Agropoli, questione autovelox: l’opposizione si rivolge al Prefetto

Nuovo atto d’accusa dei consiglieri Abate, Rizzo e Malandrino: «irrimediabilmente compromesso il nostro mandato elettivo»

AbateAgropoli. Lo scorso 25 agosto i consiglieri comunali Agostino Abate, Vito Rizzo ed Emilio Malandrino hanno rivolto al Comandante della polizia municipale una richiesta di informazioni a proposito della messa in esercizio dell’autovelox sulla SP 430.

Il loro scopo era quello di accertare eventuali entrate nel bilancio; entrate già date per certe dall’amministrazione comunale, che ha  utilizzato l’argomento per ridicolizzare il ruolo dei consiglieri di opposizione innanzi all’opinione pubblica ma non ha fornito le informazioni richieste.

Così, i tre esponenti del Consiglio comunale hanno preso carta e penna e si sono rivolti al Prefetto di Salerno: «la completa e deprecabile assenza di risposte certe alle istanze dei sottoscritti consiglieri comunali – denunciano Abate, Rizzo e Malandrino nella missiva – ha l’evidente finalità di impedire l’accesso alle informazioni amministrative da parte dei sottoscritti, sia per non dare agli stessi elementi puntuali di analisi, sia per privare gli stessi degli elementi utili all’esercizio del proprio mandato rispetto alle istanze manifestate dai concittadini, ansiosi di avere notizie certe e attendibili e non soltanto quelle di propaganda istituzionale promosse dall’amministrazione a mezzo stampa».

«Le richieste del 25 agosto – rilanciano i tre consiglieri comunali - erano consequenziali ad un incontro personale con il comandante della polizia locale tenutosi il 12 agosto ed avevano un carattere di estrema urgenza, atteso che si riferivano anche a notizie apparse su molti siti di informazione locale e su quotidiani di interesse regionale».

Per questo, i consiglieri Abate, Rizzo e Malandrino hanno chiesto al Prefetto di Salerno ed al Segretario generale del Comune di Agropoli di «porre in essere tutti i provvedimenti necessari per immettere celermente i sottoscritti nelle conoscenze di cui alle richieste del 25 agosto 2016, collegate all’esito di quanto riferito verbalmente in data 12/08/2016, e, soprattutto, per immettere gli stessi sottoscritti nelle piene e legittime condizioni di esercizio del proprio mandato elettivo, irrimediabilmente condizionato se non addirittura compromesso agli occhi dell’opinione pubblica dal deprecabile silenzio tenuto dal comando della polizia municipale di Agropoli».

Salerno, Cgil: Arturo Sessa è il nuovo segretario generale

Il Comitato direttivo del sindacato ha eletto il nuovo segretario generale della provincia di Salerno con l’80% dei voti

Arturo SessaSalerno. Arturo Sessa è subentrato a Maria di Serio, dimessasi due mesi fa, a seguito di una richiesta di sfiducia presentata da cinque categorie di peso del sindacato diretto a livella nazionale da Susanna Camusso.

Non c’è stata una svolta clamorosa, come hanno evidenziato alcuni media del territorio salernitano.

C’era chi si aspettava l’elezione di un giovane, per creare una svolta generazionale della confederazione. Non è stato così: i membri del consesso sindacale hanno voluto affidare la direzione della Cgil Salerno ad un uomo già sperimentato, che nel passato ha assolto, con ottimi risultati, la responsabilità di un’importante struttura.

Ultimamente,  era membro di segreteria nella gestione di Maria di Serio. A sentire i commenti subito dopo il voto, molti, tra i votanti di Sessa, hanno puntato sulla garanzia di un dirigente di esperienza e affidabilità, dotato di un carattere portato all’ascolto ma fermo nelle decisioni.

