Roma, Cassazione conferma assoluzione De Luca per caso termovalorizzatore

Rigettato il ricorso presentato dalla Procura generale lo scorso giugno

cassazione tagliataCondannato in primo grado, assolto in secondo. Ora la Cassazione ha messo il sigillo finale al processo che vedeva Vincenzo De Luca imputato per abuso d’ufficio, confermandone l’assoluzione.

Cuore del processo era la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione del termovalorizzatore di Salerno.

La vicenda risale al 2008, quando l’esponente del Pd era sindaco della città. La condanna in primo grado aveva determinato la sospensione di De Luca dall’incarico di Governatore della Campania, per effetto della legge Severino. Sospensione, in ogni caso, subito congelata dal Tribunale in attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale sul caso.

Salerno, nomine sanità: il pm chiede il processo per Mastursi

È fissata per il prossimo 9 novembre l’udienza preliminare in cui compariranno l’ex vicesegretario del Pd campano insieme ad altri 5 imputati per la vicenda “legge Severino”

nello-mastursiSalerno/Roma. I pubblici ministeri capitolini Corrado Fasanelli e Giorgio Orano hanno chiesto il processo per i 6 imputati accusati di induzione indebita a promettere utilità nell’ambito del caso che riguardava la sospensione del Governatore Vincenzo De Luca a norma della legge Severino.

Stando a quanto scrive la versione on-line de Il Mattino, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda Nello Mastursi, ex capo di gabinetto del Presidente della Regione; il giudice del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio e suo marito Guglielmo Manna; quindi Giorgio Poziello e Gianfranco Brancaccio; e infine Giuseppe Vetrano, ex coordinatore delle liste che hanno sostenuto De Luca in campagna elettorale.

L’udienza preliminare, in cui il gup di Roma Vilma Passamonti dovrà valutare le richieste della Procura, è fissata per il prossimo 9 novembre.

Per il Governatore De Luca, invece, i pubblici ministeri Fasanelli e Orano hanno avanzato richiesta di archiviazione, non avendo ravvisato nel corso delle indagini alcun elemento di prova concreto a suo carico.

Roma, caso Manca: il 21 luglio la presentazione del libro alla Camera dei Deputati

«La mafia ordina – suicidate Attilio Manca»: il mistero dell’urologo e l’ombra di Provenzano

manca-attilio-1Il corpo di Attilio Manca, brillante e giovane urologo siciliano che opera all’ospedale di Viterbo, viene ritrovato il 12 febbraio 2004. Sul braccio sinistro ha i segni di due iniezioni. L’autopsia accerta che a causarne la morte è stato l’effetto combinato di alcool, eroina e diazepam. La Procura di Viterbo stabilisce che si è trattato di suicidio. Il caso è chiuso anche se le incongruenze sono molteplici. Ad esempio: il medico è un mancino. Ma chi avrebbe interesse a mettere in scena un suicidio?

Nell’autunno del 2003 l’urologo avrebbe fatto un viaggio in Costa Azzurra: e in quei giorni, negli stessi luoghi c’è Bernardo Provenzano che necessita di un intervento alla prostata.

A dodici anni di distanza Fabio Repici e l’ex pm Antonio Ingroia, legali della famiglia Manca, vogliono un processo sulla base delle rivelazioni di boss come Giuseppe Setola e Carmelo D’Amico.

È questo il tema del libro di Lorenzo Baldola mafia ordina – suicidate Attilio Manca” che sarà presentato giovedì 21 luglio p.v. alla Camera dei Deputati – aula Aldo Moro.

All’evento prenderanno parte l’On. Paolo Bolognesi, Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro; l’Avv. Luca Manca, fratello di Attilio Manca; l’On. Giuseppe Lumia, Commissione parlamentare antimafia; i legali della famiglia Manca, l’Avv. Antonio Ingroia e l’Avv. Fabio Repici.

I lavori saranno coordinati dal giornalista Maurizio Torrealta, mentre l’attrice Annalisa Insardà leggerà alcuni brani tratti dal libro.

Salerno, variante di Piazza della Libertà: la Procura vuole il processo per De Luca e i suoi ex assessori

L’ultima grana per il Governatore: richiesta di rinvio a giudizio per lui e per la sua giunta

De Luca - Festa de l'Unità ad AgropoliSalerno. I pm Antonio Cantarella e Guglielmo Valenti avrebbero depositato presso la cancelleria dell’ufficio gip/gup del Tribunale una nuova richiesta di rinvio a giudizio per il governatore Vincenzo De Luca. A darne notizia sono i principali quotidiani locali.

Il reato contestato, questa volta, sarebbe falso in atto pubblico: il Governatore lo avrebbe commesso approvando la variante urbanistica di Piazza della Libertà, insieme alla sua giunta comunale, quando era sindaco di Salerno.

La variante da 8 milioni di euro, del 26 febbraio 2011, fu  giustificata dalla scoperta della “sorpresa geologica” della presenza d’acqua nel sottosuolo dovuta alla deviazione del torrente Fusandola.

Con De Luca, nella richiesta di rinvio a giudizio, figura tutto l’esecutivo di giunta comunale del 2011, oltre a tecnici e direttori dei lavori. Tutti dovranno comparire, ad inizio maggio, davanti al giudice dell’udienza preliminare per rispondere delle accuse formulate dai sostituti procuratori.

Salerno, Crescent: il Tribunale dà il via libera alla ripresa dei lavori

Il processo per le presunte irregolarità nell’autorizzazione paesaggistica prosegue regolarmente

CrescentSalerno. Dopo oltre due anni di sequestro, riprendono i lavori al cantiere del Crescent. Ieri mattina, i giudici della Seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, presidente Vincenzo Siani, hanno dato il via libera al dissequestro.

La procedura era stata avviata nelle scorse settimane, quando l’impresa Rainone aveva versato la prima rata di un milione di euro e presentato la fideiussione di 5 milioni per coprire gli oneri di urbanizzazione. Questo iter era scaturito da una prima decisione (11 gennaio 2016) del Tribunale di dissequestrare, stabilendo anche il pagamento degli oneri e il rilascio di una nuova autorizzazione edilizia da parte del Comune di Salerno. Dunque, dissequestro condizionato al rilascio dei permessi a costruire, al pagamento della prima rata relativa agli oneri di urbanizzazione e alla formalizzazione della polizza fidejussoria per il pagamenti di quanto dovuto al Comune.

Il Crescent fu energicamente voluto dall’allora sindaco De Luca, che, proprio relativamente ai permessi a costruire è a giudizio assieme alla sua ex giunta e ai tecnici del Comune e della Soprintendenza con l’accusa di abuso d’ufficio per presunte irregolarità nell’autorizzazione paesaggistica.

Ora il processo proseguirà normalmente, con l’escussione dei testi e gli altri passaggi che porteranno alla conclusione della fase dibattimentale.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
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