Agropoli, dove si fa cassa con i parcheggi a pagamento

Se si è sensibili ad avere le casse piene, bisogna pensarci prima di svuotarle con una politica spendacciona

parcheggio-g-landolfiAll’inizio erano solo lamentele, col passare delle ore si sono trasformate in mugugni contagiosi contro l’Amministrazione Comunale, che dal primo di giugno 2018 chiede il pedaggio per parcheggiare l’auto sull’ex campo sportivo Gino Landolfi, invece gratutito fino al 31 maggio. La decisione presa qualche tempo fa era stata fermamente contrastata dalle categorie professionali varie, in primis dai Commercianti del centro di Agropoli e vie adiacenti, che ne risulteranno i più danneggiati.

Gli stessi due consiglieri comunali della minoranza, allorché se ne discusse in Consiglio, si opposero con forza ma con scarso successo in quanto l’Amministrazione si barricò a testuggine non lasciando il minimo varco alle argomentazioni dei due oppositori. Ancora una volta il sindaco e gli assessori, appoggiati anche dai consiglieri di maggioranza, non si sa questi ultimi con quanta autonomia decisionale, hanno mostrato tutta la loro arroganza politico-amministrativa, già vista in anni addietro ogniqualvolta respingevano la  richiesta della minoranza  di riflettere meglio prima di prendere drastici provvedimenti. Come accaduto con il parcheggio a pagamento.

Si dice che i “padroni ” del Palazzo abbiano le casse vuote e l’impellente necessità di risorse economiche. Forse questo sarà vero, perché, ci faceva notare un frequentatore del palazzo, la trasformazione di parcheggi gratuiti in soste a pagamento interessa quasi tutti gli spazi a disposizione. Vedesi quello esistente tra via 1° Maggio e via Taverne davanti al supermercato Eurospin o ancora, quello lungo il litorale S. Marco ed altri. Non si è certi però che le casse del comune si rimpingueranno con questa mossa, perché dai primi giorni si avverte un rifiuto quasi generale degli automobilisti che disertano questa imposizione e si riversano nelle vie adiacenti del centro o della periferia a trovare spazi liberi per parcheggiare. Ma è mai passato per la testa a questi amministratori che, oltre alle loro casse vuote, che occorre pensare anche a alle casse di quei tanti commercianti che, già afflitti da una crisi economica devastante, ora si vedranno calare ancora di più le vendite perché la gente, non trovando un minimo parcheggio, si rivolgerà per i suoi acquisti in altri posti? Non vogliamo fare i conti in tasca al Comune, come di solito dice la vulgata popolare, ma se si è sensibili ad avere le casse piene, bisogna pensarci prima di svuotarle con una politica spendacciona che si è visto, anche di recente alla prova elettorale, non assicura nemmeno più il consenso ma soddisfa solo la vanagloria di qualcuno.

E i cittadini pagano.

Agropoli, la Sinistra della coalizione di Abate riafferma il proprio impegno sul lavoro

Romano, Capaldo, De Conciliis, Spira e Parisi sottoscrivono un documento per le «filiere corte» ed il «reddito di dignità». Domenica il comizio in piazza: sul palco con Abate ci saranno, fra gli altri, anche l’ex sindaco Antonio Domini e l’ex senatrice Olimpia Vano

Gazebo (2016.06.02)Agropoli. «Filiere corte» e «reddito di dignità» per il rilancio della città. La Sinistra della coalizione che sostiene la candidatura di Agostino Abate per le prossime elezioni amministrative mette in chiaro quali saranno gli obiettivi primari della nuova amministrazione comunale in caso di vittoria.

In un documento a firma dei candidati al Consiglio comunale di “Agropoli Libera” Aldo Romano, Dora Capaldo, Antonio De Conciliis e Annarita Spira, oltre che del responsabile lavoro della coalizione Carmine G. Parisi, si pone l’accento su una forte incentivazione delle c.d. filiere corte, tra produttori e consumatori, a beneficio degli operatori della pesca e dell’agricoltura, con la realizzazione di un mercato dei prodotti del mare e della terra riservato a chi opera sul posto, insieme all’avvio di un progetto sperimentale di sostegno alle fasce sociali più deboli per mezzo del reddito di dignità ai giovani che creano una famiglia e cercano di immettersi nel mondo del lavoro.

In caso di vittoria, i candidati della Sinistra assumono con serietà l’impegno specifico, insieme al resto della coalizione, di battersi: 1) per liberare i cittadini dal ricatto del lavoro precario, nero e sottopagato – specie nel settore terziario – ; 2) per la maggiore tutela delle lavoratrici nelle varie, specifiche fasi della loro vita; 3) per venire incontro ai pensionati al minimo che a stento riescono a far fronte alle proprie esigenze quotidiane.

Non è l’unico movimento che si registra a sinistra: nel comizio in programma per domenica in piazza V. Veneto alle ore 20:00, in cui interverranno varie personalità che hanno ricoperto ruoli istituzionali ad Agropoli, sul palco con Abate saliranno anche l’ex sindaco Antonio Domini e l’ex senatrice Olimpia Vano.

