Agropoli, opposizione all’attacco sull’Ospedale

Manifesto dei consiglieri Abate, Rizzo e Malandrino contro Alfieri: «il re è nudo»

Ingresso OspedaleAgropoli. «L’inizio della fine risale al 2007». È questo l’esordio del nuovo manifesto firmato dai consiglieri di opposizione Agostino Abate, Vito Rizzo ed Emilio Malandrino, che denunciano la strumentalizzazione fatta dal sindaco di Agropoli, fin dalla sua prima elezione, sul tema Ospedale civile.

«Quando Alfieri è diventato sindaco – esordiscono i tre consiglieri comunali – l’ospedale di Agropoli era aperto. Oggi, quando lui è sindaco da nove anni e il suo Governatore è alla guida della Regione da 1 anno e mezzo, l’ospedale è chiuso e non vengono nemmeno garantiti i servizi estivi di emergenza».

«Cosa ha fatto in questo anno e mezzo? La risposta la danno i fatti: Alfieri è stato accontentato, è diventato consigliere del Presidente, mentre l’ospedale è chiuso!».

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Agropoli, arrivano i comitati per la difesa della salute pubblica

La nostra città sarà sede dell’incontro di tutte le organizzazioni che lottano nei propri territori per una sanità pubblica ed efficiente. La soddisfazione di Giovanni Basile

Ospedale 022Agropoli. Sono oltre 140 fino ad ora quelli che, da tutt’Italia, hanno già confermato la presenza all’assemblea nazionale che si terrà il prossimo venerdì 15 luglio alle ore 18:00 presso la sala Giovanni Paolo II, in piazza della Repubblica di Agropoli.

Durante la conferenza stampa di venerdì si discuterà delle gravi disfunzioni della sanità pubblica, innanzitutto, in riferimento alle deficienze delle strutture ospedaliere. Una parte rilevante l’avrà la sanità campana (se la si può ancora definire così), con specifico riferimento al disastro sanitario cilentano: chiusura ospedale di Agropoli; drastica riduzione dei servizi dei presidi ospedalieri di Roccadaspide, Vallo della Lucania e Sapri.

Nella riunione dei comitati si discuterà anche della grande manifestazione nazionale per la salute pubblica che si terrà a Roma il 22 del corrente mese.

Il presidente del comitato locale per l’apertura dell’ospedale di Agropoli, Giovanni Basile, si dichiara molto soddisfatto per la scelta di Agropoli da parte dei Comitati nazionali e ribadisce che questo è un riconoscimento, da parte dei Comitati medesimi, per il grande impegno profuso dal comitato agropolese, che ha tenuto sempre aperta la conflittualità sull’ospedale di Agropoli. Infine annunzia che se il prossimo 19 luglio, nella riunione del consiglio regionale campano che discuterà di sanità  pubblica, non ci saranno risposte positive alle tante richieste fatte per la riapertura del nosocomio agropolese, si passerà ad azioni di lotta.

Il Cilento ed Agropoli in particolare puntano molto sull’assemblea dei Comitati nazionali che nell’affrontare le tematiche della salute, faranno, altresì,  conoscere all’intero Paese le gravissime disfunzioni sanitarie di tutto il territorio cilentano e la necessità impellente di intervenire per colmare il gap esistente.

Agropoli, disavventura di un paziente sballottato dal Psaut all’ospedale di Vallo

Un caso di ordinario disagio dovuto alla cattiva gestione della sanità

Ospedale Vallo della Lucania (2)Agropoli. Domenica scorsa, prima domenica di luglio 2016, presso l’Ospedale civile, già da qualche anno declassato a Psaut, è stato portato un paziente, precedentemente coinvolto in un incidente stradale. Nel presidio, questi diagnostica una seria contusine all’arto inferiore sinistro e dispone per un esame radiologico. Purtroppo, presso la citata struttura, un impianto di radiologia non c’è. Pertanto, i medici del presidio sanitario consigliano al paziente di recarsi presso l’ospedale di Vallo della Lucania, dove il servizio di radiologia è presente.

