Elezioni politiche: il Governatore Emiliano all’attacco

L’esponente della minoranza dem risponde ad Antonio Vassallo: «purtroppo il Pd è stato invaso da personaggi opachi e improbabili»

michele-emiliano«Caro Antonio, comprendo totalmente la tua indignazione e la tua decisione di abbandonare il PD». Comincia così il commento che il Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, esponente della minoranza dem, ha lasciato sotto al post con cui Antonio Vassalo ha espresso il suo disappunto per la decisione del Partito democratica di candidare l’ex sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, alle prossime elezioni politiche.

«Sono indignato anche io per quello che sta accadendo – continua Emiliano – e sono incredulo del fatto che nessuno abbia tenuto conto delle argomentazioni nitide e non contestabili che hai utilizzato a tempo debito per evitare che simili personaggi fossero candidati».

«Purtroppo – aggiunge l’esponente della minoranza – quei moltissimi che in Campania avrebbero votato per il PD che tuo Padre rappresenta, non andranno a votare o voteranno altre forze politiche perché casa nostra, quella costruita dai partigiani durante la Resistenza e fatta diventare bellissima da gente come Tuo Padre, è stata invasa da personaggi improbabili e opachi come quelli da Te descritti.

Tenteremo con tutte le nostre forze di scacciare questi personaggi dal PD in modo che tu possa, assieme a Tuo Padre, sentirti di nuovo parte di tutti noi. Nel frattempo – conclude l’ex pm – ti chiedo scusa per conto di coloro che nel PD non hanno neanche avuto il coraggio di guardarti negli occhi prima di infangare in questo modo la memoria di Tuo Padre, Angelo».

Omicidio Vassallo, imminente la scadenza delle indagini

In oltre sette anni di inchiesta non è emerso niente su nessuna delle varie piste battute

VassalloSi avvia ad essere un omicidio senza colpevole quello di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010 con nove colpi di pistola mentre rientrava a casa in automobile.

A febbraio, infatti, scadranno i termini dell’ultima proroga delle indagini concessa lo scorso giugno dal gip di Salerno. «Per me resta una ferita aperta, purtroppo dobbiamo chiudere senza aver raccolto quello che speravamo» commenta, su Il Mattino in edicola oggi, il procuratore aggiunto di Napoli, Rosa Volpe, che per quasi tre anni era stata applicata alle indagini salernitane sull’omicidio del sindaco pescatore.

In oltre sette anni, tutte le piste sono state passate al setaccio, sia circa l’attività amministrativa che quella privata di Vassallo: l’abusivismo, le speculazioni, le concessioni turistiche, gli appalti. Nulla è stato trovato.

«Purtroppo, nonostante siano state scandagliate tutte le piste e siano stati esaminati tutti i risvolti possibili di questa vicenda, non siamo riusciti a raccogliere i necessari elementi probatori da portare in un processo», ha aggiunto il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo.

Così, lasciando la sua terra attonita, una delle indagini più importanti per il Cilento si conclude senza un processo.

Vassallo, tensioni nel Pd dopo la lettera a Matteo Renzi dal fratello del sindaco ucciso

La missiva di Dario Vassallo pubblicata da il Fatto Quotidiano

Vassallo«In molte zone del Sud si ha più paura di certi politici che della camorra». È un attacco politico molto duro quello contenuto nella missiva che Dario Vassallo ha inviato al segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, dalle colonne de il Fatto Quotidiano.

Nella lettera, il fratello del compianto sindaco di Pollica accusa il Pd, insieme a vari suoi esponenti politici locali, di aver calpestato l’eredità politica di Angelo Vassallo. Non manca un riferimento critico sul Governatore della Campania e sul sindaco di Agropoli.

«Al sud abbiamo perso, perché abbiamo delegato ai notabilati» scrive il presidente della Fondazione Sindaco Pescatore. «Al Sud Lei ha perso – continua Vassallo rivolto a Renzi – perché ha avallato una politica feudale che imperversa da oltre 40 anni e che si tramanda da padre in figlio, come una dote, una carica nobiliare, avendo un solo scopo, mantenere il potere. Lei non ha rottamato niente e nessuno, da quando è diventato segretario tutto è rimasto come prima e le sue promesse sono diventate un miraggio.

