Elezioni politiche, Giordano (LeU): «per niente intimorito dalla forza del Pd e di Alfieri»

Il vicesindaco di Sala Consilina, candidato di Liberi e Uguali per il collegio uninominale di Agropoli, rivendica il ruolo del Vallo di Diano sullo scenario politico nazionale

luigi-giordanoSala Consilina. E’ stato consigliere comunale, segretario di sezione del Psi, consigliere provinciale con delega all’urbanistica, assessore provinciale agli appalti con la giunta Andria e, infine, vicesindaco del Comune nel Vallo di Diano. Luigi Giordano, avvocato e candidato di Liberi e Uguali per il collegio uninominale di Agropoli per la Camera dei Deputati, ha un’esperienza politica di lungo corso.

«Sono orgogliosamente socialista» dichiara Giordano, raggiunto al telefono dalla redazione di Trasparenza & Legalità. «Il Vallo di Diano – continua il candidato – è orfano di una rappresentanza politica da oltre 25 anni e per questo è diventato una terra di conquista. Facendo una battuta, si potrebbe dire che dopo il carcere o il tribunale ci manca solo che vengano portate via pure le donne. Così diventeremo il deserto dei Tartari».

giordano-con-gorbaciovQuella di Giordano, lo si capisce subito, si presenta come una candidatura dalla forte valenza territoriale: «bisogna interrompere la spirale della contrapposizione tra Cilento e Vallo di Diano. Fin dagli anni ’80 è in progetto la realizzazione di un’arteria che metta in collegamento diretto queste due aree strategiche e, per migliorare la comunicazione e far sparire ogni diffidenza, la sua realizzazione potrebbe essere una proposta molto seria».

Nessun timore, poi, nemmeno per la forza elettorale del suo sfidante in quota Pd: «Franco (Alfieri, ndr) è un amico. La battaglia sarà difficile ma so che non faremo come un ex assessore regionale che faceva la campagna elettorale portando nel cofano dell’automobile i decreti di pagamento. Del resto – conclude Giordano – la mia candidatura serve anche a lui per arginare il voto a 5 stelle e mostrare i muscoli non sempre ripaga».

Agropoli, elezioni politiche: Tagadà intervista Franco Alfieri a proposito del caso «fritture di pesce»

In vista del voto del 4 marzo, il Partito democratico punta sull’ex sindaco divenuto noto come «signore delle clientele»

 

Agropoli, la Sinistra della coalizione di Abate riafferma il proprio impegno sul lavoro

Romano, Capaldo, De Conciliis, Spira e Parisi sottoscrivono un documento per le «filiere corte» ed il «reddito di dignità». Domenica il comizio in piazza: sul palco con Abate ci saranno, fra gli altri, anche l’ex sindaco Antonio Domini e l’ex senatrice Olimpia Vano

Gazebo (2016.06.02)Agropoli. «Filiere corte» e «reddito di dignità» per il rilancio della città. La Sinistra della coalizione che sostiene la candidatura di Agostino Abate per le prossime elezioni amministrative mette in chiaro quali saranno gli obiettivi primari della nuova amministrazione comunale in caso di vittoria.

In un documento a firma dei candidati al Consiglio comunale di “Agropoli Libera” Aldo Romano, Dora Capaldo, Antonio De Conciliis e Annarita Spira, oltre che del responsabile lavoro della coalizione Carmine G. Parisi, si pone l’accento su una forte incentivazione delle c.d. filiere corte, tra produttori e consumatori, a beneficio degli operatori della pesca e dell’agricoltura, con la realizzazione di un mercato dei prodotti del mare e della terra riservato a chi opera sul posto, insieme all’avvio di un progetto sperimentale di sostegno alle fasce sociali più deboli per mezzo del reddito di dignità ai giovani che creano una famiglia e cercano di immettersi nel mondo del lavoro.

In caso di vittoria, i candidati della Sinistra assumono con serietà l’impegno specifico, insieme al resto della coalizione, di battersi: 1) per liberare i cittadini dal ricatto del lavoro precario, nero e sottopagato – specie nel settore terziario – ; 2) per la maggiore tutela delle lavoratrici nelle varie, specifiche fasi della loro vita; 3) per venire incontro ai pensionati al minimo che a stento riescono a far fronte alle proprie esigenze quotidiane.

Non è l’unico movimento che si registra a sinistra: nel comizio in programma per domenica in piazza V. Veneto alle ore 20:00, in cui interverranno varie personalità che hanno ricoperto ruoli istituzionali ad Agropoli, sul palco con Abate saliranno anche l’ex sindaco Antonio Domini e l’ex senatrice Olimpia Vano.

Agropoli, elezioni: «Dora Capaldo chi?»

Appello al voto in favore di una rappresentante della classe operaia

dora-capaldoAgropolese, nata nel centro storico nel 1939, figlia di operai. Sesta di otto fratelli, già da adolescente è costretta a lasciare le scuole, che pure amava, per andare a lavorare come impacchettatrice di fichi.

Un lavoro duro per una ragazzina, ma tant’è. Non sempre in famiglia si riusciva a mettere d’accordo il desinare con la cena e, a quei tempi, queste erano le condizioni di gran parte delle famiglie operaie. Dora Capaldo lo capisce e si dà da fare: deve soddisfare le proprie esigenze di signorinella, non vuole essere di peso alla famiglia. Deve provvedere da sé: le vestine, le scarpe, innanzitutto il corredo per quando si sposerà e, se le resta qualche lira dal magro salario, contribuire alle spese di famiglia.

Ad Agropoli, a fare come Dora Capaldo, erano centinaia di ragazze dei ceti meno abbienti. Già da allora, Dora sperimenta sulla propria pelle la durezza della vita. Questo fa nascere in lei un sentimento di solidarietà verso le colleghe e di ribellione sociale per quanti soffrivano come lei.