La persona interessata concorda con i medici di recarsi il lunedì seguente pressa il nosocomio vallese. Così, di buon’ora, il malcapitato si fa trasportare da un’auto privata al pronto soccorso di Vallo. Appena giunto all’ingresso del reparto di emergenza, si rende subito conto, dal numero di persone che affollano la sala di aspetto, di doversi armare di molta pazienza in quanto sicuramente ci sarebbe stato da aspettare parecchio, prima di poter essere sottoposto all’esame radiologico.

Nel frattempo, giungevano in continuazione autoambulanze con persone bisognose di cure. Non solo, anche auto private giungevano con feriti a bordo e con diritto di precedenza per il pronto soccorso. Effettivamente, troppi casi urgenti. I medici, pur dandosi tanto da fare, non potevano comunque limitare i tempi di attesa, tenendo conto delle priorità in base al colore dei codici.

Comunque, il paziente agropolese, pur consapevole delle difficoltà che avrebbe dovuto affrontare, non si sarebbe mai aspettato di dover percorrere una vera e propria via crucis. Solo per la prima registrazione ha atteso circa un’ora: i verbali per l’assegnazione dei turni di precedenza venivano redatti da una sola impiegata. Dopo un bel po’ di tempo passato a sopportare il dolore proprio e le indignate lamentele degli altri pazienti, che incominciavano a dar segni di insopportazione, i tempi d’attesa iniziavano ad accorciarsi, grazie al personale medico e paramedico che correva da una parte all’altra, dati i casi gravi a cui doveva far fronte.

E così il paziente di Agropoli, dopo circa mezza giornata  passata in quel caos, uscì dall’ospedale con una diagnosi ed una terapia per curare il proprio male. Conclusione: tante peripezie per un esame di pochi minuti. Se ad Agropoli ci fosse stato il reparto di radiologia, non ci sarebbe voluto così tanto. Purtroppo abbiamo fatto cenno ad una solo branca della sanità mancante ad Agropoli, immaginiamo che dramma par le altre esigenze. Ed è proprio in questi momenti che vengono alla mente le tante promesse dei politici, anche locali, che non più di un anno fa, in piena campagna elettorale per le regionali, inondavano piazza Vittorio Veneto (ah, se la piazza potesse parlare!) di sacri impegni per l’apertura dell’Ospedale. Quanti applausi sprecati, quanti voti mal riposti, quante delusioni e… quante sofferenze stanno costando agli Agropolesi le bugie di politicanti abbarbicati solamente alle proprie carriere.

Agropoli, botta e risposta tra Malandrino e Alfieri

L’affondo: «vada a perorare la causa dell’Ospedale presso il suo amico De Luca. Anche in ginocchio, se necessario». La replica: «l’opposizione è composta da gente allo sbaraglio»

My beautiful pictureAgropoli. Duro botta e risposta tra il consigliere di minoranza, Emilio Malandrino, ed il sindaco, Franco Alfieri. La materia del contendere è l’atteggiamento di chi governa la città, anche alla luce della notizia secondo cui l’Ospedale non verrà riaperto neppure quest’estate.

«Il solito leader di Torchiara – attacca Malandrino – con l’intero codazzo (politico), continua, encomiabilmente, a fare passerelle mediatiche anche se, ovviamente, dimentica che non sarà più il candidato alle prossime amministrative ma, probabilmente, lo fa a supporto del suo fido attendente».

«Fa tutto questo sempre con la solita saccenza, arroganza, presunzione e maleducazione – continua il consigliere comunale – contro chi, avversari politici e persone che si permettono di non pensarla come lui, sciorinando diktat e promulgazioni (degne di Adolf e suoi similari), ricchi di improperi e conditi da una superbia unica nel ribadire che in tutto ciò la sua Amministrazione continua a fare mutui (indebitando ulteriormente, a mio avviso, il comune di Agropoli, già indebitato per oltre 27 milioni di euro), e dicendo che tutto questo è un metodo di grande e geniale condotta economico-amministrativa.

