Napoli, referendum: al via gli interrogatori per la presunta istigazione al voto di scambio

Il pm Stefania Buda vuole fare domande ad alcuni dei primi cittadini e dei politici che presenziarono all’evento del 15 novembre all’Hotel Ramada con Vincenzo De Luca. Il primo ad essere ascoltato sarà Franco Alfieri

De Luca - Festa de l'Unità ad AgropoliNapoli. La sfilata dei sindaci campani in Procura inizia oggi e durerà sino al 5 gennaio. Il primo a presentarsi davanti ai magistrati nell’inchiesta De Luca sulla presunta istigazione al voto di scambio sarà il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, da cui è scoppiato il caso.

A lui si rivolgeva, infatti, De Luca quando parlò dell’offrire agli elettori una frittura di pesce ed era lui quello “delle clientele, ah che bella cosa”.

Coadiuvata dagli ufficiali del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, guidato dal colonnello Giovanni Salerno, la pm Buda vuole andare fino in fondo. Ed ha stilato una lista di persone da sentire nei prossimi giorni.

Sono stati invitati in Procura alcuni dei sindaci e dei politici indicati dallo staff di De Luca come ‘presenti’ al Ramada, ma anche sindaci che hanno dichiarato di essere stati lì attraverso interviste e articoli pubblicati sulle testate locali e inseriti nel fascicolo di un’inchiesta nata grazie a uno scoop de ‘Il Fatto Quotidiano’, la pubblicazione di circa 27 minuti dell’intervento di De Luca.

L’audio è stato acquisito il 24 novembre, l’inchiesta è accelerata nei giorni successivi al referendum del 4 dicembre con la deposizione di Paolo Russo, capo ufficio stampa di De Luca, seduto al suo fianco durante il ‘comizio a porte chiuse’ del Governatore. In seguito il pm ha sentito lo staff del Governatore e ha aperto un sottofilone sulla cena del 30 novembre all’Holiday Inn con De Luca e circa 200 imprenditori della sanità privata.

Legge Severino, l’Avvocatura dello Stato dà torto a De Luca

A sorpresa, il Governo si schiera a difesa della norma che prevede la sospensione per gli amministratori condannati. L’udienza pubblica presso la Corte costituzionale è prevista per il prossimo 20 ottobre

ErmelliniCCostIl governo sosterrà la piena costituzionalità della legge Severino, nel giudizio presso la Consulta, in calendario per il prossimo 20 ottobre. Infatti, gli avvocati dello Stato, Gabriella Palmieri e Agnese Soldani, hanno depositato due memorie in cui chiedono alla Corte costituzionale di dichiarare inammissibile o quantomeno infondato il ricorso presentato dal Tar della Campania, circa un anno fa, durante l’esame del caso De Magistris. Su quel ricorso si è appoggiata anche la difesa di Vincenzo De Luca che, proprio come il sindaco di Napoli, è stato sospeso dall’incarico (prima, di sindaco a Salerno; poi, di Governatore della Campania) a seguito di una condanna in primo grado per abuso d’ufficio. La sospensione di entrambi, disposta dal Prefetto, è stata a sua volta congelata dalla magistratura, in attesa dell’imminente vaglio di costituzionalità.

Se la Consulta dovesse accogliere la tesi esposta dall’Avvocatura dello Stato, gli incarichi di De Magistris e De Luca tornerebbero in bilico. Proprio come le loro posizioni politiche.

Regione Campania, Vincenzo De Luca presenta la giunta: 6 donne su 8 assessori

L’ex sindaco di Salerno, dopo che il Tribunale ha congelato la sua sospensione (scaturita dall’applicazione della legge Severino), ha annunciato la sua squadra di tecnici: «È una valanga rosa»

De Luca tagliatoSei donne su otto assessori, tutti docenti universitari, e il fedelissimo Fulvio Bonavitacola alla vicepresidenza: è la nuova giunta regionale della Campania, presentata da Vincenzo De Luca, che stamani si è insediato alla Presidenza della Regione. L’ex sindaco di Salerno, dopo che il Tribunale ha accolto il suo ricorso contro la sospensione per effetto della legge Severino (è condannato in primo grado per abuso d’ufficio), ha deciso di nominare una squadra di collaboratori essenzialmente tecnica. «E’ una valanga rosa», ha dichiarato durante la conferenza stampa, «credo di aver mantenuto l’impegno di dare vita ad una giunta al di fuori di ogni logica del mercato della politica ma rispettando il criterio dell’assoluta autonomia del presidente. Una squadra aperta alla società civile e alle competenze professionali in vista dei compiti faticosi che ci attendono già in queste ore».

