Archivio 3 febbraio 2018

Elezioni politiche, Giordano (LeU): «per niente intimorito dalla forza del Pd e di Alfieri»

Il vicesindaco di Sala Consilina, candidato di Liberi e Uguali per il collegio uninominale di Agropoli, rivendica il ruolo del Vallo di Diano sullo scenario politico nazionale

luigi-giordanoSala Consilina. E’ stato consigliere comunale, segretario di sezione del Psi, consigliere provinciale con delega all’urbanistica, assessore provinciale agli appalti con la giunta Andria e, infine, vicesindaco del Comune nel Vallo di Diano. Luigi Giordano, avvocato e candidato di Liberi e Uguali per il collegio uninominale di Agropoli per la Camera dei Deputati, ha un’esperienza politica di lungo corso.

«Sono orgogliosamente socialista» dichiara Giordano, raggiunto al telefono dalla redazione di Trasparenza & Legalità. «Il Vallo di Diano – continua il candidato – è orfano di una rappresentanza politica da oltre 25 anni e per questo è diventato una terra di conquista. Facendo una battuta, si potrebbe dire che dopo il carcere o il tribunale ci manca solo che vengano portate via pure le donne. Così diventeremo il deserto dei Tartari».

giordano-con-gorbaciovQuella di Giordano, lo si capisce subito, si presenta come una candidatura dalla forte valenza territoriale: «bisogna interrompere la spirale della contrapposizione tra Cilento e Vallo di Diano. Fin dagli anni ’80 è in progetto la realizzazione di un’arteria che metta in collegamento diretto queste due aree strategiche e, per migliorare la comunicazione e far sparire ogni diffidenza, la sua realizzazione potrebbe essere una proposta molto seria».

Nessun timore, poi, nemmeno per la forza elettorale del suo sfidante in quota Pd: «Franco (Alfieri, ndr) è un amico. La battaglia sarà difficile ma so che non faremo come un ex assessore regionale che faceva la campagna elettorale portando nel cofano dell’automobile i decreti di pagamento. Del resto – conclude Giordano – la mia candidatura serve anche a lui per arginare il voto a 5 stelle e mostrare i muscoli non sempre ripaga».

Caso Vassallo: il figlio, Antonio, chiede al Pd di rimuovere il nome del padre dai propri circoli

L’annuncio del primogenito del “sindaco pescatore” in risposta alla decisione del partito di candidare  Franco Alfieri alle elezioni politiche

Antonio Vassallo«Chiedo, in rappresentanza della mia famiglia, di non associare più il nome di mio padre a quello  del partito, cambiando gentilmente anche la denominazione dei circoli a lui dedicati e con l’augurio che la memoria non venga solo affissa ma praticata tutti i giorni, in maniera tale che possa non ridursi ad un’inutile nostalgia».

È quanto scrive sulla propria pagina facebook il figlio del “sindaco pescatore”, Antonio Vassallo, in un lungo post con cui commenta le scelte fatte dal Pd nella formazione delle liste elettorali, ripercorrendo anche la vicenda delle “strade fantasma”.

«Qualche mese fa – ricorda Vassallo – i giornali locali preannunciavano la possibilità di una candidatura di Franco Alfieri come esponente Pd alla Camera dei Deputati, supportata vivamente dalla segreteria regionale del Pd e dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca».
«Sempre più indignati dall’ascesa al potere di» un protagonista della vicenda “Strade fantasma” «e del tutto in disaccordo con la possibilità che egli possa diventare un rappresentante e tutore del nostro territorio, noi familiari ci sentiamo sempre più distanti dalle scelte di questo partito».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
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