Salerno, caso Mastrogiovanni: la Corte d’Appello condanna tutti gli imputati

Riducendo le pene per i medici e riconoscendo colpevoli anche gli infermieri, i giudici salernitani hanno in parte ribaltato la sentenza di primo grado sul caso del maestro sottoposto nel 2009 a trattamento sanitario obbligatorio nell’ospedale di Vallo della Lucania e morto dopo essere rimasto legato al letto per quattro giorni

Mastrogiovanni-150x150La Corte di Appello di Salerno ha condannato sei medici e anche undici infermieri (questi ultimi in primo grado erano stati assolti) per la morte di Franco Mastrogiovanni, il maestro delle elementari sottoposto nel 2009 a trattamento sanitario obbligatorio nell’ospedale di Vallo della Lucania (Salerno) e morto dopo essere rimasto legato per 4 giorni nel suo letto. I giudici hanno ridotto le pene per i medici e ritenuto gli infermieri responsabili di non avere prestato la dovuta assistenza al malato. I medici sono stati condannati a pene che vanno dai 13 mesi ai due anni, gli infermieri dai 14 mesi ai 15 mesi. Per tutti, però, la pena è sospesa.

Agropoli, botta e risposta tra Malandrino e Alfieri

L’affondo: «vada a perorare la causa dell’Ospedale presso il suo amico De Luca. Anche in ginocchio, se necessario». La replica: «l’opposizione è composta da gente allo sbaraglio»

My beautiful pictureAgropoli. Duro botta e risposta tra il consigliere di minoranza, Emilio Malandrino, ed il sindaco, Franco Alfieri. La materia del contendere è l’atteggiamento di chi governa la città, anche alla luce della notizia secondo cui l’Ospedale non verrà riaperto neppure quest’estate.

«Il solito leader di Torchiara – attacca Malandrino – con l’intero codazzo (politico), continua, encomiabilmente, a fare passerelle mediatiche anche se, ovviamente, dimentica che non sarà più il candidato alle prossime amministrative ma, probabilmente, lo fa a supporto del suo fido attendente».

«Fa tutto questo sempre con la solita saccenza, arroganza, presunzione e maleducazione – continua il consigliere comunale – contro chi, avversari politici e persone che si permettono di non pensarla come lui, sciorinando diktat e promulgazioni (degne di Adolf e suoi similari), ricchi di improperi e conditi da una superbia unica nel ribadire che in tutto ciò la sua Amministrazione continua a fare mutui (indebitando ulteriormente, a mio avviso, il comune di Agropoli, già indebitato per oltre 27 milioni di euro), e dicendo che tutto questo è un metodo di grande e geniale condotta economico-amministrativa.

Noi non siamo assolutamente d’accordo, caro primo cittadino – dice Malandrino – e, sono certo che, in questa direzione molti, seppur silenziosamente, la pensino allo stesso modo soprattutto chi ha compreso che questi debiti ricadranno sulle tasche dei cittadini agropolesi e delle future generazioni per i prossimi 30 anni.

Ci si vanta di una riapertura futura dell’Ospedale di Agropoli – sottolinea il consigliere di opposizione – ma questo sostanzialmente avrà solo qualche posto letto di Medicina e un centro sui disturbi alimentari. Senza una rianimazione e senza specifici reparti, le serie urgenze chirurgiche, ortopediche, cardiologiche e neuro-vascolari dovranno essere trattate altrove.

Due anni fa – ricorda il consigliere comunale – il presidente della Regione, Stefano Caldoro, rappresentante più alto del centro-destra, dal quale presi in maniera forte le distanze, avallò la scelta di chiudere il pronto soccorso dell’ospedale di Agropoli per effetto del decreto 49 dell’allora Giunta di Centro-Sinistra e di un taglio del governo Renzi di centinaia di milioni di Euro alla sanità campana che si ripercosse sull’Asl di Salerno per 28 milioni di euro. Non condivisi quella scelta e per quelle che erano le mie modeste potenzialità, mi sono battuto con gli allora rappresentanti del PDL e F.I. affinché si operassero scelte diverse.Franco-Alfieri

L’allora ed attuale Sindaco del Pd Alfieri, alla guida di tanti sindaci della zona, accusarono Caldoro ed il suo Governo Regionale, ma da allora, essendo cambiate tante cose, c’è da chiedersi: dov’è finito oggi Alfieri? E’ impegnato con l’agricoltura regionale?
Faccia un bagno di umiltà – conclude Malandrino – scenda dal piedistallo, serva più generosamente, in questo ultimo sprazzo di mandato, la sua terra, senza improperi contro gli altri, senza se e senza ma, vada a perorare in ginocchio, se necessario, al suo amico De Luca la causa del nostro Ospedale, dia veramente un contributo per un servigio importante a questo territorio».

La replica di Alfieri non si è fatta attendere: «Ecco il vero volto della nuova opposizione – ha detto, tra le altre cose – gente allo sbaraglio che non fa altro che infangare ed avvelenare il clima politico locale con espressioni violente ed accostamenti storici più che censurabili pur di legittimare un’effimera presenza che svanirà al passare dell’autunno».

