Agropoli, sventola la bandiera blu sul disastro della spiaggia libera del Lido Azzurro

Ieri, lunedì 18 giugno 2018, la zona si presentava in tutto lo sfascio esistente

img-20180618-wa0008Agropoli. Non ci dilungheremo oltre il necessario nell’affrontare l’argomento in questione. Primo, perché ne stiamo parlando e ne avvertimmo tutti i pericoli che si sarebbero venuti a creare fin dall’inizio dei lavori, confortati anche dal giudizio che ne dette il Prof. Franco Ortolani dell’Università di Napoli, snobbato con colpevole ignoranza dagli amministratori di Agropoli (sindaco pro tempore in primo luogo), i quali, assecondati da tecnici accondiscendenti, si atteggiavano a grandi urbanisti… E questo ne è il risultato. Secondo, perché non c’è bisogno di scriverne molto, basta farsi una passeggiata nella zona per rendersi conto di questo sfacelo, di cosa è diventata una delle spiagge più belle di Agropoli.

Ieri, lunedì 18 giugno 2018, la zona si presentava in tutto lo sfascio esistente. Migliaia di metri cubi di alghe accantonate, dopo mesi di lavoro di ruspe ed escavatori, su tutta la spiaggia libera: una volta libera…
Perché pare che alcuni mesi or sono l’amministrazione comunale l’avrebbe data in concessione a un ingegnere del Comune.

Ma a quale scopo dare in concessione ad un impiegato comunale un bene pubblico di estrema necessità per la balneazione dei cittadini!? Forse per compiti istituzionali? Si tratterebbe di un modo per dire che quell’enorme deposito di alghe non ha occupato una spiaggia libera ma solo uno spazio che è nella disponibilità di un privato (e pertanto non di uso pubblico)? Così i cittadini non potranno dire che le alghe si sono tolte dall’arenile dei lidi dei privati e accantonate sulla spiaggia pubblica?

E così, mentre le altre spiagge già si popolano di bagnanti, in quella libera (si fa per dire) della zona Lido Azzurro, c’è solo la presenza del bagnino, da noi fotografato, che assiste scoraggiato e mortificato dall’inerzia ch’è costretto a sopportare perché messo a sorvegliare una spiaggia spettrale, frequentata da bagnanti fantasma.

Su tutto questo sventala sconfitta la bandiera blu che ricorda ben altre glorie di un tempo che fu.

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Agropoli, inchiesta giornalistica di Infocilento sui lavori alla «G. Landolfi»

Scuola G. LandolfiDopo la segnalazione di Sinistra e opposizione consiliare, le telecamere della redazione guidata da Ernesto Rocco entrano nel cantiere della scuola elementare

Agropoli. Continuano a far discutere i lavori per l’ampliamento e la manutenzione straordinaria della Scuola elementare «G. Landolfi». Dopo la segnalazione della Sinistra e del gruppo consiliare di minoranza, le telecamere di Infocilento sono entrate nel cantiere per fare chiarezza.

Clicca qui per vedere il servizio.

Agropoli, riflettori sul Lido Azzurro: l’amarezza di Sel, Azione Civile, Rifondazione e Spi-Cgil

«I lavori fatti da questa amministrazione – è il commento dopo i servizi di Rai1 e del TgR Campania – fanno ormai scuola per sapere cosa non fare negli altri comuni»

Spiaggia AgropoliAgropoli. Fa ancora discutere lo stato della spiaggia al Lido Azzurro. Dopo i servizi di Rai1 e del TgR Campania, Aldo Romano (Sinistra e Libertà), Carmine G. Parisi (Azione Civile), Umberto Domini (Spi-Cgil) e Antonio De Conciliis (Rifondazione comunista) hanno espresso amarezza per l’ennesima brutta figura fatta dalla città sugli schermi di tutt’Italia.

«Com’è noto – scrivono i quattro esponenti della Sinistra in una nota – la contestatissima barriera foranea presso il Lido Azzurro non ha risolto il problema dell’erosione del litorale: al contrario, la spiaggia ha continuato ad arretrare e, nella parte lato Testene, si è creato un arenile frammisto a residui di alghe, le quali, andando in putrefazione, hanno dato vita ad una vera e propria palude maleodorante, con tanto di “sabbie mobili”. Una situazione che non è stata bonificata neppure dopo l’intervento “riparatore”, effettuato nei mesi di luglio e agosto, che ha aperto un varco nella barriera.

Tutto ciò è stato ripreso dalla trasmissione «Petrolio», andata in onda giovedì sera su Rai1, (clicca e vedi dal minuto 36’15”) e dal TgR Campania, con un servizio trasmesso ieri, (clicca e vedi dal minuto 8’35”) che hanno trattato il nostro come un “caso di scuola” negativo in materia di lavori di contenimento della furia del mare.

Ormai, infatti, per sapere cosa non fare negli altri Comuni si prendono a paragone i lavori realizzati da questa amministrazione.

Si conferma, quindi, quanto detto nel tempo dal prof. Franco Ortolani, trattato sempre con fastidio da chi ha voluto quest’opera. E si conferma anche l’enorme distanza che ci differenzia dal modello applicato ad Acciaroli dal compianto Angelo Vassallo.

In un intervento comparso sul quotidiano “la Città” di sabato scorso, il vice-sindaco Adamo Coppola ha tentato di sminuire il giudizio espresso dalla trasmissione televisiva, dicendo che Agropoli non è solo il Lido Azzurro ma è anche la bellezza di Trentova.

