Agropoli, candidati o claque?

Un confronto schietto tra l’apertura in piazza della campagna di Abate e quella di Alfieri /Coppola

comizio-abateIl comizio di domenica sera di Abate, candidato sindaco della coalizione Agropoli Bene Comune, è stato di ottimo livello. La piazza, decisamente piena, l’ha sottolineato a più riprese, applaudendo tutti gli interventi che si sono avvicendati. Ma non è tanto di questo che vogliamo parlarvi, quanto della sostanziale differenza tra questa manifestazione e quella tenutasi sabato sera dal duo Coppola-Alfieri.

All’inizio del  comizio di Abate, tutti i candidati consiglieri sono stati invitati ad accomodarsi sul palco dopo la presentazione fatta da una brava speaker. Da lì hanno seguito tutti gli interventi.

Al contrario, durante il comizio svoltosi la sera prima, sul palco sono saliti solo  Coppola e Alfieri, cioè i maggiorenti, come loro pensano di essere.

Tutti  i candidati  al consiglio comunale delle liste in  sostegno di Coppola sono stati schierati come falange, in prima fila, ai piedi del palco. Costoro non sono potuti salirvi, forse perché con la loro presenza avrebbero intralciato lo show del duo Coppola-Alfieri.

Così tutti quei candidati, accuratamente preparatisi per la kermesse elettorale, sono stati utilizzati come claque, col compito di  acclamare e “strillare” ad ogni acuto dei “parlatori” issati sul palco. Poveretti, hanno dovuto spellarsi le mani a furia di applaudire perché gli acuti erano molti e quasi sempre non sincronizzati all’effetto oratorio… si fa per dire.

Tanti medici, tecnici blasonati e signore elegantissime sono stati declassati a claque e sono stati chiamati a rimpolpare una platea non tanto numerosa come lor signori si aspettavano. In fondo ci dispiace pure, però gli serve come lezione per l’avvenire: Alfieri così li vuole.

Pensate ai consiglieri uscenti che per 5 anni non hanno mai parlato, usati solo per alzare la mano. Ciò è stato giustamente evidenziato, durante il suo ottimo intervento di domenica, da Emilio Malandrino: Alfieri preferisce tenere i suoi in penombra.

Vedrete che dopo questo scritto, al prossimo comizio della coalizione uscente, allargheranno il palco e faranno salire tutti i candidati delle loro liste. Ma, purtroppo per loro, la frittata (o la frittura) è stata già fatta.

Agropoli, Ingroia: sosterremo Abate come candidato sindaco

L’ex Procuratore aggiunto di Palermo, impegnato nella proposta di legge per la confisca dei beni ai politici corrotti, annuncia il sostegno di  Azione Civile alla coalizione Agropoli Bene Comune

IngroiaContinua la campagna di Azione Civile per l’attuazione della Costituzione, contro la corruzione e il clientelismo. In pochi giorni, su Change.org, sono state raccolte oltre 50mila firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che estende la normativa antimafia, in materia di sequestro e confisca dei beni, anche ai politici corrotti.

La proposta, che prevede un autonomo procedimento di prevenzione patrimoniale che prescinde pure dall’eventuale prescrizione del reato, è stata elaborata da Antonio Ingroia ed è stata sottoscritta, fra gli altri, anche da Michele EmilianoLuigi De MagistrisSalvatore BorsellinoSergio Cofferati e Sandro Ruotolo.

L’iniziativa ha destato preoccupazione in molti ambienti politici vicini al Governo, che pullulano di amministratori locali già imputati per corruzione e che preferiscono una normativa più blanda, come quella attuale.

«In coerenza con ciò ed in vista delle prossime elezioni amministrative - precisa Carmine G. Parisi, componente del Comitato operativo nazionale del movimento – Azione Civile sosterrà solo candidature in linea con il percorso finora svolto. Pertanto conferma il proprio sostegno alla coalizione civica Agropoli Bene Come, composta da personalità che già si sono impegnate nel Comitato per il NO al referendum costituzionale e che hanno individuato nell’odierno consigliere di opposizione Agostino Abate il proprio candidato a sindaco».

«A seguito delle note vicende che hanno coinvolto il primo cittadino e dopo l’ignobile battuta sul clientelismo e le fritture di pesce pronunciata dal governatore De Luca, Agropoli è diventata un luogo simbolo - afferma Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile - ed è proprio dalle terre dove viene sfidato il diritto dei cittadini al compimento di una democrazia matura che occorre dare un segnale forte in favore della trasparenza e della legalità. Per questo il nostro movimento ha deciso di sostenere la candidatura di Agostino Abate».

Agropoli, il tramonto dell’era Alfieri segnato dalla bagarre in Consiglio comunale

La prepotenza di alcuni consiglieri, che abbandonano l’aula per far venir meno il numero legale, fa saltare la discussione su Ospedale e autovelox. Ma mette anche a nudo il vero stato della maggioranza

Municipio - AlfieriAgropoli. Non erano davvero più abituati al confronto democratico. Le sedute del Consiglio comunale duravano, e dovevano durare, solo pochi minuti per l’approvazione delle numerosissime (e importantissime) questioni all’ordine del giorno. Bastava un’alzata di mano e tutto era risolto, senza alcuna discussione.

