvenne la consegna degli immobili all’Ente, sino all’intervento dei Finanzieri nell’ottobre del 2012, unitamente al Sindaco, nelle loro rispettive qualità, hanno omesso di esercitare i poteri di impulso, stimolo e/o controllo rientranti nelle rispettive competenze.

L’accertamento del danno erariale, da parte dei Finanzieri, è scaturito da una più complessa attività di contrasto nei confronti di un sodalizio criminale originario del Comune Cilentano ed operante su tutto il territorio nazionale, che consentì la confisca di beni immobili, autovetture, conti correnti bancari, preziosi, attività commerciali per un valore di oltre 16 milioni di euro.

Nel particolare gli amministratori locali hanno omesso di compiere gli atti necessari al corretto impiego dei beni confiscati al sodalizio, confisca relativa a 3 immobili assegnati al Comune di Agropoli nel dicembre 2008, in applicazione delle norme già vigenti ed oggi contenute nell’art. 48 comma 3 del codice antimafia, dlgs 159/11 e che prevedono l’assegnazione dei beni confiscati all’Ente per finalità di utilità sociale.

I militari del Corpo accertavano che i soggetti responsabili, ognuno per la propria parte di competenza:

  • non provvedevano ad iscrivere gli immobili confiscati nel patrimonio indisponibile del Comune;
  • non si adoperavano per provvedere allo sgombero degli immobili, consentendo di fatto che venissero utilizzati dai medesimi destinatari della misura di prevenzione;
  • determinavano una inutile spesa per canoni di locazione corrisposti per l’utilizzo di strutture private, che poteva essere evitata impiegando gli immobili confiscati;

Tali omissioni procuravano grave pregiudizio alle casse dell’Ente Locale.

L’attività di tutela erariale si inquadra nel più ampio contesto della collaborazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno con la Procura Regionale della Corte dei Conti di Napoli e costituisce il tangibile e sinergico impegno istituzionale a presidio del corretto impiego delle risorse dello Stato ed a contrasto degli sprechi e delle inefficienze nell’impiego delle risorse pubbliche stanziate per il supporto delle attività produttive.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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