È una vera fortuna – concludono Romano, Parisi, Domini e De Conciliis – che quest’amministrazione non ha mai potuto mettere le mani su quella baia! ».

Agropoli, una spiaggia posticcia ed una bella pietraia

La situazione sulla costa, all’altezza del Lido Azzurro, è ormai indescrivibile

Spiaggia Agropoli 2016.06.13Parafrasando il motivo di una celebre canzone di Celentano, possiamo ben scrivere: “là dove c’era una spiaggia ora c’è una pietraia”. E non è tanto una esagerazione dire che, dove una volta c’era una delle più belle spiagge di Agropoli,  frequentate da molte famiglie proprio per la sua amenità, ora non c’è più niente del genere. L’arenile bianco e privo di ciottoli che si estendeva con dolcezza fino alla battigia e che si prolungava fino ad immettersi in un’acqua azzurra dalla bassa profondità, il tutto per la gioia dei più piccoli e per la tranquillità delle mamme, non c’è più. Non tanto per la “rabbia” del mare, ma per l’ignoranza di chi ha voluto quei lavori che avrebbero dovuto stupire gli ingenui agropolesi.

Fare una barriera foranea al di sopra del livello del mare è stata una vera sciagura: oltre a non risolvere il problema dell’erosione l’ha peggiorato ed ha creato una conca d’acqua salmastra e puzzolente in una discarica di alghe e di detriti vari in putrefazione. Le stesse persone che hanno devastato la Licina hanno pensato bene di risolvere il tutto con la ruspa: in circa un mese, due ruspe hanno lavorato a togliere decine e decine di tonnellate di alghe ed al loro posto hanno immesso una sabbia di un colore molto più simile al cemento. Così è stato fatto in alcuni tratti del litorale delle spiaggette, limitandole sulla battigia da grosse pietre per tutta la lunghezza dell’arenile posticcio; creando un pericolo per i bagnanti i quali, per andare in acqua, devono “scalare” quella barriera pietrosa. Non solo, ma alla prima mareggiata, quel poco di arenile posticcio scomparirà e resteranno solo le pietre.

Ritorna tutto. Di fronte a tanto scempio, più di uno s’è domandato: se chi ha voluto caparbiamente quel tipo d’intervento non aveva storia e dimestichezza col mare,  dovevano comunque esserci i tecnici ad avvertire dei rischi a cui s’andava incontro. Ma forse, di fronte ad eccessive insistenze, si sono comportati come il proverbiale mezzadro di Torchiara che,  sapendo come va il mondo, non si stancava mai di consigliare al figlio di “attaccare ‘u ciuccio a ddu dice ‘u padrone”. Noi non ci crediamo!

Ma intanto il pateracchio è stato fatto.

Agropoli, caso autovelox: scontro a distanza tra Comune e ispettori del Ministero

L’ente governativo invita l’amministrazione a sostituire il rilevatore di velocità. L’associazione Noi Consumatori esulta: «illegittimo come le multe». Palazzo di città, prima invita i candidati a non strumentalizzare la nota, poi presenta un esposto per contestare i risultati dell’ispezione

Municipio-1024x768Agropoli. «A seguito di sopralluogo effettuato da tecnici di questo ufficio in data 26 febbraio 2015, e di quanto riportato nella prodotta verbalizzazione, datata 8 aprile 2015… nonché tenuto conto che a tutt’oggi non è stato dato riscontro alla successiva nota provveditoriale… si invita codesta amministrazione comunale competente di provvedere con la massima urgenza a sostituire l’autovelox in oggetto, con altro dotato di tutte le preventive e necessarie autorizzazioni, sia ministeriali sia dell’ente proprietario della strada.

Inoltre l’installazione della predetta apparecchiatura deve essere conforme a quanto disposto dal Codice della strada e relativo regolamento di attuazione, nonché dalle circolari emesse dal Ministero degli Interni in merito alle distanze relative ai cartelli stradali e di preavviso e segnalazione dell’apparecchiatura in questione».

È questo il contenuto della nota inviata – la scorsa settimana – alla Prefettura di Salerno, al Comune di Agropoli e alla Provincia di Salerno, con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha preso posizione sul «caso autovelox» installato tra gli svincoli nord e sud di Agropoli della Sp430.

Un documento dal quale l’avvocato Giuseppe Russo (dell’associazione Noi Consumatori di Castellabate) ha dedotto che l’autovelox è illegittimo, insieme alle multe elevate.

Dura la replica del Palazzo di Città. Che prima dirama un comunicato.

«L’amministrazione comunale… avvisa che alcuna specifica contestazione e/o provvedimento amministrativo è pervenuto agli atti dell’ente, per cui allo stato attuale non si rileva alcun elemento di nullità in riferimento alla procedura adottata dalla Polizia Locale di Agropoli.

Si diffida chiunque a dare notizie false e tendenziose che possano pregiudicare l’immagine dell’ente, generando tra l’altro negli utenti coinvolti dalle procedure sanzionatorie inutili aspettative che possono determinare solo una notevole incidenza al tasso di contenzioso. 

Si fa appello all’onestà intellettuale di tutti, compresi i candidati alle prossime elezioni regionali, a non strumentalizzare tale argomento per tentare di racimolare qualche consenso in più».

E, poi, presenta un esposto contro gli ispettori del Ministero.

Quale sia la corretta interpretazione da dare al fatto, probabilmente, emergerà solo dopo le consultazioni elettorali.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
Associazione «Trasparenza & Legalità»

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