Salerno, «Strade fantasma 2»: la Procura ha chiuso il cerchio

Opere pagate e mai realizzate. Verso il processo gli indagati dell’inchiesta nata dalle denunce del compianto Angelo Vassallo

Salerno_Inchieste_Strade_Fantasma_Caccia_Agli_Appalti_Sospetti_-300x126Salerno. Sono 13 gli avvisi di conclusione delle indagini recapitati dalla Procura a imprenditori edili, funzionari della Provincia e cassieri di banca accusati di essersi impadroniti del denaro pubblico destinato a strade e scuole in realtà mai realizzate. Secondo il quotidiano “la Città” di venerdì 20 gennaio, sarebbe questo l’ultimo capitolo dell’inchiesta “Ghost roads 2″, il secondo filone dell’indagine nata su denuncia del compianto sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, che, pochi mesi prima di essere assassinato, segnalò anomalie nella gestione dei lavori pubblici alla Provincia di Salerno.

Il presidente, Angelo Villani, e l’assessore ai lavori pubblici, Franco Alfieri, non si erano mai accorti di ciò che stava avvenendo all’ombra di Palazzo Sant’Agostino. Eppure, da quelle denunce, la magistratura ha scoperto un sistema corruttivo messo in piedi da imprenditori e funzionari senza scrupoli che, tra il 2007 e il 2009, avrebbero drenato il denaro dell’ente nelle tasche di pochi.

Per i 13 destinatari dell’avviso, le accuse vanno dal peculato al falso, oltre che dal riciclaggio all’associazione per delinquere.

Tra i lavori finiti sotto la lente del sostituto procuratore Francesco Rotondo ci sono anche interi lotti di manutenzione per la “strada del mare” di Battipaglia e per la provinciale Agropoli-Trentova.

Ora gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere sottoposti a interrogatorio. Poi sarà la Procura a decidere se chiedere o meno il processo.

Roma: duro attacco di Dario Vassallo al Pd per il caso «Strade fantasma»

In un’intervista rilasciata al quotidiano “il manifesto”, il fratello del compianto sindaco di Pollica spiega le ragioni del suo appoggio a Stefano Fassina

Strada-fantasma-Pollica-CasalvelinoRoma. Nella competizione elettorale per le amministrative del prossimo 5 giugno, riecheggiano gli echi delle vicende cilentane. Ed anche alcuni nomi: il primo è quello di Dario Vassallo, fratello di Angelo – il “sindaco pescatore” assassinato il 5 settembre 2010 – candidato al Consiglio comunale con Stefano Fassina; il secondo è quello di Franco Alfieri, sindaco di Agropoli ed ex assessore provinciale ai lavori pubblici.

In un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano “il manifesto”, Dario Vassallo rivendica il suo appoggio alla formazione di Sinistra e ricorda gli obbrobri targati Partito democratico.

Perché per lei il Pd non è affidabile?

’Questo’ Pd non lo è. A Pollica il 5 settembre ha permesso di fare la sagra del pesce. Per due anni consecutivi. Ha capito? La sagra del pesce.

È l’anniversario dell’omicidio.

Appunto. La memoria di mio fratello non si coltiva, dà fastidio. Quei territori ormai sono persi.

Persi?

Persi alla collettività. Ci sono alcune brave persone che cercano la verità su Angelo. Ma in questi anni il Pd non ha preso posizioni chiare, né loro né il comune si sono mai costituiti parte civile al processo sulle strade fantasma, quelle pagate e mai realizzate che Angelo aveva denunciato. Poi dalle indagini è saltato fuori che nella provincia di Salerno erano 15. Un furto da milioni di euro, 77 indagati. Ma la cosa peggiore è che certi personaggi, bocciati alle regionali dalla segreteria nazionale Pd nella persona di Lorenzo Guerini, poi sono stati arruolati alla regione Campania. Come il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, all’epoca assessore alla provincia a cui Angelo aveva scritto sette volte per chiedere conto di quella storia.

Ce l’ha con questi personaggi o con tutto partito?

Ho conosciuto Pd diversi, in Toscana, in Emilia, ho rispetto per chi ci crede. Ma non posso non denunciare chi non fa nulla anche solo per ricordare Angelo. Se viene ucciso un sindaco viene ucciso lo Stato. Serviva una commissione d’inchiesta. Non l’hanno voluta.

Agropoli, la scomparsa delle strisce pedonali

Difficoltà per i pedoni, soprattutto nel periodo estivo

Strisce fantasmaAgropoli. È diventato complicato, se non pericoloso, camminare per via Piave, ma non solo. Anche altre arterie cittadine presentano uguali deficienze.

