Archivio giugno 2017

Agropoli, scongelata la giunta… ed anche qualche bastoncino findus?

Numerose le sorprese rispetto alle previsioni della vigilia… e monta il malumore

Adamo Coppola (foto di InfoCilento)

Adamo Coppola (foto di InfoCilento)

Venerdì scorso è stata varata la giunta comunale. Anzi, per dirla tutta, quel venerdì di giunte ne sono state annunciate due. Fino a tarda mattinata l’organigramma era così composto: Elvira Serra, Eugenio Benevento, Monica Pizza, Franco Di Biasi e Massimo La Porta. Cosa è poi successo non è facile saperlo. Vero è che col passare delle ore le cose sono cambiate: escono Di Biasi, La Porta e Pizza ed entrano Rosa Lampasona, Gerardo Santosuosso e Roberto Mutalipassi. Non s’è capito ancora perché La Porta, dato in un primo momento come l’assessore di punta di questa maggioranza, è stato dirottato alla presidenza del consiglio, ruolo precedentemente assegnato a Santosuosso. Per Di Biasi e la Pizza nessun ruolo, fuori e basta (e sono i più incazzati, anche perché avevano avuto garanzie dall’alto).

Come avete potuto notare già da questo, “c’è così confusione sotto il cielo”, che, a dire del solito bene informato del palazzo, ha creato non poco malumore tra gli esclusi dalla giunta. Malessere che col tempo potrebbe ampliarsi e diventare incontrollabile. Sempre stando al solito bene informato, a La Porta s’è voluto far pagare lo scempio causato alla spiaggia del lido azzurro ed alla poco oculata gestione del porto. Si insinua che La Porta abbia accettato lo scambio tra assessorato e presidenza del consiglio per meglio tutelarsi da un’eventuale defenestrazione, convinto che questa amministrazione non navigherà in acque tranquille. Inoltre a fargli aumentare la preoccupazione si ci mettono le dichiarazioni, non tante riservate, che gli amici della Pizza vanno rilasciando un po’ ovunque. L’assessorato sarebbe stato un riconoscimento, non tanto per la Pizza, ma per tutta la frazione della Madonna del Carmine, che tanto ha pesato per il successo di Coppola e toglierglielo è stato un grave errore.

L’altro grande incazzato nero è Di Biasi, a cui in un primo momento era stato assegnato un assessorato che subito dopo gli è stato scippato. Nella scorsa consiliatura era stato uno dei più fedeli uomini di Alfieri, tanto che non pochi lo chiamavano “il valanzino”. Vuoi vedere ch’è stato fatto fuori proprio per questo? Chissà. Ma proprio per questa fedeltà, il Di Biasi s’aspettava una gratificazione che non c’è stata.

A creare altra turbolenza, dicono, è il ritorno in giunta di Santosuosso, definito la “volpe del comune” che col suo fiuto riesce ad annusare sempre in anticipo il futuro potente di turno e ad offrire le sue conoscenze… essendo depositario di molti segreti grazie al suo lungo corso svolto nelle varie amministrazioni.

A stare abbastanza tranquille sono le due donne in giunta, bene ancorate alle loro poltrone, a fronte di un inspiegabile consenso ottenuto. Basterà questo “bottino” a farle stare serene per il futuro?

A tal proposito un maestro di politica agropolese, che preferisce restare anonimo, va dicendo a manca e a dritta: “Qui d’ora in poi se ne vedranno delle belle…”.

I nocchieri della barca, da quanto si va dicendo, sono stati ampiamente avvisati e già si son messi al lavoro di buzzo buono per calafatare le prime crepe che si sono aperte nello scafo. Per una tranquilla navigazione, si sa, occorre innanzitutto tenere a freno la ciurma, la quale, già rumoreggia. Bisogna scongiurare a tutti i costi un incombente ammutinamento. A ciò stanno pensando i “nostromi”, distribuendo ai più esagitati bastoncini Findus… e fritture di pesce.

Agropoli, continua la campagna elettorale delle lettere anonime

Lo scontro interno alla maggioranza uscente assume una piega preoccupante. Ad essere presi di mira sono due esponenti della lista Pd: Di Biasi e Benevento

Pd-Agropoli - taglAgropoli. Ne è arrivata un’altra, inaspettata (ma per qualcuno non tanto). Parliamo dell’ultima lettera non firmata ch’è stata diffusa qualche giorno fa. Quest’ultima prende di mira l’assessore uscente, Eugenio Benevento, ricandidatosi al consiglio comunale con Adamo Coppola. Guarda caso, nella stessa lista dov’è candidato anche Franco Di Biasi, coincidenza… Chi lo sa. Certo è che questa lettera, sia per il tempismo che per gli argomenti trattati, rappresenta un contraltare della precedente su Di Biasi. E come ad un veleno si contrappone il controveleno.

