Movimento Forconi, duro botta e risposta tra Provincia di Salerno, CGIL e Giovani democratici

Polemiche dopo l’approvazione a Palazzo Sant’Agostino della mozione Cammarota

movimento-dei-forconi 9 dicembreSalerno. Ieri mattina presso Palazzo Sant’Agostino, sede della provincia di Salerno, è stata approvata la mozione di sostegno al movimento dei “forconi” presentata dal consigliere Antonio Cammarota,“In queste ore un moto di partecipazione spontanea e popolare per le strade di tutta Italia, e quindi anche della nostra provincia, coinvolge migliaia e migliaia di cittadini, in un movimento senza etichette né etichettature, solo con la bandiera del nostro tricolore. Sono in campo tutte le categorie sociali, studenti, braccianti, operai, ceti medi, un popolo intero finalmente protagonista unito nella disperazione, che denuncia la drammatica crisi economica, sociale e morale della Nazione; che accusa la casta, le banche, le Istituzioni; che contesta questa Europa, della moneta e non dei popoli, della finanza e non della politica, che umilia la sovranità nazionale. Compete a questa Istituzione, in forza del ruolo di rappresentanza del popolo sovrano della provincia di Salerno, dare ascolto al movimento e condividerne le motivazioni”. Con queste parole il consigliere provinciale ha invitato il presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone, a sostenere tutte le ragioni di questa protesta.

Non si è fatta attendere la risposta del Segretario Generale CGIL Campania, Franco Tavella, “Fa un grave errore un’istituzione come la Provincia di Salerno che si propone di cavalcare la protesta dei forconi con un atteggiamento populista e demagogico. Vorrei ricordare al governo provinciale che non una sola parola è stata spesa in queste settimane a favore di migliaia di lavoratori idraulico-forestali che sono senza stipendio da diciassette mesi. Non c’è stata nessuna mozione di sostegno a quei lavoratori della Provincia di Salerno che, solo tre giorni fa, sono stati ingiustamente identificati e portati in Questura per aver semplicemente presidiato un incrocio di Napoli” ha concluso Tavella.

Antonella-PepeDura anche la reazione dei Giovani democratici, che attraverso una nota congiunta da parte del segretario regionale, Antonella Pepe e la coordinatrice dei Gd Campania, Fabiana Feo, hanno dichiarato: “La Provincia di Salerno si conferma ancora una volta uno degli ultimi baluardi per i “nostalgici” del Ventennio in Italia. La mozione approvata puzza di fascismo e ci ricorda vecchie e buie pagine di storia che speravamo non sarebbero mai tornate. Antonio Iannone, presidente abusivo di Palazzo S.Agostino, non si smentisce e ci regala un’altra perla di mala politica e demagogia partorita dalla sua maggioranza di centrodestra. Siamo costretti a constatare che qualcuno preferisce cavalcare il malcontento mettendo da parte il buonsenso che dovrebbe essere proprio di chi ricopre incarichi istituzionali. Pazienza, ma avvertiamo Iannone che i Giovani democratici – come sempre – saranno dall’altra parte della barricata a difesa della democrazia e della libertà”.

Salerno, congresso Pd. Delusioni e amarezze al termine delle assisi locali

Landolfi verso il 90% di consensi mentre Annunziata torna a parlare di brogli. Pedace attacca: «difese le posizioni di rendita e non d’avanguardia»

bcienzSalerno. «Il sindaco di Firenze a livello locale intrattiene rapporti con i rottami più che con i rottamatori. Annunziata ha fatto il sindaco per dieci anni ad Atena Lucana e attualmente ne è il vice. Sicuramente non è l’esempio della rottamazione. Non ha nulla di nuovo». Risponde così Vincenzo Pedace alle domande di Domenico Gramazio in un’intervista pubblicata ieri su Metropolis.

