Archivio maggio 2017

Agropoli, elezioni: «Dora Capaldo chi?»

Appello al voto in favore di una rappresentante della classe operaia

dora-capaldoAgropolese, nata nel centro storico nel 1939, figlia di operai. Sesta di otto fratelli, già da adolescente è costretta a lasciare le scuole, che pure amava, per andare a lavorare come impacchettatrice di fichi.

Un lavoro duro per una ragazzina, ma tant’è. Non sempre in famiglia si riusciva a mettere d’accordo il desinare con la cena e, a quei tempi, queste erano le condizioni di gran parte delle famiglie operaie. Dora Capaldo lo capisce e si dà da fare: deve soddisfare le proprie esigenze di signorinella, non vuole essere di peso alla famiglia. Deve provvedere da sé: le vestine, le scarpe, innanzitutto il corredo per quando si sposerà e, se le resta qualche lira dal magro salario, contribuire alle spese di famiglia.

Ad Agropoli, a fare come Dora Capaldo, erano centinaia di ragazze dei ceti meno abbienti. Già da allora, Dora sperimenta sulla propria pelle la durezza della vita. Questo fa nascere in lei un sentimento di solidarietà verso le colleghe e di ribellione sociale per quanti soffrivano come lei.

Cresce presto Dora. Si fidanza con un ragazzo del posto, fa l’imbianchino e, come lei, strappa la vita con grande sacrificio. Si sposano. In paese non c’è molto da fare, era la fine del 1966. Il marito parte per la Germania in cerca di un lavoro qualsiasi. Lo trova in una fabbrica metallurgica, guadagna benino e può mandare a Dora un po’ di marchi. Nelle feste comandate e per le ferie lo sposo rientra ad Agropoli. Non sta molto, bisogna tornare al lavoro. Nel frattempo la famiglia si allarga: nasce un figlio, poi un altro. E Dora li cresce con grande cura.

Non appena svezzata la prole, decide di lasciare i bambini alla suocera e parte anche lei per raggiungere il marito e trovare un lavoro in quel Paese. Dora pensa, a giusta ragione, che se sono in due a lavorare il guadagno sarà maggiore e potranno realizzare il sogno della loro vita: avere una casa tutta per loro ad Agropoli.

Dopo alcuni anni di duro lavoro, riescono a raggranellare un buon risparmio e lo investono in un appartamento. Per gli stranieri, in Germania il lavoro comincia a scarseggiare: tornati in Italia, Dora e il marito si trasferiscono nell’hinterland milanese, era il 1975.dora-capaldo-2

Ancora in fabbrica a lavorare. Erano gli anni dei grandi scioperi operai per ottenere migliori condizioni vita. Dora, che si è fatta conoscere nella comunità dei lavoratori meridionali, partecipa con passione alle battaglie sindacali per la conquista del contratto di lavoro, per rivendicare migliori condizioni di vita, per il lavoro ai giovani. Sempre in prima fila nei cortei, lotta per il riscatto della classe operaia e per l’emancipazione delle donne, dei meno ambienti, in favore degli umili. Acquista una vasta esperienza che le torna utile quando, da pensionata, organizza i pensionati e le pensionate di Agropoli per chiedere l’istituzione di un centro sociale polivalente. Ci riesce e per il suo impegno viene eletta presidente del Centro sociale. Da subito, inizia a promuove varie attività sociali e culturali. S’impegna con gli anziani del Centro sociale nella lotta per la riapertura dell’Ospedale di Agropoli.

Per questi meriti, gli amici e i compagni di lotta la propongono come candidata al Consiglio comunale nella lista “Agropoli Libera” dello schieramento di Agostino Abate. Lei ne condivide il programma elettorale ed accetta di impegnarsi a nome di lavoratori e pensionati.

C’è stato qualche tifoso degli amministratori uscenti che ha detto: “ma cosa si crede di fare una vecchia in Consiglio comunale?” L’incauto non sa che Dora è portatrice di valori sociali e di esperienze umane che non si trovano tanto facilmente. L’esperienza acquisita le consente di fare valutazioni che in futuro potrebbero essere utili per mettere al centro del dibattito amministrativo l’originalità del fare per tutti e non solo per gli interessi di pochi, ben sperimentato nel recente passato. E poi, nel momento in cui sussiste il rischio che molti scranni consiliari possano puzzare di frittura di pesce (De Luca docet) ricordiamo il poeta Verniere, il quale diceva, riferendosi alla lista comunale dei cafoni e muratori presentata tempo fa in un paesino del Cilento: “Ben puzzi un seggio del consiglio comunale di calce e di sudore”. Caratteristici odori di onestà.

Agropoli, la relazione dell’antimafia e la campagna elettorale

L’allarme del procuratore generale Primicerio: «interessi dei clan nel basso Cilento»

AgropoliAgropoli. Nel momento in cui la campagna elettorale entra nel vivo, la relazione semestrale dell’Antimafia irrompe nel dibattito. Come riportato da vari organi di stampa il 23 maggio scorso, il procuratore generale distrettuale Leonida Primicerio ha messo nero su bianco che si registrano forti penetrazioni della criminalità organizzata, per mezzo di ingenti investimenti di somme economiche proventi da reato, nelle zone di Agropoli e Marina di Camerota.