Con le due lettere, sono finiti sotto tiro due candidati di “peso” che gareggiano all’interno della stessa lista per il primato dei consensi, da far pesare all’indomani dell’11 giugno alla trattativa per la spartizione dei posti in giunta. Le ambizioni sono molte e gli interessi pure…

Ad una prima analisi, ci si accorge che questa volta hanno sparato col bazooka a largo raggio, tanto che le deflagrazioni hanno colpito anche prestigiosi supporter. Le accuse e le maldicenze sono di una violenza inaudita.

Come abbiamo già detto, nel mirino sono incappati fiancheggiatori e grandi collettori di voti con lo scopo di danneggiare (più corretto sarebbe dire “distruggere”) l’uno per favorire l’altro e viceversa. A tremare oramai sono in tanti.

Nell’ambiente coppoliano è subentrata un’angoscia spaventosa. Si dice che più di qualcuno, o qualcuna, stia riflettendo il ritiro della propria candidatura. S’è sentito pronunciare, sempre nell’ambiente suddetto: “questa non è più una competizione elettorale ma un vero e proprio massacro”. Nelle famiglie di alcuni candidati si vive questi ultimissimi giorni che ci separano dall’11 giugno con preoccupante angoscia, s’è creato uno scompiglio che investe amicizie e parentele.

Si parla di candidati che non escono più di casa  per l’imbarazzo che il loro nome, il loro  prestigio è stato dato in pasto alla morbosità pubblica, tanto che i maggiorenti dello schieramento a cui questi personaggi fanno riferimento, temono che ciò potrebbe falsare la loro campagna elettorale. Non si ricorda a memoria degli agropolesi che fatti come questi si siano verificati nelle passate competizioni. Si vede che qualcosa sta cambiando.

Si dice che il potere imperante e gli interessi collegati ad esso facciano da detonatore per le sfrenate ambizioni e che questo modo di governare degli ultimi anni stia deflagrando con conseguenze catastrofiche per l’assetto culturale e sociale di Agropoli. Non è un caso che i protagonisti di tutto questo provengono dalla nidiata di colui che ha gestito il potere con arroganza e spregiudicatezza, attorniandosi da tanti sor penombra pronti a dire sempre “signorsì”.

Agropoli, applausi e commozione in piazza con gli ex sindaci della città

Il video dell’iniziativa tenutasi domenica scorsa in piazza e promossa dalla coalizione Agropoli Bene Comune

abateSi è aperta così, fra commozione e applausi, la kermesse tenuta domenica dalla coalizione Agropoli Bene Comune a sostegno di Agostino Abate, presentata dalla giornalista Angela Russo. Piazza gremita ed attenta alle testimonianze ed alle riflessioni esternate dagli ex sindaci Florigi De Feo, Paolo Caputo, Bruno Mautone e Antonio Domini, dall’ex vice-sindaco Mario Capo e dall’ex senatrice Olimpia Vano.
Ognuno ha sottolineato come tutti gli amministratori, pur se in maniera discreta e silenziosa, hanno contribuito alla crescita strutturale, politica, sociale e democratica di Agropoli.
Mai nessuno – è stato il concetto ribadito da tutti – si era azzardato ad apostrofare i precedenti amministratori come “il nulla” (battuta infelice e poco elegante dell’attuale sindaco uscente).

La discussione è stata incentrata sull’unanime valutazione del perché nessuno dei precedenti sindaci abbia mai spinto l’ente verso il record di indebitamento raggiunto dall’amministrazione Alfieri e sono state ricordate le tante opere pubbliche ideate, cantierizzate e progettate dai precedenti amministratori della città.

gente-comizio-abcLa serata ha riportato spunti anche di progettualità future e di idee innovative che hanno trovato spazio pure nei suggerimenti arrivati dagli ospiti intervenuti.
Il candidato sindaco Agostino Abate, poi, ha nuovamente rimarcato la volontà di dare vita ad un progetto amministrativo lungimirante, teso ad una programmazione sana, senza sprechi, ma forte della condivisione e della partecipazione di tutte le componenti della città.