Da un anno a questa parte, però, le cose stanno cambiando. E giovedì 13 aprile il fastidio che i “signori del Palazzo” provano per la comparsa di una nuova opposizione ha raggiunto il suo acme.

Per questo, quando i consiglieri Vito Rizzo, Agostino Abate ed Emilio Malandrino hanno presentato 7 interrogazioni su argomenti molto sentiti, come Ospedale e autovelox, il fatto è stato vissuto come una lesa maestà. Che doveva essere disinnescata.

Questi argomenti erano stati iscritti per primi all’ordine del giorno, quindi dovevano essere discussi con priorità rispetto ai complessivi 21 punti.

Invece, la maggioranza ha deciso di invertire l’ordine dei lavori e di affrontare prima gli atti amministrativi – come le aliquote Irpef, Tasi, Imu, Tari, il programma delle opere pubbliche, i debiti fuori bilancio e il bilancio di previsione – e solo in seguito le interrogazioni della minoranza.

Non si è fatta attendere la reazione dei consiglieri Rizzo, Malandrino e Abate, che hanno denunciato come spostare le interpellanze alla fine della seduta significava andare contro il regolamento e, per protesta, hanno deciso di lasciare i loro scranni e di sedersi nei posti riservati al pubblico.

Tuttavia, nel momento in cui si sarebbero dovute discutere proprio le interrogazioni della minoranza, tutti i consiglieri di maggioranza hanno abbandonato l’aula, facendo venir meno il numero legale e soffocando la discussione.

Duro il commento di Vito Rizzo che non ha esitato a definire “mafiosi” questi metodi. Una mortificazione del senso etico di tutti i consiglieri comunali, aggiungiamo noi, se lo avvertono.

Agropoli, case al clan: Alfieri rinviato a giudizio

Cosa farà il Pd in caso di elezioni politiche anticipate? Rinuncerà a schierare nelle proprie liste il suo politico del fare?

Municipio - AlfieriAgropoli. Franco Alfieri andrà a processo. A deciderlo è stato il giudice dell’udienza preliminare di Vallo della Lucania, Massimiliano De Simone, che ha rinviato a giudizio il sindaco Pd insieme a tre funzionari comunali per omissione d’atti d’ufficio e sottrazione di beni alla loro destinazione.

Era il 5 dicembre 2008 quando il Comune di Agropoli ebbe in assegnazione i tre appartamenti, già sgomberati, dall’Agenzia del Demanio della Campania. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto destinarli ad una funzione di pubblica utilità, vigilando che non vi fossero occupazioni abusive. Invece, quando, nel novembre 2012, il Gico della Guardia di Finanza vi si recò per eseguire un nuovo provvedimento di sequestro scoprì che in quegli alloggi vi erano ancora i vecchi proprietari.

Nel febbraio 2013, la Direzione distrettuale Antimafia di Salerno, che stava conducendo l’inchiesta principale sul clan, iscrisse il nome del politico Pd sul registro degli indagati per omissioni d’atti e sottrazione di beni sottoposti a confisca. Il tutto aggravato dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, infatti, il sindaco Alfieri agiva anche al fine di «acquisire consenso nell’ambito della numerosa comunità rom».

Ma nel gennaio 2014 la Dda perse la competenza su questo secondo filone d’indagine. Così, il fascicolo – da cui venne quindi espunta l’aggravante del metodo mafioso – fu trasmesso alla Procura ordinaria di Vallo della Lucania che chiese comunque il processo, ora ottenuto.

La prima udienza si terrà a luglio. Il sindaco si dice sereno. Forse anche perché qualcuno, in caso di elezioni politiche anticipate, continua a vederlo come il candidato ideale per la lista alla Camera dei Deputati del Pd renziano.

Referendum e fritture, il consigliere Rizzo due ore dal pm come persona informata sui fatti

L’esponente dell’opposizione al magistrato che indaga sulla presunta istigazione al voto di scambio: ecco perché, durante la convention del 15 novembre all’Hotel Ramada, De Luca ha citato proprio Alfieri

Vito RizzoNapoli. Continua ad avanzare l’inchiesta della Procura partenopea avviata dal pm Stefania Buda sulla presunta istigazione al voto di scambio di Vincenzo De Luca. Dopo Franco Alfieri, ieri mattina davanti al magistrato titolare dell’indagine si è presentato il consigliere d’opposizione al Comune di Agropoli Vito Rizzo che ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni che potrebbero aiutare la Procura a sbrogliare la matassa.

Rizzo avrebbe descritto minuziosamente metodi e mezzi della gestione che Alfieri pratica ad Agropoli agli inquirenti che stanno cercando di verificare quanto accaduto all’Hotel Ramada, durante l’incontro tra De Luca ed i sindaci della Campania, in piena campagna referendaria, dove è stato stretto l’ormai noto «patto della frittura».

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