Per transitare sui marciapiedi, spesso, bisogna districarsi tra intoppi vari per la cattiva abitudine di alcuni esercenti di esporre sedie o banchetti per la vendita della merce sul calpestio dei marciapiedi. Se, poi, un pedone decide, per evitare ostacoli, di usare il manto asfaltato, si accorge subito dell’errore commesso: le auto in transito non fanno sconti, né tantomeno i conducenti s’immedesimano nel considerare il piccolo dramma che sta vivendo il povero pedone. Pensate un po’ agli anziani o alle mamme con i bimbi appresso. Se si decide di passare dall’altro lato della strada, si va alla ricerca delle strisce pedonali. Ma dove le trovi? In via Piave sono scomparse, cancellate dal tempo. Nelle stesse condizioni si trovano Viale Europa, la via che costeggia il parcheggio G. Landolfi, via piano della Madonna ed altro posto adiacente. Stessa cosa in via Taverne e strade vicine. La cosa più grave è che in via Moio le strisce pedonali antistanti il cimitero non esistono più, non da un giorno, ma da mesi. Eppure quello è un passaggio molto pericoloso ed utilizzato principalmente da gente anziana che si reca a far visita ai defunti. Se poi si considera che siamo in piena estate – con l’aumento esponenziale del traffico veicolare e… indisciplinato, come dimostrano alcuni incidenti, quelli che si vengono a sapere – le cose non vanno meglio. Un intervento è quanto mai auspicabile ed urgente non solo per il decoro della città ma innanzi tutto per salvaguardare l’incolumità delle persone.

È da un po’ di tempo che la città soffre per l’incuria di chi dovrebbe vigilare sulla efficienza dei servizi.

«Strade fantasma», bancario condannato a 7 mesi in appello

I lavori pubblici alla Provincia di Salerno. Giacobbe era stato assolto dal gup, poi la Procura ha impugnato la sentenza

Salerno_Inchieste_Strade_Fantasma_Caccia_Agli_Appalti_Sospetti_Salerno. In primo grado era stato assolto, al termine di un rito abbreviato in cui il gup Elisabetta Boccassini aveva ritenuto che nelle operazioni bancarie che gli erano addebitate non vi fossero profili di dolo. Lo scorso 25 giugno, invece, la Corte d’Appello ha condannato il cassiere Mario Giacobbe a una pena di sette mesi, ritenendo che nella registrazione dei movimenti bancari vi siano state delle anomalie non addebitabili a meri errori. I giudici hanno però ritenuto che non fosse comunque sussistente il concorso in riciclaggio, per il quale il procuratore generale Pierina Consoli aveva chiesto una condanna a due anni e quattro mesi.

Il processo è una costola dell’inchiesta “Ghost road” sugli appalti della Provincia, che ipotizza il pagamento di lavori mai eseguiti al punto da dare origine a strade fantasma come quella segnalata dal sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, pochi mesi prima di essere assassinato.

«Due Torri bis», la Fondazione Vassallo si prepara a costituirsi parte civile

Appalti pilotati e strade fantasma, domani la ripresa del processo

Tribunale di Salerno (4)Salerno. «Il giorno 30 giugno la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore si costituirà parte civile nel processo “Due Torri bis”, che vede 77 imputati, tra i quali l’attuale sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, e l’ex Presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villani».

Lo scrive una nota della Fondazione presieduta da Dario Vassallo, fratello del compianto sindaco di Pollica, assassinato la notte del 5 settembre 2010.

La richiesta risarcitoria era stata pre-annunciata dai legali della Fondazione già nell’udienza tenutasi lo scorso 9 gennaio, presso il Tribunale di Salerno. Lo stesso che sta vedendo la celebrazione di diversi procedimenti riguardanti la gestione dei lavori pubblici a Palazzo Sant’Agostino negli anni 2005-2009: con le due tranche dell’inchiesta «Strade fantasma», nate su denuncia di Angelo Vassallo; e con il parallelo processo «Due Torri», diviso nei suoi due tronconi.

«Sappiamo – spiega il presidente Dario Vassallo – che accogliere questa richiesta sarà difficile in quanto, ad oggi, nessuna Fondazione è stata ammessa parte civile in un processo di questo genere. Con l’auspicata ammissione speriamo di creare un precedente giuridico. Ma a noi serve, come dicono a Capaci, per fare ‘Sconzajuoco’, ossia ‘rompere il gioco’ al fine di stimolare la politica e l’opinione pubblica. A dicembre 2012 con la Fondazione presentammo, in occasione della Festa della Speranza a Roma, il progetto delle ‘strade di Angelo’ per la realizzazione dellaS.p. Celso – Casalvelinoe della via del Parco, quella che nostro fratello Angelo considerava un’arteria importantissima per combattere lo spopolamento e perseguire obiettivi turistici e occupazionali, ma anche per la sicurezza del territorio e dei cittadini. Raccogliemmo l’adesione dell’allora Presidente della Camera, Gianfranco Fini, di tanti comuni italiani e di appena tre comuni cilentani: Stella Cilento, San Rufo e Roscigno. Noi ci interroghiamo e poniamo alcune domande precise. Come mai è solo la Fondazione a costituirsi parte civile? Dove sono i Comunie la Provincia di Salerno danneggiati dalla non realizzazione di strade comunali e provinciali opportunamente pagate? Specificatamente dove sono ilComune di Pollicaed il Comune di Casal Velino? Come mai le amministrazioni di questi comuni non si sono costituite nel processo ‘Due Torri’ visto che la strada Celso di Pollica – Casal Velino interessava i loro territori? Parliamo di una strada pagata e mai realizzata. Forse ‘qualcuno ha dimenticato’ che per questa strada, e poi anche per altre, sono in corso indagini associate all’uccisione di Angelo? Noi non dimentichiamo».

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

Editore:
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