Politica, il Pd lancia il progetto Lebensborn alla Toscana

Sull’istituzione del “dipartimento mamme” ad opera di Matteo Renzi

maxresdefaultSentite sentite cosa sta avvenendo nel Pd: l’On. Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del partito di Renzi, è tutta sgargiante. Ha avuto, infatti, un alto incarico dal suo segretario: quello di creare il dipartimento mamme per salvaguardare la “razza italica” ed incentivare la proliferazione e le nascite di pargoletti “italiani”.

Altro che ius soli, che ne vogliamo fare di pargoli di colore e… di colori? Sembra il dilemma subconscio di chi ha partorito questa originalissima idea, anche questa molto ma molto italica… alla toscana potremmo aggiungere.

Così si ritorna al passato. Passato brutto, tragico per tutto il mondo. Annullando la grande e coraggiosa intuizione di Albert Einstein che definì, in modo perentorio, l’esistenza di due solo razze che popolano il nostro Pianeta: la razza umana e quella animale. Ognuno scelga per le sue attitudine a quale di queste vuole appartenere, lasciando stare razze e razzette improntate al colore della pelle o dei capelli o… del portafogli. O ancora peggio alle dannate confessioni religiose.

In ultimo, con la speranza che qualcuno ricordi e ravveda tutto l’armamentario etico-genetico delle proprie teorie in materia di evoluzione umana, da non strumentalizzare per rastrellare voti per un partito che ogni giorno dà segno di dilettantismo pericoloso e cialtrone, vogliamo ricordare a quella fervida mente che ha partorito questa italica idea, che all’incirca nel 1942, o giù di lì, in piena guerra di conquista, già un altro germanico statista, che voleva appropriarsi del mondo per farlo governare alla bionda genìa germanica-nazista, lanciò l’operazione Lebensborn, che consisteva nel fare accoppiare ufficiali scelti in base a caratteristiche di marcati tratti albionici delle SS con donne giunoniche rastrellate un po’ nei paesi del nord con preferenze per l’Olanda e la Svezia, il tutto per creare una nuova razza germanica, bella, intelligente e guerriera. Peccato cha alla fine della guerra le armate alleate Usa e Urss scoprirono un campo riservato di povere donne spersonalizzate e di innumerevoli bambini più simili a piccoli mostriciattoli.

Andiamoci piano quando si parla di razze.

Agropoli, case al clan: Alfieri rinviato a giudizio

Cosa farà il Pd in caso di elezioni politiche anticipate? Rinuncerà a schierare nelle proprie liste il suo politico del fare?

Municipio - AlfieriAgropoli. Franco Alfieri andrà a processo. A deciderlo è stato il giudice dell’udienza preliminare di Vallo della Lucania, Massimiliano De Simone, che ha rinviato a giudizio il sindaco Pd insieme a tre funzionari comunali per omissione d’atti d’ufficio e sottrazione di beni alla loro destinazione.

Era il 5 dicembre 2008 quando il Comune di Agropoli ebbe in assegnazione i tre appartamenti, già sgomberati, dall’Agenzia del Demanio della Campania. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto destinarli ad una funzione di pubblica utilità, vigilando che non vi fossero occupazioni abusive. Invece, quando, nel novembre 2012, il Gico della Guardia di Finanza vi si recò per eseguire un nuovo provvedimento di sequestro scoprì che in quegli alloggi vi erano ancora i vecchi proprietari.

Nel febbraio 2013, la Direzione distrettuale Antimafia di Salerno, che stava conducendo l’inchiesta principale sul clan, iscrisse il nome del politico Pd sul registro degli indagati per omissioni d’atti e sottrazione di beni sottoposti a confisca. Il tutto aggravato dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, infatti, il sindaco Alfieri agiva anche al fine di «acquisire consenso nell’ambito della numerosa comunità rom».

Ma nel gennaio 2014 la Dda perse la competenza su questo secondo filone d’indagine. Così, il fascicolo – da cui venne quindi espunta l’aggravante del metodo mafioso – fu trasmesso alla Procura ordinaria di Vallo della Lucania che chiese comunque il processo, ora ottenuto.

La prima udienza si terrà a luglio. Il sindaco si dice sereno. Forse anche perché qualcuno, in caso di elezioni politiche anticipate, continua a vederlo come il candidato ideale per la lista alla Camera dei Deputati del Pd renziano.

