I trentenni delle diverse organizzazioni sono uniti per superare le divisioni: «senza un soggetto unitario, inevitabilmente, si andrebbe incontro al minoritarismo»

sinistraCome PrimaVera Progressista, rete nazionale di giovani sotto i 30 anni, provenienti da esperienze politiche differenti, dall’impegno nel sociale e nel volontariato, chiediamo agli schieramenti che si collocano a sinistra responsabilità, unità e un progetto alternativo al Pd chiaro, di governo e lungimirante, che non nasca con l’obiettivo di un cartello elettorale destinato a vita breve.

Senza un soggetto unitario, inevitabilmente, si andrebbe incontro al minoritarismo, perciò è indispensabile formare un campo pluralista, un fronte comune che parta dal basso e dai territori, in quanto mosse politiciste e scelte calate dall’alto non possono che risultare perdenti in partenza, che sappia prendere decisioni nette e che sia in grado di coinvolgere i milioni di elettori progressisti sfiduciati, disorientati o accasatisi al M5S, mettendo al centro contenuti validi e proposte credibili.

Il compito principale sarà praticare (e non solo narrare) la sinistra, per rispondere all’esigenza di protezione dettata dal ripiegamento della globalizzazione liberista e arginare i crescenti nazionalpopulismi: doveroso, infatti, tornare nelle periferie, nelle fabbriche, riallacciare i rapporti con le parti sociali e ripartire dagli ultimi, da chi ha un diritto in meno e dal civismo, proponendosi di rappresentare esclusi ed emarginati.

Lavoro, lotta a disuguaglianze e povertà, ambiente, parità di genere, investimenti, Europa solidale, laicità, saperi, servizi di base universalistici, diritti sociali e civili sono solo alcune delle tematiche su cui ricostruire l’identità di una sinistra in grado di riappropriarsi della propria vocazione storica e che torni ad essere autentica. Chiediamo che anche la discontinuità non rimanga soltanto uno slogan, urge la presenza in prima fila di volti nuovi e giovani competenti, che diano voce ad una generazione senza certezze e abbandonata al proprio cupo destino.

A supporto dell’unità della Sinistra portiamo il modello della nostra piattaforma politico-culturale, partecipata, trasversale e nata dal basso, formata da centinaia di ragazzi che militano in diverse forze progressiste, da Possibile ai Verdi, da Articolo 1 a Sinistra Italiana e Azione Civile (senza dimenticare le tante formazioni civiche), ma che hanno scelto di lavorare assieme, senza veti e rivendicazioni di purezza, anteponendo ideali e obiettivi alle sigle. Riteniamo, infatti, che la frammentazione rappresenti una scelta miope e deleteria per la sinistra e per il Paese. Alle bandiere noi scegliamo i contenuti, voi?

Primi firmatari dell’appello: Alan Arrigoni, Nicola Cavallo, Michele Sergi, Francesco Cecere, Vittoria Gheno, Federica Stramieri, Gianmaria Mazzola, Francesco Scanni, Roberto Bertoni, Salvatore Santaera, Francesco Ciancimino, Luigi Mattia Vint, Marianna Lucarini, Emiliano Giattinini, Enrico Solimena, Simone del Rosso, Domenico Briamonte, Carmine Gerardo Parisi, Pietro Manduca, Eva Brencich, Lorenzo Caffè, Gianluca Di Agresti, Klejdia Lazri, Gabriele Baroni, Niccolò Iurilli, Lucio Solari, Alessio Manzo, Giulia de Felice, Cristian Letizia, Giulia del Vecchio, Luca Nascenzi e Carlo Garavini

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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