I delfini s’impongono in terra calabrese grazie alle reti di Tiscione, Ragosta e Alfano. Campionato promozione girone d, Picentini battuti da una rete in contropiede

panoramica giocatori agropoli calcioRoccella. Durante la conferenza stampa di presentazione avvenuta in settimana presso l’aula consiliare del Comune di Agropoli, il neo-mister Rigoli aveva chiesto grinta e sacrificio per cercare di invertire la rotta dopo un inizio di campionato deludente. Il neo-allenatore sapeva che di tempo da perdere ce n’era veramente poco e si augurava di vincere già al debutto. I delfini hanno dimostrato di avere ancora grandi motivazioni, anche se l’avversario odierno di certo non era tra i più ostici. L’allenatore siciliano, privo di Giraldi, Landolfi e Castaldi, si affida prevalentemente agli uomini che non si sono espressi al meglio con Pirozzi, con la sola novità di Siano a centrocampo e Capozzoli in attacco. Infatti schiera Maiellaro in porta, Amendola, Panini, Scognamiglio e Ciolli in difesa, Alfano, Berretti e Siano a centrocampo in appoggio al trio delle meraviglie formato da Capozzoli, Tarallo e Tiscione. Da segnalare che finalmente l’under Capozzoli ritorna ad essere schierato nel suo ruolo naturale, quello di collante tra centrocampo e attacco, mentre mister Pirozzi era solito schierarlo in difesa, in un ruolo non suo e sul quale non si esprimeva al meglio. Per quanto riguarda la partita c’è da dire che l’Agropoli è stata padrona del campo per quasi tutti i 90 minuti e, quelle poche volte che il Roccella ha provato a rendersi pericoloso, gli insuperabili Panini e Scognamiglio non si sono lasciati sorprendere. La gara si è messa subito in discesa per l’Agropoli grazie alla rete del solito Tiscione che ha letteralmente stordito i padroni di casa. Dopo la rete del vantaggio i cilentani hanno abbassato un po’ il ritmo ma i calabresi non sono stati bravi ad approfittarne. La gara s’accende nel secondo tempo, quando le squadre sono stanche e sfilacciate e gli animi s’infiammano, a farne le spese è mister Rigoli che viene espulso dall’arbitro. L’Agropoli è priva del proprio condottiero ma riesce a resistere agli attacchi del Roccella e addirittura riesce ad arrotondare il risultato grazie alle reti di Ragosta sul rigore e di Alfano sul finire del match.

Pasquale Migliorino

Temeraria - RoccheseGiffoni sei casali. Test match per la capolista Temeraria contro l’ostica Rocchese che parte a ritmi blandi senza conclusioni da ambo le parti. Prima frazione di gara che si conclude con il risultato ad occhiali causato dal non gioco praticato dai locali e dal non essere scesi proprio in campo degli ospiti. Le uniche occasioni da rete vengono create da mischie su palla inattiva, ma in entrambe le occasioni il centrale difensivo Della Monica le spedisce a lato di molto. E’ troppo poco per parlare di vere occasioni da goal. Da segnalare più del gioco le forti folate di vento che hanno innalzato polveroni simili alle zone adiacenti al Mississipi ed un divertimento tra i presenti caratterizzato da un pallone calciato aldilà del campo con dei ragazzi volenterosi scattati a recuperarlo. Secondo tempo che parte sulla falsa riga del primo, con la Temeraria che cerca il goal che permetterebbe di mantenere la testa della classifica e la Rocchese che continua imperterrita a bloccare la poca fluidità di gioco dei padroni di casa.

Verso la metà della seconda frazione si vedono le uniche due emozioni del match con i picentini che colgono un legno su punizione di Mazzeo e con gli ospiti che si portano in vantaggio in contropiede dopo l’ennesimo pallone perso dal centrale di centrocampo Festa. La gara come si dice in gergo muore lì e non resta che festeggiare ai 50 tifosi ospiti giunti sul posto per seguire la squadra. Analizzando la gara dal punto di vista tecnico ci sono stati innumerevoli errori caratterizzati da “allenatori” o presunti tali che invece di insegnare calcio incitano soltanto a rincorrere avversari (parliamo di altri giochi come guardia e ladri che col calcio non hanno nulla in comune). Difatti la Rocchese facilitata anche da un direttore di gara un pochino leggero è stata aiutata in almeno tre circostanze come il rigore non concesso su Basso nella prima frazione, la mancata espulsione per fallo di reazione nel secondo tempo e diverse mancate ammonizioni per falli un po’ cattivi sui padroni di casa.

La Temeraria dal canto suo ha le colpe di non aver praticato nessuna manovra di gioco, con gli effetti collaterali di una sconfitta arrivata immeritata soltanto ora, ma già ravvisata in precedenza dopo le numerose prestazioni opache cancellate soltanto da vittorie con avversari poco competenti. Per il prosieguo del campionato e delle successive annate si spera che i dirigenti picentini, i quali godono al proprio interno di qualche persona molto competente ma poco vogliosa di mettersi in gioco in prima persona, prendano le redini anche tecniche della rosa, visto e considerato che questa è una categoria di puro divertimento.

San Mango Piemonte non ha bisogno di persone autoconvinte di essere esperti del settore e di “allenatori” senza idee che pensano solo e soltanto all’aspetto fisico dei propri elementi senza ricordare che per giocare a calcio si ha bisogno di piedi buoni e non di corridori, altrimenti si è più facilitati nel cambiare squadra sportiva ed iscriverla ad un campionato regionale di corsa podistica.

Detto questo auguriamo alla Temeraria un buon prosieguo del campionato sperando di vedere in futuro anche qualche sprazzo di gioco.

Giuseppe Rega

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Giuseppe Maniaci

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