Archivio marzo 2016

Agropoli, il Comitato «No Triv» scalda i motori

Al via la campagna di sensibilizzazione dei cittadini in vista del referendum del 17 aprile. L’analisi di Clelia Albano

Volantino unitario No Triv AgropoliAgropoli. Sabato 26 Marzo, alle ore 18, presso il Bar degli Artisti in via Carmine Rossi, si sono riuniti alcuni rappresentanti del Comitato No Triv, di Agropoli. Lo scopo dell’incontro è stato discutere l’imminente referendum del 17 Aprile. I partecipanti Carmine G. Parisi (Azione Civile), Antonio De Conciliis (Rifondazione comunista), Umberto Domini (SPI-CGIL), Tonino Marino (Trasparenza & Legalità), Pier Nazario Antelmi (WWF), Sebastiano Aceto (consigliere comunale di Torchiara), Clelia Albano (professoressa, indipendente di Sinistra), Arturo Calabrese (Cilento No Triv), Aldo Romano (Sinistra e Libertà) e Pippo Vano (Possibile) ritengono doveroso sollecitare i cittadini cilentani a recarsi alle urne, per votare SI.
Questo il quesito referendario:
«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

Dato il carattere ostico del quesito, si vuole offrire ai lettori qualche delucidazione.
Per prima cosa va chiarito che le piattaforme di estrazione di gas e petrolio sono già presenti nei nostri mari. Il quesito chiede in sostanza se i cittadini vogliono che sia abrogata una legge riguardante le “ Norme in materia ambientale” che concede di protrarre le concessioni per estrarre idrocarburi entro 12 miglia dalla costa italiana sino all’esaurimento dei giacimenti.

In parole povere si chiede ai cittadini italiani se vogliono che le trivellazioni continuino.

Se il referendum approverà l’abrogazione, ovvero se i cittadini voteranno SI, le concessioni giungeranno alla scadenza prevista senza poter essere rinnovate ulteriormente” ( fonte: Wikipedia – Referendum Abrogativo del 2016 in Italia).

Perchè votare SI

Le attività di trivellazione sia in mare che sulla terraferma possono accrescere la sismicità dell’ area geografica coinvolta. Sappiamo che la penisola italiana è un territorio ad alto rischio sismico. Non si esclude che le trivellazioni marine di sfruttamento dei vulcani come il Marsili (progetto Eurobuilding) o nel Canale di Sicilia, possano determinare disastri ingenti. L’esperto di geologia del Canale di Sicilia, Mimmo Macaluso  e il rappresentante di Greenpeace Andrea Boraschi in momenti diversi si sono espressi contro le trivellazioni offshore nel canale siciliano per le caratteristiche geologiche e sismiche del luogo ( v. intervista di Cnowebtv ad Andrea Boraschi – Greenpeace: no alle trivellazioni in Sicilia – 2015)

Si consideri che le procedure per ottenere concessioni per le compagnie petrolifere si sono snellite grazie al TTIP Transatlantic Trade and Investment Partnership (Trattato di Liberalizzazione Commerciale Transatlantico= abbattimento di dogane tra Europa e Stati Uniti) e in Italia lo snellimento si è conseguito per la Legge di Stabilità che, ovviamente, non contrasta il Trattato.

Sul fronte del SI si è schierato anche il Touring Club Italiano attivo da tempo in prima linea per fermare non solo le trivellazioni ma prima ancora le esplorazioni da parte di società petrolifere nelle acque italiane.