Agropoli, i riflettori di stampa e tv ancora su Alfieri

Municipio - AlfieriPiazzapulita, il Fatto Quotidiano TV e la Repubblica

Agropoli. Non si placa l’attenzione di tv e stampa nazionale nei confronti del sindaco di Agropoli, Franco Alfieri. Ieri pomeriggio è stato il Fatto Quotidiano TV a riportare un servizio girato ad Agropoli. In serata ci ha pensato Piazzapulita su La7 a trasmettere un reportage sul caso De Luca. E oggi è la Repubblica a lanciare un articolo di inchiesta sulla politica agropolese.

Il caso è riesploso dopo le dichiarazioni fatte dal Governatore, Vincenzo De Luca, nel corso di un incontro con 300 sindaci a favore del SI al referendum del prossimo 4 dicembre.

Roma: duro attacco di Dario Vassallo al Pd per il caso «Strade fantasma»

In un’intervista rilasciata al quotidiano “il manifesto”, il fratello del compianto sindaco di Pollica spiega le ragioni del suo appoggio a Stefano Fassina

Strada-fantasma-Pollica-CasalvelinoRoma. Nella competizione elettorale per le amministrative del prossimo 5 giugno, riecheggiano gli echi delle vicende cilentane. Ed anche alcuni nomi: il primo è quello di Dario Vassallo, fratello di Angelo – il “sindaco pescatore” assassinato il 5 settembre 2010 – candidato al Consiglio comunale con Stefano Fassina; il secondo è quello di Franco Alfieri, sindaco di Agropoli ed ex assessore provinciale ai lavori pubblici.

In un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano “il manifesto”, Dario Vassallo rivendica il suo appoggio alla formazione di Sinistra e ricorda gli obbrobri targati Partito democratico.

Perché per lei il Pd non è affidabile?

’Questo’ Pd non lo è. A Pollica il 5 settembre ha permesso di fare la sagra del pesce. Per due anni consecutivi. Ha capito? La sagra del pesce.

È l’anniversario dell’omicidio.

Appunto. La memoria di mio fratello non si coltiva, dà fastidio. Quei territori ormai sono persi.

Persi?

Persi alla collettività. Ci sono alcune brave persone che cercano la verità su Angelo. Ma in questi anni il Pd non ha preso posizioni chiare, né loro né il comune si sono mai costituiti parte civile al processo sulle strade fantasma, quelle pagate e mai realizzate che Angelo aveva denunciato. Poi dalle indagini è saltato fuori che nella provincia di Salerno erano 15. Un furto da milioni di euro, 77 indagati. Ma la cosa peggiore è che certi personaggi, bocciati alle regionali dalla segreteria nazionale Pd nella persona di Lorenzo Guerini, poi sono stati arruolati alla regione Campania. Come il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, all’epoca assessore alla provincia a cui Angelo aveva scritto sette volte per chiedere conto di quella storia.

Ce l’ha con questi personaggi o con tutto partito?

Ho conosciuto Pd diversi, in Toscana, in Emilia, ho rispetto per chi ci crede. Ma non posso non denunciare chi non fa nulla anche solo per ricordare Angelo. Se viene ucciso un sindaco viene ucciso lo Stato. Serviva una commissione d’inchiesta. Non l’hanno voluta.

Regione, il giornalista Sandro Ruotolo fotografa il Pd

Il commento, con un post sul facebook, dopo l’ultima inchiesta giudiziaria che ha lambito il partito di Governo

Sandro Ruotolo«Dunque, parliamo del Pd campano. Vi ricordate di Nello Mastursi, capo della segreteria del presidente della Regione, Vincenzo De Luca? Faceva anche il vice segretario del Pd campano. Lo scorso novembre si dimise da tutto da un giorno all’altro perché indagato per corruzione dalla Procura di Roma. Oggi è la volta del presidente del Pd campano che si è autosospeso appena ha saputo di essere indagato in un’inchiesta sui casalesi. Poi c’è il segretario provinciale del Pd Venanzio Carpentieri che è anche sindaco di un comune del napoletano, Melito di Napoli, che è sotto osservazione della prefettura per sospette infiltrazioni della camorra. Ecco, il segretario nazionale del Pd e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, molto presente a Napoli in questi giorni, che fa? A parte farsi fotografare in prefettura con la candidata Pd al comune di Napoli? Anche nel casertano le cose non vanno bene per il Pd. È indagato l’eurodeputato Pd Nicola Caputo con l’accusa di essere nelle mani della fazione del clan dei casalesi guidata dal boss pentito, Antonio Iovine. E poi ci sono i sindaci di Villa di Briano Dionigi Magliulo costretto a dimettersi dopo gli arresti al Comune e il sindaco in carica di Casapesenna anche loro indagati».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

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