«Fritture di pesce», chiesta l’archiviazione

La frase detta alla vigilia del referendum: De Luca, per il pm non ci sono gli elementi per l’istigazione al voto di scambio

De-Luca-e-Renzi-1024x682C’è la richiesta di archiviazione per l’accusa di istigazione al voto di scambio per il governatore Vincenzo De Luca. E’ il caso, meglio noto, della “frittura di pesce” finito all’attenzione della Procura di Napoli, dopo l’audio pubblicato dal “Fattoquotidiano.it”, dopo il famoso incontro con i sindaci (quello in cui Franco Alfieri passò come il “maestro delle clientele”), all’Hotel Ramanda, in piena campagna referendaria per il Sì.

A quanto pare non ci sarebbero indizi sufficienti per portare avanti l’inchiesta giudiziaria che si avvierebbe, dunque, verso l’archiviazione. A darne notizia è il quotidiano le Cronache, oggi in edicola, in un articolo a firma di Andrea Pellegrino.

Niente processo dunque al governatore De Luca per la storia della presunta istigazione al voto di scambio. Non emergono riscontri in grado di sostenere l’accusa a carico del presidente della Regione, al termine di un ragionamento nel corso del quale gli inquirenti fanno comunque leva su alcune circostanze concrete: la prima riguarda la sconfitta del partito del Sì, tanto caldeggiato da parte del governatore nella riunione al cospetto dei sindaci del Pd.

In secondo luogo, gli inquirenti mettono in rilievo anche l’effetto del contraccolpo mediatico avuto dal comizio di De Luca, che potrebbe aver scoraggiato i sindaci a mettere in pratica quella richiesta di De Luca.

Referendum e fritture, il consigliere Rizzo due ore dal pm come persona informata sui fatti

L’esponente dell’opposizione al magistrato che indaga sulla presunta istigazione al voto di scambio: ecco perché, durante la convention del 15 novembre all’Hotel Ramada, De Luca ha citato proprio Alfieri

Vito RizzoNapoli. Continua ad avanzare l’inchiesta della Procura partenopea avviata dal pm Stefania Buda sulla presunta istigazione al voto di scambio di Vincenzo De Luca. Dopo Franco Alfieri, ieri mattina davanti al magistrato titolare dell’indagine si è presentato il consigliere d’opposizione al Comune di Agropoli Vito Rizzo che ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni che potrebbero aiutare la Procura a sbrogliare la matassa.

Rizzo avrebbe descritto minuziosamente metodi e mezzi della gestione che Alfieri pratica ad Agropoli agli inquirenti che stanno cercando di verificare quanto accaduto all’Hotel Ramada, durante l’incontro tra De Luca ed i sindaci della Campania, in piena campagna referendaria, dove è stato stretto l’ormai noto «patto della frittura».

Napoli, referendum: al via gli interrogatori per la presunta istigazione al voto di scambio

Il pm Stefania Buda vuole fare domande ad alcuni dei primi cittadini e dei politici che presenziarono all’evento del 15 novembre all’Hotel Ramada con Vincenzo De Luca. Il primo ad essere ascoltato sarà Franco Alfieri

De Luca - Festa de l'Unità ad AgropoliNapoli. La sfilata dei sindaci campani in Procura inizia oggi e durerà sino al 5 gennaio. Il primo a presentarsi davanti ai magistrati nell’inchiesta De Luca sulla presunta istigazione al voto di scambio sarà il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, da cui è scoppiato il caso.

A lui si rivolgeva, infatti, De Luca quando parlò dell’offrire agli elettori una frittura di pesce ed era lui quello “delle clientele, ah che bella cosa”.

Coadiuvata dagli ufficiali del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, guidato dal colonnello Giovanni Salerno, la pm Buda vuole andare fino in fondo. Ed ha stilato una lista di persone da sentire nei prossimi giorni.

Sono stati invitati in Procura alcuni dei sindaci e dei politici indicati dallo staff di De Luca come ‘presenti’ al Ramada, ma anche sindaci che hanno dichiarato di essere stati lì attraverso interviste e articoli pubblicati sulle testate locali e inseriti nel fascicolo di un’inchiesta nata grazie a uno scoop de ‘Il Fatto Quotidiano’, la pubblicazione di circa 27 minuti dell’intervento di De Luca.

L’audio è stato acquisito il 24 novembre, l’inchiesta è accelerata nei giorni successivi al referendum del 4 dicembre con la deposizione di Paolo Russo, capo ufficio stampa di De Luca, seduto al suo fianco durante il ‘comizio a porte chiuse’ del Governatore. In seguito il pm ha sentito lo staff del Governatore e ha aperto un sottofilone sulla cena del 30 novembre all’Holiday Inn con De Luca e circa 200 imprenditori della sanità privata.

