Appalti truccati, Rino Citarella ai servizi sociali

Il Tribunale di sorveglianza ha accolto la richiesta del cugino dell’ex patron della Nocerina

Palazzo-Sant-Agostino-sede-della-Provincia-di-SalernoAppalti truccati alla Provincia di Salerno: Rino Citarella, cugino di Giovanni, ex patron della Nocerina, ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali ed evita il carcere. La notizia è stata riportata da un articolo del 14 giugno scorso sul quotidiano la Città.

La sentenza definitiva della Cassazione aveva messo in pericolo la libertà dell’imprenditore nocerino, ideatore insieme a Giovanni del sistema di accaparramento degli appalti alla Provincia di Salerno. Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la richiesta di Gennaro Citarella, difeso dall’avvocato Sabato Romano, ed ha concesso al costruttore – che deve scontare poco meno di tre anni di reclusione – l’affidamento. Citarella lavorerà in qualità di dipendente presso un’impresa del settore edile e potrà spostarsi in tutta la provincia di Salerno. Evita dunque di scontare la pena residua – patteggiò la pena di tre anni e cinque mesi insieme al cugino Giovanni – in carcere. Un destino diverso da quello del più noto patron della Nocerina calcio detenuto dal 18 maggio scorso nel carcere di Potenza dove si è consegnato per l’espiazione della pena. Infatti, per Giovanni Citarella – denunciato nel corso della detenzione domiciliare – non era stata accolta la richiesta di affidamento in prova proposta dai suoi legali.

Agropoli, ilfattoquotidiano.it racconta il Pd e le indagini su Alfieri

Un anno dopo il primo reportage il Fatto torna a parlare della cittadina cilentana

Il Fatto un anno dopoLa malapolitica agropolese torna a far parlare la stampa nazionale. Se un anno fa furono i provvedimenti disciplinari adottati dal Pd contro la minoranza di sinistra che contrastava il sindaco Alfieri a creare scalpore, oggi sono gli sviluppi delle inchieste giudiziarie che riguardano proprio l’ex assessore provinciale ai lavori pubblici ad attirare l’attenzione della stampa. Clicca qui per leggere l’articolo di Vincenzo Iurillo.

Appalti alla Provincia, il 6 agosto i patteggiamenti dell’inchiesta «Due Torri» arrivano in Cassazione

Ribassi concordati a tavolino. I giudici della Suprema Corte dovranno valutare le sentenze che riguardano sette imprenditori

Cassazione_sede-721037È fissato per il prossimo 6 agosto, presso la Corte di Cassazione, l’esame delle sentenze di patteggiamento dei cugini Citarella e degli altri imprenditori finiti nella maxi-inchiesta della Procura distrettuale Antimafia di Salerno denominata “Due Torri”. È questo il nuovo atto del processo sugli appalti pilotati nell’assessorato ai lavori pubblici della Provincia di Salerno. Secondo la Procura il “sistema” che condizionava le gare era attivo fin dal 2002.

Sette sono gli imprenditori che hanno definito, lo scorso anno, la propria posizione con un patteggiamento. Tutti erano stati tratti in arresto dai carabinieri del Ros nel giugno 2012 insieme ad altre cinque persone che stanno affrontando il processo ordinario dinanzi ai giudici del Tribunale di Salerno.

Dopo il patteggiamento però i legali dei sette imprenditori si sono rivolti alla Corte di Cassazione chiedendo l’annullamento delle sentenze per vizi di forma. Se la richiesta dovesse essere accolta il processo tornerebbe al Tribunale di Salerno per una nuova definizione. In caso contrario invece la sentenza diventerebbe definitiva.

Gli imputati che nel corso degli interrogatori hanno già fatto ampie dichiarazioni su presunti altri coinvolgimenti nel “sistema Citarella” non potrebbero più avvalersi della facoltà di non rispondere. E proprio Giovanni Citarella è stato chiamato dalla Procura come teste nel processo ordinario che si sta celebrando nei confronti degli altri imprenditori e dei due funzionari dell’ufficio lavori pubblici della Provincia. Salvo rinvii, la vicenda verrà definita dalla Corte di Cassazione il prossimo 6 agosto.

Provincia, processo Due Torri: la procura convoca in aula Citarella

Ancora scontro tra accusa e difesa sull’utilizzo dei file acquisiti dai Ros nei computer dell’imprenditore nocerino. La prossima udienza è fissata per il 3 giugno

Palazzo-Sant-Agostino-sede-della-Provincia-di-SalernoSi è svolta lunedì davanti alla II sezione penale del Tribunale di Salerno la nuova udienza del processo sugli appalti pilotati alla Provincia negli anni del “sistema”. Doveva essere il giorno dell’escussione dei carabinieri del Ros che hanno svolto le indagini nella fase embrionale del procedimento sull’assegnazione dei lavori pubblici a Palazzo Sant’Agostino. Invece è stata una nuova occasione per le difese degli imputati di contestare l’utilizzabilità dei file acquisiti dal Reparto Operativo Speciale dei carabinieri. Secondo la pubblica accusa, sostenuta in aula dai pm Rosa Volpe e Francesco Rotondo, i files rappresentano il «corpo del reato», contenendo gli elenchi e i colori utilizzati per indicare le cordate.