Nella giornata di oggi sono pervenuti i dati sugli ultimi congressi di circolo che il Pd ha svolto nella provincia di Salerno. Il segretario uscente Nicola Landolfi si sarebbe attestato intorno al 90% dei consensi. Il suo sfidante Sergio Annunziata lamenta brogli ma porta a casa il restante 10%. Dopo aver ritirato la propria candidatura insieme all’ex segretario dei Giovani democratici, Annunziata ci ha ripensato. «Sono molto deluso da lui e dal suo gruppo» commenta oggi Pedace, che alla domanda su chi avrebbe visto bene al suo posto risponde col nome del sindaco di Pollica, Stefano Pisani: «se fosse sceso in campo non mi sarei candidato ma avrei aiutato lui». E sul futuro aggiunge: «la politica è una passione e non un mestiere. Si può fare anche senza incarichi o ruoli dirigenziali».

Nonostante il plebiscito dell’avversario, Pedace ammette che Landolfi «ha fatto davvero male il segretario: non si è mai speso per difendere posizioni di avanguardia ma sempre quelle di rendita. Il partito, che continua a dire unito su se stesso, è più diviso di quanto appare e di quanto apparirà in futuro». Infine un riconoscimento per il gruppo parlamentare del M5S di Salerno: «stanno facendo un lavoro molto utile per la città».

Salerno, congresso Pd. Annunziata ci ripensa. Gd solidali con Pedace

Documento di amministratori e dirigenti dell’organizzazione giovanile in appoggio all’ex Segretario provinciale

PedaceSalerno. Avevano spedito insieme un documento firmato di proprio pugno alla Commissione nazionale per il congresso, indicando le ragioni che li avevano costretti a ritirare la candidatura per la segreteria provinciale del Pd. Il 25enne Vincenzo Pedace ed il 47enne Sergio Annunziata. Sempre insieme avevano indetto una conferenza stampa per domenica pomeriggio dove avrebbero spiegato nel dettaglio le irregolarità che avevano determinato una competizione non democratica col segretario uscente Nicola Landolfi. Ma a quella conferenza Annunziata non si è mai presentato ed in meno di 24 ore ha cambiato radicalmente idea. Pedace ha dovuto quindi proseguire da solo questa “battaglia di dignità” (come l’ha definita in conferenza) illustrando anche il timore che un simile atteggiamento della Federazione possa essere una ritorsione per la mancata assegnazione delle deleghe al vice-ministro e sindaco incompatibile Vincenzo De Luca. A suo sostegno oggi arriva anche un documento firmato da venti amministratori e dirigenti dei Giovani democratici di tutta la provincia che ribadiscono il loro sostegno e la loro vicinanza all’ex Segretario. Di seguito il testo.

«Abbiamo aderito all’organizzazione giovanile del Partito democratico perché convinti della necessità di riportare entusiasmo e di riavvicinare al centrosinistra i tanti giovani che non si riconoscono più nel partito. Giovani spesso eletti negli organismi universitari o nei territori. Volevamo coinvolgere anche un’intera generazione che spesso viene dimenticata nelle scelte politiche.
Sintesi di questo nostro agire è stata la candidatura a Segretario provinciale del Pd di Vincenzo Pedace, fino a pochi giorni fa nostro Segretario dei Gd salernitani. La novità di questa candidatura, non solo generazionale, è stata rappresentata pure dalla sua volontà di affrontare il percorso congressuale lasciando il ruolo che ricopriva nella giovanile. Si è trattato di un chiaro segnale di discontinuità con la classe dirigente attuale. Quest’ondata di aria fresca però si è subito scontrata con le solite logiche che governano il Pd, specie in vista degli appuntamenti congressuali. Tutto ciò non può che demolire la sostanza “dell’essere giovani”. Ciò che è stato fatto a Vincenzo Pedace è stato fatto anche a tutti noi e a tutti quei giovani che, in un modo o in un altro, nonostante la crisi ideologica e morale, si sono impegnati  con passione in battaglie per il territorio, la legalità e la democrazia laddove spesso il Pd dei “grandi” è stato latitante. Impedire una leale e regolare competizione ad un giovane, spingendolo finanche a ritirare la candidatura, è un fatto di assoluta gravità.