L’omicidio irrisolto, esposto di Ingroia alla superprocura sul caso Attilio Manca

L’articolo sul Fatto Quotidiano di oggi

Antonio_Ingroia-24Il pentito Carmelo D’Amico accusa i servizi segreti e un generale dei carabinieri dell’omicidio di Attilio Manca e le sue dichiarazioni sono entrate nel processo sulla Trattativa Stato-mafia, ma il delitto del giovane urologo barcellonese viene ancora considerato dalle procura di Viterbo e Roma come l’incidente di un tossicodipendente o, addirittura, come un suicidio. Per questo, con un esposto depositato alla Dna, Antonio Ingroia e Fabio Repici, legali della famiglia Manca, hanno chiesto al procuratore nazionale antimafia Franco Roberti di “promuovere e rendere effettivo il coordinamento investigativo per giungere quanto prima alla verità che i familiari attendono da fin troppo tempo a causa delle ripetute omissioni istituzionali e dei continui depistaggi investigativi”. In 16 pagine i due legali invitano il procuratore nazionale antimafia a riesaminare tutti gli elementi fin qui emersi a partire dal 31 ottobre 2003, giorno in cui il boss Bernardo Provenzano fu operato a Marsiglia, e in cui una relazione del capo della Mobile di Viterbo Salvatore Gava attestò falsamente la presenza in ospedale di Attilio Manca.

Giuseppe Lo Bianco a pag. 10 del Fatto Quotidiano di oggi, 19 giugno 2016

Roma: duro attacco di Dario Vassallo al Pd per il caso «Strade fantasma»

In un’intervista rilasciata al quotidiano “il manifesto”, il fratello del compianto sindaco di Pollica spiega le ragioni del suo appoggio a Stefano Fassina

Strada-fantasma-Pollica-CasalvelinoRoma. Nella competizione elettorale per le amministrative del prossimo 5 giugno, riecheggiano gli echi delle vicende cilentane. Ed anche alcuni nomi: il primo è quello di Dario Vassallo, fratello di Angelo – il “sindaco pescatore” assassinato il 5 settembre 2010 – candidato al Consiglio comunale con Stefano Fassina; il secondo è quello di Franco Alfieri, sindaco di Agropoli ed ex assessore provinciale ai lavori pubblici.

In un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano “il manifesto”, Dario Vassallo rivendica il suo appoggio alla formazione di Sinistra e ricorda gli obbrobri targati Partito democratico.

Perché per lei il Pd non è affidabile?

’Questo’ Pd non lo è. A Pollica il 5 settembre ha permesso di fare la sagra del pesce. Per due anni consecutivi. Ha capito? La sagra del pesce.

È l’anniversario dell’omicidio.

Appunto. La memoria di mio fratello non si coltiva, dà fastidio. Quei territori ormai sono persi.

Persi?

Persi alla collettività. Ci sono alcune brave persone che cercano la verità su Angelo. Ma in questi anni il Pd non ha preso posizioni chiare, né loro né il comune si sono mai costituiti parte civile al processo sulle strade fantasma, quelle pagate e mai realizzate che Angelo aveva denunciato. Poi dalle indagini è saltato fuori che nella provincia di Salerno erano 15. Un furto da milioni di euro, 77 indagati. Ma la cosa peggiore è che certi personaggi, bocciati alle regionali dalla segreteria nazionale Pd nella persona di Lorenzo Guerini, poi sono stati arruolati alla regione Campania. Come il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, all’epoca assessore alla provincia a cui Angelo aveva scritto sette volte per chiedere conto di quella storia.

Ce l’ha con questi personaggi o con tutto partito?

Ho conosciuto Pd diversi, in Toscana, in Emilia, ho rispetto per chi ci crede. Ma non posso non denunciare chi non fa nulla anche solo per ricordare Angelo. Se viene ucciso un sindaco viene ucciso lo Stato. Serviva una commissione d’inchiesta. Non l’hanno voluta.

Regione, De Luca nomina un nuovo assessore. Alfieri resta in panchina

Passata la festa gabbato lo Santo? È trascorso quasi un anno dalla vittoria del Governatore Pd. Né il sindaco di Agropoli è stato chiamato in giunta né, soprattutto, il Pronto Soccorso è stato riaperto

regione-campania_258-258x198Agropoli. Il nome di Franco Alfieri, sindaco di Agropoli ed ex assessore ai lavori pubblici della Provincia di Salerno, continua a rosolare nel totonomine di un fantomatico rimpasto che riguarderebbe la squadra del Governatore campano, Vincenzo De Luca. Eppure, a quasi un anno dalla vittoria di De Luca, quel nome non è ancora stato fatto.

E ciò nonostante, proprio ieri, il presidente De Luca abbia nominato un nuovo assessore: Corrado Matera. Già vice-direttore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Matera assume la delega allo Sviluppo ed alla promozione del turismo, in quota Udc.

Ennesima delusione per chi si aspettava un ingresso trionfale del sindaco Alfieri, che sarebbe stato, così, ripagato per lo sforzo elettorale chiesto, a suo tempo, a sostegno dell’attuale Governatore, anche per riaprire l’ospedale chiuso dal centrodestra di Caldoro.

A maggio dell’anno scorso, Alfieri si proiettava ad essere il nuovo recordman di preferenze per il Consiglio regionale della Campania. Oggi, invece, il suo partito ed il Governatore De Luca sembrano lontani, distaccati.

Né il sindaco è stato chiamato in giunta né, soprattutto, il Pronto soccorso è stato riaperto. Si può dire che passata la festa gabbato lo Santo?

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Giuseppe Maniaci

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