Ed infatti la nuova eccezione presentata dall’avvocato di Luigi Di Sarli, ma fatta propria anche dalle difese degli altri imputati, è stata respinta dal collegio giudicante presieduto dal giudice Eva Troiano.

Nella prossima udienza, fissata per il 3 giugno, saranno ascoltati i due periti che hanno sigillato i computer sequestrati nel giugno del 2008 ai Citarella. Ed è proprio Giovanni Citarella (la cui pena è già stata patteggiata nel corso dell’udienza preliminare) che verrà portato in aula dalla procura nella nuova fase del dibattimento.

Il procedimento giudiziario, al momento, prosegue nei confronti di Giovanni Botta, Luigi Di Sarli, Eduardo Sale, Raffaele Orefice e Francesco Pio De Luca: i primi tre imprenditori, i secondi funzionari della Provincia (che pure si è già costituita parte civile).

Appalti truccati alla Provincia: nuova udienza del processo «Due Torri»

I due periti nominati dalla Procura raccontano la genesi dell’inchiesta mentre il Tribunale del Riesame rimette in libertà l’imprenditore Eduardo Sale. La prossima udienza è fissata per l’11 marzo

Tribunale-Salerno-lato-corso-1024x764Salerno. Si è celebrata ieri pomeriggio la nuova udienza del processo «Due Torri» sugli appalti truccati presso l’assessorato provinciale ai lavori pubblici di Palazzo Sant’Agostino fino al 2009. A parlare sono stati i primi due testi del pubblico ministero: due periti nominati dalla Procura di Salerno per visionare cinque gare d’appalto e lavori di somma urgenza affidati alla cricca di Gennaro e Giovanni Citarella e ai loro complici. Come riporta anche il quotidiano Metropolis, i due periti hanno relazionato su quanto scoperto nel 2008 quando furono chiamati dai pm per visionare gli atti prelevati presso la Provincia e le imprese coinvolte. Quattro relazioni, in cui si spiegava il “sistema”, furono depositate nel 2009. «C’erano numerose anomalie – hanno spiegato in aula i periti Romano e D’Onofrio – sia sulla soglia di ribasso delle ditte in cordata che sulle polizze fideiussorie».

E poi c’erano i lavori di somma urgenza. In un caso, ad esempio, la Provincia affidò alla ditta di Gennaro Citarella i lavori per l’asfalto della provinciale Vietri-Salerno. Il tappetino bituminoso doveva essere fatto in due giorni perché il 16 maggio del 2007 su quella strada doveva passare una tappa del Giro d’Italia. Come mai, si era chiesta la Procura, si affidarono i lavori in somma urgenza e non con una regolare gara nonostante fosse notorio molto tempo prima che il Giro sarebbe passato per quel percorso? E poi, perché fu scelto proprio Citarella nonostante vi fossero molte altre ditte disponibili?

Secondo l’accusa – formulata dal sostituto procuratore antimafia Rosa Volpe e sostenuta ieri in aula dal pubblico ministero Francesco Rotondo – a provare il sistema corruttivo in voga in quegli anni ci sarebbero anche i documenti informatici acquisiti dal computer di Rino Citarella. Secondo quanto riportato da “la Città”, si tratterebbe di centinaia di file dove era custodita tutta la contabilità segreta del cartello, con l’indicazione tanto dei guadagni che delle prebende versate. Ieri, dopo aver ascoltato la testimonianza dei consulenti che copiarono quei dati, il collegio presieduto dal giudice Eva Troiano ha deciso di acquisire nel processo sia la loro relazione che l’intera documentazione informatica, di cui nella scorsa udienza le difese avevano chiesto l’esclusione dal fascicolo.

Nella stessa giornata il Tribunale del Riesame ha liberato il costruttore Edoardo Sale, agli arresti dal giugno dello scorso anno. Dopo i patteggiamenti dei mesi scorsi (tra cui quelli di Rino e Giovanni Citarella), l’imprenditore nocerino resta uno dei cinque imputati nel procedimento sugli appalti. Con lui stanno affrontando il processo i funzionari provinciali Raffaele Orefice e Franco Pio De Luca, il costruttore Luigi Di Sarli di Teggiano (tutti ancora ai domiciliari) e l’imprenditore Giovanni Botta di Palomonte, l’unico a non presenziare al dibattimento. L’ordinanza ha tenuto conto sia del tempo trascorso dai fatti contestati sia «del leale comportamento processuale, culminato nella confessione degli addebiti e nella recisione di ogni residuo legame con la vecchia cordata ipotizzata dall’accusa».

Al termine dell’udienza di ieri i difensori degli imputati hanno anche sollevato una questione di “opportunità” sulla nomina di alcuni periti incaricati della trascrizione delle intercettazioni. Tre di loro, secondo l’eccezione sollevata dall’avvocato Antonio Zecca, non potrebbero svolgere l’incarico in quanto già coinvolti nella registrazione di alcuni interrogatori. I giudici si esprimeranno nel merito entro il prossimo 11 marzo, quando si terrà la nuova udienza del processo. Mentre si è proceduto senza obiezioni alla nomina del settimo perito: il sindaco di Castiglione del Genovesi, Mario Camillo Sorgente.

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