In un partito con una così precaria agibilità democratica, sempre chiuso nelle sue stanze, perché mai i giovani dovrebbero ancora impegnare il proprio tempo e le proprie (poche) risorse partecipando anche alle primarie per la scelta del segretario nazionale? Che senso avrebbe?

Oggi a Salerno non possiamo più dire “vinca il migliore”. Si sa chi vincerà. Ma non è detto che sarà il migliore».

Seguono i firmatari del documento.

Maddalena Anna Chirico, (Direzione nazionale Giovani democratici); Antonio Vassallo, (Assessore Comune di Pollica), Carmine G. Parisi, (Segretario Gd UniSa); Vito Iuzzolino, (Segretario Gd San Gregorio Magno); Anna Raviele, (Membro Commissione provinciale Congresso Pd Salerno); Marco Pastore, (Assessore Gd del Comune di San Mango Piemonte); Marzia Fasano, (Direttivo Pd Vietri sul Mare); Domenico Chirico, (Segretario Gd Teggiano); Luca Casciano, (Run Salerno); Giacomo Tortoriello, (Segretario Gd Romagnano al Monte); Antonio Morriello, (Direzione regionale Gd Campania); Roberta Oddati, (Direzione regionale Gd Campania)Alfonso D’Arienzo, (Segretario Gd Vietri sul Mare); Marilina Di Napoli, (Delegata nazionale Run Salerno); Cristiano Campitelli, (Segretario Gd Bellosguardo); Raffaele Bassi, (Direttore circolo Ecodem Salerno); Vincenzo Sansone, (Già consigliere di amministrazione Unisa); Gennaro Quaranta, (Segretario Gd Castel San Giorgio); Andrea Marino, (Direttivo Pd Pellezzano); Mariangela Lepore, (Run Salerno); Alessio Cairone, (Segretario Gd Battipaglia); Despina Diakanthos, (Commissione tesseramento Gd Salerno); Antonella Aliberti (Segretario Gd Pellezzano).

Salerno, congresso Pd nel caos. Pedace e Annunziata ritirano la candidatura

«Minacce e assemblee fantasma». Gli sfidanti di Landolfi denunciano una competizione non democratica

Nicola LandolfiSalerno. È durata pochi giorni l’illusione di poter celebrare un congresso democratico per eleggere il gruppo dirigente provinciale che dovrà guidare il Pd per i prossimi tre anni. Ieri sera, dopo giorni in cui la segreteria uscente ha lasciato che si violassero le più elementari regole della democrazia (regole utilizzate solo “contro” gli avversari) Vincenzo Pedace e Sergio Annunziata hanno ritirato la propria candidatura.«Minacce ai candidati e ai rappresentanti di lista; falsi verbali di congressi fantasma; tessere acquistate in blocco, tramite fondi di dubbia provenienza, e distribuite ai cittadini davanti ai seggi per permettere loro di votare». È un atto d’accusa preciso quello con cui gli sfidanti del segretario Nicola Landolfi hanno abbandonato la corsa congressuale. «Abbiamo assistito alla crescita smisurata del numero dei tesserati, non corrispondente all’effettiva partecipazione degli iscritti al voto e di cui non conosciamo la reale portata, venendoci negata la possibilità di accedere all’anagrafe degli iscritti». E se Pedace e Annunziata denunciano anche «congressi tenuti all’interno di abitazioni private o addirittura annullati per presunti inquinamenti del voto da parte di esponenti del centrodestra» la commissione chiamata a vigilare sul corretto svolgimento del congresso non sembra ancora essersi accorta di nulla. I suoi componenti hanno infatti respinto a maggioranza i ricorsi sui congressi fantasma e irregolari. Hanno utilizzato una delibera adottata dal partito nazionale solo il 22 ottobre, che modifica retroattivamente i requisiti richiesti per l’ammissione alle candidature, per “cancellare” le liste dell’assemblea provinciale in appoggio a Pedace e Annunziata. Ed hanno respinto l’ipotesi che il segretario dei Giovani democratici di San Gregorio Magno, Vito Iuzzolino, potesse candidarsi a guidare il partito dei grandi nel proprio comune. Intanto in giornata gli ex candidati dovrebbero tenere una conferenza stampa per spiegare ancora meglio gli eventi che hanno determinato questa drammatica decisione.

