Archivio giugno 2018

Salerno, lo Spi-Cgil fa il resoconto su quattro anni di iniziative e di lotte per anziani e pensionati

Il sindacato dei pensionati della Cgil dà il via a una nuova fase congressuale

img-20180612-wa0001Salerno. Erano tutti presenti i componenti del Comitato direttivo provinciale del Sindacato Pensionati Italiani della Cgil, per l’ultima assise tenutasi lunedì 11 giugno 2018. La riunione, svoltasi nel salone delle conferenze della Cgil salernitana, chiude un percorso iniziato quattro anni fa col congresso dello Spi-Cgil.

Sono stati, questi, quattro anni «di iniziative e di lotte per migliorare le condizioni di vita di anziani e pensionati», come sottolineato dal segretario provinciale, Gerardo Barrella, nella sua img-20180611-wa0001relazione. Ora si chiude una fase complicata e difficile per i pensionati e gli anziani. Poche nostalgie per il passato, non tutto è stato positivo: ha pesato molto sui tavoli di trattativa il giudizio sul falso dualismo tra pensionati e lavoratori, artatamente messo in atto dagli ultimi Governi allo scopo di coprire la loro inerzia sul walfare ed innanzitutto sulla sanità. Dimostrando così, se mai ce n’era bisogno, che per il sindacato non ci sono Governi amici. Non di rado, s’è arrivato perfino a far passare i pensionati per una categoria cinica ed egoista che con le sue vertenze sottrae risorse per il futuro dei giovani, dimenticando volutamente che in circa sette milioni hanno una pensione inferiore a 1.000 euro al mese e che circa quattro milioni di essi percepiscono addirittura una pensione di poco superiore ai 500 euro al mese e si trovano, quindi, al limite della soglia di sopravvivenza. Speriamo che, di questo passo, non venga nell’immediato “qualcuno” a dirci che questi vecchi campano troppo…

Preoccupazioni, queste, ampiamente riprese dai pensionati intervenuti nel dibattito. Ora parte una nuova stagione congressuale che, iniziando con le assemblee di base, dovrà portare il sindacato nei vari percorsi: comunale, provinciale, regionale fino all’assise nazionale, con l’elezione dei rispettivi dirigenti e, cosa più importante, una nuova politica sindacale per uno stato sociale forte che non escluda  nessun cittadino e si faccia carico di qualsiasi essere umano che vive e lavora nel nostro Paese.

Questi, in linea di massima, i propositi che, inseriti nel documento finale della riunione, sono stati approvati all’unanimità.

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Agropoli, dove si fa cassa con i parcheggi a pagamento

Se si è sensibili ad avere le casse piene, bisogna pensarci prima di svuotarle con una politica spendacciona

parcheggio-g-landolfiAll’inizio erano solo lamentele, col passare delle ore si sono trasformate in mugugni contagiosi contro l’Amministrazione Comunale, che dal primo di giugno 2018 chiede il pedaggio per parcheggiare l’auto sull’ex campo sportivo Gino Landolfi, invece gratutito fino al 31 maggio. La decisione presa qualche tempo fa era stata fermamente contrastata dalle categorie professionali varie, in primis dai Commercianti del centro di Agropoli e vie adiacenti, che ne risulteranno i più danneggiati.

Gli stessi due consiglieri comunali della minoranza, allorché se ne discusse in Consiglio, si opposero con forza ma con scarso successo in quanto l’Amministrazione si barricò a testuggine non lasciando il minimo varco alle argomentazioni dei due oppositori. Ancora una volta il sindaco e gli assessori, appoggiati anche dai consiglieri di maggioranza, non si sa questi ultimi con quanta autonomia decisionale, hanno mostrato tutta la loro arroganza politico-amministrativa, già vista in anni addietro ogniqualvolta respingevano la  richiesta della minoranza  di riflettere meglio prima di prendere drastici provvedimenti. Come accaduto con il parcheggio a pagamento.

Si dice che i “padroni ” del Palazzo abbiano le casse vuote e l’impellente necessità di risorse economiche. Forse questo sarà vero, perché, ci faceva notare un frequentatore del palazzo, la trasformazione di parcheggi gratuiti in soste a pagamento interessa quasi tutti gli spazi a disposizione. Vedesi quello esistente tra via 1° Maggio e via Taverne davanti al supermercato Eurospin o ancora, quello lungo il litorale S. Marco ed altri. Non si è certi però che le casse del comune si rimpingueranno con questa mossa, perché dai primi giorni si avverte un rifiuto quasi generale degli automobilisti che disertano questa imposizione e si riversano nelle vie adiacenti del centro o della periferia a trovare spazi liberi per parcheggiare. Ma è mai passato per la testa a questi amministratori che, oltre alle loro casse vuote, che occorre pensare anche a alle casse di quei tanti commercianti che, già afflitti da una crisi economica devastante, ora si vedranno calare ancora di più le vendite perché la gente, non trovando un minimo parcheggio, si rivolgerà per i suoi acquisti in altri posti? Non vogliamo fare i conti in tasca al Comune, come di solito dice la vulgata popolare, ma se si è sensibili ad avere le casse piene, bisogna pensarci prima di svuotarle con una politica spendacciona che si è visto, anche di recente alla prova elettorale, non assicura nemmeno più il consenso ma soddisfa solo la vanagloria di qualcuno.

E i cittadini pagano.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
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