Il procuratore generale cita nomi di clan ben conosciuti nell’ambiente e ciò viene anche a suffragare le denunce giornalistiche che, negli anni, sono comparse su questo giornale e che, sovente, sono state bollato come “allarmismo gratuito” dal notabilato locale.

Con questo non vogliamo esprimere alcun giudizio di merito ma ci atteniamo a quanto detto dagli organi inquirenti, perchè siamo convinti che le Forze dell’Ordine stiano svolgendo un lavoro importante per accertare ogni eventuale contaminazione del tessuto sociale, economico e politico del basso Cilento.

Tutti noi, invece, dobbiamo riflettere attentamente sulla necessità di mantenere sempre viva l’attenzione verso simili fenomeni al fine di salvaguardare la legalità e le libertà democratiche.

Agropoli, candidati o claque?

Un confronto schietto tra l’apertura in piazza della campagna di Abate e quella di Alfieri /Coppola

comizio-abateIl comizio di domenica sera di Abate, candidato sindaco della coalizione Agropoli Bene Comune, è stato di ottimo livello. La piazza, decisamente piena, l’ha sottolineato a più riprese, applaudendo tutti gli interventi che si sono avvicendati. Ma non è tanto di questo che vogliamo parlarvi, quanto della sostanziale differenza tra questa manifestazione e quella tenutasi sabato sera dal duo Coppola-Alfieri.

All’inizio del  comizio di Abate, tutti i candidati consiglieri sono stati invitati ad accomodarsi sul palco dopo la presentazione fatta da una brava speaker. Da lì hanno seguito tutti gli interventi.

Al contrario, durante il comizio svoltosi la sera prima, sul palco sono saliti solo  Coppola e Alfieri, cioè i maggiorenti, come loro pensano di essere.

Tutti  i candidati  al consiglio comunale delle liste in  sostegno di Coppola sono stati schierati come falange, in prima fila, ai piedi del palco. Costoro non sono potuti salirvi, forse perché con la loro presenza avrebbero intralciato lo show del duo Coppola-Alfieri.

Così tutti quei candidati, accuratamente preparatisi per la kermesse elettorale, sono stati utilizzati come claque, col compito di  acclamare e “strillare” ad ogni acuto dei “parlatori” issati sul palco. Poveretti, hanno dovuto spellarsi le mani a furia di applaudire perché gli acuti erano molti e quasi sempre non sincronizzati all’effetto oratorio… si fa per dire.

Tanti medici, tecnici blasonati e signore elegantissime sono stati declassati a claque e sono stati chiamati a rimpolpare una platea non tanto numerosa come lor signori si aspettavano. In fondo ci dispiace pure, però gli serve come lezione per l’avvenire: Alfieri così li vuole.

Pensate ai consiglieri uscenti che per 5 anni non hanno mai parlato, usati solo per alzare la mano. Ciò è stato giustamente evidenziato, durante il suo ottimo intervento di domenica, da Emilio Malandrino: Alfieri preferisce tenere i suoi in penombra.

Vedrete che dopo questo scritto, al prossimo comizio della coalizione uscente, allargheranno il palco e faranno salire tutti i candidati delle loro liste. Ma, purtroppo per loro, la frittata (o la frittura) è stata già fatta.

Agropoli, Ingroia: sosterremo Abate come candidato sindaco

L’ex Procuratore aggiunto di Palermo, impegnato nella proposta di legge per la confisca dei beni ai politici corrotti, annuncia il sostegno di  Azione Civile alla coalizione Agropoli Bene Comune

IngroiaContinua la campagna di Azione Civile per l’attuazione della Costituzione, contro la corruzione e il clientelismo. In pochi giorni, su Change.org, sono state raccolte oltre 50mila firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che estende la normativa antimafia, in materia di sequestro e confisca dei beni, anche ai politici corrotti.

La proposta, che prevede un autonomo procedimento di prevenzione patrimoniale che prescinde pure dall’eventuale prescrizione del reato, è stata elaborata da Antonio Ingroia ed è stata sottoscritta, fra gli altri, anche da Michele EmilianoLuigi De MagistrisSalvatore BorsellinoSergio Cofferati e Sandro Ruotolo.

L’iniziativa ha destato preoccupazione in molti ambienti politici vicini al Governo, che pullulano di amministratori locali già imputati per corruzione e che preferiscono una normativa più blanda, come quella attuale.

«In coerenza con ciò ed in vista delle prossime elezioni amministrative - precisa Carmine G. Parisi, componente del Comitato operativo nazionale del movimento – Azione Civile sosterrà solo candidature in linea con il percorso finora svolto. Pertanto conferma il proprio sostegno alla coalizione civica Agropoli Bene Come, composta da personalità che già si sono impegnate nel Comitato per il NO al referendum costituzionale e che hanno individuato nell’odierno consigliere di opposizione Agostino Abate il proprio candidato a sindaco».

«A seguito delle note vicende che hanno coinvolto il primo cittadino e dopo l’ignobile battuta sul clientelismo e le fritture di pesce pronunciata dal governatore De Luca, Agropoli è diventata un luogo simbolo - afferma Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile - ed è proprio dalle terre dove viene sfidato il diritto dei cittadini al compimento di una democrazia matura che occorre dare un segnale forte in favore della trasparenza e della legalità. Per questo il nostro movimento ha deciso di sostenere la candidatura di Agostino Abate».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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