Archivio dicembre 2016

Vassallo, tensioni nel Pd dopo la lettera a Matteo Renzi dal fratello del sindaco ucciso

La missiva di Dario Vassallo pubblicata da il Fatto Quotidiano

Vassallo«In molte zone del Sud si ha più paura di certi politici che della camorra». È un attacco politico molto duro quello contenuto nella missiva che Dario Vassallo ha inviato al segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, dalle colonne de il Fatto Quotidiano.

Nella lettera, il fratello del compianto sindaco di Pollica accusa il Pd, insieme a vari suoi esponenti politici locali, di aver calpestato l’eredità politica di Angelo Vassallo. Non manca un riferimento critico sul Governatore della Campania e sul sindaco di Agropoli.

«Al sud abbiamo perso, perché abbiamo delegato ai notabilati» scrive il presidente della Fondazione Sindaco Pescatore. «Al Sud Lei ha perso – continua Vassallo rivolto a Renzi – perché ha avallato una politica feudale che imperversa da oltre 40 anni e che si tramanda da padre in figlio, come una dote, una carica nobiliare, avendo un solo scopo, mantenere il potere. Lei non ha rottamato niente e nessuno, da quando è diventato segretario tutto è rimasto come prima e le sue promesse sono diventate un miraggio.

Ma lei conosce veramente Vincenzo De Luca? Egli è il presidente della Regione Campania, al quale io avevo chiesto il riconoscimento del giglio marino come specie protetta, visto che la Campania è l’unica regione del Sud a non riconoscerlo.

È il presidente al quale avevo chiesto di attuare, praticamente, nella sua regione e a favore dei pescatori, il progetto “Pulizia dei fondali marini”. Non è una cosa strana: è un progetto scelto dal Dipartimento di Stato a rappresentare l’Italia alla Conferenza Mondiale sugli oceani organizzata da John Kerry, e tenutasi a Washington il 15-16 settembre 2016.

Egli è il presidente che ha nominato Franco Alfieri, consulente personale per Caccia, Pesca e Agricoltura, dandogli poteri ampi. Ma Lei conosce Franco Alfieri? Egli è il sindaco di Agropoli, incandidabile alle elezioni regionali del 2015. Lorenzo Guerini, mi rispose “chi lo vuole candidare dovrà passare sul mio corpo”. Chapeau al suo vicesegretario. Franco Alfieri è colui che dice di non aver visto le sette denunce fatta da Angelo Vassallo, ex sindaco di Pollica. Franco Alfieri è colui che è stato rinviato a giudizio insieme ad altri 77 personaggi nel processo “Due torri bis”, processo che riguardava una dozzina di strade ubicate nella provincia di Salerno, pagate e mai ultimate. L’anno scorso è stato prosciolto per prescrizione e noi continuiamo ad essere come Fondazione tra i pochi che si sono costituiti parte civile.

(…)  “Qualcuno” Le dirà che io sono matto, è probabile. Le diranno che cerco la notorietà, questa no. La notorietà mi ha assalito la notte del 5 settembre 2010, quando mio fratello Angelo, il Sindaco Pescatore, fu ucciso con sette colpi di pistola. Forse a Lei nessuno ha detto che Angelo è stato ucciso avendo in tasca la tessera del suo partito.

Spero che altri non diventino “noti” come me, ma questa ipotesi è possibile perché con la sua politica al Sud ha spianato un’autostrada all’illegalità e – conclude Dario Vassallo – in molte zone del Sud si ha più paura di certi politici che della camorra».

Sinistra, Ingroia lancia il fronte unitario pro-costituzione

Alla tre giorni di dibattiti promossa da Azione Civile sono intervenuti anche Michele Emiliano, Nicola Fratoianni e il cilentano Parisi

Ingroia Fratoianni«La vittoria del No al referendum ha rappresentato una tappa fondamentale, ora però la stagione della resistenza costituzionale deve trasformarsi nella stagione della riscossa costituzionale per l’attuazione della Costituzione.

