Agropoli, lo smantellamento dell’Ospedale civile crea nuovi attriti con Vallo della Lucania

Ospedale lavAgropoli. «Deceduto presso l’Ospedale S. Luca di Vallo della Lucania». È questa  la frase che si legge con troppa frequenza, ormai, sugli avvisi funebri che vengono affissi per la città. E se, fino a qualche tempo fa, ciò non veniva avvertito come un fatto strano, ora la gente comincia a recepirlo con un certo sconcerto. Infatti, la cadenza di questi annunci sta creando una certa preoccupazione tra i cittadini.

Qui non si tratta solo di persone molto avanti con gli anni, per cui qualcuno potrebbe anche obiettare ch’è un fatto naturale e fisiologico, ma anche di uomini e donne con meno carichi di anni. Il verificarsi di questa dinamica sta suscitando apprensione, se non vera e propria paura tra la popolazione agropolese, tanto che si va dicendo, forse anche per esorcizzare il “fenomeno” che «si è nati ad Agropoli per morire a Vallo».

Non è nostra intenzione seminare sfiducia verso il nosocomio di Vallo della Lucania ma c’è chi apertamente ripete che si sentiva più tranquillo quando l’Ospedale civile di Agropoli era aperto e funzionante a pieno regime.

Un ospedale, quello della nostra città, che la Regione Campania ha chiuso e che, dopo tanto tempo e tante lotte fatte dalle Organizzazioni sindacali e dai lavoratori, è stato riaperto con funzioni così minime che gli ammalati vengono ancora quasi sempre ricoverati al S. Luca di Vallo della Lucania.

Quest’ultima struttura, peraltro, è già affollata di pazienti, essendo l’unico presidio attrezzato del suo territorio. Ed è proprio per queste condizioni di affollamento che in molti credono che solo un ripotenziamento del nosocomio agropolese possa garantire quella rapidità di interventi in grado di assicurare una maggiore tranquillità della popolazione.

Un provvedimento bisognerà prenderlo, anche per rassicurare le persone che è tutto apposto. Occorre ampliare le attività d’intervento presso il presidio di Agropoli, con la presenza di qualificati e ulteriori medici e paramedici. Altrimenti questa situazione potrà suscitare frizione verso le autorità competenti, con grave pregiudizio per la tranquillità di tutti.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

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