Oltre a Bonavitacola, al quale è stata affidata la vicepresidenza e la delega all’urbanistica, della nuova Giunta regionale della Campania fanno parte Serena Angiuoli (con delega ai Fondi dell’Unione Europea); Lidia D’Alessio (bilancio); Valeria Fascione (internazionalizzazione e start up); Lucia Fortini (scuole e pari opportunità); Chiara Marciani (formazione e lavoro); Sonia Palmieri (risorse umane e patrimonio); Amedeo Lepore (attività produttive).

De Luca ha nominato anche quattro consiglieri del Presidente. Si tratta di Mario Mustilli, consigliere finanziario; Sebastiano Maffettone che si occuperà di organizzazione culturale; Paolo De Ioanna ai rapporti con le amministrazioni centrali, e Francesco Caruso cui va la delega ai rapporti internazionali e con l’Unesco. Capo di gabinetto della Regione sarà il dottor Sergio De Felice, consigliere di Stato. Tutte le nomine saranno immediatamente operative dopo la prima seduta del Consiglio regionale convocato per giovedì 9 luglio (ore 16).

Regione: Renzi sospende De Luca, che ora deve decidere se presentare ugualmente la giunta

Il Presidente del Consiglio rinuncia a varare un decreto interpretativo della legge Severino e scarica su De Luca la responsabilità di decidere come proseguire: «il nostro lavoro su questo caso finisce qui»

De Luca - Festa de l'Unità ad Agropoli«Ho firmato il decreto di sospensione di De Luca da presidente della regione Campania come da adempimento di legge». Lo ha detto, nella serata di ieri, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il decreto – ha spiegato – è «un adempimento che abbiamo realizzato una volta ottenuto il nulla osta del ministro competente, i pareri. La nostra opinione è che il Presidente della Regione Campania possa – a norma di ciò che scrive l’Avvocatura dello Stato – fare gli atti consentiti dal parere medesimo. Per quello che riguarda la posizione di Palazzo Chigi, noi abbiamo proceduto alla firma del decreto di sospensione. Avevamo sempre detto che avremmo mantenuto ogni tipo di intervento necessario, senza fare ricorso ad alcuna normativa ad hoc. Lo abbiamo dimostrato una volta di più come era doveroso fare».

Nel pomeriggio, il ministro Maria Elena Boschi aveva detto: «Verrà applicata la legge come ha già detto il Presidente del Consiglio anche nel caso di De Luca». «Stiamo facendo tutte le verifiche procedurali -aveva aggiunto - perchè si tratta di una prima applicazione come presidente di un consiglio regionale ma rispetteremo la legge come abbiamo sempre fatto». «De Luca valuterà se potrà fare atti conseguenti: è una valutazione sua».

«La Presidenza del Consiglio ha seguito l’iter – ha poi concluso Renzi – Con la sospensione finisce il nostro lavoro». «Ci sarà il ricorso di De Luca, che in molti altri casi ha ottenuto assensi, penso a De Magistris e ad altre vicende. Diventa ora una valutazione politica. Si pone un tema interpretativo. Sarà lui a dover valutare il da farsi. Aspetto il naturale ricorso avverso a questo atto. De Luca valuterà se seguire il parere dell’avvocatura».

Campania, De Luca proclamato presidente. M5S, Sel e Fi: «sia sospeso»

Il neogovernatore diserta la cerimonia di proclamazione che si è svolta a Palazzo di Giustizia e lo scambio di consegne con il presidente uscente Stefano Caldoro

Vincenzo-De-Luca taglVincenzo De Luca è stato proclamato ufficialmente presidente della Regione Campania. L’ex sindaco di Salerno, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, ora rientra nei casi previsti dalla legge Severino per la sospensione dalla carica con la peculiarità rispetto ad altre situazioni di essere stato eletto nonostante fosse già nella condizione per non assumere il ruolo.

I delegati dei candidati presidenti alla Regione Campania, Valeria Ciarambino per il Movimento Cinque Stelle e Salvatore Vozza per Sinistra al lavoro, hanno presentato una «annotazione al verbale di proclamazione». Un atto, presentato al verbale redatto dall’Ufficio elettorale regionale della Corte d’Appello, per sostenere che «la sospensione avviene in maniera automatica» e che «qualsiasi atto a sua firma è nullo». Anche Forza Italia chiede al presidente del Consiglio di intervenire: «Non prendere in giro gli italiani», ha detto il capogruppo alla Camera Renato Brunetta rivolgendosi direttamente a Matteo Renzi, «anche tu rischi di commettere un reato. Se a proclamazione avvenuta qualcuno, e mi riferisco al presidente del Consiglio, dovesse ritardare la sospensione commetterebbe il reato di abuso di ufficio».

Fonte: il Fatto Quotidiano

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