I membri dell’associazione non profit nota agli amanti e praticanti del turismo, hanno opposto un fermo dissenso al decreto 176 approvato nel dicembre 2015 dal governo, alle  esplorazioni che il governo stesso concedeva alla Petroceltic Italia. L’associazione ha evidenziato l’invasività dei “sondaggi” per rintracciare giacimenti in mare in un articolo di Tino Mantarro del 19 Gennaio 2016 (Isole Tremiti, nuove trivellazioni?). Infatti il metodo esplorativo Air Gun (letteralmente “ Arma ad Aria) consiste di una nave che “lancia delle onde rumorose di aria compressa verso il fondale marino ogni dieci secondi, la fa 24 ore al giorno per diversi giorni. Queste onde sonore vengono riflesse dagli eventuali depositi di gas e di petrolio che così vengono individuati. Questo metodo secondo le associazioni ambientaliste disturba la vita di diverse specie marine, soprattutto i cetacei, alterandone il comportamento. Secondo l’istituto norvegese di ricerca marina questo metodo influisce anche sulla pesca, che intorno alla sorgente sonora diminuisce fino al 50%”, scrive Mantarro.

Le trivellazioni inquinano

Da uno studio accademico americano pubblicato nel 2011 sull’ American Journal of Public Health (Giornale Americano della Salute Pubblica) intitolato “ The Rush to Drill for Natural Gas: A Public Health Cautionary Tale” (La corsa a trivellare per i gas naturali: un monito alla salute pubblica) gli studiosi Madelon L. Finkel and Adam Law scrivono:

“ Gli sforzi per identificare le fonti alternative di energia si sono concentrati sull’estrazione di gas naturale dai vasti giacimenti di scisto. Si stima che il Marcellus Shale, situato nella parte occidentale di New York, della Pennsylvania e dell’Ohio, contenga gas naturale sufficiente a rifornire gli Stati Uniti per i prossimi 45 anni. La nuova tecnologia di trivellazione orizzontale  e di fratturazione idraulica ( fracking) di scisto ad alta concentrazione, ha reso l’estrazione di gas economicamente molto più agevole. Tuttavia, questa tecnica rappresenta una minaccia per l’ambiente e per la salute pubblica. Ci sono prove che molte delle sostanze chimiche utilizzate nei fracking possono danneggiare i polmoni, il fegato, i reni, il sangue, e il cervello”.Bergoglio

Quando nel 2013 in Argentina, il paese di Papa Francesco, scoppiarono le proteste popolari contro la  multinazionale Chevron in procinto di operare le trivellazioni per la ricerca del gas di scisto, il Santo Padre non esitò a ricevere in Vaticano il noto regista argentino Fernando Pino Solanas, deputato del partito di Sinistra  Frente Grande e a farsi immortalare nell’atto di mostrare la t-shirt “No al Fracking”. Non è un caso che George Mario Bergoglio, i.e. Papa Francesco, abbia deciso di dedicare un’enciclica al rispetto dell’ambiente proprio nel momento di straordinaria criticità determinato dalle trivellazioni. Un procedimento invasivo e dalle caratteristiche belliche. Un procedimento che nei Paesi d’oltreoceano viene definito come “chemical warfare” ovvero “guerra chimica”.

Il 17 Aprile vota SI!

In America, in Irlanda, in Grecia solo per citarne alcuni sono da tempo attivi comitati di contrasto al drilling ( trivellazione) e fracking ( fratturazione idraulica).

I media non concedono la giusta visibilità alle proteste di cittadini consapevoli dei danni che pratiche presentate come ecologiche ed economiche, nella realtà dei fatti arrecano danni irreversibili alla natura e all’uomo.

Se anche a te quelle pratiche sembrano un’ingiustizia, scegli il SI.

Roma, Ingroia (Azione Civile) incontra Varoufakis (Diem25): «condivido sua impostazione, bisogna democratizzare l’Europa»

L’ex pm insieme all’ex ministro ellenico dell’economia, che ha fatto tappa in Italia per lanciare il suo nuovo movimento

VAROUFAKISINGROIARoma. «DiEM25 rappresenta un’interessante e stimolante proposta nell’asfittico panorama politico europeo, dominato da schemi vecchi e fallimentari, che hanno portato solo più divisione, più povertà, più paura e meno democrazia in Europa». Così Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile, alla presentazione del movimento creato da Yanis Varoufakis.