Cresce presto Dora. Si fidanza con un ragazzo del posto, fa l’imbianchino e, come lei, strappa la vita con grande sacrificio. Si sposano. In paese non c’è molto da fare, era la fine del 1966. Il marito parte per la Germania in cerca di un lavoro qualsiasi. Lo trova in una fabbrica metallurgica, guadagna benino e può mandare a Dora un po’ di marchi. Nelle feste comandate e per le ferie lo sposo rientra ad Agropoli. Non sta molto, bisogna tornare al lavoro. Nel frattempo la famiglia si allarga: nasce un figlio, poi un altro. E Dora li cresce con grande cura.

Non appena svezzata la prole, decide di lasciare i bambini alla suocera e parte anche lei per raggiungere il marito e trovare un lavoro in quel Paese. Dora pensa, a giusta ragione, che se sono in due a lavorare il guadagno sarà maggiore e potranno realizzare il sogno della loro vita: avere una casa tutta per loro ad Agropoli.

Dopo alcuni anni di duro lavoro, riescono a raggranellare un buon risparmio e lo investono in un appartamento. Per gli stranieri, in Germania il lavoro comincia a scarseggiare: tornati in Italia, Dora e il marito si trasferiscono nell’hinterland milanese, era il 1975.dora-capaldo-2

Ancora in fabbrica a lavorare. Erano gli anni dei grandi scioperi operai per ottenere migliori condizioni vita. Dora, che si è fatta conoscere nella comunità dei lavoratori meridionali, partecipa con passione alle battaglie sindacali per la conquista del contratto di lavoro, per rivendicare migliori condizioni di vita, per il lavoro ai giovani. Sempre in prima fila nei cortei, lotta per il riscatto della classe operaia e per l’emancipazione delle donne, dei meno ambienti, in favore degli umili. Acquista una vasta esperienza che le torna utile quando, da pensionata, organizza i pensionati e le pensionate di Agropoli per chiedere l’istituzione di un centro sociale polivalente. Ci riesce e per il suo impegno viene eletta presidente del Centro sociale. Da subito, inizia a promuove varie attività sociali e culturali. S’impegna con gli anziani del Centro sociale nella lotta per la riapertura dell’Ospedale di Agropoli.

Per questi meriti, gli amici e i compagni di lotta la propongono come candidata al Consiglio comunale nella lista “Agropoli Libera” dello schieramento di Agostino Abate. Lei ne condivide il programma elettorale ed accetta di impegnarsi a nome di lavoratori e pensionati.

C’è stato qualche tifoso degli amministratori uscenti che ha detto: “ma cosa si crede di fare una vecchia in Consiglio comunale?” L’incauto non sa che Dora è portatrice di valori sociali e di esperienze umane che non si trovano tanto facilmente. L’esperienza acquisita le consente di fare valutazioni che in futuro potrebbero essere utili per mettere al centro del dibattito amministrativo l’originalità del fare per tutti e non solo per gli interessi di pochi, ben sperimentato nel recente passato. E poi, nel momento in cui sussiste il rischio che molti scranni consiliari possano puzzare di frittura di pesce (De Luca docet) ricordiamo il poeta Verniere, il quale diceva, riferendosi alla lista comunale dei cafoni e muratori presentata tempo fa in un paesino del Cilento: “Ben puzzi un seggio del consiglio comunale di calce e di sudore”. Caratteristici odori di onestà.

Agropoli, Ingroia: sosterremo Abate come candidato sindaco

L’ex Procuratore aggiunto di Palermo, impegnato nella proposta di legge per la confisca dei beni ai politici corrotti, annuncia il sostegno di  Azione Civile alla coalizione Agropoli Bene Comune

IngroiaContinua la campagna di Azione Civile per l’attuazione della Costituzione, contro la corruzione e il clientelismo. In pochi giorni, su Change.org, sono state raccolte oltre 50mila firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che estende la normativa antimafia, in materia di sequestro e confisca dei beni, anche ai politici corrotti.

La proposta, che prevede un autonomo procedimento di prevenzione patrimoniale che prescinde pure dall’eventuale prescrizione del reato, è stata elaborata da Antonio Ingroia ed è stata sottoscritta, fra gli altri, anche da Michele EmilianoLuigi De MagistrisSalvatore BorsellinoSergio Cofferati e Sandro Ruotolo.

L’iniziativa ha destato preoccupazione in molti ambienti politici vicini al Governo, che pullulano di amministratori locali già imputati per corruzione e che preferiscono una normativa più blanda, come quella attuale.

«In coerenza con ciò ed in vista delle prossime elezioni amministrative - precisa Carmine G. Parisi, componente del Comitato operativo nazionale del movimento – Azione Civile sosterrà solo candidature in linea con il percorso finora svolto. Pertanto conferma il proprio sostegno alla coalizione civica Agropoli Bene Come, composta da personalità che già si sono impegnate nel Comitato per il NO al referendum costituzionale e che hanno individuato nell’odierno consigliere di opposizione Agostino Abate il proprio candidato a sindaco».

«A seguito delle note vicende che hanno coinvolto il primo cittadino e dopo l’ignobile battuta sul clientelismo e le fritture di pesce pronunciata dal governatore De Luca, Agropoli è diventata un luogo simbolo - afferma Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile - ed è proprio dalle terre dove viene sfidato il diritto dei cittadini al compimento di una democrazia matura che occorre dare un segnale forte in favore della trasparenza e della legalità. Per questo il nostro movimento ha deciso di sostenere la candidatura di Agostino Abate».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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