Con Sessa, l’Organizzazione spera di superare la crisi direzionale evidenziatasi durante la fase della Di Serio. Le prime parole a caldo del nuovo segretario hanno voluto assicurare una direzione collegiale, con il coinvolgimento di tutte le categorie e le strutture periferiche del sindacato. Potenziando l’azione unitaria per risolvere le vertenze in atto, come quella che riguarda le fonderie Pisano. Altro impegno da portare avanti riguarda lo sviluppo della capacità di creare un clima, all’interno della Cgil, che porti a far emergere una nuova leva di sindacalisti, preparati e disponibili ad impegnarsi a portare avanti, nella tradizione, una politica rivolta alle nuove generazioni di lavoratori con le nuove aspirazioni che i tempi che verranno ci metteranno davanti.

Salerno, Cittadinanzattiva e Spi-Cgil in piazza

Iniziativa a favore dei medicinali equivalenti

Spi a SalernoSalerno. Erano numerose le delegazioni del Sindacato pensionati italiani della Cgil provinciale, che la mattina del 13 luglio 2016 hanno partecipato alla manifestazione programmata dall’associazione Cittadinanzattiva, di cui lo Spi-Cgil è partner di riferimento.

I responsabili delle sedi periferiche del territorio provinciale sono venuti  da ogni parte della provincia consapevoli dell’importanza della manifestazione.

L’iniziativa, nuova per certi aspetti, ha attirato l’interesse di quanti erano presenti, grazie alle divulgazioni degli informatori scientifici che si sono molto intrattenuti anche rispondendo alle domande dei presenti, sulla specificità dei medicinali equivalenti, sfatando anche le dicerie che gli stessi non siano efficaci come quelli a tutela di brevetto.

La diffidenza deriva da una carenza di informazione scientifica cui potrebbero sopperire i medici di base: il medicinale equivalente ha una composizione psicologica identica a quella dei medicinali di riferimento ed ha il vantaggio che, oltre a salvare la salute, tutela anche la tasca, in quanto costa di meno.

Lo stesso tipo di iniziativa, nel prossimo autunno, si terrà anche nel Cilento, poiché è volontà del sindacato quella di promuovere una campagna all’insegna del curarsi bene e risparmiare anche.

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Salerno, inchiesta Piazza della Libertà: il procuratore Lembo smentisce su richieste di rinvio a giudizio

corrado lembo bLa notizia era stata data da diversi organi di stampa. Poi la rettifica: «ad oggi non c’è una richiesta firmata»

Salerno. «Non confermo. Attualmente non c’è alcun riferimento documentale in merito a una nuova richiesta di rinvio a giudizio del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca».

A dirlo è il procuratore capo, Corrado Lembo, in riferimento a quanto riferito da alcuni organi di stampa su una richiesta di rinvio a giudizio dell’ex sindaco De Luca, nell’ambito di una inchiesta sulla approvazione della variante da 8 milioni di euro per i lavori di Piazza della Libertà.

«Ad oggi – ha spiegato il capo della Procura – non c’è una richiesta firmata».

Salerno, variante di Piazza della Libertà: la Procura vuole il processo per De Luca e i suoi ex assessori

L’ultima grana per il Governatore: richiesta di rinvio a giudizio per lui e per la sua giunta

De Luca - Festa de l'Unità ad AgropoliSalerno. I pm Antonio Cantarella e Guglielmo Valenti avrebbero depositato presso la cancelleria dell’ufficio gip/gup del Tribunale una nuova richiesta di rinvio a giudizio per il governatore Vincenzo De Luca. A darne notizia sono i principali quotidiani locali.

Il reato contestato, questa volta, sarebbe falso in atto pubblico: il Governatore lo avrebbe commesso approvando la variante urbanistica di Piazza della Libertà, insieme alla sua giunta comunale, quando era sindaco di Salerno.

La variante da 8 milioni di euro, del 26 febbraio 2011, fu  giustificata dalla scoperta della “sorpresa geologica” della presenza d’acqua nel sottosuolo dovuta alla deviazione del torrente Fusandola.

Con De Luca, nella richiesta di rinvio a giudizio, figura tutto l’esecutivo di giunta comunale del 2011, oltre a tecnici e direttori dei lavori. Tutti dovranno comparire, ad inizio maggio, davanti al giudice dell’udienza preliminare per rispondere delle accuse formulate dai sostituti procuratori.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

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