Chiedo perciò a tutti i cittadini democratici, con o senza una tessera di partito, agli aderenti e ai sostenitori del M5S, di unirsi per costruire un fronte nazionale popolare, democratico e unitario, che abbia come obiettivo la piena attuazione della Costituzione“.

Lo ha detto Antonio Ingroia al termine della quarta assemblea nazionale di Azione Civile, che lo ha confermato presidente del movimento all’unanimità.

Nell’ultima giornata di lavori – informa una nota – sono intervenuti anche Michele Emiliano e Nicola Fratoianni, che hanno manifestato il loro interesse per la proposta di Ingroia. «Io – ha detto il governatore della Puglia – sono straordinariamente interessato all’idea di costituire per la prima volta una unione di intenti, da parte di forze politiche anche diverse, per un serio programma di attuazione della Costituzione partecipato dal basso, perché la Costituzione sia rispettata fino in fondo e per difenderla ancora, visto che ora l’ex premier Renzi riparte pensando di ricandidarsi per cambiarla di nuovo, come ha comunicato oggi con una lettera ‘notturna’».

«L’esito politico di questo No – ha detto invece il coordinatore nazionale di SEL – è tutto da giocare. Io credo che, pur con le differenze che ci sono, sia il tempo di provare a immaginare la costruzione di una proposta di alternativa per questo Paese che abbia innanzitutto nella natura costituzionale, nella idea di applicare una Costituzione che è stata lungamente tradita, il suo cuore pulsante».

Ingroia ha detto di pensare «a un fronte politico democratico, popolare, completamente nuovo, orizzontale, composto da cittadini, con o senza tessera in tasca, ma bisogna stare attenti: come ha detto anche Emiliano, occorre continuare a resistere perché Renzi e i suoi proveranno a rilanciare il loro progetto di smantellamento della Costituzione. Per questo – ha concluso – chiedo di convocare già adesso, tra fine febbraio e inizio marzo, gli Stati Generali per l’Attuazione della Costituzione».

Calcio, l’Agropoli vede la luce in fondo al tunnel

La rubrica di Pasquale Migliorino: i delfini vincono 1 a 0 contro una diretta concorrente per la salvezza

Agropoli Calcio (20 dic 2015) (2)I ragazzi di patron Cerruti sfidano la penultima in classifica, consapevoli di non poter sbagliare al cospetto di un’altra squadra in profonda crisi di gioco e di risultati. Il Madrepietra Daunia, infatti, ha raccolto solamente 9 punti fino ad adesso e, nonostante gli ultimi arrivi di Giannusa e Lupo (quest’ultimo aveva indossato fino a pochi giorni fa la maglia bianco-azzurra) rimane una compagine poco competitiva. L’Agropoli scende il campo con il piglio giusto, e dopo 5 giri d’orologio colpisce il palo con Chiariello. I padroni di casa non stanno a guardare e sul capovolgimento di fronte hanno una ghiotta occasione con Cinque che, dopo aver scartato Montella, non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. Dopo aver rischiato così tanto, entrambe le squadre si occupano più della fase difensiva che di quella offensiva, data l’elevata posta in palio. Al 32′ sono ancora gli ospiti a rendersi pericolosi, ma Annese calcia di poco a lato. Negli ultimi istanti del primo tempo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto magistralmente da Giannusa, Delano sfiora il palo alla destra di Montella. Alla ripresa sono i padroni di casa a rendersi pericolosi prima con De Luca e poi con Cinque, ma Montella riesce a mantenere inviolata la propria porta. Le urla di Santosuosso dalla panchina riescono a scuotere la squadra. Al 15′ Capozzoli impegna severamente il portiere avversario, che con un po’ di fortuna riesce a respingere l’insidia. Al 28′ arriva l’importantissima rete del vantaggio dell’Agropoli: Cherillo crossa al centro e Daleno devia la palla nella propria porta. I padroni di casa provano invano a riequilibrare il match, con l’Agropoli che si difende in maniera ordinata e sfiora nei minuti di recupero la rete del raddoppio con Capozzoli.