Salerno, congresso Pd. Pedace si dimette da Segretario provinciale dei Giovani

«Corro senza incarichi per una competizione più trasparente e giusta». E a chi gli chiede del suo competitor risponde: «è il megafono rotto di De Luca. Lo sfido ad un confronto pubblico»

Vincenzo PedaceSalerno. «Rimetto la mia carica di segretario provinciale dei Giovani Democratici di Salerno nelle mani del segretario nazionale Fausto Raciti. Lo faccio perché l’organizzazione giovanile non è una corrente organizzata ma un’organizzazione legata al partito in maniera plurale». Lo ha dichiarato Vincenzo Pedace durante la Direzione provinciale dei Gd che si è svolta ieri presso la Federazione del partito, in via Manzo. Il candidato alla Segreteria provinciale del Pd ha aggiunto che si tratta di «un gesto di rispetto e di dignità». «Avrei potuto decidere di mantenere questa carica – ha aggiunto Pedace – in quanto non c’è incompatibilità, ma per rispetto verso tutti i ragazzi che in questi anni hanno condiviso con me un percorso ho preso questa decisione. Penso sia giusto che anche gli altri candidati si dimettano dagli incarichi attuali per rendere la competizione più trasparente e giusta».

In un incontro con la stampa che si è svolto sabato scorso presso il Bar Goccia di Salerno il candidato più giovane alla segreteria del partito aveva aperto il suo intervento affermando che «al Pd salernitano serve l’entusiasmo e la capacità di recuperare la fiducia della gente». «Dopo le figuracce fatte nelle ultime settimane attraverso i media (con i servizi di Report e le Iene, ndr) Salerno ha bisogno di un nuovo modo di fare politica, meno chiuso nei luoghi di potere e più democratico».

Non aveva risparmiato stoccate al segretario uscente Nicola Landolfi: «altro che ricandidarsi, io al suo posto mi sarei dimesso dopo la sconfitta di maggio». E ancora: «credo che quando si occupa un posto dirigenziale all’interno del partito non si possa essere membri di consigli d’amministrazione di tutti gli enti partecipati con capitale pubblico. Questo perché non si sarà mai liberi nelle scelte politiche». Il Partito democratico «deve essere rappresentato da persone libere, che hanno voglia di impegnarsi e soprattutto hanno idee ed entusiasmo». E sul doppio incarico del sindaco Vincenzo De Luca: «credo sia una questione desolante – aveva spiegato – noi a sinistra abbiamo sempre praticato il rispetto della legge e delle istituzione. Non si può pensare che anche da noi ci siano casi del genere». Infine Pedace si è detto pronto al confronto «con gli altri competitor, magari in una piazza aperta alla gente, visto che da tempo ci rifugiamo in alberghi al chiuso. Sarebbe bello ripartire tra la gente».

Se alla sua presentazione erano presenti soprattutto giovani militanti, nella squadra del segretario uscente invece si contano anche gli «impresentabili»: amministratori i cui problemi con la giustizia hanno provocato clamore anche a livello nazionale e che ora sembrano voler restituire a Landolfi l’aiuto dato per la copertura politica delle loro imbarazzanti vicende.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

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