Referendum e fritture, il consigliere Rizzo due ore dal pm come persona informata sui fatti

L’esponente dell’opposizione al magistrato che indaga sulla presunta istigazione al voto di scambio: ecco perché, durante la convention del 15 novembre all’Hotel Ramada, De Luca ha citato proprio Alfieri

Vito RizzoNapoli. Continua ad avanzare l’inchiesta della Procura partenopea avviata dal pm Stefania Buda sulla presunta istigazione al voto di scambio di Vincenzo De Luca. Dopo Franco Alfieri, ieri mattina davanti al magistrato titolare dell’indagine si è presentato il consigliere d’opposizione al Comune di Agropoli Vito Rizzo che ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni che potrebbero aiutare la Procura a sbrogliare la matassa.

Rizzo avrebbe descritto minuziosamente metodi e mezzi della gestione che Alfieri pratica ad Agropoli agli inquirenti che stanno cercando di verificare quanto accaduto all’Hotel Ramada, durante l’incontro tra De Luca ed i sindaci della Campania, in piena campagna referendaria, dove è stato stretto l’ormai noto «patto della frittura».

Omicidio Vassallo, spunta un clan scafatese nell’inchiesta della magistratura

Rivelazione del quotidiano “la Città”: il pm Rosa Volpe continua ad indagare sulla morte del “sindaco pescatore” di Pollica

VassalloSalerno. Un filo nero tra la morte del compianto sindaco di Pollica Angelo Vassallo ed un clan scafatese. È quanto riportato dal quotidiano “la Città”, secondo cui gli inquirenti starebbero cercando riscontri ad un indizio che conduce dal Cilento a Scafati e ai paesi vesuviani.

Le indagini sulla morte del sindaco pescatore – ricorda il quotidiano salernitano – non si sono mai fermate e l’attuale procuratore aggiunto di Napoli, Rosa Volpe, che ha mantenuto la titolarità del fascicolo, non ha mai mollato, neppure dopo il suo trasferimento. Oggi ha una visione più ampia della camorra che potrebbe aver armato la mano del killer, una visione che spazia dal Salernitano al Napoletano.

Salerno, processo termovalorizzatore: la Procura ricorre in Appello

Il pm chiede che De Luca sia condannato anche per peculato

De Luca - Festa de l'Unità ad AgropoliLa Procura di Salerno ha depositato il ricorso in Appello per chiedere la condanna di Vincenzo De Luca per peculato. Il Governatore Pd della Campania era stato assolto da questa accusa, al termine del processo per la nomina del project manager del termovalorizzatore di Salerno, ma condannato per abuso d’ufficio (proprio la circostanza che farà scattare la sospensione dalla carica in conseguenza della Legge Severino).

Il ricorso è firmato dal pm Roberto Penna e vistato dal procuratore capo Corrado Lembo. In circa venti pagine scritte, la Procura contesta un paio di passaggi delle motivazioni del Tribunale, depositate il 21 aprile scorso. E, in particolare, la circostanza secondo la quale il peculato non si configurerebbe perché il project manager Alberto Di Lorenzo avrebbe comunque svolto un lavoro.

Dal canto loro, anche gli avvocati di De Luca hanno presentato ricorso in Appello, chiedendo l’assoluzione piena perché il fatto non sussiste.

«Due Torri bis», presentate le richieste di costituzione delle parti civili

Appalti alla Provincia, 79 gli imputati chiamati a comparire ieri davanti al gup Renata Sessa. Tra loro il sindaco di Agropoli che risponde di corruzione aggravata. L’udienza è aggiornata al 3 luglio

Palazzo di giustizia - SalernoSalerno. È ripresa ieri, dopo il rinvio del 7 maggio scorso, l’udienza preliminare del processo “Due Torri bis” che vede imputate 79 persone coinvolte nel sistema di spartizione illecita degli appalti aggiudicati dalla Provincia negli anni tra il 2001 e il 2008.

Il terzo livello dell’inchiesta condotta dai pm Rosa Volpe, Francesco Rotondo e Guglielmo Valenti ha quindi raggiunto il vaglio del giudice per l’udienza preliminare Renata Sessa che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Salerno.

È questo il filone che, dopo i patteggiamenti degli imprenditori capicordata, arriva ad intaccare anche le complicità politiche del «sistema Citarella». Sul banco degli imputati infatti ci sono anche il presidente della Provincia dell’epoca, Angelo Villani (accusato di peculato) e l’ex assessore ai lavori pubblici Franco Alfieri (accusato di corruzione aggravata).

Nell’udienza di ieri sono state presentate le richieste di costituzione delle parti civili. A chiedere il risarcimento dei danni, al momento, sono la Provincia di Salerno, il comune di Nocera Inferiore e l’associazione agropolese Camelot.

Si profilano anche una decina di richieste di riti alternativi per altrettanti imputati.

L’udienza è aggiornata al prossimo 3 luglio quando si discuteranno le eccezioni sollevate dalle difese, quali la nullità di alcune notifiche, e si deciderà se accogliere o meno le richieste delle parti civili presentate ieri.

Nocera Inferiore, la Procura sequestra la villa di Citarella perché risulta abusiva

Ancora guai per l’ex patron della Nocerina che ora dovrà lasciare l’abitazione entro un mese

Gi. CitarellaNocera Inferiore. La villa di Giovanni Citarella è abusiva. O almeno una sua parte. È quanto sarebbe emerso al termine di approfondite indagini svolte dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza. La notizia viene riportata dal portale de Il Mattino.it

Il pm della procura di Nocera Inferiore Roberto Lenza ha fatto mettere i sigilli alla struttura che si trova nella disponibilità di Emilia Fortino (capostipite della famiglia), di Citarella e della moglie Luisa Spinelli. Le due famiglie hanno trenta giorni per lasciare l’abitazione.

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