La lettura dei nominativi che compongono le liste di “Agropoli Libera” ed “Agropoli al Centro” ha messo il sigillo ad una serata entusiasmante che svaniva sullo sfondo di una splendida immagine notturna di Agropoli sulla quale campeggiava la scritta: “Questi sindaci non sono il nulla, sono uomini che con le loro idee hanno contribuito alla crescita della città, nel rispetto della legalità, delle regole e della dignità umana. Noi li ringraziamo e conserviamo integro il loro ricordo”.

l’Unità, interrotte le pubblicazioni. Ultimo numero in Pdf: “Così si calpesta una storia. Nel silenzio del Pd”

lunitaL’assemblea di redazione scrive di aver ricevuto nella serata di venerdì la comunicazione dell’editore. “Nel giorno della festa della Repubblica che celebra il lavoro. Dopo mesi di ricatti e vessazioni”. Una decisione annunciata, con l’azienda che “non ha neanche ritenuto di dover comunicare che non avrebbe pagato gli stipendi. E mai una parola da Matteo Renzi”

I lettori de L’Unità hanno potuto scaricare in formato Pdf quello che la redazione annuncia essere il suo ultimo numero. Il titolo, sulla prima pagina digitale, non è casuale ma un voluto riferimento al 2 giugno e alla festa della Repubblica: “Così si calpesta una storia”. A corredo, una foto in bianco e nero, L’Unità impugnata da tante mani per celebrare la vittoria della Repubblica sulla Monarchia nel referendum del 1946. Ed è qui che intervengono le amarissime parole del sommario. “Nel giorno della festa della Repubblica che celebra il lavoro, l’editore annuncia la sospensione delle pubblicazioni. Mesi di ricatti e vessazioni. La redazione in sciopero, come ennesimo atto di difesa e dignità. Il silenzio del Pd”.

La redazione di Trasparenza & Legalità – che per decenni ha condiviso e diffuso le idee di riscatto sociale dei lavoratori, di cui l’Unità è stata un formidabile megafono – si associa all’amarezza del giornale fondato da Antonio Gramsci e vi esprime la massima solidarietà militante.

Agropoli, lettera anonima sul consigliere Di Biasi: una polpetta avvelenata?

Un ragionamento a lume di logica su possibili ingredienti e cuochi

Municipio-1024x768Del volantino anonimo che traccia il comportamento presuntivamente poco lusinghiero del consigliere Di Biasi – ex Forza Italia, eletto la scorsa elezione nel Pd – non ne avremmo mai parlato, proprio perché anonimo e noi, per etica, non riportiamo mai iniziative non firmate.

Tuttavia, essendo lo stesso diventato ormai di dominio pubblico, abbiamo deciso di trattarne i risvolti, convinti di non venir meno ai nostri principi ma assolvendo al diritto-dovere di cronaca, senza entrare a “gamba tesa” nella sfera personale del Di Biasi stesso.

A spingerci su questa linea è stata la decisione del Di Biasi di adire le Forze dell’Ordine, denunciando – secondo quanto riportato dalla stampa – un meschino attacco alla sua persona da parte di  soggetti non meglio identificati, con una propensione ad identificarli con elementi schierati nel campo avverso.

I giornali informano che, al riguardo, si stanno svolgendo accurate indagini per individuare il “corvo” che avrebbe redatto il documento in questione. Saranno gli inquirenti a stabilire le eventuali responsabilità penali e ad agire di conseguenza. Ma, per quanto all’aspetto più pertinente al piano politico, pensiamo sia opportuno fare un ragionamento a lume di logica. E la logica impone che prima di indirizzare un’attenzione su qualcuno, la prima cosa  da fare è sapere “cui prodest”, a chi giova – come dicevano i latini – la denigrazione del candidato Di Biase e una sua eventuale mancata elezione? Chi potrebbe essere favorito da una sua possibile riduzione dei consensi che potrebbe metterlo fuori gioco dalla spartizione degli incarichi (sempre a patto che il suo schieramento avrà la meglio sugli altri il prossimo 11 giugno)?

Secondo la nostra opinione, questo è il frutto di una guerra intestina che si combatte nelle oscure stanze del palazzo per l’egemonia in seno all’eventuale, prossima giunta comunale. Se il Di Biase riflette bene, infatti, converrà con noi che questa “polpetta avvelenata” è stata confezionata con ingredienti del palazzo, da un esperto cuoco del medesimo.

Del resto, chi altri avrebbe potuto avere accesso ad atti così riservati?

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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