«Condivido l’intuizione, l’impostazione e gli obiettivi di Varoufakis – aggiunge l’ex pm -. C’è urgente bisogno di un progetto transnazionale che punti a rivoluzionare l’Europa, cancellando le disastrose politiche di austerità, avviando un processo di democratizzazione dal basso, contrastando gli egoismi e la pericolosa frammentazione sociale e politica in corso. È necessario unire, aggregare, mettendo insieme i movimenti e le forze più dinamiche e avanzate sociali, politiche, culturali e sindacali in un’alleanza per la democrazia, la solidarietà, la giustizia, il lavoro, la legalità, l’accoglienza, il bene comune ed è quello che anche Varoufakis propone di fare.

Ci sono molte consonanze con il metodo, il progetto e gli obiettivi programmatici di Azione Civile, e credo sia una strada da percorrere in una visione transnazionale».

Agropoli, funzionario indagato per lo scempio alla foce del Testene

La Procura chiude le indagini: il materiale preso vicino alle fogne scaricato sulla spiaggia

fiume testeneAgropoli. Un avviso di conclusione delle indagini sarebbe stato recapitato al responsabile dell’Area Assetto e utilizzazione del territorio del Comune di Agropoli dalla Procura di Vallo della Lucania. A darne notizia è il quotidiano “la Città”.

Il procedimento penale riguarderebbe fatti connessi all’espletamento del servizio e i lavori di messa in sicurezza del fiume Testene e di salvaguardia dall’erosione costiera del litorale in località Lido Azzurro.

Salerno, la FLC-CGIL: «ci ha lasciati Angelo Capezzuto»

In ricordo di un compagno che ha dedicato una parte importante della propria vita a servizio della FLC e della CGIL

capezzutoUn lavoro svolto con passione e competenza, caratteristiche rimaste immutate nel corso della sua lunga esperienza nella nostra organizzazione.
25 anni di impegno in una categoria che ha contribuito fortemente a radicare sul territorio, divenendo punto di riferimento essenziale di tantissimi insegnanti, amministrativi e ricercatori ai quali, con la disponibilità che lo ha caratterizzato, ha sempre garantito risposte puntuali ed esaurienti, assicurando credibilità ed autorevolezza alla FLC di Salerno.
Di questi anni abbiamo il ricordo delle sue discussioni appassionate e della determinazione con cui rivendicava la correttezza delle sue interpretazioni normative, in verità mai smentite. Erano discussioni accese condotte con una veemenza a volte al limite della tensione immediatamente stemperata, però, da una delle sue battute fulminee, dalla sua intelligente ironia e autoironia che hanno rappresentato il suo punto di maggiore forza.
Un ”approccio filosofico” alla vita che gli ha consentito di affrontare le difficoltà con quella  “insostenibile leggerezza dell’essere” che, secondo Milan Kundera, è l’epistema di un fondamento eterno al vivere; quel fondamento che gli  ha consentito di dedicarsi senza riserve all’impegno sindacale anche in condizioni fisiche proibitive.
Un impegno che ha attraversato le grandi trasformazioni del mondo della conoscenza e che lo ha collocato sempre in prima linea contro quei provvedimenti che, dopo la grande stagione delle sperimentazioni, delle innovazioni e dell’autonomia, hanno tentato di piegare la scuola alle logiche aziendaliste ed autoritarie privandola di risorse umane e finanziarie. Un forte impegno politico che non ha mai consentito di trascurare la necessaria concretezza del nostro lavoro sindacale.
Angelo è stato fra i primi ad accorgersi, proprio grazie al suo costante e privilegiato rapporto con il mondo della precarietà, che l’esigenza della tutela sindacale si trasformava, cambiava connotati. E ha sollecitato ciascuno di noi ad avere attenzione alle politiche della tutela individuale tanto quanto a quelle della tutela collettiva.
Sostenuto da questa convinzione, ha impiegato il suo tempo migliore per garantire a ciascun lavoratore dei nostri comparti la rivendicazione e la difesa dei propri diritti, mai disgiunta da un senso altrettanto fermo ed alto del dovere professionale.
Un senso alto del dovere che ha avuto per sé e che ha preteso da tutti i compagni con cui ha condiviso la propria esperienza in questa organizzazione.
Compagni che hanno imparato ad apprezzare la schiettezza della sua comunicazione e la lealtà nelle sue relazioni. Compagni con i quali, tra sinergie e contrasti sempre costruttivi, è riuscito a svolgere egregiamente il proprio lavoro.
Per tutto questo non smetteremo mai di ringraziarlo.

