Salerno, inchiesta Piazza della Libertà: il procuratore Lembo smentisce su richieste di rinvio a giudizio

corrado lembo bLa notizia era stata data da diversi organi di stampa. Poi la rettifica: «ad oggi non c’è una richiesta firmata»

Salerno. «Non confermo. Attualmente non c’è alcun riferimento documentale in merito a una nuova richiesta di rinvio a giudizio del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca».

A dirlo è il procuratore capo, Corrado Lembo, in riferimento a quanto riferito da alcuni organi di stampa su una richiesta di rinvio a giudizio dell’ex sindaco De Luca, nell’ambito di una inchiesta sulla approvazione della variante da 8 milioni di euro per i lavori di Piazza della Libertà.

«Ad oggi – ha spiegato il capo della Procura – non c’è una richiesta firmata».

Regionali, Alfieri torna a imbarazzare il Pd. Grimaldi: «sgradevole l’escamotage per decadere»

Dubbi del partito nazionale sulla candidatura del sindaco di Agropoli. La strenua difesa di Landolfi

Alfieri-castello tagl«Vincenzo De Luca rappresenta un’alternativa netta e radicale a Stefano Caldoro. E anche le liste a suo sostegno devono fare altrettanto». È il commento che Michele Grimaldi, ex Segretario dei Giovani democratici e membro della Direzione regionale Pd, accompagna al ritorno di fiamma del «caso Alfieri».

Il sindaco di Agropoli, imputato di corruzione aggravata nell’ambito dell’inchiesta «Due Torri bis» e protagonista di uno sfacciato escamotage per candidarsi al Consiglio regionale senza commissariare l’ente comunale, torna a imbarazzare il Partito democratico. Che sembra non gradire la sua presenza nella lista col simbolo del Pd.

Le prime sirene erano suonate qualche giorno fa: «Ho posto un problema sulla candidabilità di persone coinvolte in procedimenti penali» aveva dichiarato al quotidiano “la Città” il deputato Simone Valiante, senza fare nomi o indicare qualcuno in particolare.

Poi i dubbi hanno cominciato ad assumere un volto più chiaro: «trovo, per usare un doppio eufemismo, estremamente sgradevole l’escamotage utilizzato da Franco Alfieri per decadere da sindaco. Il Pd deve dare un’immagine di serietà e queste vicende non aiutano davvero» ha aggiunto, oggi, Grimaldi.

Il candidato è noto. La linea difensiva del segretario provinciale, Nicola Landolfi, pure.

«Non ha ricevuto nemmeno un avviso di garanzia» commentava nel giugno 2012 con i giornalisti che gli chiedevano delle inchieste e delle epurazioni seguite alle denunce provenienti dalla minoranza di sinistra. «Se e quando lo riceverà ne discuteremo», disse.

Ovviamente, quando, il 31 luglio dell’anno dopo, la Procura di Salerno conclude l’inchiesta sugli appalti alla Provincia accusando Alfieri di corruzione aggravata, Landolfi tace.

Così come tace quando, confermando la tesi dei pm, il gup rinvia a giudizio il sindaco ed altri 77 imputati.

Il segretario provinciale del Pd si dimostra distratto anche quando la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore annuncia, in aula, che si costituirà parte civile contro gli imputati del processo «Due Torri bis».

La parola gli ritorna soltanto oggi. E, forse, non è stato poi un gran bene: «la candidatura del sindaco Alfieri non imbarazza il Partito democratico. Abbiamo tanti casi simili e per lui si tratta di un rinvio a giudizio e non di una condanna».

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Salerno, tesseramento Pd. Il pm sente il segretario Landolfi

L’inchiesta della Dda sulle adesioni al partito

Landolfi tagliataSalerno. È durato circa un’ora il colloquio tra il pm della Dda, Vincenzo Montemurro, ed il segretario provinciale del Partito democratico, Nicola Landolfi.

L’audizione di Landolfi ha seguito di pochi giorni quella dell’ex consigliere comunale di Nocera Inferiore, Enrico Esposito, e si inserisce nell’indagine aperta quasi un anno fa dalla Procura di Salerno. Gli investigatori stanno verificando la possibilità che interessi criminali della provincia si siano interessati alle tessere del Pd. «Credo sia stato un incontro utile a tutti» è stato il commento che Landolfi ha rilasciato al Corriere del mezzogiorno.it dopo il colloquio col pm.

