Archivio gennaio 2017

Agropoli, all’Officina 72 un aperitivo musicale su De André

La serata, in cui è stato riprodotto l’album “La buona novella”, ha riscosso grande interesse ed ha segnato un momento importante nella ricostruzione di una cultura, non solo musicale, di cui la nostra città ha bisogno

Officina 72Nel suo mirino sono finiti i benpensanti, i farisei, i boia, i giudici forcaioli, i re cialtroni di ogni tempo. Ha lasciato un messaggio di libertà e di riscatto contro le leggi del branco e l’arroganza del potere.

Grazie a lui la canzone italiana ha finalmente scoperto i temi sociali e politici e si è affollata di anime perse, emarginati e derelitti d’ogni angolo del mondo.

Per questo, domenica pomeriggio, il Music Forum dell’Officina 72 è stato dedicato a Fabrizio De André, il cantautore e poeta genovese, punto di riferimento della contestazione giovanile.

La serata è stata presentata da Giovanni Carbone, mentre Giampietro Marra ha introdotto l’ascolto dell’album “La Buona novella“, il disco che lo stesso Faber considerava “il piu’ riuscito”, in cui la figura storica di Gesù di Nazareth emerge nella sua vocazione più umana e terrena, quindi provocatoria e rivoluzionaria.

16402430_10210301852816220_1983721479_nUn viaggio, quello ripercorso domenica all’Officina 72, tra i vangeli apocrifi in cui l’annuncio del Salvatore si trasforma in atto di fede laico.

«Quando scrissi “La buona novella” - raccontava, del resto, proprio De André durante il concerto del 1998 al teatro Brancaccio - era il 1969. Si era quindi in piena lotta studentesca e le persone meno attente – che sono poi sempre la maggioranza di noi – compagni, amici, coetanei, considerarono quel disco come anacronistico. Mi dicevano: “Ma come? Noi andiamo a lottare nelle università e fuori dalle università contro abusi e soprusi e tu invece ci vieni a raccontare la storia – che peraltro già conosciamo – della predicazione di Gesù Cristo.” Non avevano capito che in effetti La Buona Novella voleva essere un’allegoria – era una allegoria – che si precisava nel paragone fra le istanze migliori e più sensate della rivolta del ’68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate ma da un punto di vista etico sociale direi molto simili, che un signore 1969 anni prima aveva fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell’autorità, in nome di un egalitarismo e di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazaret e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi».

La serata ha riscosso grande interesse ed ha segnato un momento importante nella ricostruzione di una cultura, non solo musicale, di cui la nostra città ha bisogno.

(Foto di Ciro Rusciano)

Agropoli, case al clan: Alfieri rinviato a giudizio

Cosa farà il Pd in caso di elezioni politiche anticipate? Rinuncerà a schierare nelle proprie liste il suo politico del fare?

Municipio - AlfieriAgropoli. Franco Alfieri andrà a processo. A deciderlo è stato il giudice dell’udienza preliminare di Vallo della Lucania, Massimiliano De Simone, che ha rinviato a giudizio il sindaco Pd insieme a tre funzionari comunali per omissione d’atti d’ufficio e sottrazione di beni alla loro destinazione.

Era il 5 dicembre 2008 quando il Comune di Agropoli ebbe in assegnazione i tre appartamenti, già sgomberati, dall’Agenzia del Demanio della Campania. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto destinarli ad una funzione di pubblica utilità, vigilando che non vi fossero occupazioni abusive. Invece, quando, nel novembre 2012, il Gico della Guardia di Finanza vi si recò per eseguire un nuovo provvedimento di sequestro scoprì che in quegli alloggi vi erano ancora i vecchi proprietari.

Nel febbraio 2013, la Direzione distrettuale Antimafia di Salerno, che stava conducendo l’inchiesta principale sul clan, iscrisse il nome del politico Pd sul registro degli indagati per omissioni d’atti e sottrazione di beni sottoposti a confisca. Il tutto aggravato dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, infatti, il sindaco Alfieri agiva anche al fine di «acquisire consenso nell’ambito della numerosa comunità rom».

Ma nel gennaio 2014 la Dda perse la competenza su questo secondo filone d’indagine. Così, il fascicolo – da cui venne quindi espunta l’aggravante del metodo mafioso – fu trasmesso alla Procura ordinaria di Vallo della Lucania che chiese comunque il processo, ora ottenuto.

La prima udienza si terrà a luglio. Il sindaco si dice sereno. Forse anche perché qualcuno, in caso di elezioni politiche anticipate, continua a vederlo come il candidato ideale per la lista alla Camera dei Deputati del Pd renziano.

Dal NO alla riforma di Renzi all’applicazione della Costituzione

Agropoli e la provincia di Salerno all’assemblea tenuta a Roma con intellettuali e costituzionalisti

assemblea-NOPiù di 500 i delegati provenienti da tutt’Italia per la prima assemblea convocata dopo lo straordinario successo al referendum costituzionale del 4 dicembre: sabato 21 gennaio il Comitato per la Democrazia costituzionale, presieduto da Alessandro Pace, ha riunito a Roma i propri Comitati territoriali ed ha avviato il percorso che, partendo dall’esperienza che ha portato alla vittoria del NO, dovrà sfociare nell’applicazione e nell’attuazione piena dei principi più avanzati contenuti nella Carta.