Vassallo, tensioni nel Pd dopo la lettera a Matteo Renzi dal fratello del sindaco ucciso

La missiva di Dario Vassallo pubblicata da il Fatto Quotidiano

Vassallo«In molte zone del Sud si ha più paura di certi politici che della camorra». È un attacco politico molto duro quello contenuto nella missiva che Dario Vassallo ha inviato al segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, dalle colonne de il Fatto Quotidiano.

Nella lettera, il fratello del compianto sindaco di Pollica accusa il Pd, insieme a vari suoi esponenti politici locali, di aver calpestato l’eredità politica di Angelo Vassallo. Non manca un riferimento critico sul Governatore della Campania e sul sindaco di Agropoli.

«Al sud abbiamo perso, perché abbiamo delegato ai notabilati» scrive il presidente della Fondazione Sindaco Pescatore. «Al Sud Lei ha perso – continua Vassallo rivolto a Renzi – perché ha avallato una politica feudale che imperversa da oltre 40 anni e che si tramanda da padre in figlio, come una dote, una carica nobiliare, avendo un solo scopo, mantenere il potere. Lei non ha rottamato niente e nessuno, da quando è diventato segretario tutto è rimasto come prima e le sue promesse sono diventate un miraggio.

Ma lei conosce veramente Vincenzo De Luca? Egli è il presidente della Regione Campania, al quale io avevo chiesto il riconoscimento del giglio marino come specie protetta, visto che la Campania è l’unica regione del Sud a non riconoscerlo.

È il presidente al quale avevo chiesto di attuare, praticamente, nella sua regione e a favore dei pescatori, il progetto “Pulizia dei fondali marini”. Non è una cosa strana: è un progetto scelto dal Dipartimento di Stato a rappresentare l’Italia alla Conferenza Mondiale sugli oceani organizzata da John Kerry, e tenutasi a Washington il 15-16 settembre 2016.

Egli è il presidente che ha nominato Franco Alfieri, consulente personale per Caccia, Pesca e Agricoltura, dandogli poteri ampi. Ma Lei conosce Franco Alfieri? Egli è il sindaco di Agropoli, incandidabile alle elezioni regionali del 2015. Lorenzo Guerini, mi rispose “chi lo vuole candidare dovrà passare sul mio corpo”. Chapeau al suo vicesegretario. Franco Alfieri è colui che dice di non aver visto le sette denunce fatta da Angelo Vassallo, ex sindaco di Pollica. Franco Alfieri è colui che è stato rinviato a giudizio insieme ad altri 77 personaggi nel processo “Due torri bis”, processo che riguardava una dozzina di strade ubicate nella provincia di Salerno, pagate e mai ultimate. L’anno scorso è stato prosciolto per prescrizione e noi continuiamo ad essere come Fondazione tra i pochi che si sono costituiti parte civile.

(…)  “Qualcuno” Le dirà che io sono matto, è probabile. Le diranno che cerco la notorietà, questa no. La notorietà mi ha assalito la notte del 5 settembre 2010, quando mio fratello Angelo, il Sindaco Pescatore, fu ucciso con sette colpi di pistola. Forse a Lei nessuno ha detto che Angelo è stato ucciso avendo in tasca la tessera del suo partito.

Spero che altri non diventino “noti” come me, ma questa ipotesi è possibile perché con la sua politica al Sud ha spianato un’autostrada all’illegalità e – conclude Dario Vassallo – in molte zone del Sud si ha più paura di certi politici che della camorra».

Referendum, Ingroia: «dal governatore parole gravi»

L’ex Procuratore aggiunto di Palermo interviene sul caso De Luca con un’intervista a Il Mattino e durante la presentazione del suo ultimo libro a Nocera Inferiore

Ingroia a Nocera Inferiore«Le parole di De Luca mi indignano, perché infangano le istituzioni, e mi intristiscono perché danno il segno di come sia caduta in basso la politica nel nostro Paese e fa capire perché aumenta la distanza tra cittadini e politica».

Così Antonio Ingroia, già Procuratore aggiunto di Palermo, risponde a un’intervista su Il Mattino di Salerno pubblicata ieri, venerdì 2 dicembre.

«Sono parole che non posso che definire vergognose – continua l’ex pm antimafia – pronunciate dal presidente di una regione così importante e strategica che scende in campo in maniera indecente richiamando a più basse metodologie clientelari usate spesso da sistemi politico-clientelari, spesso anche mafiosi».

Ieri sera, Antonio Ingroia è tornato sull’argomento anche durante la presentazione del suo ultimo libro “Dalla parte della Costituzione”, svoltasi a Nocera Inferiore.

All’incontro, moderato da Lino Picca, hanno preso parte anche Moni Ovadia, attore e regista; Arnaldo Miglino, docente di diritto pubblico all’Università “La Sapienza” di Roma; Luigi Giannattasio, presidente Anpi Salerno e Carmine G. Parisi, del Comitato Democrazia Costituzionale – Alto Cilento.

Lino PiccaSala

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