Nocera Inferiore, tesseramento Pd. La procura sente l’ex consigliere Esposito

Il titolare dell’Esa costruzioni al pm: «ero solo un burattino»

pdSalerno. «Non sono un burattinaio, direi piuttosto un burattino». Con questa metafora il noto imprenditore Enrico Esposito, ex consigliere comunale di Nocera Inferiore, titolare della Esa Costruzioni, la ditta al lavoro nel cantiere di piazza della Libertà a Salerno, ha – tra le altre cose – spiegato la propria posizione al pm della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, Vincenzo Montemurro, che lo ha ascoltato come teste nella delicata inchiesta sul tesseramento Pd.

La notizia è riportata dal Corriere del Mezzogiorno.it e riguarda una nuova tappa dell’inchiesta aperta nel novembre 2013. La Dda ritiene che il costruttore sia uno dei “maggiori azionisti di tessere” nell’agro nocerino sarnese. Ma Esposito avrebbe dichiarato di essere una semplice pedina sullo scacchiere provinciale.

L’inchiesta del pm Montemurro, in cui sono già stati sentiti deputati e dirigenti vari,  continua.

Salerno, piazza della libertà: spunta la terza inchiesta

Indagati De Luca, tecnici e imprenditori. Nel mirino dei pm una variante di otto milioni. I reati contestati sono peculato, turbativa d’asta e falso in atto pubblico

Tribunale di Salerno (4)Salerno. Ancora notizie giudiziarie per Piazza della Libertà. La variante ai lavori della piazza,  per la quale sono stati spesi otto milioni di euro, è al centro del terzo filone di indagine della Procura della Repubblica dopo quelli relativi al crollo e allo smaltimento illecito di rifiuti. Lo scrive il Mattino.it. Nel fascicolo, di cui è titolare il pm Antonio Cantarella, sono indagati il sindaco Vincenzo De Luca con altre 21 persone tra amministratori comunali, tecnici, dirigenti, funzionari e imprenditori. Le accuse a vario titolo contestate vanno dal falso in atto pubblico alla turbativa d’asta, fino al peculato.

Vincenzo De Luca, il suo vice Eva Avossa e gli assessori Alfonso Buonaiuto, Luca Cascone, Mimmo De Maio, Augusto De Pascale, Ermanno Guerra, Enzo Maraio e Franco Picarone sono coinvolti nell’inchiesta per falso in atto pubblico, avendo approvato in sede di giunta la variante con lo stanziamento di otto milioni di euro, resasi necessaria per affrontare alcuni “imprevisti“ emersi nel corso della prima fase di interventi.

All’esame della procura anche le gare che secondo  il magistrato inquirente sarebbero state turbate: sia quella per la realizzazione del “Fronte Mare-Area e Piazza S. Teresa”, comprendente parcheggi e spiaggia, sia quella relativa alla posa in opera della pavimentazione.

Dopo un sequestro probatorio scattato nel corso del 2013, alla fine dell’anno scorso il gip del Tribunale di Salerno aveva disposto il sequestro preventivo di tutti i settori di Piazza della Libertà. I primi filoni dell’indagine avevano riguardato il crollo e lo smaltimento illecito dei rifiuti. La magistratura salernitana aprì un’indagine a seguito del cedimento parziale della piazza che avvenne il 24 luglio 2012. Il gip del tribunale di Salerno affidò all’ingegner Nicola Augenti l’incarico di verificare i requisiti di sicurezza previsti dalla legge. Dalla perizia di Augenti, una relazione tecnica di 139 pagine, che venne depositata il 16 settembre scorso, sarebbero emersi difetti di progettazione e di esecuzione dei lavori.

Sempre l’ingegner Augenti consigliò all’autorità giudiziaria di effettuare ulteriori approfondimenti anche sulla variante del progetto che aveva previsto una deviazione del torrente Fusandola. Nei giorni successivi alle verifiche del perito nominato dal Tribunale di Salerno, l’amministrazione comunale sottolineò di essere parte lesa nella vicenda e propose con i propri tecnici interventi mirati affinché si potesse mettere in sicurezza la piazza. Ora un nuovo sviluppo dell’inchiesta con l’indagine che accende i riflettori anche sui finanziamenti per l’opera.

Fonte: salernonotizie

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