Agropoli, questione autovelox: l’opposizione si rivolge al Prefetto

Nuovo atto d’accusa dei consiglieri Abate, Rizzo e Malandrino: «irrimediabilmente compromesso il nostro mandato elettivo»

AbateAgropoli. Lo scorso 25 agosto i consiglieri comunali Agostino Abate, Vito Rizzo ed Emilio Malandrino hanno rivolto al Comandante della polizia municipale una richiesta di informazioni a proposito della messa in esercizio dell’autovelox sulla SP 430.

Il loro scopo era quello di accertare eventuali entrate nel bilancio; entrate già date per certe dall’amministrazione comunale, che ha  utilizzato l’argomento per ridicolizzare il ruolo dei consiglieri di opposizione innanzi all’opinione pubblica ma non ha fornito le informazioni richieste.

Così, i tre esponenti del Consiglio comunale hanno preso carta e penna e si sono rivolti al Prefetto di Salerno: «la completa e deprecabile assenza di risposte certe alle istanze dei sottoscritti consiglieri comunali – denunciano Abate, Rizzo e Malandrino nella missiva – ha l’evidente finalità di impedire l’accesso alle informazioni amministrative da parte dei sottoscritti, sia per non dare agli stessi elementi puntuali di analisi, sia per privare gli stessi degli elementi utili all’esercizio del proprio mandato rispetto alle istanze manifestate dai concittadini, ansiosi di avere notizie certe e attendibili e non soltanto quelle di propaganda istituzionale promosse dall’amministrazione a mezzo stampa».

«Le richieste del 25 agosto – rilanciano i tre consiglieri comunali - erano consequenziali ad un incontro personale con il comandante della polizia locale tenutosi il 12 agosto ed avevano un carattere di estrema urgenza, atteso che si riferivano anche a notizie apparse su molti siti di informazione locale e su quotidiani di interesse regionale».

Per questo, i consiglieri Abate, Rizzo e Malandrino hanno chiesto al Prefetto di Salerno ed al Segretario generale del Comune di Agropoli di «porre in essere tutti i provvedimenti necessari per immettere celermente i sottoscritti nelle conoscenze di cui alle richieste del 25 agosto 2016, collegate all’esito di quanto riferito verbalmente in data 12/08/2016, e, soprattutto, per immettere gli stessi sottoscritti nelle piene e legittime condizioni di esercizio del proprio mandato elettivo, irrimediabilmente condizionato se non addirittura compromesso agli occhi dell’opinione pubblica dal deprecabile silenzio tenuto dal comando della polizia municipale di Agropoli».

Agropoli, il Comune replica alla Sinistra sull’applicazione della legge Cirinnà

Il presidente del Consiglio, Luca Errico, risponde all’interrogazione di Sel, Azione Civile e Rifondazione: «l’ufficio anagrafe si sta attrezzando per adeguarsi alla normativa»

Cirinnà-DamianoAgropoli. «Si tratta di un atto di gestione. L’ufficio anagrafe si sta già attrezzando per adeguarsi alla normativa in materia di unioni civili anche senza il nostro intervento». È la risposta del presidente del Consiglio comunale, Luca Errico, all’interrogazione avanzata da Sinistra e Libertà, Azione Civile e Rifondazione comunista a proposito dell’applicazione, presso il Comune di Agropoli, della legge Cirinnà.

I tre movimenti della Sinistra, infatti, avevano sollecitato l’ufficio anagrafe ad istituire il registro previsto dalla nuova legge approvata dal Parlamento. La replica del presidente del Consiglio comunale è comparsa sul quotidiano “la Città” di quest’oggi.

Agropoli, la Sinistra interroga il Comune sull’applicazione della legge Cirinnà

Iniziativa di Sinistra e Libertà, Azione Civile e Rifondazione comunista

Monica CirinnàAgropoli. Una lettera aperta indirizzata al sindaco, al Presidente del Consiglio comunale ed al Responsabile dell’Ufficio anagrafe per sapere se il Comune ha provveduto ad adottare le prescrizioni contenute nella legge Cirinnà. È il sunto della nuova iniziativa di Sinistra e Libertà, Azione Civile e Rifondazione comunista, con la missiva che si riporta di seguito.

«I sottoscritti, rappresentanti dei movimenti politici in intestazione, rappresentano quanto segue:

PREMESSO

che l’11 maggio 2016 il legislatore ha approvato in via definitiva la legge n. 76/2016 recante “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” ai sensi degli artt. 2 e 3 della Costituzione;

che detta legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 21 maggio 2016 ed è entrata in vigore il successivo 5 giugno 2016;

che il Governo ha emanato il decreto attuativo recante “disposizioni transitorie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile” ai sensi dell’art. 1, comma 34, della l. n. 76/2016, in data 23 luglio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio 2016.

I sottoscritti,

CHIEDONO

se presso il Comune di Agropoli è stato istituito il registro provvisorio delle unioni civili ex art. 9 D.P.C.M. e se l’organo politico ha provveduto ad emanare le dovute disposizioni ai competenti uffici, in particolare all’Ufficio anagrafe, per la concreta attuazione della legge de qua».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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