Agropoli, referendum: il comitato per il NO ringrazia la città

Questa mattina conferenza stampa con i consiglieri Rizzo, Abate e Malandrino insieme agli esponenti del comitato Morrone, Parisi e Vano. Anche l’ex sindaco Antonio Domini ha poi raggiunto il municipio per portare un saluto e un messaggio di speranza per il futuro della città

Conf stampaAgropoli. «Il segnale che è venuto ieri dal popolo agropolese è un segnale forte, chiaro, inequivocabile: non si calpesta la dignità delle persone, non si vìola la libertà di espressione del voto, non si cede a ricatti o calcoli di convenienza quando ci sono in ballo i principi basilari del vivere civile».

È stato questo il commento del comitato Democrazia Costituzionale – Alto Cilento ai risultati usciti ieri dalle urne del referendum costituzionale: il 67,78% degli agropolesi ha detto “NO” alla riforma della Costituzione del governo Renzi mentre solo il 32,22% ha seguito le indicazioni di voto del sindaco e del Pd.

«Agropoli ha dimostrato all’Italia intera di fare una scelta di dignità – hanno continuato dal comitato – di mostrare alla Nazione intera, con orgoglio, di respingere al mittente gli stereotipi che la volevano disegnare come un gregge al pascolo da indirizzare secondo i desiderata di turno.

“Grazie” a quanti si sono impegnati nelle diverse iniziative promosse per spiegare nel merito i motivi che hanno spinto persone di provenienza politica e culturale diversa a condividere una battaglia di difesa della nostra libertà.

Sarebbe facile oggi dare di questo voto una lettura di parte: non è questo quello di cui la città ha bisogno.

Agropoli e gli agropolesi avevano bisogno di guardarsi dentro e di riscoprire la voglia e la gioia di un voto libero, fiero, carico di dignità.

L’umiliazione che hanno dovuto subire nelle ultime settimane ha trovato nelle urne la risposta più netta e più vera. “Grazie ai 7.309 nostri concittadini che hanno condiviso con noi questo segnale di svolta, “grazie” a quanti tra gli elettori del SI lo hanno fatto in maniera libera e convinta. Ciascuno di loro rappresenta per questa città un punto di speranza da cui ripartire.

Da domani saremo al lavoro per dare alla città una proposta seria, forte e credibile da cui ripartire anche nello scenario amministrativo locale. Lo faremo di certo con maggiore coraggio e fiducia, ma oggi è il giorno della nostra Costituzione difesa e che resta inviolata, oggi – concludono dal Comitato – è il giorno della dignità e dell’orgoglio di un popolo del quale, noi sì, siamo fieri di fare parte».

Referendum, Ingroia: «dal governatore parole gravi»

L’ex Procuratore aggiunto di Palermo interviene sul caso De Luca con un’intervista a Il Mattino e durante la presentazione del suo ultimo libro a Nocera Inferiore

Ingroia a Nocera Inferiore«Le parole di De Luca mi indignano, perché infangano le istituzioni, e mi intristiscono perché danno il segno di come sia caduta in basso la politica nel nostro Paese e fa capire perché aumenta la distanza tra cittadini e politica».

Così Antonio Ingroia, già Procuratore aggiunto di Palermo, risponde a un’intervista su Il Mattino di Salerno pubblicata ieri, venerdì 2 dicembre.

«Sono parole che non posso che definire vergognose – continua l’ex pm antimafia – pronunciate dal presidente di una regione così importante e strategica che scende in campo in maniera indecente richiamando a più basse metodologie clientelari usate spesso da sistemi politico-clientelari, spesso anche mafiosi».

Ieri sera, Antonio Ingroia è tornato sull’argomento anche durante la presentazione del suo ultimo libro “Dalla parte della Costituzione”, svoltasi a Nocera Inferiore.

All’incontro, moderato da Lino Picca, hanno preso parte anche Moni Ovadia, attore e regista; Arnaldo Miglino, docente di diritto pubblico all’Università “La Sapienza” di Roma; Luigi Giannattasio, presidente Anpi Salerno e Carmine G. Parisi, del Comitato Democrazia Costituzionale – Alto Cilento.

Lino PiccaSala

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