Ma lei conosce veramente Vincenzo De Luca? Egli è il presidente della Regione Campania, al quale io avevo chiesto il riconoscimento del giglio marino come specie protetta, visto che la Campania è l’unica regione del Sud a non riconoscerlo.

È il presidente al quale avevo chiesto di attuare, praticamente, nella sua regione e a favore dei pescatori, il progetto “Pulizia dei fondali marini”. Non è una cosa strana: è un progetto scelto dal Dipartimento di Stato a rappresentare l’Italia alla Conferenza Mondiale sugli oceani organizzata da John Kerry, e tenutasi a Washington il 15-16 settembre 2016.

Egli è il presidente che ha nominato Franco Alfieri, consulente personale per Caccia, Pesca e Agricoltura, dandogli poteri ampi. Ma Lei conosce Franco Alfieri? Egli è il sindaco di Agropoli, incandidabile alle elezioni regionali del 2015. Lorenzo Guerini, mi rispose “chi lo vuole candidare dovrà passare sul mio corpo”. Chapeau al suo vicesegretario. Franco Alfieri è colui che dice di non aver visto le sette denunce fatta da Angelo Vassallo, ex sindaco di Pollica. Franco Alfieri è colui che è stato rinviato a giudizio insieme ad altri 77 personaggi nel processo “Due torri bis”, processo che riguardava una dozzina di strade ubicate nella provincia di Salerno, pagate e mai ultimate. L’anno scorso è stato prosciolto per prescrizione e noi continuiamo ad essere come Fondazione tra i pochi che si sono costituiti parte civile.

(…)  “Qualcuno” Le dirà che io sono matto, è probabile. Le diranno che cerco la notorietà, questa no. La notorietà mi ha assalito la notte del 5 settembre 2010, quando mio fratello Angelo, il Sindaco Pescatore, fu ucciso con sette colpi di pistola. Forse a Lei nessuno ha detto che Angelo è stato ucciso avendo in tasca la tessera del suo partito.

Spero che altri non diventino “noti” come me, ma questa ipotesi è possibile perché con la sua politica al Sud ha spianato un’autostrada all’illegalità e – conclude Dario Vassallo – in molte zone del Sud si ha più paura di certi politici che della camorra».

Omicidio Vassallo, luci spente nel sesto anniversario dell’agguato

L’iniziativa di commemorazione è promossa dalla Fondazione Sindaco Pescatore

VassalloFreeze flash mob e luci spente in ricordo di Angelo Vassallo: è l’invito della Fondazione Sindaco Pescatore in occasione del sesto anniversario dell’uccisione del Primo cittadino di Pollica contro il quale furono sparati sette colpi di pistola il 5 settembre 2010 mentre rincasava.

«Come lo scorso anno – fanno sapere dalla Fondazione – alle 19 con il Freeze Flash Mob invitiamo tutti a fermarsi, ovunque nel nostro Paese (e oltre), per un minuto, ‘congelati, immobili’ a pensare alla bellezza. Alle 21, invece, i sindaci e gli amministratori potranno aderire spegnendo per un minuto le luci del proprio comune o di un luogo simbolo della propria città. Le adesioni possono essere comunicate scrivendo una e-mail all’indirizzo fondazionevassallo@gmail.com».

Omicidio Vassallo, spunta un clan scafatese nell’inchiesta della magistratura

Rivelazione del quotidiano “la Città”: il pm Rosa Volpe continua ad indagare sulla morte del “sindaco pescatore” di Pollica

VassalloSalerno. Un filo nero tra la morte del compianto sindaco di Pollica Angelo Vassallo ed un clan scafatese. È quanto riportato dal quotidiano “la Città”, secondo cui gli inquirenti starebbero cercando riscontri ad un indizio che conduce dal Cilento a Scafati e ai paesi vesuviani.

Le indagini sulla morte del sindaco pescatore – ricorda il quotidiano salernitano – non si sono mai fermate e l’attuale procuratore aggiunto di Napoli, Rosa Volpe, che ha mantenuto la titolarità del fascicolo, non ha mai mollato, neppure dopo il suo trasferimento. Oggi ha una visione più ampia della camorra che potrebbe aver armato la mano del killer, una visione che spazia dal Salernitano al Napoletano.

Direttore responsabile:
Giuseppe Maniaci

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