Oltre agli interventi dei costituzionalisti Domenico Gallo e Massimo Villone, molto seguiti si sono dimostrati anche quelli di altre personalità, come la partigiana Lidia Menapace, Paolo Ferrero, Nicola Fratoianni, Tomaso MontanariAnna Falcone.

Ad intervenire in rappresentanza della provincia di Salerno, invece, è stato Carmine G. Parisi, che ha depositato un documento – riguardante pure le istigazioni clientelari di un certo Pd – redatto dal Comitato di Agropoli e dell’Alto Cilento, sottoscritto anche dai Comitati di Battipaglia, Salerno città, Eboli, Giffoni Valle Piana, Sala Consilina e Auletta.

Nel suo intervento, Parisi ha ribadito che solo il superamento delle attuali condizioni di diseguaglianza economica e sociale potranno portare alla completa attuazione del programma costituzionale. E, per questo, ha aderito anche all’appello lanciato dall’ex pm Antonio Ingroia per la convocazione degli Stati generali per l’applicazione della Costituzione.

Poi ha manifestato la necessità di appoggiare i referendum sul Jobs act promossi dalla Cgil, oltre che la proposta di ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni, così da affrontare concretamente la piaga della disoccupazione, all’insegna del “lavorare meno per lavorare tutti”.

Le conclusioni sono state tenute dal vicepresidente del Comitato, Alfiero Grandi: non si sta lavorando ad una lista ma nemmeno sarebbe giusto smobilitare. Primo impegno la legge elettorale proporzionale. Poi la difesa e l’attuazione della Costituzione. Cambiando però l’articolo 81.

Salerno, «Strade fantasma 2»: la Procura ha chiuso il cerchio

Opere pagate e mai realizzate. Verso il processo gli indagati dell’inchiesta nata dalle denunce del compianto Angelo Vassallo

Salerno_Inchieste_Strade_Fantasma_Caccia_Agli_Appalti_Sospetti_-300x126Salerno. Sono 13 gli avvisi di conclusione delle indagini recapitati dalla Procura a imprenditori edili, funzionari della Provincia e cassieri di banca accusati di essersi impadroniti del denaro pubblico destinato a strade e scuole in realtà mai realizzate. Secondo il quotidiano “la Città” di venerdì 20 gennaio, sarebbe questo l’ultimo capitolo dell’inchiesta “Ghost roads 2″, il secondo filone dell’indagine nata su denuncia del compianto sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, che, pochi mesi prima di essere assassinato, segnalò anomalie nella gestione dei lavori pubblici alla Provincia di Salerno.

Il presidente, Angelo Villani, e l’assessore ai lavori pubblici, Franco Alfieri, non si erano mai accorti di ciò che stava avvenendo all’ombra di Palazzo Sant’Agostino. Eppure, da quelle denunce, la magistratura ha scoperto un sistema corruttivo messo in piedi da imprenditori e funzionari senza scrupoli che, tra il 2007 e il 2009, avrebbero drenato il denaro dell’ente nelle tasche di pochi.

Per i 13 destinatari dell’avviso, le accuse vanno dal peculato al falso, oltre che dal riciclaggio all’associazione per delinquere.

Tra i lavori finiti sotto la lente del sostituto procuratore Francesco Rotondo ci sono anche interi lotti di manutenzione per la “strada del mare” di Battipaglia e per la provinciale Agropoli-Trentova.

Ora gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere sottoposti a interrogatorio. Poi sarà la Procura a decidere se chiedere o meno il processo.

Referendum e fritture, il consigliere Rizzo due ore dal pm come persona informata sui fatti

L’esponente dell’opposizione al magistrato che indaga sulla presunta istigazione al voto di scambio: ecco perché, durante la convention del 15 novembre all’Hotel Ramada, De Luca ha citato proprio Alfieri

Vito RizzoNapoli. Continua ad avanzare l’inchiesta della Procura partenopea avviata dal pm Stefania Buda sulla presunta istigazione al voto di scambio di Vincenzo De Luca. Dopo Franco Alfieri, ieri mattina davanti al magistrato titolare dell’indagine si è presentato il consigliere d’opposizione al Comune di Agropoli Vito Rizzo che ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni che potrebbero aiutare la Procura a sbrogliare la matassa.

Rizzo avrebbe descritto minuziosamente metodi e mezzi della gestione che Alfieri pratica ad Agropoli agli inquirenti che stanno cercando di verificare quanto accaduto all’Hotel Ramada, durante l’incontro tra De Luca ed i sindaci della Campania, in piena campagna referendaria, dove è stato stretto l’ormai noto «patto della frittura».

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Giuseppe Maniaci

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