Agropoli, case al clan: avviso di conclusione delle indagini per Alfieri

La notizia del nuovo risvolto giudiziario rimbalza anche sulle pagine del Fatto Quotidiano: «Appartamenti confiscati dimenticati in cambio di aiuto elettorale»

ilFattoQ2L’avviso conclusa indagine lo accusa di aver dimenticato di acquisire al Comune di Agropoli appartamenti confiscati in cambio del sostegno elettorale dei proprietari di quei beni, un clan criminale a conduzione ‘familiare’ che avrebbe continuato di fatto a disporne. E’ la nuova tegola giudiziaria piombata sul capo del sindaco Pd di Agropoli Franco Alfieri, da poche settimane promosso consigliere del Governatore della Campania Vincenzo De Luca per la caccia, pesca e agricoltura, settori per i quali è una sorta di ‘assessore ombra’ (De Luca ha tenuto per sé le deleghe), con possibilità di manovra su un fondo europeo per lo sviluppo rurale di 1 miliardo e 800 milioni di euro. Prosciolto per prescrizione nel processo di Salerno sulla corruzione negli appalti dell’amministrazione provinciale (fu assessore ai Lavori Pubblici della giunta Villani), imputazione che lo aveva relegato al ruolo di ‘impresentabile’ alle ultime elezioni regionali, Alfieri deve ora difendersi a Vallo della Lucania. Come riporta il quotidiano ‘La Città di Salerno‘, il procuratore capo Giancarlo Grippo ha chiuso il cerchio dell’inchiesta sulla mancata esecuzione della confisca di tre appartamenti alla famiglia Marotta, detti gli ‘zingari’.

I Marotta avrebbero continuato a fruire di quelle case nonostante l’assegnazione dell’Agenzia dei beni confiscati al Comune di Agropoli retto dal sindaco Pd più votato del Cilento. Secondo gli inquirenti, gli appartamenti erano rimasti nella disponibilità dei Marotta in cambio del sostegno elettorale ad Alfieri della folta e variegata comunità rom di Agropoli. La scoperta avvenne in maniera causale: i finanzieri del Gico andarono ad eseguire un nuovo provvedimento di sequestro su quei beni immobili e si accorsero che il vecchio provvedimento non era stato compiuto. Ed in una di queste case, sarebbe stata persino portata a termine una pratica di condono edilizio. Alfieri è indagato insieme a tre funzionari comunali. Per questa vicenda a dicembre è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti a risarcire 40.000 euro di danno erariale. La sentenza non è definitiva.

L’avviso notificato nei giorni scorsi mette la parola fine a un’inchiesta iniziata dalla Dda di Salerno, sul presupposto della ‘mafiosità’ dei Marotta. Ma nel 2014 il Tribunale per le Misure di Prevenzione ha sancito che i Marotta sono un gruppo criminale familiare ma senza connotazioni camorristiche. La Dda ha raccolto questa indicazione e ha trasmesso il fascicolo a Vallo della Lucania, la procura competente su Agropoli e il territorio cilentano. Gli avvocati degli indagati perorano la tesi del disguido burocratico: mancate comunicazioni tra gli uffici. Hanno venti giorni di tempo dalla notifica per rafforzarla attraverso interrogatori o memorie difensive. Poi l’ultima parola sulla richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione spetterà alla Procura.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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