Noi non siamo assolutamente d’accordo, caro primo cittadino – dice Malandrino – e, sono certo che, in questa direzione molti, seppur silenziosamente, la pensino allo stesso modo soprattutto chi ha compreso che questi debiti ricadranno sulle tasche dei cittadini agropolesi e delle future generazioni per i prossimi 30 anni.

Ci si vanta di una riapertura futura dell’Ospedale di Agropoli – sottolinea il consigliere di opposizione – ma questo sostanzialmente avrà solo qualche posto letto di Medicina e un centro sui disturbi alimentari. Senza una rianimazione e senza specifici reparti, le serie urgenze chirurgiche, ortopediche, cardiologiche e neuro-vascolari dovranno essere trattate altrove.

Due anni fa – ricorda il consigliere comunale – il presidente della Regione, Stefano Caldoro, rappresentante più alto del centro-destra, dal quale presi in maniera forte le distanze, avallò la scelta di chiudere il pronto soccorso dell’ospedale di Agropoli per effetto del decreto 49 dell’allora Giunta di Centro-Sinistra e di un taglio del governo Renzi di centinaia di milioni di Euro alla sanità campana che si ripercosse sull’Asl di Salerno per 28 milioni di euro. Non condivisi quella scelta e per quelle che erano le mie modeste potenzialità, mi sono battuto con gli allora rappresentanti del PDL e F.I. affinché si operassero scelte diverse.Franco-Alfieri

L’allora ed attuale Sindaco del Pd Alfieri, alla guida di tanti sindaci della zona, accusarono Caldoro ed il suo Governo Regionale, ma da allora, essendo cambiate tante cose, c’è da chiedersi: dov’è finito oggi Alfieri? E’ impegnato con l’agricoltura regionale?
Faccia un bagno di umiltà – conclude Malandrino – scenda dal piedistallo, serva più generosamente, in questo ultimo sprazzo di mandato, la sua terra, senza improperi contro gli altri, senza se e senza ma, vada a perorare in ginocchio, se necessario, al suo amico De Luca la causa del nostro Ospedale, dia veramente un contributo per un servigio importante a questo territorio».

La replica di Alfieri non si è fatta attendere: «Ecco il vero volto della nuova opposizione – ha detto, tra le altre cose – gente allo sbaraglio che non fa altro che infangare ed avvelenare il clima politico locale con espressioni violente ed accostamenti storici più che censurabili pur di legittimare un’effimera presenza che svanirà al passare dell’autunno».

Agropoli, il Pd si è già dimenticato del Pronto Soccorso?

Per il consigliere alla Sanità, Enrico Coscioni, ci sono addirittura «troppi ospedali sul territorio»

Ospedale-civile-di-Agropoli tagliatoAgropoli. Hanno vinto le elezioni accusando l’ex presidente Stefano Caldoro di aver chiuso il nosocomio cittadino al solo fine di sabotare la “brillante” carriera del sindaco Franco Alfieri. Hanno promesso cambiamenti epocali. Ma, appena raggiunto il potere, si sono dimenticati dei bisogni del territorio.

Così, i signori del Partito democratico continuano ad organizzare eventi dove invitano personalità che nulla hanno fatto per il territorio. E fanno finta di niente quando i nuovi responsabili della sanità lasciano intendere che il Pronto Soccorso di Agropoli non è neppure all’ordine del giorno dell’agenda del governo regionale.

«Ci sono troppe strutture che non danno risposte di salute ai cittadini – ha detto il consigliere per la sanità del Governatore De Luca, Enrico Coscioni, durante un incontro organizzato a Polla dal Pd del Vallo di Diano – bisogna fare qualche struttura in meno ma di maggiore qualità affinché dia prontamente risposte».

Dichiarazioni riportate da Infocilento e interpretate, anche dal nostro portale, nella stessa maniera. Perché parole così diverse rispetto a quelle pronunciate quando il Pd veniva ad Agropoli a chiedere il consenso dei cittadini?

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
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